Mi chiamo Paolo e sono un marito cornuto. Ho sempre sospettato che Rebecca, mia moglie, mi cornificasse, ma non ne avevo mai avuto la certezza. Rebecca è una bella donna, alta, mora, un po’ rotodina, ma non grassa. Ha un bel seno florido, un bel culo tondo ed una bocca ampia dalle labbra carnose. È quel tipo di donna che, quando passa per strada, fa voltare ogni maschio che la incrocia. Lei, poi, fa di tutto per apparire provocante, indossando abiti molto succinti, tacchi alti e calze con reggicalze o autoreggenti. Circa tre mesi fa, decidemmo di prenderci un periodo di riposo dal lavoro. Si era un po’ dopo Pasqua ed il tempo prometteva. Decidemmo di passare tre giorni sulle Dolomiti. Ho prenotato il soggiorno in una piccola, ma accogliente baita, tutta in legno, dove avremmo trascorso tre giorni a riposare e ricaricarci dalle fatiche del lavoro, che ci avevano davvero stressati. Arrivammo un giovedì mattina, sistemammo le nostre cose e decidemmo di dare un’occhiata in giro. Era fuori stagione e sembrava che non ci fosse tanta gente in giro. Abbiamo preso una funivia e raggiunto un bel rifugio su, in alto. Il tempo era stupendo e allora, dopo aver pranzato, abbiamo deciso di raggiungere un altro rifugio, posto su di una cresta da cui si poteva ammirare tutta la bellezza del ghiacciaio sottostante. Il sentiero non era troppo impegnativo ed anche un’altra coppia di escursionisti, si sono accodati a noi. Ben presto i due giovani si sono allontanati, anche perché noi ci siamo attardati ad osservare il magnifico panorama che si stendeva sotto di noi. Così, fra una foto ed uno sguardo al percorso, invece delle due ore previste, ce ne abbiamo impiegate quattro. Non avendo molta esperienza, non ci siamo resi conto che si era fatto tardi per tornare indietro e, quando siamo entrati nel bar del piccolo rifugio, non eravamo gli unici clienti. Vi erano i due giovani ed altre quattro persone, più due in coppia, come noi. Ci siamo avvicinati al bancone ed un simpatico montanaro, ci ha chiesto se volevamo consumare qualcosa. Io mi son guardato un po’ in giro ed ho notato che tutti erano attrezzati per la notte: alcuni avevano dei sacchi a pelo, altri altre cose adatte a dormire.
«Scusi, ma quanto ci vuole per tornare indietro?»
Lui ci ha guardato stupito.
«Ma non avete prenotato per dormire, qui?»
Io ho guardato mia moglie ed ho precisato che avevamo solo fatto una passeggiata. Lui ci ha guardato, con non poca perplessità.
«Sarà dura trovarvi da dormire. In questo posto ci si viene per passare la notte e poi, il giorno dopo, si scala la parete sopra il ghiacciaio. Se non avete la prenotazione, come vi faccio dormire? Vedete anche voi che lo spazio è esiguo.»
Ci guardiamo intorno e in quel momento ci rendiamo conto del nostro errore. Abbiamo sottovalutato la montagna. Ci siamo imbarcati in una esperienza senza un minimo di preparazione. Vedo le persone in quel rifugio ben attrezzate ed equipaggiate anche con indumenti adatti al luogo, mentre noi due sembriamo due turisti davanti al Colosseo: Rebecca indossa una mini ed una camicia di jeans, con ai piedi delle semplici scarpette da ginnastica, ed io non sono da meno; jeans, camicia e scarpe da ginnastica. Mentre siamo intenti a riflettere, si avvicina la donna della coppia. Ci osserva e poi ci parla con calma.
«Scusatemi, ma ho sentito che siete in difficoltà. Se volete vi possiamo cedere uno dei nostri sacchi a pelo e ci potrete dormire insieme, mentre io dormirò con mio marito. Sarà un po’ stretto, ma se vi arrangiate, potete restare.»
La guardiamo come due naufraghi che sono appena stati salvati. Si era anche avvicinato il marito, un bel maschio alto con un fisico asciutto e ben scolpito. Rebecca lo osserva interessata e poi fa subito le presentazioni.
«Vi ringraziamo davvero tanto: io sono Rebecca e lui è Paolo.»
Io due si scambiano uno sguardo e lui annuisce.
«Piacere, io sono Carlo e lei è Stefania. Venite e sedervi con noi, che mangiamo qualche cosa insieme.»
Subito l’atmosfera si riscalda, anche perché qualcuno ha accesso il caminetto e, mentre fuori soffia un vento gelido, dentro l’atmosfera è subito cordiale e divertente. Seduti all’unico tavolo, facciamo anche la conoscenza delle altre persone. I due ragazzi che abbiamo visto alla partenza, sono Luca e Piero, poi ci sono anche il responsabile del rifugio, che si chiama Simone ed un’altra coppia di persone, un po’ meno giovani, che si chiamano Renzo e Mario. Ci sediamo e, mentre mangiamo pane, formaggio e salame, mi rendo conto che in tutto, dentro quel piccolo rifugio, ci stiamo in nove; sette maschi e due femmine. Mente mangio, bevo un po’ di birra, ma, non essendo un provetto bevitore, cerco di non ubriacarmi; non reggo l’alcol, sono quasi astemio.
Ad un tratto, fa la comparsa una bottiglia di grappa ed io, al secondo brindisi, sono già ko. La mia sbronza è subito evidente e poiché mi provoca sonnolenza, Rebecca e Carlo mi prendono sotto braccio e mi fanno distendere sul nostro sacco a pelo, posto di lato al caminetto, in un angolo un po’ più in penombra. Io farfuglio frasi da totale ubriaco.
«… No! Io…sono…io non ho voglia… non ho bevuto!»
Appena disteso, mi cala la palpebra e mi addormento. Non so dirvi quanto ho dormito, ma essendo abbastanza brillo, dopo un po’ mi sveglio e, nonostante i fumi dell’alcol, sollevo le palpebre e quello che vedo mi fa sorridere. Rebecca è a cavallo di uno, che la scopa dal basso, mentre in due gli fanno succhiare i loro cazzi. Stefania invece è in mezzo a tre, che la scopano insieme. Io sorrido divertito, incapace di rendermi conto di quello che succede, la prendo a ridere, mentalmente ci ironizzo.
“Accidenti, che bel sogno! Cazzo che troie!” Senza rendermi conto che una delle due troie è mia moglie. Richiudo gli occhi e torno a dormire, ma dura poco. Mi sveglio di nuovo e guardo meglio la scena. Adesso anche Rebecca è presa da dietro da Carlo, mentre succhia Simone. Mi sollevo un po’ sui gomiti e mi appoggio alla parete. Resto ad ammirare il tutto ed il mio cazzo diventa di ferro. Ho sempre sospettato di esser un marito cornuto, ma non mi ero mai reso conto quanto lo fossi e, cosa che mi stupisce anche di più, è che ammiro mia moglie far la troia e la cosa mi eccita!
La guardo mentre si trova a disposizione di tutti i cazzi dei ragazzi e son certo che li ha già succhiati tutti e tre abbondantemente, mentre loro si scambiavano i posti tra le sue gambe ed affondando i loro cazzi fra le labbra bagnate della sua figa. La vedo stretta fra i tre maschi, che la fanno godere e la sento urlare di gioia, mentre i vari cazzi le scivolavano nella figa bagnatissima. Vedo che dietro, c’è Mario, che non mi sembra così ben dotato, ma, in ogni caso, la incula con vigore. Poi cambiano di nuovo posizione. Carlo, da sotto, la scopa, facendole provare diversi orgasmi. Mentre ora Simone e Mario, che si è sfilato da dietro, stanno entrambi in ginocchio accanto alla testa di Rebecca e lei si sta alternando a succhiare i loro cazzi rigidi, mentre continua ad esser chiavata. Vedo che Mario si scambia di posto con Renzo, che si posiziona dietro Rebecca. Lei si gira, lo guarda e gli sorride. Vedo che imbocca il culo di mia moglie, che ha come un sospiro ed un gemito promana dalla sua bocca.

