Quando indossò i tacchi alti e il vestito che la copriva fino ad appena sotto all’elastico delle autoreggenti il mio desiderio virò decisamente verso la prospettiva reale che si facesse veramente scopare da quei due. E capii che il messaggio che avrebbe lanciato loro era quello e che loro avrebbero passato la serata col cazzo duro come il mio.
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“Allora?” guardavo mia moglie che appena rientrata in casa si era quasi stesa sul divano, con aria stanca e maliziosa.
“Allora cosa?” fece la finta tonta.
“Non mi vuoi dire cosa hai fatto stasera?”
“No…” mormorò roteando gli occhi e portandosi un dito alla bocca sorridente.
“E cosa vuoi fare allora?” le risposi un po’ stizzito.
“Voglio… che mi scopi.” rispose dopo una pausa ad effetto.
“Vuoi che ti scopi? Quindi stasera non hai fatto niente, non ti sei tolta nessuna voglia?” chiesi con un misto di speranza e delusione.
“Oppure… lo sai, si dice che più lo si fa più se ne ha voglia, no?”
“Smettila, troia. Dimmi cosa hai fatto.” dissi seccamente.
“Scoprilo da solo…” mi rispose allargando in quel momento le gambe. Sotto la gonna cortissima scorsi la sua fica nuda. Non era uscita senza mutande quella sera. Se le era tolte ad un certo punto, ma quando? Quando era con loro o poco prima di rientrare per provocarmi?
Mi chinai sentendomi totalmente in suo controllo e mi avvicinai molto titubante. Timoroso di avere risposte non gradite, pur non sapendo bene quali fossero quelle gradite e quelle no. Lei si posizionò in modo da offrirmi totalmente alla mia vista la sua fica nuda.
“Allora? Ti sembra una fica usata questa?”
Mi avvicinai per esaminarla da vicino. Era rossa, aperta, lucida.
“Sicuramente è una fica eccitata…” risposi.
“Prova ad annusarla…” mi disse usando un piede per spingermi dalla nuca in modo che mi avvicinassi ancora di più. “Senti qualche odore strano?”
“Sento…” bofonchiai mentre il mio naso si immergeva tra le sue labbra.
“Senti odore di fica scopata? Senti odore di preservativi? Oppure… ti sembra di sentire addirittura odore di sborra?”
Non ero in grado di percepire nulla. Sentivo tutti gli odori e nessuno. Volevo sentirli e non volevo sentirli.
“Allora?” insistette lei premendomi ancora di più la faccia contro il suo sesso.
“No… non lo so… non mi sembra… non riesco a capire…”
“Ah no? Forse assaggiando potresti capirlo… prova con la lingua…” io iniziai ubbidiente a leccare. “Oppure puoi provare a controllare l’altro buco, magari da quello capisci.”
Io mi staccai un attimo e la guardai negli occhi. Speravo di capirlo da quello, ma nei suoi occhi vidi solo la lussuria che però non sapevo che origine avesse, se una serata di sesso o se la provocazione al suo uomo.
Mi riabbassai e le sollevai le gambe per poterle scrutare per bene il suo buco del culo. Sembrava il solito buchetto. Stretto e in ordine. Non sembrava arrossato, non sembrava usato da poco. Ma non potevo esserne sicuro. Lo odorai e profumava. Lo leccai. Sembrava un buco vergine, solo riguardo a quella sera, ovviamente.
“Secondo me non hai scopato stasera.” dissi quasi trionfante, per nascondere una latente delusione.
“Ah no?” mi chiese lei facendomi venire subito qualche dubbio. “Magari se non lo capisci tu potrebbe riuscire a capirlo il tuo cazzo.”
Colsi il suggerimento e mi posizionai col mio cazzo che era già bello duro e pronto.
“Potrei infilartelo qui.” dissi appoggiando la punta sul suo ano. “Senza tanta preparazione. Se entra facile vuol dire che questo buco stasera è già stato ammorbidito.”
“E se invece no? Mi farai male.” mi provocò lei.
“Sì, ti farò male e sarebbe una giusta punizione.” le risposi crudelmente.
“Punizione?” chiese lei stupita.
“Sì…” dissi io capendo però che in un certo senso mi ero tradito, mi ero incastrato da solo.
“Ah, è così tu vorresti punire la tua mogliettina perché NON si è fatta scopare, e non il contrario… interessante.”
“Zitta, troia.” le dissi non sapendo come controbattere. E iniziai a spingere. Ed entrai. Senza troppa resistenza. Quasi come se quel buco fosse già bello pronto.
“Allora?” mi chiese lei quando il mio cazzo era ormai entrato tutto.
“Allora cosa?”
“Ti sembra un culo usato di fresco? O ti sembra che io mi stia lamentando del male che mi fai?”
Non sapevo cosa rispondere. Avevo sensazioni contrastanti. Ero sicuro che non si fosse fatta scopare. Anche se… le mie certezze vacillavano, forse spinte anche dai miei veri desideri perversi.
“Forse non hai considerato una terza ipotesi.” mi disse lei nell’orecchio mentre io la scopavo nel culo.
“Cioè?”
“Cioè che hai una moglie così troia che lo prende in culo come niente, perché già troppo eccitata per quello che ha fatto e che non ha fatto.”
“E cosa hai fatto che ti ha eccitato così tanto?”
“Prima ti dico cosa non ho fatto. Non ho scopato. Nessun cazzo ha neanche sfiorato la mia fica o il mio culo. Neanche la mia mano o la mia bocca.”
“E allora cosa hai fatto di così eccitante?”
“Mi sono fatta corteggiare da due uomini allupati tutta la sera, facendomi dire tutto quello che avrebbero voluto farmi…”
“Tutto qua?”
“No…”
“E cos’altro allora?”
Ansimò e mugolo prima di riprendere a parlarmi. Sentii l’ano pulsare attorno al mio cazzo mentre lei aveva un orgasmo, indotto forse dal ricordo di quello che stava per raccontarmi.
“Eravamo in un locale. Io in mezzo e loro uno da una parte e uno dall’altra. Non passavamo inosservati, forse grazie anche a come ero vestita. Parlavamo. Flirtavamo. Era abbastanza evidente. Ma ad un certo punto ho fatto una cosa che avrà tolto il dubbio a chiunque ci stesse guardando.”
“Che cosa? Che dubbio?”
“Il dubbio di cosa ci facesse una donna in mezzo a due uomini. Quali fossero le mie intenzioni. Se stavo con uno o con l’altro. Se mi piaceva uno o l’altro.”
“E quindi? Cosa hai fatto?” chiesi con impazienza, volevo che me lo dicesse prima di arrivare io stesso all’orgasmo.
“Mi sono girata alla mia destra e mi sono chinata verso uno di loro. L’ho baciato. L’ho limonato con passione per tanti, lunghissimi secondi. Poi mi sono girata dall’altra parte e ho fatto lo stesso col secondo. Mi hanno visto tutti. Hanno capito tutti che ero così troia da volermeli fare entrambi. Ho avuto un orgasmo in quel momento. Pensando a quanto dovessi sembrare troia. Ho pensato anche a te.”
“A me?”
“Sì, avrei voluto che tu ci fossi per vedere quella scena. Poi siamo usciti e sicuramente tutti hanno pensato che stessi andando a farmi scopare da loro due. Ho goduto anche lì, mentre camminavo fuori.”
“Probabilmente lo pensavano anche loro. E invece non lo hai fatto. Perché? Ci saranno rimasti male.”
“No, lo sapevano già. Avevo messo le cose in chiaro. Che questa sera non l’avremmo fatto.”
“Hai specificato QUESTA sera?”
“Sì.”
“Quindi lo farai?”
“Secondo te?”
Le risposi sborrandole nel culo tutta la mia voglia che quel gioco perverso continuasse e tutta la mia felicità che lei lo stesso conducendo così bene e anche senza affrettare i tempi. Rendeva il tutto ancora più desiderabile.
Mentre venivo mi allungai per arrivare a baciarla in bocca, con passione, come aveva fatto con quegli altri due. Era un ulteriore modo per farle capire che apprezzavo le sue mosse. E quando le nostre lingue si intrecciarono sentii gli spasmi di un altro orgasmo che le pervadevano il corpo, dalla testa al culo.
Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: analcoholic
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