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Erotika
I desideri segreti di una moglie
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Racconto18 min di lettura

I desideri segreti di una moglie

Dal nostro @annettizar7272 un racconto assai dettagliato su come la vita di coppia in famiglia ha preso una piega assai libidinosa.

Amanti Porno
1 anno fa · 2.5k letture · 0

" Sai che sei proprio un bel ragazzo.  Mi dici che cazzo aspetti per avvicinarti e guardarmi  la fica da più vicino?! Ti serve un invito scritto per fottermi?" Esclamò lei. " Dai non essere timido....fammi godere e il posto sarà tuo". 

Marco balzò in piedi, si slacciò i pantaloni e si fiondò su di lei. La signora guardò attentamente il suo pisello tastandolo con decisione poi aggiunse:  " Che bel cazzo duro e grosso che hai! ".  Lei sollevò la minigonna, si distese sulla scrivania e allargò le gambe.   Lui rimase immobile vedendo quanto era bella la sua vulva. In confronto a quelle poche che aveva visto prima quella della signora era una Signora  Vulva: un bel pelo nero ispido metteva in risalto le sfumature rosa delle grandi e piccole labbra e aveva un grosso clitoride di rosa scuro. Quando Marco si avvicinò per penetrarla lei lo fermò. "Prima vediamo come te la cavi con la lingua". Lui si inginocchiò e iniziò al leccare delicatamente le grandi labbra, passando poi alle piccole. Il clitoride pulsava e lui prese a succhiarlo facendogli una specie di pompino. "Niente male " disse lei "Adesso voglio sentire il tuo cazzo. Vediamo  se lo sai usare come si deve.  Marco la penetrò con decisione facendola sobbalzare e iniziò a sbatterla per bene.  La scopò per una decina di minuti stimolandogli anche il clitoride con le dita. Quando lei venne per la seconda volta, lei lo spinse via facendolo uscire da lei. Poi si sedette alla scrivania.  Marco rimase immobile come un ebete con le braghe calate e il cazzo duro non sapendo cosa fare. "Direi che hai superato la prova, il posto è tuo".  Poi aggiunse: " Vai da Luigi che ti mostrerà il tuo alloggio e ti spiegherà tutto. Ricordati che dovrai fottermi ogni volta che te lo chiederò. Adesso puoi andartene". Marco si riallacciò i pantaloni a fatica, il suo pene restava duro. La signora se ne accorse e con tono beffardo disse : " Se vuoi svuotare i testicoli, il bagno è in fondo a destra".  Marco uscì dall'ufficio umiliato ma si recò in bagno dove fece quello che la signora gli aveva consigliato. Marco lavorava con impegno al ristorante.  Tutti erano contenti di come svolgeva diligentemente le mansioni che gli venivano assegnate. Specialmente la proprietaria era contenta del suo toy boy. 

Marco doveva essere sempre disponibile alle voglie di lei.   Quando la signora voleva chiavare lui doveva correre subito da lei e fotterla a dovere.  Alcun volte anche più volte al giorno. E se il pene non era duro come lei esigeva  lo insultava. Allora doveva lavorare di lingua e dita per farla godere.Quando lei aveva goduto abbastanza  lo mandava via in malo modo.  Marco però era felice:  scopare tutti i giorni era il sogno di ogni ventenne. Quel sogno durò per quasi due  mesi finché  una notte Marco scoprì che Anna Maria era sposata con un senegalese di quasi due metri, grosso e cattivo. Lo scoprì nel peggiore dei modi: lo scoprì mentre gli stava fottendo la moglie a pecorina. Il senegalese era tornato da uno dei suoi loschi viaggi senza avvisare nessuno e quando trovò quel ragazzo bianco che montava sua moglie lo prese per il collo, lo trascinò in strada e lo pestò fino a fargli perdere i sensi. Luigi, che abitava di fronte al ristorante,  aveva assistito di nascosto al pestaggio. Soccorse Marco e lo portò al sicuro in  casa  sua. Il giorno dopo Marco scoprì di essere stato licenziato. 

Restò ancora a Barcellona ospite di Luigi finché non scomparvero i segni del pestaggio, poi tornò in Italia. Passò un'ultima volta davanti al ristorante della signora Annamaria  notando un foglio appeso accanto all'ingresso. Sul foglio c'era scritto: CERCASI RAGAZZO ITALIANO DI BELLA PRESENZA, VOLENTEROSO PER LAVORO COME TUTTOFARE IN QUESTO RISTORANTE. MASSIMA SERIETA'. 200 EURO SETTIMANALI ( VITTO E ALLOGGIO GRATUITI). NO PERDITEMPO. Marco capì che il marito di Annamaria era ripartito per uno dei suoi viaggi…. ridendo scese nella metropolitana. Non ebbe più esperienze sessuali di quel tipo. Marco riemerse da quei ricordi e guardò  l'orologio: mancava solo un minuto allo scadere dei dieci che Lara gli aveva concesso per decidere. Inviò il messaggio a sua moglie dicendo che accettava. Lei rispose: " Ti voglio nudo nel letto a pancia in su. Non potrai parlare e prendere iniziative senza il mio permesso". Lui obbedì.  Lei si recò in bagno e  si fece attendere per una ventina di minuti poi salì lentamente la scala e si presentò davanti a lui: Lara indossava un  completo in latex nero, lucido e aderente che aveva acquistato tempo prima online e che aveva nascosto in soffitta. Aderiva perfettamente al suo bellissimo corpo e lo copriva quasi totalmente. Aveva dei buchi da dove uscivano i suoi capezzoli scuri e una grande apertura  in corrispondenza della zone intime. Indossava delle fantastiche scarpe nere con tacchi alti e sottili in acciaio.  Adesso lui è legato  al letto, mani e gambe divaricate, imbavagliato, impossibilitato a parlare e con una fascia elastica alla base del pene.  Lei  si struscia la passera  sul pube di lui. Poi si siede sul suo viso facendogli  sentire l'odore delle sue zone intime. Lui le annusa avidamente .  Lei gli prende il cazzo in bocca  e lo succhia per un paio di secondi. Il fallo di  risponde con un erezione ma lui  geme di dolore poiché l'elastico stringe dolorosamente il suo membro. Lei gli ordina di stare zitto. Si siede sul suo torace e divarica le gambe mostrandogli la vulva in tutto il suo splendore: 

" Ti piace? Guarda che fica che ho,  non la trovi bellissima? Con le  grandi labbra gonfie  e quelle  piccole rosee.  So che vorresti leccarmela ma adesso  puoi solo guardarla. Forse, se ti comporterai come un bravo schiavetto, più tardi te la lascio toccare. Lo vedi il buco dove vorresti infilare il tuo cazzo... ti garantisco che è caldo e umido. Guarda come riesco a dilatarlo e restringerlo.  Immagino che non vedi l'ora di fottermi. Guarda  il mio clitoride com'è turgido e voglioso. Adesso mi masturbo. Tu guarda e aspetta". Lara prese a masturbarsi lentamente. Marco era eccitatissimo, sembrava un sogno, non credeva che dalla  bocca di sua moglie  potessero uscire certe parole; lei che non usava termini volgari e mai era stata così sessualmente disinibita. Di lì a poco lei venne gemendo ad alta voce. Lara si girò verso il cazzo di lui che ormai era violaceo. Con un movimento deciso che quasi fece piangere Marco per il dolore, Lara tolse l'elastico dal cazzo e iniziò ad accarezzarglielo delicatamente per lenire il dolore. Il pene tornò roseo, allora  lei iniziò a masturbarlo con movimenti lenti ma decisi. Quando capì che di lì a poco lui avrebbe eiaculato si fermò e guardandolo negli occhi disse sadicamente : " Non è ancora il tuo momento!  Ho voglia di godere ancora. Adesso ti tolgo il bavaglio ma tu devi stare zitto!  Devi solo usare la lingua per farmi godere.  Ok?! " Marco annuì. Lei gli liberò la bocca e  mettendo la sua fica sopra la sua bocca iniziò a masturbarsi. Lui leccò in silenzio. " Tutto qui quello che sai fare?! Lecca più forte, dai!" Lui aumentò il ritmo. Lei gemeva " Bravo, continua così….. Adesso penetrami con la lingua….. Fammi sentire quanto è dura la tua lingua. Dai lecca….. Ottimo…. Siiii, così….  Dai che vengo. Mio Dio è fantastico....vengo...vengo!"  Lara venne copiosamente sopra la sua bocca e lui succhiò avidamente quel caldo nettare. Dopo aver ripreso fiato Lara  gli prese il glande in bocca e iniziò a masturbarlo.  Lui stava per venire ma lei improvvisamente smise e sorridendo gli disse: "Non è ancora il tuo momento". Lui soffriva ma  stava impazzendo di piacere…. Sua moglie lo stava usando come un giocattolo e questa cosa gli piaceva.  " Forse" pensa Lara " Sto esagerando un po' con lui ma mi sento sempre più arrapata e mi sembra che a lui non dispiaccia". Lara adesso si siede sul suo pube dandogli le spalle. Afferra il cazzo  e inizia a strusciarsi il clitoride con la  cappella durissima.  Lei geme ad alta voce mentre lui deve gemere in  silenzio. Ecco,  Marco sente l'orgasmo rimandato più volte che sta per arrivare ma lei lo precede venendo prima e  lasciandolo ancora una volta ad un passo dal piacere.  Poi gli sussurra all'orecchio. "Non è ancora il tuo momento". Scende  ed esce dall’appartamento. Marco soffre:  i polsi e le caviglie gli fanno male. Anche i  suoi testicoli gli fanno molto male: sono talmente gonfi e duri che sembrano esplodere. Dopo una decina di minuti Lara rientra, sale lentamente le scale  a chiocciola  e si presenta davanti a Marco con in mano una valigetta nera. Con una voce sensuale si rivolge a lui:  " Sei stato bravissimo,  ora puoi decidere se vuoi vedere il contenuto della valigetta, fare l'ultimo gioco e  avere il tuo meritato orgasmo oppure avere il tuo orgasmo con la solita scopata alla missionaria. Decidi tu. Da adesso puoi parlare". Marco ormai vuole andare fino in fondo e risponde con un filo di voce:  " Voglio vedere il contenuto della valigetta e continuare a  giocare come tu desideri sperando di farti godere. Sono il tuo schiavo" .  

Prima di andare avanti…

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