"Senti, ho ancora un po' di tempo, sono senza figli in quanto arrivano più tardi, se faccio un salto da te, adesso"?
Per quella crema?
"Splendida idea, ti aspetto" rispose.
Sandro, sempre ai miei piedi, disse
"Posso baciarti?"
"Certo che sì, stupidino ", ho piacere che tu mi chieda il permesso… d’ora in poi quando lo vorrò dovrai essere servizievole.
Accarezzandogli la fronte come premio e, volendo un'ulteriore conferma del suo gradimento e, disponibilità......
Anzi, ancora meglio, useremo una parola d’intesa, quando la pronuncerò, capirai che devi adoperarti per assecondarmi, esigo che tu ti comporti come appena detto e, vedrai che ne trarrai benefici che neanche immagini.
Che ne pensi della parola “TI STIMO”?
"Sì, bella, naturale, sentirla pronunciare non desta sospetti, piacevole sentirselo dire, sei proprio brava".
"Ora, da bravo, segati e guai a te se sborri senza il mio permesso vado a prendere un ulteriore premio, te lo sei meritato".
Indossai uno spolverino e guardai Sandro che, timidamente si segava piano, "Non devi vergognarti di questa tua nuova dimensione gli dissi anzi devi esserne fiero, spero di non fare tardi, sta pure seduto".
Tiziana mi aspettava, chiuse la porta e immediatamente mi infilò la lingua in bocca, baciandomi con frenesia, poi mi aprì lo spolverino e allontanandosi, come si fa per un quadro mi rimirava tutta, mi alzò una gamba, facendomela poggiare su una sedia, si inginocchiò fra le mie cosce e partì con quel serpentello di lingua che si ritrovava.
Era la mia prima volta con una donna e, che donna, come me la leccava era tenera, delicata, attenta alle contrazioni della figa, sapeva quando affondare o carezzare, colavo e lei mi beveva con tanta ingordigia, Carlo guardava, senza intervenire, poi ad un cenno di Tiziana, si avvicinò, mi baciò in bocca per poi passare al seno, insalivandolo.
Alzandosi Tiziana prese il suo posto, poiché Carlo la supplicava
"Per favore, fammela scopare… non sborro da una settimana" fui costretta a ricordare a Tiziana che dovevo scappare, sarei rimasta volentieri anche tutta la notte, ma ora proprio non era possibile.
Per tutta risposta mi disse: Vieni, poggia le mani qui, sul bracciolo del divano, faremo una cosa veloce, ma sappi che dovrai assolutamente ritornare, chiaro?
Timidamente, risposi "Come potrei non tornare…."
"Brava piccola, vedo che impari in fretta, ora, mentre ti lecco la figa, Carlo ti scoperà, ti avverto voglio che ti sborri dentro e porterai tutta la sborra a casa per farla bere a tuo maritino, vedrai che gli piacerà!
Carlo ha iniziato proprio così… ed ora guardalo, come è ubbidiente… mi saprai dire".
Carlo aveva un cazzo strano, corto come quello di Sandro, ma più largo, con una cappella impressionante, Tiziana tenne a precisare di non far caso, una volta dentro la fica poco dopo lo avrei sentito aumentare di volume, per cui, incuriosita le chiese spiegazioni, ed ella chiarì che il pene di Carlo aveva una disfunzione, nel senso che con il calore della figa, aumentava di volume, il gambo non sarebbe stato un problema, ma la cappella, di quanto poteva aumentare?
Cazzo se la sentivo quella cappella mi riempiva, andava avanti e indietro, più la lingua, tremavo le gambe quasi mi abbandonavano, ero sorretta da Carlo e la Tizi da sotto, cominciai a sgocciolare dal piacere, mentre Carlo era un continuo
"Godo… che figa stretta… godo, vengo, sì… sborro".
Mi arrivò come una staffilata, si stava scaricando mi sentivo piena e, placato l’orgasmo, rimpicciolendosi, il cazzo stava per uscire, allora Tiziana prontamente mi inserì un tampone, dicendomi di farne buon uso, mentre Carlo reclamava ancora la mia bocca, diciamo che ebbe a terminare la sborrata in bocca, avevo un rivolo che colava all’angolo della bocca strapiena,..... alcune gocce mi caddero sul seno,.....quel cazzo lo volevo, desideravo farlo sborrare del tutto, così lo presi in mano, ebbe modo di sporcarmi per bene anche quella.
Tiziana provvide ad infilarmi lo spolverino, invitandomi a lasciarlo aperto senza preoccuparmi più di tanto, a quell’ora in giro solitamente non c'era nessuno.
Si astenne dal baciarmi, apprezzando il rivolo di sborra presente sul lato della bocca… mi diede uno sculaccione, augurando, "Vai, goditi la serata".
Guardai l’ora, 20.40 Sandro, ubbidiente mi stava aspettando, accesi tutte le luci, volevo cogliere tutte le espressioni, anche le più piccole, registrarle mentalmente.
Non me lo aspettavo il gesto che fece Sandro vedendomi arrivare, avevo lo spolverino aperto, mi sentivo una diva con il suo pubblico, egli come un cane che aspetta il suo padrone, si mise a quattro zampe allungai la mano sporca di sborra e gli dissi,
"Bravo il mio cucciolotto, lecca…." e, quando capì di cosa si trattava, impazzì letteralmente come la sera precedente.
Mi tolsi lo spolverino e, nuda mi avvicinai alla porta finestra poggiando le mani in alto, mi sentivo una diva, ero illuminata dalla luce sembrava avessi un faro puntato su di me, vidi Tiziana e Carlo, sul terrazzo che guardavano chiamai Sandro e, indicandogli il seno, gli dissi come si conviene ad un cane "cerca, da bravo cerca… da bravo" ultimata la pulizia del seno, lo feci sdraiare per terra e poggiatagli la figa sulla bocca, tolsi il tampone, non lo riconoscevo, sembrava impazzito e, con quelle nuove emozioni mise poco a ripulirmi dalla sborra di Carlo, mentre amorevolmente gli accarezzavo la fronte, ripetendogli, "Bravo, bravo".
Mi piaceva che vedessero anche loro, così, alzandoci in piedi, allungai verso la sua bocca quel tampone ancora intriso di sborra,… sapeste come succhiava!!!
Avrebbe potuto bastare come prima volta, così gli ordinai di salire su uno sgabello, Tiziana e Carlo erano ancora lì a guardare,…..Sandro in piedi, era a portata di bocca, accolsi il suo cazzo e in effetti, bastò poco per riempirmela, fatto scendere, lo baciai riversandogli tutto in bocca, la sua,... mista a quella precedente di Carlo.
Percepii come un applauso.
Per loro sarà stato come essere al cinema.
Seduti abbracciati, ci scambiavamo coccole, impressioni, promettendoci di trovare più tempo per noi, di confessarci l'un l'altro ciò che desideravamo, non era ancora stabilito, ma sicuramente approvato.
Guardai l’ora, 21,30, gli dissi "Amore, doccia e vai a prendere i ragazzi, io sistemerò la sala. Domani è un altro giorno".
O53
continua
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molto bello ma l ausiliario di bastare è essere