Mi distesi per prendere i pantaloni ed estrassi da una delle tasche i preservativi, dicendo a mo di battuta: “oggi ne posso rompere anche 5!” E scoppiammo entrambi in un’allegra risata.
Ne aprii uno, lo srotolai fino alla base ed ero già pronto, mi adagiai su di lei che nel frattempo con una mano teneva spostato il perizoma e con l’altra aveva iniziato a sgrillettarsi un po’.
Puntai il cazzo verso la sua figa e in un lampo, proprio come la prima sera, arrivai fino in fondo senza alcun impedimento. Avvertii nuovamente quella esplosione di sensazioni decisamente piacevoli, ripetendosi ad ogni affondo, le mie narici erano colme di quel profumo di sesso e feromoni che stavamo rilasciando nella stanza, inebriandomi e mandandomi in estasi i sensi come una slot machine quando fa jackpot; stavolta però erano più chiari e più intensi, iniziavo a riconoscerli ed apprezzarli molto più della volta precedente.
In preda ad una forte eccitazione, sentivo il cazzo durissimo, diverso da quando solitamente mi masturbavo, era ancora più duro della volta precedente. Dopo un bel po’ di pompate nella posizione del missionario sentii il suo respiro farsi più corto, i suoi mugolii divennero veri e propri gemiti di piacere finché non iniziò a vibrare come la prima volta e mi allontanò quasi con violenza facendomi uscire. Mi disse: “Perdonami ma adesso sono troppo sensibile,” e toccandosi la passera praticamente fradicia continuò: “guarda che effetto mi fai”, e dicendolo si morse il labbro inferiore.
Il tempo di finire la frase e si mise a pecora, si spostò nuovamente il filo nero che separava quelle natiche stupende e mi incitò a penetrarla nuovamente.
Non me lo feci ripetere una seconda volta e ricominciai l’amplesso alternando affondi lenti con altri più veloci, avevo il cazzo così in tiro che per un attimo credetti di poterla sollevare. Più il ritmo aumentava e più lei ansimava, ed io nonostante il preservativo, riuscivo a percepire le contrazioni dei muscoli della sua vagina che avvolgevano il mio pene come un guanto e la quantità incredibile di umori che produceva; ricordo benissimo che per un po’ fu talmente lubrificata tanto da entrare ed uscire senza sentire alcuna frizione. “Aaaahhhh siiiiiiiii”, queste furono le sue parole prima di sfilarsi nuovamente adagiandosi con la testa e parte del petto sul letto, ma rimanendo con il culo per aria e la figa talmente esposta che guardandoci all’interno avrei potuto scorgervi l’utero. Notai un piccolo rivolo biancastro colare lungo le sue cosce, sempre in preda a quelle strane vibrazioni. Tempo di riprendersi e mi disse: “non so cosa stai toccando con questo cazzo duro, ma mi stai facendo impazzire”. Quelle pause furono per me rigeneranti in quanto, nonostante non sentivo ancora lo stimolo di eiaculare, ritardarono il mio orgasmo ulteriormente.
Mi distesi supino e lei montò su di me come un fantino e si infilò tutto il cazzo facendolo sparire in un colpo solo, scese così velocemente che inarcò la schiena come in preda al dolore ed emise un grido che cercò di soffocare immediatamente portandosi la mano alla bocca. Continuò a dirigere lei il gioco ed il ritmo, abbassandosi di tanto in tanto portando le tette sulla mia faccia ed io ne approfittavo per succhiarle i capezzoli, mentre con le mani le tenevo ben salda dalle chiappe. Una nuova vibrazione si impossesò di lei e mi si accasciò baciandomi il petto e poggiandovi il viso, ansimando forte, con un respiro particolarmente corto ed affannato. Non appena riprese fiato mi disse: “ma hai fumato erba?” Rimasi molto colpito da quella domanda e non capendo le dissi: “veramente non ho mai fumato in vita mia e non credo di averne intenzione, perché me lo chiedi?” Si mise a ridere ma non mi rispose, anni dopo capii cosa intendesse dire.
“Guarda che io ho una certa età non sono una ragazzina come te…”
Non ero ancora venuto, avevo il cazzo teso come una corda di chitarra, ebbi per la prima volta una sensazione di “potenza” che si rivelò molto appagante, e mi resi conto che più lei godeva, più io mi sentivo eccitato e carico.
Mi fece alzare, si distese sul letto e mi disse: “togli il preservativo e vienimi addosso!”
Ero come ipnotizzato dalle sue parole, mi resi conto di non aver mai preso l’iniziativa ne la prima volta, ne questa, era lei che con la sua esperienza conduceva il gioco.
Obbedii senza ribattere ed infilandomi tra le sue gambe aperte iniziò a masturbarmi, anche una semplice sega, fatta da lei sembrava qualcosa di fantastico, una sensazione unica mai provata con le mie mani. Ad un certo punto sentii il piacere salire, levai la sua mano e continuai con la mia, finché non fuoriuscì il primo schizzo che fu talmente forte da arrivarle in faccia e sui capelli, provocandole un’espressione mista di sorpresa e forse un po’ di disgusto, mentre gli altri due schizzi con meno potenza di depositarono sulle tette e sulla pancia. Ero sudato, esausto, ma completamente appagato dal mio primo rapporto sessuale “completo”.
Si diresse subito verso il bagno per pulirsi e poi tornò in camera, diede uno sguardo all’orologio ed esclamò: “caspita è tardissimo… ma ne è valsa la pena”, mettendosi a ridere e portando la mano alla bocca come per trattenere le risate. In quel frangente mi ero velocemente rivestito e da verginello inesperto scoccai dall’arco dell’inesperienza la freccia con la classica domanda: “Ti è piaciuto?”
Ma immediatamente mi redarguì dicendomi: “Ricorda, non chiedere mai ad una donna se le è piaciuto o meno, cerca di capirlo dal suo corpo, se non le piace te ne accorgerai; e comunque si mi è piaciuto molto anche se sei un po’ inesperto, ma hanno compensato il tuo bel cazzo duro e la resistenza, ho perso il conto di quante volte sono venuta”.
“Beh se devo essere sincero l’altra sera è stata la mia prima volta e stasera la seconda”, risposi rivolgendomi a lei con lo sguardo puntato verso il basso, ero confuso, non sapevo se sentirmi imbarazzato dalla confessione appena fatta o lusingato da quello che mi aveva appena detto.
“Che fossi alle prime armi l’avevo capito, ma non credevo fosse la tua prima volta”, rispose quasi stupita.
“Adesso però mi sa che è ora di salutarci veramente…” disse con velato rammarico.
“E’ successo qualcosa? Ho fatto qualcosa che non va?” Pensando si fosse indispettita dal fatto di essermi rivestito praticamente subito dopo il rapporto.
Ci fu un attimo di pausa e poi mi disse: “no, tranquillo,tutto apposto, è solo che sono un po’ giù, anzi a dire il vero sono così ogni volta che devo rientrare a casa, proprio quando inizi a divertirti, ecco che finisce lo spasso.”
Si avvicinò, mi diede un bacio a stampo sulle labbra e mi salutandomi mi disse:
“A presto!” Le augurai buon viaggio e lasciandole la buonanotte mi chiusi la porta alle spalle e volai giù leggero come una foglia.
Probabilmente, anche in quel caso non riuscii a cogliere la sua finezza, o ripensandoci oggi, magari non fu una battutina rivolta a me, ma una semplice affermazione senza alcun doppio senso, purtroppo non lo scoprirò mai perché dopo quella sera non ebbi più occasione di rivederla, anche solo per un semplice saluto.
Arrivato all’ingresso, Giulia, sentendo la porta si destò di soprassalto e alzandosi in piedi con le mani poggiate sulla scrivania mi disse: “Allora? Funziona sto telecomando?” E scoppiò in una grassa risata.
“Sisi funziona funziona”, risposi con tono soddisfatto.
“E meno male, che se non fosse stato per lei a quest’ora l’avresti usato per guardare la tv a casa”, rintuzzò continuando a ridere di gusto e poi aggiunse: “Certo che sei proprio rincoglionito, si vedeva ad un chilometro che voleva che salissi in camera sua e tu stavi quasi per andar via.” Feci spallucce abbozzando un sorriso compiaciuto e salutandola mi avviai verso il mio alloggio, soddisfatto e consapevole di avere gli argomenti giusti per soddisfare una donna.Francesca mi aveva sbloccato, facendomi acquisire più sicurezza in me stesso e soprattutto mi aiutò facendomi capire di prestare molta più attenzione ad una donna ed ai suoi segnali.
Racconto selezionato per il nostro archivio dalla redazione, scritto originariamente da: Shamoan
Ti è piaciuto?
La Passione per l'erotismo mi ha portato qui e devo dire che ci sto molto bene.
Altri racconti di Linos
Hai una straordinaria capacità di evocare immagini vivide e sensazioni profonde. La tua prosa è elegante e ricca di dettagli che arricchiscono l'esperienza di lettura. 👌🥇