Mi feci una doccia, andai in cucina a bere un caffè è poi andai in negozio a salutare lo zio.
Ormai ero arrivato al mio ultimo giorno di ferie, sarei partito la mattina successiva dopo 15 giorni di permanenza dagli zii.
Mi alzai andai in bagno a lavarmi, notai sopra la cesta della biancheria sporca gli slip di Emma, li presi e li annusai.
Mi venne in mente ciò che era accaduto qualche giorno prima ed in me cominciò a salire un’eccitazione, presi in mano il mio pene e mi masturbarmi usando l’intimo della zia. Venni copiosamente dentro gli slip e li misi dentro la cesta.
Andai in cucina a fare colazione e la zietta stava preparando le tagliatelle fatte in casa, si stendeva lungo il tavolo per spianarle bene.
Io la osservavo nel suo abito da casalinga, un vestito fatto in un pezzo solo, senza maniche ma con solo due sottili spalline e lungo fino alle ginocchia; era senza calze e gli si intravedeva il reggiseno di color nero.
Ogni tanto lei si girava e mi guardava con un sorrisino mentre bevevo il caffe seduto sulla poltrona alle sue spalle.
La guardai per circa dieci minuti finche non mi alzai andai dietro di lei gli alzai la gonna e vidi che non aveva messo le mutandine. Emma come niente fosse continuava a lavorare.
Mi abbassai il Training e appoggia il mio pene in mezzo alle sue chiappe e con le mani presi i suoi seni da sopra il vestito, Lei continuava impassibile a spianare la pasta ma con il suo movimento in avanti e in dietro il mio arnese cresceva sempre di piu.
Entrai con le mani sotto il reggiseno e per la prima volta sentii i suo seni nudi, erano grandissimi e con i capezzoli già turgidi. Gli presi i capezzoli con due dita e comincia a strizzarli a tirarli finche lei mi tolse le mani si giro si abbasso e cominciò a farmi una pompa.
Era in ginocchi davanti a me che lo stava succhiando con estrema abilità, si scosto le spalline e fece cadere il vestito a terra. Io le presi il reggiseno dai ferretti sotto il seno e lo tirai su liberando le sue enormi zinne.
Vidi quei capezzoli violacei e ritti, mi venne una voglia matta di succhiarli; la dovetti staccare dal mio uccello la feci alzare e cominciai a leccargliele, finche non gli presi il capezzolo fra i denti mordicchiandolo.
Emma era eccitata, ansimava a voce alta e continuava a dirmi che gli piaceva troppo quello che gli stavo facendo.
Ero felicissimo che a lei piacesse il mio modo di fare ma avevo mille idee per la testa, sapevo che sarei tornato a casa e che per almeno un anno non la avrei più vista.
Presi tutto il coraggio che potevo e la feci girare, gli feci appoggiare il ventre sul tavolo, mi abbassai e con le mani gli allargai le chiappe, cominciai a leccargli la passera la quale era gia tutta impiastricciata dei suoi umori acri.
Continuai a leccare mentre lei cercava di masturbarsi. Mi misi a leccargli l’ano mentre con le dita gli penetravo la vagina, prima con un dito poi con due alla fine con tre e li muovevo in avanti e in dietro sempre piu veloce. Smisi di leccagli la rosetta e anche li ci infilai prima uno poi due dita e in contemporanea con la vagina le muovevo.
Emma era con le braccia aperte che si teneva al tavolo, ad un tratto comincio a urlare che stava venendo; mi accorsi subito siccome i suoi umori stavano colando copiosi sulle miei mani e sulle sue coscie. Tolsi le dita sia dall’ano che dalla vulva e le baciai la schiena.
Si spinse piu in dietro tenendosi al bordo del tavolo mettendomi in bella mostra il suo sedere, allungo la sua mano dietro e mi prese il pene, gia bello barzotto e lo posiziono sulle sue grandi labbra.
Emma diede un colpo di bacino all’indietro e lui entro senza alcun problema. Ero dentro mia zia e lei si muoveva ritmicamente avanti e indietro facendoselo uscire e ripigliandoselo tutto, ogni volta che lo face rientrare emanava un gemito di piacere.
Ormai capii che era arrivato il mio turno, la presi per i fianchi e cominciai a dare il mio ritmo, lo facevo entrare solo per un terzo e lo estraevo, mentre con le mani ero passato a schiacciare i seni con forza.
Mi chiedeva di trattarla come una troia voleva sentirsi sbattere ma io continuavo con il mio ritmo lento finche lei lo prese lo tolse dalla vagina e alzo la mira sul suo buchino scuro; come lo appoggio sull’ano io diedi un colpo di reni e lo feci penetrare tutto sbattendo le palle sulle sue chiappe.
Smise di ansimare per diversi secondi, immaginai che la penetrazione gli creo un po’ di dolore ma poi ricomincio peggio di prima.
Stavo inculando mia zia ad un ritmo discretamente veloce, mentre la sbattevo mi confido che era una vita che voleva provare, ma lo zio era troppo puritano per certe cose e non se la sentiva di chiederglielo.
Ero al culmine lo sentivo pulsare, lo tolsi dalla rosetta li guardai i l buco del culo che era completamente dilatato.
Chiesi a Emma se me lo prendeva in bocca, si giro e mi fece una pompa da sogno facendomi eiaculare dentro la sua bocca e bevve tutto il mio nettare.
Ci alzammo e mi porto in bagno chiedendomi se volevo essere lavato, acconsentii, andammo in doccia tutte e due nudi e cominciò a insaponarmi; prima la schiena poi le gambe ed infine il pene soffermandosi per diverso tempo finche non ricomincio a crescere.
A questo punto mi fece sdraiare e lei si mise sopra a smorza candela, lo prendeva come voleva lei gestiva il ritmo ed io intanto gli stuzzicavo con i denti i capezzoli e con le dita li menavo il secondo canale, mentre con la sue dita si menava il grilletto.
Passarono una decina di minuti e lei arrivò al coito, mi prese per i capelli e con forza mi portò il mio viso in mezzo alle sue enormi tette; mi sussurrò nell’orecchio che adesso era arrivato il mio turno e dovevo venire, ma purtroppo era la terza volta e non riuscivo a venire cosi facilmente.
Comprese la mia difficoltà e si impalo nel secondo canale, prima piano poi dando un ritmo ancor più veloce di quando lo avevo dato io in precedenza.
Passarono diversi minuti e mi disse che cominciava a bruciarli l’orifizio anale, si alzo e avvolse il mio fallo tra i suoi seni tenendoli belli stretti e ogni volta che lo faceva salire, con la lingua mi schiaffeggiava la cappella.
Era una bellissima sensazione ma durò poco, siccome arrivai schizzandogli per prima sul viso e il resto andò a finire nella sua gola siccome lo prese tutto e succhiò quello che era rimasto.
Finimmo di lavarci ci rivestimmo, mi disse che era da tantissimo tempo che non godeva piu cosi intensamente e che avrebbe voluto tenermi li con lei ancora per un paio di settimane.
Devo dire che sono state delle vacanze veramente belle ma purtroppo da quel giorno non ho piu avuto nessun rapporto con mia zia
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