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Disinibita dai cazzi
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Racconto25 min di lettura

Disinibita dai cazzi

In spiaggia coi nudisti, da cosa nasce cosa.... la donna si lascia andare e lo prende perfino nel culetto.

pennabianca
2 anni fa · 1.1k letture · 0

Mi chiamo Anna, ho quarantanove anni, anzi, fra due mesi, cinquanta e sono sposata con Carlo, che ne ha due più di me. Sono alta 1,70, capelli biondo naturale, occhi azzurri, fisico slanciato, seno di una buona terza misura, un culo a mio avviso non troppo bello, ma che rappresenta il culmine di gambe lunghe e ben tornite, bocca normale con labbra non troppo sensuali. Sono, a mio giudizio, una donna come tante. Lavoro in un istituto scolastico, come vice direttore. Nel mio ambiente di lavoro, siamo solo quattro donne ed i restanti nove elementi sono uomini di varie età, dal preside che è il più anziano, sfiora i sessanta, al docente più giovane, che ne ha trentotto. Fra noi c’è una certa armonia, anche se, a volte, bisogna proprio aver tanta pazienza con i maschi, che sembra aver nella testa solo una cosa: il sesso! Io non sono affatto un tipo provocante, né tanto meno una che cerca di farsi notare. Ho un buon rapporto con mio marito, con cui vivo serenamente. Abbiamo un figlio che, dopo la laurea in ingegneria elettronica, vive e lavora in un’altra città. Carlo è il classico marito, alto un po’ più di me, moro, anche se cominciano a vedersi i primi capelli bianchi, occhi scuri, con un po’ di pancetta, ed è sempre allegro e solare: sa mettere tutti a loro agio, in ogni situazione. Lavora come impiegato comunale e non sono sempre stata sicura della sua fedeltà: a volte ho preferito lasciar perdere per non creare dissapori all’interno della coppia. Sessualmente parlando è un porco, che ha trovato in me scarsa complicità in quanto poco propensa a fantasie strane. Quando l’ho conosciuto, venivo da alcuni amori giovanili di scarsa importanza e, per me, lui è stato il primo ed unico vero amore. A letto lui vorrebbe tanto di più, ma io sono molto retriva ed indecisa su cosa concedergli, specie se si parla di sesso anale, che non ho mai voluto provare. Anche con il rapporto orale non do il massimo: lo prendo in bocca e lo succhio un po’, poi, quando lui viene, lo sputo sempre. Capisco che la mia scarsa collaborazione possa averlo portato a cercar donne più troie e, su questo, non ho mai voluto indagare più di tanto. Con l’avvicinarsi delle vacanze estive, Carlo mi ha chiesto di cambiare la destinazione dove trascorrere due settimane di assoluto riposo. Generalmente andiamo sempre in riviera ed optiamo per la pensione completa. Io distesa al sole e lui che passeggia e parla con i vicini di ombrellone. Dopo quattro ore di nave ci siamo ritrovati in Corsica. Fin da subito mi è piaciuta l’idea di visitare questa terra, di cui avevo sentito parlare, ma, appena arrivata su una spiaggia, ho capito il motivo per cui lui l’ha scelta.Il 90% delle donne distese al sole erano nude ed il restante erano in topless.

«Carlo, dove siamo capitati? Non penserai che io mi metta nuda?!»

Lui mi sorride e, dopo aver piantato l’ombrellone e fatta distendere su di un telo, mi si avvicina e mi bacia sul collo.

«Tranquilla, qui a nessuno importa se sei nuda o vestita, nessuno ti osserva e, in più, siamo così lontani da casa, che, quand’anche fossi nuda, nessuno sa chi sei.»

È questo che mi sussurra dietro la nuca, dandomi bacetti sul collo, ben sapendo che, quando fa così, mi riduce a non negargli quasi nulla. Mi fa distendere a pancia in giù, mi spalma la crema sul corpo e, con un gesto rapido, mi sgancia il reggiseno. Provo ad obiettare, ma lui, con fare calmo e sereno, mi convince a lasciarmi andare. Dopo aver indugiato a lungo anche sulle mie natiche, facendo scomparire il costume nel solco dei glutei, mi fa rigirare. Cerco di coprirmi i seni, ma lui, con estrema delicatezza, mi convince a lasciarli liberi. Mi distendo ed inforco i miei occhiali da sole, giusto per celare un certo imbarazzo che sto provando. Lui continua a spalmar la crema e, quando lo fa sui seni, il gesto diventa un vero e proprio palpeggio, che alla fine mi eccita ed i miei capezzoli gonfi e duri lo dimostrano platealmente. Scivola verso il basso e, alla fine, dopo una mia breve e inutile resistenza, mi sfila anche gli slip. Sono nuda! Subito mi sento avvampare le guance. Mi vorrei rigirare e ma lui, con fare deciso, mi costringe a restare supina. Avverto una strana sensazione di eccitazione nel restar nuda in mezzo alla gente che, apparentemente, non si cura di me, né di noi. Devo ammettere che le sue parole mi hanno instillato dentro una strana sensazione, un certo desiderio di capire se ancora riesco da attirare l’attenzione di maschi sconosciuti, perfetti estranei che non mi conoscono e non già le solite persone con cui ho rapporti di lavoro e da cui ho sempre ricevuto complimenti e, spesso, anche proposte non troppo velate. Osservo, attraverso gli occhiali scuri, le persone intorno e vedo gente rilassata, distratta, che pensa solo al proprio benessere e questo mi tranquillizza e rilassa abbastanza. Dopo un po’, Carlo si alza e va a far il bagno. Mi invita a seguirlo, ma io, per l’imbarazzo che provo, non accetto e resto sola, mentre osservo lui che, allontanandosi, guarda le femmine distese al sole. Sento una punta di gelosia e mi metto a guardare tutt’intorno, per analizzare i vari maschi nei pressi della mia postazione. Tre sono decisamente da scartare “a priori”, ma due mi sembrano dei magnifici esemplari di maschio. Uno in particolare, mi sta osservando in maniera alquanto eloquente e con una certa insistenza. Si trova a poca distanza da me. Lo osservo meglio e noto che è già in erezione, la cosa mi stupisce e, nello stesso tempo, mi eccita. Mi sento osservata ed i suoi gesti, lenti e precisi, mi indicano che si sta toccando per me e la cosa mi esalta ad un punto tale che divarico appena le gambe e mostro parte della mia micetta, con il suo triangolino di pelo perfettamente curato. Non amo depilarmi totalmente, perché questo genera dei problemi e si rischia di contrarre verruche, cosa capitata ad una mia collega più giovane, che ne ha sofferto molto. Lui percepisce lo scopo del mio movimento e, allora, accentua ulteriormente la masturbazione, evidenziando un sesso decisamente lungo ed anche bello grosso. Fingo indifferenza, mentre, in realtà, mi sto eccitando moltissimo. Il ritorno di Carlo interrompe per un momento il suo muover la mano sul sesso, che, adesso, è un vero e proprio palo di carne, ben teso ed eretto. Il gioco non è sfuggito a mio marito che, con un sorriso sornione, si siede vicino a me e mi accarezza i seni. Il suo gesto non sfugge a quel maschio, che riprende subito a masturbarsi in maniera palese.

«Come vedi risulti ancora esser un bel bocconcino, molto appetibile, che suscita interesse.»

Lo guardo incuriosita, cercando di capire dove vorrebbe andar a parare, e lui, con il sorriso di chi la sa lunga, mi sfiora il sesso. Lo fermo e lo guardo contrariata.

«Adesso non esageriamo! Non vorrai offrire uno spettacolo davanti a tutti.»

Lui continua a sorridere e scuote il capo.

«Davanti a tutti no, ma se fossimo soli, o quasi, accetteresti di giocare con me?»

Lo guardo sorpresa e, nello stesso tempo, incuriosita.

«Cosa intendi per giocare? Non vorrai far sesso davanti a sconosciuti?»

Lui mi bacia sul capezzolo destro e mi sorride compiaciuto.

«Sarebbe una cosa tanto terribile? Non credi che darebbe una bella scossa al nostro rapporto, che, da un po’ di tempo, è entrato nella “routine”. Sono certo che non ti farebbe male un poco di autostima: prender atto che riesci ancora ad eccitare un maschio, mi è sembrato che non ti è dispiaciuto, quindi, se lui ci osservasse mentre ti scopo, non credo che gli dispiacerebbe tanto.»

Lo guardo, senza rispondere. Mi rendo conto che questa sarà una vacanza molto diversa dalle solite. In fondo è da un po’ di tempo che, mentre facciamo sesso, lui mi parla di certe sue fantasie che coinvolgono altre persone e, in particolare, un maschio ben dotato, non diverso dal nostro vicino, che adesso si sega molto lentamente, cercando di capire se può interessarmi. Per essere un bel maschio lo è, eccome! Mi chiedo se mai riuscirei a far sesso con lui e questo mi mette una certa ansia addosso, che cerco di nascondere dietro gli occhiali. Passiamo buona parte della giornata distesi al sole e, quando vado a fare il bagno, mi sento molto osservata e, stranamente, la cosa mi eccita. In acqua, Carlo mi accarezza e mi fa raggiungere un orgasmo che mi sconvolge, perché tutto accade sotto gli sguardi di tanta gente e la cosa mi ha eccitato tantissimo. Mentre mi distendo di nuovo al sole, vedo il nostro vicino che mi fa un cenno di saluto con il capo, e Carlo, che lo ha notato, gli si avvicina e si mettono a chiacchierare a bassa voce. Poco dopo lo invita sotto il nostro ombrellone, anche perché sono le 14:00 ed il sole picchia forte. Si chiama Luca e, fatte le presentazioni, Carlo, per meglio conoscerlo, lo invita ad illustrarci i posti che val la pena di visitare nei paraggi.

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