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Erotika
Un uomo chiamato cavallo
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Racconto13 min di lettura

Un uomo chiamato cavallo

Non tutte le amicizie sono blande e dedicate a fare una serata in osteria... io conobbi un vecchio superdotato e con lui, la felicità!

pennabianca
2 anni fa · 2.3k letture · 1

Mi chiamo Mario, ho quasi 50 anni. Sono di media statura, ho i capelli castani, con qualche capello bianco, gli occhi scuri ed un corpo ben tonico, perché pratico molti sport. Sono vedovo da sette anni, da quando, cioè, mia moglie fu uccisa da un ubriaco, mentre attraversava la strada. Ho un figlio maschio che vive e lavora in un’altra città. Come professione faccio il geometra per una grande azienda di costruzioni. Il mio lavoro mi porta a conoscere tanta gente e, fra queste conoscenze, a volte nasce una certa amicizia che, col tempo, diventa più stretta. Una di queste è stata quella con Augusto, un tizio di 65 anni, cui avevo, con la ditta con cui lavoro, ristrutturato una bellissima casa colonica. Durante i lavori nasce una certa confidenza e, alla fine, parlando un po’ di fica, io lo prendevo un po’ in giro, dicendo che lui ormai con il sesso aveva chiuso.«Hai 65 anni, che vuoi scopare più? Al massimo gli dai una leccatina!»Passano due settimane e poi, una sera, lui mi invita di sabato a cena da lui per festeggiare la fine dei lavori.«Vieni a cena e ti faccio assaggiare la nuova produzione di vino.»Così, puntuale, mi son presentato a casa sua. Appena giunto mi presenta Lorena e Massimo una coppia di amici, anch’essi invitati.«Lui è Massimo e lei è Lorena, sua moglie, una coppia di miei amici che ho voluto invitare, perché, per la prima volta, son venuti dalle nostre parti.»Guardo la donna e trovo che è una bella tipetta. Sui 34 anni, alta quanto me, mora dai capelli lunghi, un seno grosso, una quarta molto abbondante e un culo da favola. Lui sui 56 anni, ben portati. La cena si è svolta in piena allegria. Augusto ha tirato fuori le migliori bottiglie di vino dalla sua riserva privata ed ha fatto bere Lorena, con la complicità del marito che, in un momento in cui lei era in bagno, ci ha spiegato che la moglie, bevendo, perdeva ogni freno inibitorio, aggiungendo che lui godeva a veder la moglie fatta oggetto di attenzioni da persone mature.«Ne ho parlato con mia moglie e lei ha detto che preferisce maschi maturi, a baldi giovani.»Augusto con orgoglio ha detto di avere 65 anni, mentre io, più dimesso gli dissi di averne solo 50. Massimo si è messo a ridere.«Non sei tanto maturo, ma, comunque, non sei un ventenne!»Finito di cenare, Augusto ci ha invitato a fare una un giro nei sotterranei dalla sua cantina. Ci siamo alzati, abbiamo percorso un corridoio e poi una lunga scalinata, che portava sotto terra. Lorena era decisamente brilla.

Augusto e Lorena camminavano davanti a me ed al marito che, camminando al mio fianco, osservava Augusto che, con la scusa di sorreggerla per evitare che inciampasse, le palpava il culo da sopra la gonna, senza che lei protestasse. Massimo si è rivolto a me e mi ha dato, con tono allusivo, un suggerimento.«Perché non aiuti Augusto a sostenere mia moglie?»Subito mi son messo al fianco di Lorena, che sembrava contenta di procedere in mezzo a due uomini. Augusto, che aveva capito le intenzioni del marito, ha infilato, senza alcuna remora, la mano sotto la gonna per palparle il culo, mentre lei si è fermata e, ridendo, ha esordito:.«Lo sai che sei un bell’impertinente a palparmi il culo davanti a quel cornuto di mio marito!»Lui, per tutta risposta, non si è limitato a palparle il culo, ma le ha infilato le mani nelle mutandine ed ora, con assoluta sfrontatezza, gliele ha abbassate, portando quel culo in bella vista. Ho guardato verso Massimo che, a sua volta, mi ha guardato facendo un cenno d’assenso con il capo e questo ha scatenato in me una profonda libidine. Così, approfittando del fatto che ci eravamo fermati a vedere delle botti, mi sono abbassato ed ho afferrato le mutandine che stavano a metà coscia e le ho calate sino a terra, mentre lei, sollevando i piedi, mi ha permesso di sfilarle ed io le ho consegnate al marito, che, sorridendo, se le è messe in tasca. Ci siamo fermati in una specie di lunga galleria, vicino a delle botti piene e delle rastrelliere con delle bottiglie; Augusto, di fronte a Lorena, che lo guardava sorridendo, ha preso la mano di lei e se l’è portata sul pacco; lei ha tastato, dapprima con finta timidezza, poi con maggior decisione, sentendo crescere l’erezione di lui. Augusto, eccitato, si è slacciato i pantaloni e lei che lo aiutava ad abbassarli; quando ha visto cosa contenevano le mutande, ha fatto una faccia quanto mai sorpresa.«Caspita, Augusto, hai un cazzo molto, ma molto grosso!»Massimo si è messo a ridere e l’ha sfidata.«Allora, fagli vedere come sei capace di prenderlo in bocca!»Lorena ha abbassato le mutande di Augusto sino al ginocchio, rimanendo in contemplazione del cazzone che si è trovata davanti, che, pur non essendo completamente duro, aveva già assunto dimensioni asinine. Io stesso, che son ben messo, son rimasto sbalordito e, in quel momento, ho capito certe sue battute passate, quando un giorno, durante i lavori, avevo con me la nostra stilista e lui, scherzando le chiese se le piacevano i cavalli. Era una battuta che lei non aveva capito, ma anche io comprendo solo adesso: il suo è un vero cazzo da cavallo!

Lorena si è leccate le labbra con libidine e lo ha afferrato con entrambe le mani, cominciando a segarlo lentamente, mentre Augusto ha fatto arrivare a terra pantaloni e mutande, rimanendo con la sola camicia, che ha subito tolto, finendo per restar nudo, con le sole scarpe. Lorena si è avvicinata ancora di più ad Augusto ed io, da dietro, le ho slacciato la gonna e l’ho lanciata al marito, dietro di noi, mentre Augusto le ha messo entrambe le mani sulla nuca e l’ha incitata a succhiare.«Succhia, troia! Fa vedere a tuo marito che bocchinara che sei! Dai, ingoialo tutto!»Lei, spalancando la bocca, ha faticosamente ingoiato quella mazza. Augusto, gemendo di piacere, le ha sfilato camicia e reggiseno, lasciandola nuda. Anche Massimo si è spogliato ed io l’ho imitato. Augusto, per non sborrare subito, l‘ha allontanata dal suo cazzo e si è rivolto al marito.«Che succhiacazzi tremenda è tua moglie!»Poi si è girato e ci ha indicato un punto del corridoio, dove c’era una specie di grotta, dove si trovavano degli scatoloni aperti ed ha detto a Massimo di distenderli per terra. Poi ha invitato Lorena a mettersi stesa, perché le voleva leccarle la fica.«Cavolo! È una vita che non vedo tette così belle! Mettiti distesa che ti lecco quella bella figona pelosa, che ti ritrovi.»Lei ha ubbidito e si è stesa, spalancando le cosce in modo osceno. Augusto si è inginocchiato tra le sue cosce e le ha fatto i complimenti.«Sei una grande zoccola, con questa bella figona aperta!»Ha cominciato a leccarla con lei che ha preso subito a gemere di piacere. Massimo si è avvicinato a noi, segandosi; io, eccitato e col cazzo duro che, pur essendo di ottime dimensioni, non arrivava certamente a quelle di Augusto, vedendo Lorena distesa, con quella sua espressione libidinosa, mi son messo a cavallo della sua faccia, le ho fatto aprire la bocca e le ho fatto ingoiare il mio cazzo, che lei ha succhiato con ingordigia, mentre io mi complimentavo con lei.«Brava, zoccola! Succhia, che poi ti chiaviamo, troia! Ti piacciono i cazzi grossi, vero? Specie grossi come quello di Augusto?»Poi mi son rivolto ad Augusto.«Dai leccale fica e culo che poi glieli ficchiamo dentro assieme! Dai, che la sfondiamo tutta!»Ha preso a leccarle, oltre la fica, anche il buco del culo. Lei gemeva di piacere e, dopo un po’, quando lei era già bella calda, lui si è sollevato e mi ha invitato a scoparla.«Dai, smetti di farti succhiare il cazzo, che ci facciamo questa troia!»

Si è sollevato ed allungato su di lei, le ha appoggiato la cappella tra le grandi labbra, poi, con un colpo di reni, glielo ha affondato tutto dentro, facendola gemere di dolore.«Aaahii, mi spacchi! Mi sfondi! Sei enorme!»È durato solo per pochi secondi il suo lamentarsi, perché subito dopo il dolore si è trasformato in piacere; lui si è rigirato e lei si è trovata su di lui ed ha preso a cavalcarlo. Era lei che ora si impalava con goduria sul cazzone di Augusto e l’abbiamo fatta godere ancora di più, quando mi son sistemato dietro di lei e, trovato il ritmo giusto, gliel’ho ficcato nel culo, mentre Massimo, eccitato, si menava il cazzo e le diceva di esser molto compiaciuto.«Che gran troia che sei, amore mio! È qualcosa di straordinario vedere come prendi due cazzi contemporaneamente! Sei una vaccona e dimostri alla grande quanto ti piace! La tua espressione estatica è quella di una troia! Guarda come ti saltano le tette, puttana! Dai, troia, muoviti ed accoglili per bene sia in culo che in fica! Mi eccita da pazzi vedere il cazzone di Augusto come ti slarga e ti pompa!»Lei godeva ed urlava di piacere, mentre rispondeva a Massimo fra un orgasmo e l’altro.«Sì, porco, godo da matti nel sentirmi sfondata da questi due tori! Sono due mostri che mi dilatano tutta… oddio, VENGO! Li sento entrambi e… vengo!»A quel suo annuncio, siamo arrivati anche noi. Ci siamo sfilati, l’abbiamo fatta distendere e tutti assieme, compreso Massimo, le abbiamo ricoperto di sborra tutto il corpo. Lei ha goduto anche di questo.«Sì, maiali, godete di me! Copritemi di sborra!»Soddisfatti siamo risaliti in casa e Lorena ha chiesto di farsi una doccia, prima di andar via. Massimo era contentissimo.«L’avete scopata proprio come meritava! Che sorpresa è stato vedere i vostri cazzi enormi! Non mi aspettavo di trovare due maschi così dotati. Grazie!»Poi è tornata Lorena, avvolta in un accappatoio ed io ho proposto di bere il bicchiere della staffa. Mentre abbiamo iniziato a bere, Augusto ha avviato della musica lenta e le ha chiesto se voleva ballare con lui. Lei, sorridendo, ha annuito, cosi lui, tirandola a sé, le ha messo la lingua in bocca, mentre lei, con la mano, ha di nuovo preso a tastare il cazzone di lui, mentre io e Massimo siamo andati a sederci sul divano per goderci lo spettacolo, che tutto era tranne che un ballo. Augusto, baciandola, le ha aperto l’accappatoio, che poi ha fatto cadere a terra, lasciandola completamente nuda. Ha appoggiato il suo cazzone durissimo contro la sua fica, mentre lei, strusciandosi contro, come una cagna in calore, ha preso a gemere di piacere.«Sì, dai, che mi piace! Sei un toro stupendo: chiavami ancora!»

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