Mi chiamo Lucrezia, ho 36 anni e son alta 1,70. Capelli neri e occhi marroni. Ho un bel fisico con un seno che è una terza abbondante, il ventre piatto e un bel culo tondo e sodo. La mia bocca è bella ampia, però dalle labbra sottili. Sono sposata con Michele da 10 anni. Lui è un maschio di media statura, con un po’ di pancetta e, fra di noi, vi è una buona intesa, sia sentimentale che sessuale, almeno fino a circa due anni fa. Eravamo in vacanza in Corsica e lui ha voluto che in spiaggia mi mettessi nuda. L’ho accontentato e, da allora, le cose sono cambiate. Mentre io consideravo “fantastico” il sesso che facevamo insieme, lui ha sempre preteso di più. Ho fatto molte cose per mio marito, per rendere il nostro rapporto più vario, tipo giochi di ruolo, vestirsi da puttana e/o scenette di sesso vestita da cameriera, infermiera e, in alcune occasioni, ho anche preso parte a giochi di esibizionismo molto spinti. Mi sono anche fatta scopare da alcuni sconosciuti, durante un gioco trasgressivo. Pensavo di aver dato molto e mi ritenevo soddisfatta, mai un lamento, ma lui ha chiesto ancora di più. Da qualche tempo fantastica di andare in un locale da ballo, farmi rimorchiare da uno sconosciuto e farmi scopare in macchina, come una puttana. Ho cercato di dissuaderlo, ma in cambio ho ricevuto solo musi lunghi e freddezza. Sembra che, se non mi vede scopare con altri maschi, lui non provi piacere. Io non me la sento di fare questa esperienza e, fra noi, è aumentata la tensione. Dopo due settimane di totale astinenza da rapporti sessuali, ho deciso di assecondare questa sua ennesima richiesta. Son tornata a casa dal lavoro questo venerdì, avendo in animo di un po’ di perversione: ero pronta a fare qualcosa di selvaggio, folle. Sono andata in camera da letto, mi sono spogliata e, poi, ho fatto un bagno rilassante. Ho preso a lavarmi facendo scorrere la mia mano insaponata dal collo al seno, fin giù sul ventre e tra le gambe, ed ho iniziato a giocare con me stessa, pensando alla prima volta che ho avuto un orgasmo con un altro uomo. Non mi si fraintenda: già prima che mi sposassi, avevo avuto uomini che mi avevano portato all’orgasmo, ma, per qualche motivo, questa volta sarebbe stata diverso, forse perché mio marito sarebbe stato presente ed avrebbe goduto di me mentre permettevo che un altro maschio potesse abbordarmi e corteggiarmi per portarmi a letto. Ho immaginato un bel maschio vigoroso e potente che faceva l’amore con me ed io stavo godendo, incitandolo e gridando ancora, ancora, fottimi, fottimi, immaginando di sentirlo mentre mi irrorava del suo seme. Inseguendo questa fantasia, son venuta. Mi sono abbandonata nella vasca immobile, rilassata, per diversi minuti, mentre il mio orgasmo evaporava, poi, son uscita dalla vasca e mi sono asciugata. Sono andata in camera e, in cuor mio, ho deciso: vuole che scopi con altri uomini? Bene, mi farò fottere! Mi farò sbattere da ogni maschio che si farà avanti! Gli regalerò una notte che non dimenticherà più! Mi son rasate le gambe e poi la figa, culo compreso, che ho badato a tener lisci e privi di qualsiasi peluria. Poi ho scelto una gonna nera, una camicetta nera trasparente, un reggiseno e un body di pizzo nero in tulle trasparente, costituito da semplici strisce di tessuto con gancetti, elasticizzato, molto sexy, con annessi reggicalze e, infine, un paio di calze nere trasparenti. Poi mi son vestita e truccata: rossetto rosso fuoco e smalto rosso brillante. Mentre stavo finendo di truccarmi, è arrivato mio marito:
«Sbrigati a cambiarti perché son pronta per uscire.»
Deve aver pensato che mi fossi vestita così per lui, perché mi ha chiesto quale fosse l’occasione da festeggiare.
«Ho deciso di aderire a ciò che hai sempre voluto, perciò preparati, prima che cambi idea!»
L’ha fatto in mezz’ora e, dopo due ore, eravamo davanti al club. Sulla strada per il locale, ho suggerito a mio marito di prendere tavoli diversi.
«Voglio verificare se mi riesce di rimorchiare un maschio capace di farmi divertire, mentre tu guardi.»
Lui mi ha sorriso convinto.
«Sono sicuro che, così vestita, non avrai difficoltà a trovare chi ti scopi!»
Siamo entrati nel club verso le 21:30 e ci siamo separati: io, ad un tavolo vicino alla pista da ballo, e mio marito al bar. La notte si presentava lunga e, nel mentre, mi chiedevo se avessi trovato un tipo capace di intrigarmi così tanto, da lanciarmi a farmi sbattere sotto gli occhi di mio marito. Non volevo un cazzo qualsiasi, cercavo qualcosa di veramente sconvolgente. Ho ballato con alcuni, ricevendo vari approcci, ma nessuno tale da intrigarmi. Poi, ballando con un ragazzo, ho deciso di provare qualcosa di più sfacciato: mentre ballavo un lento, ho fatto scivolare la mano sul suo culo e, tirandolo molto vicino a me, gli ho sussurrato che ero molto bagnata. Lui mi ha sorriso e mi ha chiesto se poteva, in qualche modo, far qualcosa al riguardo. Ero un po’ eccitata e gli ho detto: “andiamo”. Siamo usciti dal locale e ci siamo diretti alla sua macchina. Siamo saliti sul sedile posteriore ed abbiamo iniziato a baciarci. Mi piaceva sentire la sua mano scivolar sotto il mio vestito, che mi toccava, mentre tenevo la mia mano sul suo cazzo sentendolo diventare sempre più duro. Allora gli ho aperto i pantaloni, mi son abbassata ed ho preso il cazzo fra le labbra. Il suo dito ha continuato a titillare il mio clitoride, mentre io lo leccavo e, quando gliel’ho preso tutto in bocca, d’improvviso ho iniziato a sborrare. Ha emesso un gemito ed ho sentito la mia bocca riempirsi del suo sperma caldo. L’ho ingoiato tutto ed ho pensato, tra me e me: questo non è per niente diverso dal farlo con mio marito. Appena l’ho ripulito di tutta la sua sborra, ho allungato una mano sotto la gonna ed ho aperto gli automatici del mio body, sdraiandomi sul sedile e tirandolo su di me: lui ha prima strofinato il cazzo sulla mia fica e, poi, me l’ha infilato tutto dentro. Per un po’ è rimasto duro, poi si è ammosciato e lui, mortificato, si è tirato fuori, ammettendo che non ce l’avrebbe più fatta. Spazientita, mi son riallacciato il body e, con un’alzata di spalle, me ne sono tornata nel locale. Ho cercato mio marito ed ho preso a ballare con lui, informandolo nei minimi dettagli di quanto era successo e su quanto avevo ancora intenzione di fare. Sono tornata di nuovo al mio tavolo ed ho ordinato da bere. Mentre sorseggiavo il mio drink, mi è stato chiesto di ballare da un ragazzo abbastanza carino; sembrava più giovane di me, ma ho pensato che tanto valeva divertirsi. Si è presentato dicendo di chiamarsi Mauro e di aver ventiquattro anni, circa dodici anni più giovane di me, capelli biondi ed occhi azzurri, un corpo tonico e muscoloso. Mauro non sembrava minimamente intimidito per la differenza di età e non ha fatto niente per apparire più vecchio di quanto fosse, perché, in realtà, sembrava più maturo. Mi son resa conto che ci stava provando, cercava un modo per poter entrare nelle mie mutandine. Ma la cosa divertente era che, a mia volta, stavo pensando a un modo per metter “lui” nelle mutandine! Mentre parlavamo, la mia mente è tornata a quanto successo sul sedile posteriore dell’auto di quell’altro, quasi incredula di aver osato così tanto: fare una fellatio ad un ragazzo era stata una cosa abbastanza fuori dal mio rituale, ma mi aveva eccitato molto il fatto che mi era venuto in bocca ed io ingoiavo. Più ci pensavo, più mi eccitavo. Poi ho fantasticato del possibile sesso con questo ragazzo ed ho avvertito un forte formicolio tra le gambe, così mi son scusata che dovevo andare in bagno. Mi son seduta sulla tazza e non potevo credere a quanto fossi bagnata: avevo completamente inzuppato le mutandine. Ho iniziato una lenta masturbazione e, quando stavo per godere, mi son fermata ed ho deciso di farmi scopare da Mauro. Desidero restar carica di voglia, voglio esser totalmente fuori controllo, voglio godere con questo ragazzo. Mi son ripresa ed ho rifatto il mio trucco, applicando di nuovo il rossetto sulle labbra, poi sono tornata al tavolo e da Mauro. Ho pensato tra me e me, ora o mai più, ed ho detto, cercando di non ricredermi:
«Vogliamo andare da qualche altra parte?»
Lui mi ha guardato incuriosito.
«E dove?»
Riflettendo su cosa avevo in mente, ho risposto timidamente.
«Che ne dici di un posto un po’ più intimo?»
Mauro mi ha guardato ed io ho guardato lui, aspettando la sua risposta. Quando finalmente ha ripreso a parlare, ho avvertito dei leggeri palpiti nello stomaco, non sapendo cosa avrebbe potuto dire ma desiderando tanto che dicesse: andiamo. Mauro ha proseguito dicendo che sarebbe andato ovunque con me, ma c’era un problema ed era che era venuto con due suoi amici e non se la sentiva di lasciarli a piedi, essendo essi di una località alquanto distante. Ho riflettuto per un istante e poi ho esposto a Mauro la mia idea.
