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Porto mia moglie a farsi fottere
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Racconto21 min di lettura

Porto mia moglie a farsi fottere

Da cornuto a cuckold il passo è breve. La differenza è che il cornuto soffre mentre il cuckold ... offre!

pennabianca
2 anni fa · 7.8k letture · 1

Mi chiamo Tommaso ho quarantacinque anni, sono di media statura, capelli sul brizzolato, un fisico nella media, anche se con un po’ di pancetta. Sono sposato da 8 anni con Emma, una quarantenne di bell’aspetto, non troppo alta, ma dal fisico davvero accattivante. Lei è una a cui non piace passare inosservata. Ha un bel seno, una terza piena tonda, con dei capezzoli piccoli, ma molto sensibili che, ogni volta che glieli accarezzo, la mandano in estasi. Le sue labbra sembrano fatte apposta per far pompini, che propina in maniera davvero unica, ma il suo pezzo forte è un culo da sballo, che attrae ogni maschio che lo guarda ed a lei piace molto poterlo mostrare.

Stiamo insieme da quando avevamo io, 34 anni e lei 30. Eravamo impiegati di due ditte diverse che collaboravano nell’ambito della gestione delle risorse umane. Fin dal primo momento, ci siamo trovati d’accordo su tutto e, dal punto di vista sessuale, è stato come un fulmine che dura ancora, perché, fra di noi, che venivamo da due storie concluse a causa della gelosia, vi era un patto di assoluta e reciproca fiducia. Sì, fra di noi, fin da subito, ci siamo imposti che, se volevamo stare assieme, fiducia e lealtà dovevano essere il collante della nostra relazione. All’inizio, non è stato facile riuscire a far funzionare quel nostro accordo, ma poi, quasi per caso, abbiamo trovato il giusto equilibrio e, potrà sembrare strano, ma abbiamo individuato nel sesso il punto focale di una grande intesa: a lei piace farlo bene, con calma, e godere a lungo e ripetutamente e, in questo, è da classificarla come una perfetta artista.Scopiamo dappertutto ed in ogni occasione, in specie se versiamo in una condizione a rischio di esser sorpresi e non solo. 

È una gran porca a letto e, di questo, ne vado molto fiero. Le piace scopare e succhiare il cazzo con maestria, a lungo e, poi, concludiamo godendo sempre in modo diverso. A volte, le vengo in bocca e lei ingoia tutto, senza perdere nemmeno una goccia, oppure accoglie tranquillamente il mio cazzo nel suo splendido culo, tra i seni, e si fa venire in faccia o dove, in quel preciso momento, suggerisce la sua libidine. Bisogna riconoscere che con una femmina così non ci si annoia mai. Una sera, di qualche tempo fa, mentre ancora eravamo una coppia in prova, come ci piaceva definirci, avevamo scopato e le ero venuto dentro, scaricandomi completamente; ero più che contento per come si era sviluppato quel momento di sesso, ma, ciononostante, avvertivo che ci fosse qualche cosa che non andava.

«Amore, come sempre, mi sei piaciuta tanto, ma, ti prego non fraintendermi, vorrei chiederti se c’è qualche problema fra noi, perché mi sei apparsa un po’, come dire, distratta?»

Lei era distesa accanto a me con il capo sul mio petto. Ha sollevato lo sguardo e mi ha fatto un sorriso un po’ forzato: «Hai ragione, sono un po’ distratta ed è perché non so come dirti una cosa che mi è capitata oggi. Più ci penso e più mi sento di aver agito in modo tale da provocarmi un senso di colpa nei tuoi confronti.»

L’ho guardata stupito. Il cuore fermo, il respiro a zero! Lei ha intuito il mio disagio ed ha ripreso:

«Ero in ufficio e, nel primo pomeriggio, è venuto in impresario edile che aveva bisogno di manodopera specializzata, quella appunto che fornisce la nostra azienda. Mario, questo è il suo nome, è un bel cinquantenne molto carismatico, con uno sguardo davvero difficile da evitare, penetrante, che ti si insinua dentro. Un bel fisico tonico, imponente, un maschio notevole. Ero in un momento di quelli che mi portano a far la civetta ed ho deciso di provocarlo. Mentre parlavamo, con finta indifferenza, mi sono alzata e, volgendogli le spalle, mi sono allungata verso lo scaffale che ho dietro di me ed ho preso un faldone posto in alto. Allungando le braccia, il mio vestito è salito su, mostrando il bordo delle autoreggenti e, dal riflesso sul vetro di un quadro appeso alla parete, ho visto che lui ha sorriso. Soddisfatta, mi sono di nuovo seduta, accavallando le gambe. Egli ha percorso ogni centimetro del mio corpo con lo sguardo, trasmettendomi continui fremiti al basso ventre, ma la cosa ha avuto effetto anche su di lui al punto che, per un lungo istante, ho notato nei suoi occhi tutto il desiderio di cui si era caricato. Dopo di che ho spinto la sedia sotto la scrivania, come se nulla fosse successo. 

Egli era come in trance. Mi guardava, senza ascoltare nulla di quello che dicevo. Era rapito dalla esuberanza del mio corpo ed allora ho deciso di alzare ulteriormente l’asticella della provocazione. Mi sono alzata e, girando su un lato della scrivania, sono andata a prendere dei fogli dal mobiletto che vi è lì vicino, mi sono piegata a 90 gradi, offrendo al suo sguardo davvero allupato il mio fondo schiena, che lui ha potuto ammirare in tutto il suo splendore. Soddisfatta, mi sono avvicinata a lui ed ho notato l’effetto ottenuto: un pacco di notevoli dimensioni ed ho ipotizzato che di certo fosse ben dotato. Ero raggiante e profondamente lusingata. Le mie mutandine erano inzuppate e mi son sentita davvero porca. Egli, alla fine, mi ha salutato e, quando se n’è andato, mi ha fatto i complimenti, perché ero molto professionale, ma anche tanto seducente. La mia autostima era alle stelle. 

Poi, poco fa, mentre godevo fra le tue braccia, mi è venuto in mente tutto e mi sono sentita una stupida: cosa diavolo mi era passato per la testa a volerlo provocare? Io ti amo e con te sto benissimo. Non ho bisogno d’altro e, quindi, per quale motivo mi era venuto di comportarmi come una poco di buono? Mi dispiace, ma non riesco a trovare una seria spiegazione e questo mi dispiace per te, che non ti meriti un simile comportamento dalla donna che ami e che dovrebbe nutrire più rispetto per te.»Mentre parlava il cazzo mi era diventato di ferro. Avevo appena goduto dentro di lei, ma era come se non fosse successo: ero ancora eccitato e forse anche più di prima. 

Senza dir nulla, l’ho spinta e fatta distendere supina, l’ho baciata e poi mi sono infilato ancora dentro di lei, che mi guardava sorpresa. Nell’affondare il cazzo dentro la sua vagina, ho preso contatto con la mia stessa sborra, di cui era ancora piena e, nella mia mente, anche se solo per un attimo, ho immaginato che non fosse la mia, ma quella di quel maschio che se l’era scopata e le era venuto dentro. Ho preso a scoparla come una bestia! Lei ha iniziato a godere immediatamente e io la sbattevo come un pazzo scatenato. Lei, dopo un ennesimo orgasmo, in qualche modo mi ha frenato e, guardandomi in viso stupita, mi ha chiesto spiegazione:

«Amore, calmati. Che ti succede? Mi fai paura. Dimmi: che ti è preso? È bellissimo, ma proprio non capisco a cosa è dovuta questa tua reazione.» Le ho dato un bacio e poi, non riuscendo a sostenere il suo sguardo, le ho detto, in maniera alquanto esitante, quello che mi succedeva.

«Amore mio, è vero che abbiamo un patto di reciproca fiducia e lealtà, ma sono un po’ in difficoltà a spiegarti quello che mi succede. Mentre ti ascoltavo, per un momento ho immaginato… ecco, qui mi è difficile spiegartelo, sì, insomma, ho immaginato di vederti scopata da quel tipo e così ho avvertito una tremenda eccitazione, che si è manifestata nel modo che hai visto quando ti sono entrato dentro, nel sentire la tua vagina ancora piena del mio piacere, ecco io… accidenti, non prendermi per un pazzo, ma ho immaginato che fosse stato lui a riempirti e io, adesso, ti stavo scopando nella fica, piena di lui!»Lei mi ha guardato con un’espressione meravigliata, poi ha sorriso, mi ha dato un bacio davvero carico di profonda libidine e, infine, mi ha quasi provocato una nuova eiaculazione.

«Accidenti, amore! Se ti fa questo effetto sapermi civettuola con altri maschi, allora fa pure. Dai, scopami ancora, mentre mi senti farcita da lui!»

È stata la svolta totale al nostro rapporto. Da quella sera abbiamo immaginato tantissime situazioni, che erano, in qualche modo, riconducibili alla vita di tutti i giorni, ma che a noi servivano per fantasticare e vivere situazioni davvero particolari, che poi si traducevano in scopate magnifiche. Per qualche mese, la lussuria ci faceva vivere sensazioni senza limiti. Poi Emma mi ha raccontato che Mario era ripassato più volte a trovarla nel suo ufficio e che le aveva sempre fatto tantissimi complimenti, ma usando sempre molto tatto, badando a non essere sgarbato o offensivo, anzi da vero gentiluomo. 

Un giorno l’ha anche invitata a pranzo, cosa che lei ha declinato con grazia. Ero molto preso da questa situazione che si era creata ed ero eccitato moltissimo all’idea di lei a pranzo con lui, al punto di suggerirle, per il futuro, di accettare. La sera mi ha riferito in maniera molto dettagliata e con dovizia di particolari, di ciò che lui le aveva detto ed i complimenti che le aveva rivolto, mentre la guardava con cupidigia. Anche in quell’occasione l’ho scopata in maniera davvero sconvolgente, lei ha goduto tantissimo e mi ha eccitato ancor di più, esortandomi a possederla senza riguardo.

«Dai, scopami, che lui mi ha detto che vuole sfondarmi! Dai, spaccami tutta, altrimenti lo farà lui. Dai, che godo! Mi fa impazzire sentire quanto ti eccitati al pensiero che potrei farti le “corna” con lui!»Ero ebbro di gelosia, ma questo si traduceva in uno stato di eccitazione che mi portava a possederla quasi con violenza, la sfondavo con colpi bestiali. Dopo quella volta è capitato che hanno pranzato insieme. Fra loro si era creata una certa confidenza ed un buon feeling che mi eccitava moltissimo. Avrei voluto di più, ma ero anche sicuro che Emma, forse, non avrebbe accettato e quindi mi nutrivo di fantasie e la scopavo sempre di più. 

Prima di andare avanti…

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