Lui mi sbatte, poi mi guarda ed io capisco che è giunto all’apice. Lo esorto ad inondarmi la fica perché sono protetta. Mi sbatte ancora un po’, poi esplode alla grande dentro di me. Lo sento che mi riempie con il suo liquido caldo. Lo sento colare giù per le cosce. Scendo dal tavolo, mi abbasso davanti a lui e gli prendo il cazzo in bocca. Nonostante abbia sborrato abbondantemente, è ancora molto duro. Lo lecco e succhio come posso, in bocca mi entra solo la punta e, intanto, lui è sempre duro come l’acciaio. Mi solleva, mi bacia in bocca, mi succhia la lingua, poi mi gira e comincia a lubrificarmi il culo.«Adesso, ti spacco, il culo! Lo so che tuo marito non ti scopa come vorresti, a lui, ora, piacciono i cazzi, piuttosto che le fiche. L’ho scoperto per caso e, poi, c’è anche un’altra cosa che devi sapere. Lui non è proprio mio figlio: quella zoccola di mia moglie si era fatta ingravidare da un mio amico.»
Resto basita e, in un attimo, mi riescono chiare tante cose, ma non ho il tempo di pensarci più di tanto, perché sento che mi lubrifica il mio buco del culo, poi appoggia il cazzo sul buco, pronto ad affondar dentro, quando, dalla porta che dà sul patio, vediamo entrare Paolo, il suo miglior amico, che resta immobile e ci guarda stupito.
«Cazzo, Pietro, ti scopi questa vacca di nuora!»
Un attimo di imbarazzo generale ed io, ormai troppo eccitata dalla scopata appena fatta e dall’idea di poterlo avere anche nel culo, lo guardo e lo invito ad unirsi a noi. Lui guarda mio suocero, che gli sorride e annuisce.
«Dai, scopami anche tu! Oggi voglio sentirmi completamente troia!»
Non ha avuto un attimo di esitazione. Mi son allungata sul tavolo ed ho iniziato a prenderglielo in bocca, mentre mio suocero mi faceva il culo. Avrei voluto gridare per il dolore/piacere che stavo provando, ma avevo la bocca piena del cazzo di Paolo. Pietro mi sfondava con colpi durissimi che mi slargavano il culo e mi facevano impazzire di piacere. Ero fuori di testa da quanto godevo e lui mi urla tutto il piacere che provava nel farmi il culo.
«Sei una troia, puttana, ti spacco in due, così mio figlio impara a scoparti! Ti sfondo questo culo meraviglioso che, da due anni a questa parte, mi sventolavi ogni giorno davanti alla faccia! Adesso ti faccio diventare una vera zoccola, rotta in culo!»
Mi pompava come un pazzo scatenato. Poi però Paolo ha chiesto, a sua volta, di scoparmi il culo e, a quel punto, ho suggerito di metterci comodi, andando in camera da letto. In un attimo mi sono ritrovata a succhiare mio suocero, mentre Paolo mi faceva il culo anche lui.
«Che troia! Te lo dicevo che era una bella puttana tutta da sfondare! Dai, Pietro, che la facciamo impazzire.»
Si godono i miei buchi per un po’, poi mio suocero si distende supino e io lo cavalco. Mi sento il cazzo entrare davanti e spingere contro il fondo della fica, quasi a volermi sfondare. Paolo, nel frattempo, mi fa distendere sul petto di Pietro e, lentamente, mi penetra di nuovo il culo. Impazzisco stretta fra due cazzi che mi sfondano contemporaneamente, da vero delirio! Non riuscivo a gridare dal dolore e piacere provato. La mia mente era totalmente protesa al grande piacere che stavo provando. Non avevo nessun altro pensiero nella mente, se non quei due cazzi che mi stavano sfondando. Deliravo e li incitavo a sbattermi sempre di più.
«Sono la vostra troia! La vostra puttana! Sfondatemi tutta! Più forte! Scopatemi come una cagna! Una zoccola! Mi sento la vostra zoccola!»
Ero proprio fuori di testa. Mi hanno scopato per tutto il pomeriggio. Non so quante volte che abbiamo goduto. E, per tutta la settimana, abbiamo scopato sempre, molto intensamente. Al ritorno di mia suocera, Pietro l’ha messa al corrente che mi aveva scopato tanto e bene. Lei mi ha abbracciato e baciato in bocca, felice e contenta.
«Benissimo! L’ho fatto di proposito a lasciarti sola con lui, perché lo volevo anch’io che chiavassi con mio marito. Da quando ha scoperto che mio figlio è frutto di un corno fatto con un suo amico, ho deciso che lui aveva il diritto di pareggiare il conto scopando te, che sei sua moglie. Inoltre, come ti avrà detto mio marito, il tuo si è invaghito di un suo amico gay, che se lo scopa fino allo sfinimento, e non volevo che tu rimanessi senza cazzo. Se vuoi lo puoi scopare ogni volta che ne hai voglia e, se poi lo fai assieme a me, sarà ancora più bello.»
L’ho abbracciata commossa e subito ci siamo baciate. Pietro ci ha scopate entrambe. La sera, quando è tronato mio marito, l’ho affrontato davanti a loro.
«Ho scoperto che mi tradisci con un altro uomo, ma io non te ne faccio una colpa, anzi, se ti piace davvero tanto, portalo qui con noi, così lo puoi avere senza troppi sotterfugi. Io, però, mi faccio scopare da chi voglia e questo lo devi tenere in conto, perché non voglio divorziare.»
Lui, dopo un attimo di imbarazzo, mi ha sorriso e mi ha abbracciato. Dopo di che, ha chiamato il suo amore che ci ha raggiunti, poco dopo. Quando è arrivato Roberto, gli ho detto che per me potevano stare insieme e non ero gelosa, ma sarei stata felice di vederlo godere con lui davanti a noi, mentre ovviamente avremmo scopato a nostra volta. Da allora la famiglia si è allargata di molto. Ho partorito un maschio, figlio di? Boh! Non lo so con precisione, perché da quando ha smesso di usare le precauzioni, mi hanno riversato tanta sborra dentro, che non so chi sia il padre: mio marito, Roberto o Pietro, uno di loro di sicuro, ma questo a noi non importa. La sola cosa che ci interessa è che andiamo d’amore e d’accordo e ognuno di noi è felice e questa è la sola cosa che conta per noi.


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