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Erotika
La troia che è diventata
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Racconto11 min di lettura

La troia che è diventata

Per la mia dolce mogliettina cercavamo quasi un "principe azzurro" da una botta e via... ora prende i cazzi di tutti.

pennabianca
2 anni fa · 552 letture · 0

Mi chiamo Adriano, ho 27 anni, un po’ basso di statura, occhi e capelli scuri, fisico normale, né grasso né magro. Da due anni, son fidanzato con Emma, una ragazza di media statura, bionda e con gli occhi chiari, un bel seno tondo ed un culetto a mandolino. Le cosce non sono troppo lunghe, ma lei ama calzare sempre scarpe con il tacco, come minimo 12. Sessualmente parlando è una bella porcellina. Le piace scopare, succhiare il mio cazzo di buone dimensioni ed anche prenderlo nel culo con molto piacere. Adora molto quando le vengo in bocca ed ingoia tranquillamente, oppure se le vengo addosso, specie sul seno o in faccia. Poi abbiamo deciso di finalmente convivere. Mentre organizzavamo il nostro nido d’amore, abbiamo avuto contatti con mobilieri, elettricisti e altri artigiani che hanno sempre indugiato a lungo sulle forme del suo corpo e questo ha provocato in noi il desiderio di realizzare qualche fantasia di un rapporto a tre. Ne stavamo parlando da un po’ di tempo, specie dopo che avevo visto con quanto piacere lei si era lasciata ammirare da quegli sconosciuti, che non hanno certo nascosto il desiderio che avevano di scoparla. Una sera, a letto, dopo aver fatto del buon sesso e lei aveva goduto a lungo, abbiamo affrontato l’argomento.«Dobbiamo trovar qualcuno per un gioco a tre. Ci vuole una persona fidata e, soprattutto, discreta.»Ho iniziato a far dei nomi, bocciandone alcuni ed approvandone altri, dando sempre più motivazioni non campate in aria. Però si finiva sempre con una frase che lasciava tutto in sospeso.«Sarebbe bello e, un giorno, un ipotetico terzo lo troveremo, ma il gioco deve riguardare una femmina con due maschi.»Naturalmente entrambi eravamo d’accordo sul fatto che l’ipotetico terzo non dovesse esser qualcuno di anonimo o sconosciuto, ma qualcuno che conoscevamo entrambi e di cui potessimo fidarci. Eravamo entrambi affascinarti e convinti di fare questo passo, ma senza fretta; insomma avevamo tracciato l’identikit fisico, mentale, sentimentale, del candidato ideale, quello che avremmo voluto ospitare nel nostro letto. Partendo dal presupposto che volevamo qualcuno che conoscessimo e non un estraneo, bisognava dunque trovare qualcuno di cui ci si potesse fidare ciecamente. Un soggetto che potesse, in primo luogo, esser interessato ad un’esperienza non proprio convenzionale, ma, soprattutto, che non rompesse comunque gli equilibri della coppia. Uno a cui non interessava il lato sentimentale, ma solo quello sessuale, insomma, qualcuno che fosse interessato e disponibile a farsi una scopata e basta.

In un primo momento abbiamo pensato a diversi nostri amici, ma poi, uno dopo l’altro, li abbiamo scartati quasi tutti, perché ognuno presentava qualche difetto che non ci dava serenità. Poi la svolta, quasi casuale. Lascio la mia vettura dal concessionario per il tagliando e la sera mi faccio venire a prendere da Emma al lavoro. Poiché il mio ufficio è posto in uno stabile che, al piano terra, ha molti negozi, lei, nell’attesa che io uscissi, aveva parcheggiato e si era messa a curiosare fra le vetrine. Indossava una bella mini nera, che le fasciava il suo bel culetto ed una camicetta di pizzo traforata, che la rendeva davvero attraente, molto bella, in quanto le modellava il seno in maniera stupenda. Ai piedi calzava dei sandali dal tacco 12, che le inarcavano il culo meravigliosamente. Esco in compagnia di Piero, un mio collega di 37 anni, divenuto un buon amico dopo anni passati insieme, non solo sul lavoro. Lui è quello che mi ha insegnato tantissime cose sul lavoro e, col tempo, la nostra amicizia si è consolidata anche fuori dal posto di lavoro. In più di una occasione, Emma aveva avuto modo di parlare con lui e, fra di loro, era sorto è un certo feeling. Piero, di recente, era solo perché la sua compagna/convivente, è stata mandata, dalla ditta per cui lavora, molto lontano ed avrebbe fatto ritorno solo ogni due mesi. Inoltre è un tipo tranquillo, ma pazzo per la fica, come me. Appena l’ha vista, le ha fatto dei complimenti e io, in quel momento, ho capito che era lui quello giusto.

«Emma! Sei uno splendore! Se mai lui ti dovesse trascurare, dimmelo che mi candido come sostituto!»

Un breve scambio di simpatiche battute e poi ci siamo salutati. Mentre tornavo verso casa con lei, ho fatto una riflessione nel mio intimo. Piero, candidato perfetto! Già legato sentimentalmente, quindi nessun rischio e poi fra noi si era creato un ottimo rapporto di fiducia e rispetto. Anche dopo una eventuale fine del gioco, ero sicuro che non ci avrebbe creato alcun problema e anche su questo mi sentivo molto fiducioso. Per sondare il terreno, nei giorni a seguire, intavolo con lui un bel dialogo, fatto di battute sul tipo: ‘mi scoperei quella, farei questo, mi piacerebbe fare quello, ecc, ecc.’Ho continuato così per qualche giorno; nei vari discorsi fra noi, non sono mancati dei video porno, dove si vede una scopata a tre con due maschi, cosa che mi ha offerto l’occasione di sondare il terreno, scherzando sul fatto di un’ipotetica avventura a tre.

«Ma tu la faresti una cosa a tre, MfM, con la mia tipa o con la tua?»

Lui mi ha guardato e sorriso asserendo che, con le persone giuste, anche la sua donna si sarebbe prestata ad un gioco di quel tipo. Era ciò che volevo sentire, ora dovevo solo convincere Emma.

Come spesso ci capita fare, iniziamo a provocarci a vicenda, esponendo le nostre proposte riguardo alla ipotetica scopata che ci saremmo fatti a fine giornata. Forse, complice il buon vinello, che ci stava facendo compagnia durante il pranzo, sia io che Emma, eravamo un po’ sopra le righe e metto in campo il discorso sul gioco a tre.

«Quando sarà il caso di fare la famosa cosa a tre?»Lei sorride quasi divertita.«Appena hai trovato quello giusto.»La guardo e le espongo la mia idea.«Che ne dici di Piero?»

Lei mi guarda un po’ titubante. Obbietta subito che è un mio collega e questo, forse in futuro, si potrebbe ripercuotere sfavorevolmente sul mio lavoro.

«Ma poi, sei sicuro che ci starebbe a fare un gioco a tre con noi?»Le ribadisco che è il candidato perfetto. Lei mi sembra pensierosa ed insiste con le domande.«Ma sei sicuro? Ma, a te, non darebbe fastidio? Ma non è che poi fai casini? Non è sposato, mi sembra!»

Mi rendo conto che ho fatto breccia e quindi espongo le motivazioni per le quali sostengo che sarebbe un ottimo candidato e che lui ci starebbe. Lei mi guarda e, quasi in segno di sfida, mi dice che, se proprio mi va, posso procedere.

«Se hai il coraggio, per me va bene. Speriamo che tutto non si risolva in un casino!»La guardo convinto e quindi insisto.«Vuoi che glielo chieda? Se lui è libero, sarebbe possibile anche oggi stesso: questa sera andrebbe bene per te? Non è che poi ci ripensi?»

Lei annuisce e mi dà la sua completa disponibilità. Risaliti in auto mi ha guardato e, forse per testare la mia convinzione, mi ha provocato ancora.«Voglio proprio vedere se non avrai fastidio a vedermi mentre faccio la troia con lui ed inizio a ciucciarglielo!»

Io le ho sorriso ed ho preso la sua mano; le ho fatto sentire quanto lo avevo duro al solo pensiero. Torno in ufficio e incontro Piero.

Prima di andare avanti…

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