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Cornificato con un vecchio amico
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Racconto14 min di lettura

Cornificato con un vecchio amico

Come rinunciare al mio amico superdotato? Soprattutto se mio marito si eccita a sapermi sfondata dal suo cazzo bestiale?

pennabianca
1 anno fa · 1.5k letture · 0

Mi chiamo Claudia una donna di 48 anni, di media statura, mora, occhi scuri quarta di seno, ventre abbastanza piatto, cosce lunghe ed un bel culo a mandolino; sono sposata con Luigi da vent’anni.

Siamo professionisti con istruzione universitaria ed abbiamo una vita abbastanza normale. Circa un mese fa però, è avvenuto un fatto che ha cambiato la nostra vita ed è questa la storia che mio marito ha voluto raccontassi.

Prima di conoscere e sposare Luigi, ho frequentato, per circa un anno, un altro uomo, Marco. Era alto e muscoloso, aveva i capelli chiari, decisamente biondi, e dolci occhi scuri, insomma un bell’uomo. Il suo aspetto particolare non passava certo inosservato e, soprattutto, era molto ambito dalle donne, perché la sua dotazione era decisamente fuori dal comune.

Marco ha, fra le gambe, un membro lungo circa 24 cm. con una circonferenza davvero notevole, che sapeva usare benissimo e, con lui, una donna poteva provare la differenza che c’era tra gemiti di passione e grida di dolore, oltre ad essere un amante formidabile.

Quando facevamo sesso, Marco mi faceva sempre venire più volte. Non credo ci sia mai stata un’occasione in cui anche lui non sia venuto almeno tre volte, con enormi quantità di sperma.

La nostra storia ebbe a durare circa un anno, perché il nostro scopo era rivolto al solo sesso senza vincoli, né legami di sorta, e, di quel periodo, dentro di me, ho tenuto un bellissimo ricordo che ancora conserva con piacere.

Dopo un po’ di tempo che io e Luigi stavamo insieme, dopo aver fatto sesso avevamo preso la simpatica abitudine di parlare, raccontando le storie di persone con cui avevamo fatto sesso prima di incontrarci. I nostri racconti erano sempre abbastanza ricchi di dettagli, trovando questo gioco particolarmente eccitante. Luigi amava molto conoscere certe storie nei minimi dettagli, insomma si eccitava a sapere delle mie scopate con Marco. Più di una volta, mi ha confessato che, se mai avessimo incontrato Marco, avrebbe voluto diventare suo amico e sarebbe stato contento se anch’io avessi, in qualche modo, ripreso la nostra amicizia. Alla fine, mi ha confessato anche che per lui sarebbe stato molto bello, se una sera fossi tornata a casa e gli avessi raccontato di aver scopato ancora con Marco.

Naturalmente questo era solo un suo desiderio, anzi una sua fantasia, e tale sarebbe rimasta perché l’amico, da tempo, si era trasferito in un’altra città, molto distante da noi. Tutto questo avveniva nei primi anni di matrimonio, poi, con il passare degli anni, i nostri discorsi sulla fantasia di vedermi scopare con Marco si sono diradati e la nostra vita ha preso a scorrere sui binari della assoluta normalità e il sesso tra noi, anche se buono, non è vigoroso come una volta.

Un mese fa, ho partecipato ad un convegno in un hotel di una grande città, non lontana la casa mia. È stato un convegno molto noioso, cui, però, ho dovuto partecipare obbligatoriamente, e si sarebbe protratto per l’intera giornata, che mi sembrava non voler mai finire.

Mentre tornavo dal pranzo di lavoro, percorrendo uno stretto corridoio, un uomo è uscito da una porta laterale e mi è quasi venuto a sbattere contro. Giusto il tempo per scusarmi della appena evitata collisione e sono rimasta scioccata: ero faccia a faccia con Marco!

Anche lui si mostra non meno sorpreso di me ed abbiamo iniziato a parlare, riferendoci l’un l’altro di ciò che era accaduto in tutti questi anni di lontananza. Gli ho parlato di me, dicendogli che era sposata da quasi una ventina d’anni e che avevo due figli.

Lui mi ha detto che, da poco, si era di nuovo trasferimento nella nostra regione e che aveva casa a circa una trentina di km da casa mia; che era presente in città, perché stava organizzando una manifestazione per un grosso partito politico, che avrebbe avuto luogo fra qualche giorno. Mentre parlavamo, ho notato quanto fosse ben vestito e che era ancora attraente come sempre. Il suo fascino, il suo carisma, non era per niente cambiato, anzi, con il tempo, era cresciuto ancor più. Mentre lo ascoltavo, mi son resa conto che i ricordi, che la sua presenza faceva emergere in me, mi stava facendo bagnare fra le cosce in maniera tanto copiosa da esserne veramente stupida. Così mi sono ritrovata ad usare un tono più civettuolo, un linguaggio decisamente più sensuale, che mi ha portato ad avere un atteggiamento abbastanza languido e sensuale, direi proprio molto disponibile.

Mi sentivo di nuovo profondamente attratta da quel maschio che, in passato, mi aveva fatto veramente impazzire. Anche Marco stava inviando segnali inequivocabili di ampio gradimento e, mentre in me aumentava l’eccitazione, la mente si è rifiutata di pensare ad altro che non fosse il desiderio forte di avere ancora quel maschio dentro di me.

Siamo andati avanti per un po’ a parlare e Marco, alla fine, ha sorriso e ha detto che non gli riusciva di non pensare alle volte in cui eravamo stati insieme. Senza nessuna remora, anzi proprio da sfacciata, gli ho confessato che ci stavo pensando anch’io, con ciò aprendo alla possibilità di divertirci come ai vecchi tempi, prendendo una strofa.

Senza pensarci su due volte, gli ho detto di sì. Ho aspettato nel corridoio per quelle che sembravano ore, mentre Marco prendeva la stanza.

Ricordo di aver pensato che, in quel momento, indossavo l’intimo meno sexy che possedevo, mentre mi sarebbe piaciuto poter sfoggiare un intimo molto più erotico.

Quando stavo con lui, mi ero sempre vestita con un intimo molto sexy, cosa che aveva sempre apprezzato. Mentalmente ho preso ad elucubrare com’era far sesso con lui e, soprattutto, quanto fosse bello. Mentre ci avviavamo verso l’ascensore, ricordo di aver pensato che avremmo potuto imbatterci in qualcuno che ci conosceva, però, nello stesso tempo, la cosa mi eccitava in maniera così forte da farmi quasi tremare le gambe. Quando le porte dell’ascensore si son chiuse, Marco mi abbraccia e mi dà un lungo bacio, carico di passione. Mi ha trasmesso una sensazione di calma assoluta, facendomi sentire scevra da ansia, perché l’unico intento che volevo tracciare era quello di appagare l’eccitazione che mi stava facendo bagnare in maniera incredibile. Appena entrati, la porta si è automaticamente chiusa dietro di noi. Mi son resa conto che ero sola con Marco e stavo per realizzare la fantasia che era non solo mia, ma anche di Luigi. Stavo tremando e son sicura che Marco se ne sia accorto. Mi disse di rilassarmi, mi avvolse tra le braccia e mi baciò appassionatamente.

Sdraiati sul letto, ci siamo abbracciati ed abbiamo cominciato a baciarci avidamente, quasi a voler recuperare il tempo perso e così ho dimenticato di aver paura, di esser tesa, e mi sono lasciata andare fra le sue braccia. Marco mi ha sbottonato la camicetta ed ha lasciato che la mia mano vagasse fino al suo inguine. Il suo cazzo era grosso e duro come lo ricordavo e l’ho accarezzato da sopra i suoi pantaloni. Lentamente Marco mi ha tolto la camicetta, poi mi ha fatto alzare in piedi e mi ha slacciato la gonna, lasciandola cadere per terra. Ero un po’ imbarazzata, mentre mi trovavo di fronte a lui; ero consapevole che due gravidanze avevano lasciato il segno sul mio corpo, rispetto alle volte che mi aveva visto nuda e, forse, non ero più attraente come poteva ricordare.

Lui, invece, incurante di ogni cosa, ha continuato a denudare il mio corpo ed ha provato molto piacere nel vedere i miei seni liberi, che ha subito preso a baciare, succhiandomi i capezzoli duri. Mentre godevo delle sensazioni che mi dava la sua bocca sui miei seni, ho preso a denudarlo e, una volta sfilati i suoi indumenti, mi sono trovata davanti al viso il suo bellissimo fallo enorme, grosso, teso e duro.

Mi apparve enorme proprio come lo era la prima volta che lo vidi. Ne ho subito preso la punta in bocca e l’ho succhiata, mentre accarezzavo l’asta.

Gemette e chiuse gli occhi e, mentre succhiavo e leccavo quel bel cazzo, gli carezzavo le palle. Mi leccai la punta del dito e gliela spinsi delicatamente nel culo: sapevo che lo adorava.

Mi ha lasciato fare per qualche minuto, poi mi ha sollevato e dopo avermi completamente denudata, mi ha adagiato sul letto e mi son ritrovata lì con la figa bagnata in attesa, mentre lui era in piedi sopra di me con il suo cazzo duro che gli ondeggiava davanti.

Lo, non vedevo l’ora di sentirlo volevo dentro di me, ma tornando con la mente al passato, mi son ricordata che lui non me l’avrebbe dato subito, perché era sua consuetudine farmi godere a lungo e bene, con la lingua, prima di penetrarmi. Marco ha usato magnificamente la sua lingua per stuzzicare il mio clitoride e sondare, sia il mio culo stretto che la figa. Era conscio delle sue capacità a farmi godere a lungo e, mentre mi massaggiava il clitoride con la lingua, ha fatto scivolare il dito indice nella mia figa.

Ha iniziato con un movimento avanti/indietro lento, ma continuo. È stato meraviglioso! Dopo un paio di minuti, mi ha inserito un secondo dito e, dopo averlo abbondantemente bagnato, l’ha tirato fuori dalla mia figa ed ha iniziato ad inserirlo nel mio sedere.

Ben presto mi son ritrovata con un dito in figa ed uno nel culo, mentre lui insisteva con la lingua sul mio clitoride. Non c’è stato molto tempo prima che raggiungessi un orgasmo forte e intenso, che ho urlato con tutta la voce che avevo in corpo. È stato bellissimo e non ho dato importanza al fatto che qualcuno potesse sentirmi godere così forte.

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