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Faccio felice mio marito cornuto
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Racconto20 min di lettura

Faccio felice mio marito cornuto

"Mio marito insomma se non mi vede scopare con altri maschi, non prova piacere. Io non me la sento e, fra noi, è aumentata la tensione, poi un giorno..."

pennabianca
2 anni fa · 638 letture · 0

«Se tu e i tuoi amici lo desiderate, potremmo divertirci tutti insieme per un po’.»

Lui mi ha guardato sbalordito, poi ha chiesto ulteriori spiegazioni.

«Se vi va, potremmo andare tutti insieme in un posto un po’ più defilato e provare a far qualcosa di diverso.»

Lui, incredulo, ha ribadito quanto da me affermato:

«Fammi capire: saresti disposta a scopare con tre ragazzi?»

«Sì, se però sarete dolci e gentili. Ho così tanta voglia, che di sicuro lo farei.»

Mauro poi ha detto:

«Per me, va bene; dammi qualche minuto per cercare i miei amici.»

Quindi è sparito alla loro ricerca. Sono andata al bar dove, trovato mio marito, l’ho informato su quello che stava bollendo in pentola, poi gli ho detto che potevo non esser a casa, per stasera. Era molto eccitato per l’intera vicenda, poi gli ho dato un bacio e l’ho salutato, lasciandolo alquanto interdetto. Sono andata alla ricerca di Mauro e l’ho trovato vicino al bagno delle donne, che parlava con dei ragazzi. Pensando che potessero esser quelli con cui mi sarei accompagnata poco dopo, mi sono avvicinata di più a loro, giusto per meglio vederli. Li ho guardati ed ho pensato, tra me e me, che erano niente male, poi, mi sono girata e sono andata nel bagno delle donne, per darmi una rassettata, in altre parole riprendere il rossetto e un filo di profumo nei punti giusti. Ero piuttosto eccitata da questo inatteso sviluppo ed ero pronta e disponibile a fare qualsiasi cosa, ero certa che avrei fatto praticamente tutto. Uscita dal bagno, ho trovato Mauro che mi stava aspettando, avendomi visto entrare e ancora parlava con gli stessi ragazzi. Mi avvicino a lui ed egli mi presenta i suoi amici, Luca e Daniele, riferendomi che sarebbero stati più che felici di accettare la mia proposta.

«Perfetto. Andiamo!»

Tutti e quattro siamo usciti dal locale per andare nel parcheggio a prendere la macchina di Mauro. Son salita davanti con Mauro, mentre Luca e Daniele son saliti dietro e siamo partiti.Mauro ha chiesto se avevo in mente un posto in particolare ed io mi sono ricordata di un piccolo motel, dove qualche volta andavo con mio marito, quando eravamo troppo stanchi o piuttosto brilli per guidare fino a casa. Mauro ha guidato per alcuni chilometri e poi gli ho indicato un cartello illuminato, che faceva da insegna al motel. Mauro ha parcheggiato l’auto, è andato al motel per registrarsi ed è tornato poco dopo con in mano la chiave del bungalow, dicendo che eravamo al numero 21. Abbiamo ripreso la vettura e ci siamo spostati verso il nostro rifugio. Mentre lo facevamo, d’improvviso mi son sentita con una tremenda ansia addosso. Non volendo tirarmi indietro e mandare tutto a monte, cercavo di frenare la mia insicurezza: sarei stata capace di poter soddisfare tre maschi insieme? Trovato il bungalow, Mauro ha aperto la porta, permettendomi di entrare per prima. Sono entrata nella stanza seguita dagli altri tre ragazzi, sono andata verso il letto e mi son seduta sul bordo, accavallando le gambe e tirando la gonna sul ginocchio. Ero davvero nervosa ora, mentre guardavo Mauro chiudere la porta a chiave, per poi accostare le tende. Immaginavo che, prima o poi, le cose fossero arrivate a questo, anche se solo poco meno di un’ora prima ballavo con Mauro, ora, invece, guarda dove sono: in una camera a farmi scopare da tre giovani. Mauro si è avvicinato dove ero seduta e si è seduto accanto a me; mi ha messo un braccio intorno alla vita ed abbiamo iniziato a baciarci. Ero contenta che le cose fossero iniziate prima con lui, mi ha fatto sentire subito a mio agio e rilassata, come se fossi totalmente sua, senza nessun altro intorno. Mentre continuavamo a baciarci e le nostre lingue danzavano l’una nella bocca dell’altro, le mie gambe si sono aperte, mentre lui mi adagiava sul letto. Una volta sdraiata, ho continuato per un po’ a bacialo, poi lui mi ha guardato facendomi scorrere il dito sul viso e sul collo, fino al seno, ben nascosto sotto i miei vestiti, come un regalo in attesa di esser scartato. Ha cominciato a sbottonarmi la camicetta, adulandomi per quanto fossi attraente, ha spostato il tessuto nero trasparente, da entrambi i lati del mio corpo. Stare con Mauro, in quel momento, mi ha fatto quasi dimenticare che c’erano altri occhi che mi scrutavano. Il dito di Mauro ha seguito gli interi bordi del mio reggiseno, su entrambi i lati, quasi come se stesse decidendo cosa fare dopo, infine, ha aperto la parte superiore del mio body, ha slacciato il reggiseno ed ha esposto il mio seno, non grosso, ma eccitato, ed ha posato una mano su una mammella, stringendola leggermente e dando una strizzatina al capezzolo; poi è passato all’altra, facendomi subito gemere di piacere. Mauro ha spostato la sua mano dal mio seno ed ha iniziato a leccare il mio capezzolo, mentre nello stesso tempo ha iniziato a far scivolare la sua mano sulla mia gamba, portandola sempre più su, sotto la mia gonna. Mi son resa conto che era il momento di lasciarmi andare e di mostrarmi in tutta la mia avvenenza. Sebbene avvertissi ancora un po’ d’imbarazzo, sapendo che gli altri ragazzi stavano guardando e di certo non vedevano l’ora di partecipare alla crapula, ho aperto le gambe, lasciando che la mano di Mauro scivolasse sulla mia gamba, fino a raggiungere il mio inguine. Ha preso ad accarezzarmi la fica, per vero già molto bagnata e vi ha infilato dentro due dita, facendomi subito decollare. Ben presto mi son trovata a fluttuare tra le onde del piacere che avevo tanto aspettato: l’ORGASMO! Volevo che mi facesse venire. Gemevo ed ansimavo continuamente e, mentre il suo dito lavorava sul mio bocciolo d’amore, io lo esortavo a proseguire.

«Oh Dio, sì, non fermarti! Sto per venire! Continua!»

Ero combattuta fra il desiderio di venire, ma anche cercare di prolungare quella sensazione il più a lungo possibile, per poi lasciarsi andare, esplodendo in quella che sembrava una serie infinita di orgasmi. Mentre ero squassata dal piacere, Mauro si è spogliato velocemente e poi è tornato a letto, facendomi mettere un cuscino sotto il bacino; si è infilato tra le mie gambe, ormai larghe, ed ha aperto i bottoni automatici del mio body. Dopo aver stuzzicato la mia vanagloria nel dirmi quanto fossi provocante, ha abbassato la testa ed ha iniziato a far scorrere la lingua sulla mia ostrica profumata, che già emetteva umori a profusione. Non era fermo solo lì, ma vagava con la lingua lungo la fessura, separando le labbra e per tutta la lunghezza dello spacco, già ridotto ad un lago.

Mi ha leccato per un po’, poi si è chinato su di me mettendo il suo cazzo, di dimensioni superiori alla media, circa una ventina di centimetri con un notevole spessore, nella mia fessura fradicia e, senza difficoltà, lo ha spinto tutto dentro. Ho iniziato a gemere dal momento in cui ha iniziato ad entrare in me. Era piacere puro quello che provavo nel sentirlo dentro di me, perché il cazzo di Mauro era molto più grosso e largo di quello mio marito o di altri cazzi provati. Con lui mi son sentita quasi sverginar di nuovo, così ho allargato le gambe il più possibile, affinché arrivasse il più possibile in profondità. Mi sentivo sfondare, riempire e sbattere come una vera troia; ho preso a godere, senza alcun ritegno, incitandolo a scoparmi con più vigore.

«Dai, continua! Più forte! Mauro sfondami tutta! Dai, che vengo!»

Ho preso a godere ed i miei gemiti erano incessanti ed aumentavano man mano che lui sbatteva il suo enorme cazzo, sempre più velocemente, dentro di me. Le mie gambe erano strette intorno a suoi fianchi, poi, mi ha guardato e, con un sussurro, mi ha comunicato:

«Son prossimo a venire. Sto per sborrare. Ti vengo dentro?»

«Certo che mi devi venir dentro! Voglio sentire la tua sborra calda dentro di me. Dai, riempimi, che vengo anch’io.»

Mauro iniziò ad ansimare, rallentando un po’ negli affondi. Potevo sentire il suo cazzo che iniziava a gonfiarsi e diventare estremamente duro. Adoro particolarmente la sensazione di quando un uomo sta per venire! Poi si è spinto tutto dentro ed è rimasto immobile dentro di me, mentre sentivo le pulsazioni del suo cazzo, mentre si svuotava con il suo orgasmo in profondità. Mauro si è sdraiato ansimando su di me, muovendo il suo membro solo lentamente, poi si è alzato, lasciandomi sul letto ed è andato in bagno. Al ritorno di Mauro, con un dito stavo toccando una buona quantità di sperma che era fuoruscita dalla mia fica slabbrata ed aperta, portandone un po’ alle labbra per gustarmela. Mauro si è fermato ad osservare lo spettacolo, per poi sedersi, unitamente agli altri, a guardare l’ingente quantità di sperma che colava dalla mia fica. Mauro, a quel punto, ha raccolto i suoi vestiti ed ha iniziato a vestirsi, dicendo che sarebbe uscito per prendere della birra, e che sarebbe tornato a breve. Alzandomi a mia volta e, sentendo una grande quantità di sperma scivolare lungo la gamba, mi son messa una mano a coppa sul sesso e l’ho raccolta, per poi leccarla tra le dita, offrendo a quei ragazzi un ulteriore spettacolino sulla mia lascivia, che non può non averli eccitati. Sono andata in bagno per darmi una ripulita e, quando sono tornata, ho finito di spogliarmi e mi sono avvicinata a Luca. Ha iniziato a baciarlo ed a tastare il suo cazzo duro da sopra i pantaloni. Mi sono inginocchiata ed ho continuato ad aprire i pantaloni, tirandoli fino alle ginocchia, solo per vedere la sua erezione sporgere attraverso gli slip: anche questa era una verga di certo più grande di quella di mio marito.Ho iniziato a far scorrere il dito sull’asta, seguendo la consistenza di quel cazzo duro, al di sotto del tessuto degli slip. Senza rimuoverli, ho spostato le mie labbra sul suo cazzo, facendo scorrere la mia lingua sulla stoffa, fino alla pelle nuda che spuntava sopra, poi, leccandolo sulla punta per stimolarne il piacere. Lui si è allungato su di me ed ha preso a giocare con il mio seno. Far sesso con questi ragazzi, finora, non era niente che non mi aspettassi. Avevo creduto che, una volta entrati nella stanza, tutti si sarebbero spogliati e si sarebbero avventati su di me, contemporaneamente; invece voleva ognuno il proprio momento di piacere, in maniera singola, almeno fino a questo momento.Quando Luca mi ha accarezzato il seno con la bocca e le sue mani si sono spostate nei dintorni della mia fica, ci siamo baciati per un lungo momento con i corpi stretti l’uno all’altro. Allora ho afferrato il suo cazzo e l’ho fatto scorrere tra le dita, mentre lui aveva la mano tra le mei cosce, titillandomi il clitoride. Dopo esserci scambiati baci a profusione, mi sono spostata su di lui a 69, prendendo immediatamente il suo cazzo in bocca, facendo scorrere le labbra su e giù per l’intera asta, mentre, contemporaneamente, Luca con la lingua percorreva ogni centimetro della mia fica, scorrendo dentro e fuori dal mio spacco e leccando con avidità il mio bocciolo d’amore. Dopo solo dieci minuti circa, che giocavo con la bocca sul suo cazzo, ha preso a gemere, per poi sentire il membro iniziare a gonfiarsi e, improvvisamente, il suo sperma mi ha inondato la gola. Ho ingoiato tutto e proprio in quel momento ho, a mia volta, goduto nella sua bocca. Stavamo godendo insieme, quando la porta si è aperta ed è entrato Mauro. Io, ancora sopra Luca che gli succhiavo il cazzo e mi ripulivo le labbra, ho guardato Mauro mentre si avvicinava al letto ed ho commentato che aveva proprio un buon sapore. Lui ha sorriso e ha invitato Luca a darmene ancora. Luca era stremato dal piacere ricevuto.

Prima di andare avanti…

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