Vai al contenuto
Erotika
Gioco lesbico per ragazze
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto17 min di lettura

Gioco lesbico per ragazze

Grazie alla mia esperienza seleziono i racconti più eccitanti dai nostri archivi. Oggi la storia di Elisabetta di #ariannasolustri

Giovanna Esse
10 mesi fa · 876 letture · 0

Quando ormai eravamo veramente “alla frutta” (e, forse anche oltre…) accendendo la tele, ci accorgemmo che erano ormai le sette di sera. Sempre nude, apparecchiammo la tavola ed io preparai da mangiare. Volendo ricordare quella giornata particolare, mandai Elisabetta a comprare una candela rossa al casalinghi sotto casa. La vidi rivestirsi con la mia maglietta ed i miei hot-pants, ma senza nulla sotto.

“Voglio sentirmi i tuoi odori ancora addosso…” un’altro bacio e scese. Quando tornò, mi accorsi che ne aveva comprato una confezione da dieci ! (Solo la notte, capii il perché…)

Io, non sapendo dove mia madre tenesse le bugie, girai sottosopra un bicchiere e facendoci colare della cera, fissai la candela. Non sarà stato il massimo della raffinatezza, però contava il pensiero. Mangiammo, tutto il tempo, fissandoci negli occhi, come due innamorati. Finita la frugale cena, andammo in salotto per riposarci un attimo e guardare la televisione. Poi, verso le dieci, ci preparammo per andare in discoteca.

Non avendo dietro i suoi vestiti, le prestai un tailleur mio. Tanto avevamo le stesse misure. Chiamammo un taxi che ci portò davanti ad un locale nei pressi di Piazza Euclide. In discoteca, avendo riscosso un notevole successo (raramente, si vedono due ragazze da sole) in poco tempo eravamo circondate da pretendenti. Avendo la casa disposizione, avremmo potuto anche finire in altro modo la nottata, ma non volendo rompere quell’incantesimo, ci rinunciammo. Trovammo anche due cavalieri (pure carini, se non ricordo male) che si sarebbero offerti per “il dopo discoteca”. Passammo una gradevole serata in loro compagnia, ma poi nulla di più. La pomiciata che ci “offrirono” sotto casa, ci sarebbe servita per quando, da lì a poco, saremmo rimaste da sole…

Non volendoci perdere di vista, ci chiesero anche il numero di telefono. Evitando, chiaramente, di dargli quello vero, gli diedi quello della segreteria della scuola che allora frequentavamo. Prendemmo l’ascensore, salimmo al piano. Elisabetta, per la voglia, per fare più in fretta, iniziò a spogliarsi già in ascensore. Io, per la stessa ragione, aprii la porta di corsa. Appena entrate, buttammo per terra soprabiti, borsette, chiavi e ci dirigemmo velocissime in camera da letto. Questa volta, era quella dei miei genitori. Volevo stare più comoda. Fu una notte ancora più eccitante del pomeriggio appena passato. Elisabetta si scatenò !!! Mai avevo visto un rapporto sessuale tra due umani più “animalesco” di quello che stavo vivendo con Lei… Forse solo nei film… Ma, giuro, mai dal vivo.. Mi sovviene “IL POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE” (quello con Jack Nicholson e Jessica Lange, per farvi un’idea…) ma Lei mi sembrava ancora più selvaggia di Jack…. Il che é tutto dire…

Non ebbi tregua, volle penetrarmi con le candele, sia davanti che di dietro. Mi morse dappertutto. Le labbra, i capezzoli, il seno, la pussy, le natiche… Non lasciò nulla di incompiuto !!! Alla fine mi ritrovai piena di lividi e vuota di forze, ma decisamente soddisfatta !!! Penetrò la mia delicata pussy dapprima con un dito, poi con due ed infine con quattro tutte insieme…. A letto era una furia… sembrava un cane randagio che non voleva farsi catturare dall’accalappiacani. Alla fine, ebbe l’ardire di dirmi: “Peccato che non siamo a casa mia, sole solette, sennò ti avrei fatto provare i miei giocattolini… ” (Per la precisione dovetti aspettare solo una decina di giorni, se non ricordo male, per provare i suoi giocattolini… Maxi vibratori e doppi falli di dimensioni considerevoli… Ma, questa é un’altra storia, magari da raccontare in futuro…)

Qualche ora dopo, ci addormentammo abbracciate una all’altra, e così ci risvegliammo il mattino dopo. Verso le dieci del giorno seguente, dopo aver fatto colazione, decidemmo di prendere il sole in terrazza. Non parlammo affatto di quello che era successo; anche per non far sapere i cazzi nostri ai miei vicini pettegoli… Non avendo nulla per pranzo, scendemmo per fare la spesa. Elisabetta, tanto per non smentirsi, comprò così tante zucchine e carote che sarebbero bastate per tre mesi… Tornate a casa, dalla sporta, prese due carote. Dopo averle accuratamente pelate e lavate, se le introdusse nella sua profumatissima ed eccitantissima fica. Per tutto il pranzo, se le tenne dentro; “al calduccio” come aggiunse lei.. Per tutta la durata del pranzo, non pensai che alle due carote ed alla sua amatissima fica. Solo alla fine, dopo il caffé, aggiungendo: “DULCIS IN FUNDO… ” mi invitò a degustarmi la sua delizia… Mi invitò a mangiare le carote ancora intrise dei suoi umori, direttamente dalla fonte. Dovevo tirargliele fuori solo con la lingua, con le labbra, con i denti. Senza, ovviamente, le mani. Mi sembra pleonastico aggiungere che continuammo a fare l’amore come il pomeriggio e la notte seguente… Tanto per non smentirsi, anche quella notte, si scatenò. Dopo aver preso dal frigo un salame lungo una trentina di centimetri, mi scopò con quello !!! Anzi per la precisione, “ci scopammo con quello…” Alla fine del “round”, mi propose di divorarci, seduta stante, quel salume. Io avrei dovuto sfamarmi con quello intriso dei suoi umori e lei con l’altra parte… (Forse a qualcuno farà anche ribrezzo quello che vi sto raccontando… Ma tant’é !) Le zucchine fecero la stessa fine delle candele della notte precedente e delle carote “pomeridiane”… Quel pomeriggio ( e la successiva notte bollente…), si rivelarono i secondi di una lunga serie di altri che si sarebbero ripetuti per altri due anni, senza peraltro abbandonare i rispettivi boy-friends. Anzi, qualche tempo dopo, proprio insieme a loro, durante una vacanza in Sardegna, in una sera in cui ci ritrovammo oltre modo brilli, ci capitò di riaccoppiarci. Durante i rapporti, i ns. ragazzi di allora, ci proposero lo scambio dei partners e nello svolgersi degli accoppiamenti, ci ritrovammo abbracciate a slinguazzarci senza tregua. Lì per lì, non ci chiesero nulla, ma il giorno dopo, fummo costrette ad attribuire quella performance alla sbronza. Decidemmo che dovesse rimanere un ns. segreto, e così é rimasto fino ad oggi. Ancora oggi mi domando come abbiano fatto i vicini a non accorgersi di nulla ! Per fortuna… Sai che scandalo se lo avessero saputo i miei… “La loro unica figlia”, “la prediletta della casata”, quella ragazza che “aveva tutto ciò si possa desiderare a quell’età”, “quella che prendeva sempre ottimi voti a scuola e che i professori prendevano da esempio”, “quella che tutte le famiglie avrebbero voluto avere per figlia o almeno per nuora”, ebbene costei SCOPERTA A LETTO CON UN’ALTRA DONNA. ULULANTE DI GODURIA E CON LA MENTE OTTENEBRATA DAGLI ORGASMI CHE LE PROCURAVA UNA DEPRAVATA DI PERIFERIA… Vi lascio solo immaginare lo scandalo che sarebbe successo; per quanto tempo ne avrebbero parlato fuori della chiesa dopo la messa mattutina della domenica ? Magari dopo essersi fatto il segno della croce ? Che, “Solo a parlarne, già si fà peccato… non ti dico poi a farlo…” Questo, probabilmente avrebbero detto tra loro, le bigotte e i rispettivi consorti bigotti più di loro ! (Magari, se ne avessero avuto la possibilità, al dunque, mi avrebbero rivoltata come un calzino…)

Questa mia esperienza con Elisabetta, mi é rimasta impressa nella mente. Ho frequentato anche altre donne, ma lei la ricordo con più affetto, forse perché é stata la prima. Se ci fosse qualche altra ragazza che mi volesse conoscere, non deve far altro che commentare.

Ti è piaciuto?

Dai il tuo voto
Media 3,0 su 5 · 1 voti
Scritto da
Giovanna Esse

Redattrice di erotika.app , blogger e Strega Magistra. Vuoi confessare un'avventura o un sogno del tuo "alter ego erotico"? Scrivimi in privato per consigli o pubblicazione. [email protected]

Altri racconti di Giovanna Esse

Commenti 0

Accedi per scrivere un commento…

    Nessun commento ancora. Scrivi il primo.

    Dello stesso autore

    Tutti
    Racconto Molto eccitante

    Perché mi faccio fare da mio figlio

    Oltre le righe e le regole della società. Non sta a me giudicare... ma solo informarvi dei fatti attraverso questa confidenza di una signora.

    7 mesi fa 6 min 2 mi piace
    Libro Molto eccitante 14 capitoli · in corso

    I sogni inconfessabili di mamma T.

    Una mamma calda e piena di desideri scopre che il suo ragazzo la desidera arrivando a masturbarsi pensando a lei, il rapporto ora è appeso a un filo tra amore filiale e desiderio carnale. Tutti i personaggi citati in questa relazione sono…

    17 ore fa 65 min 11 mi piace
    Racconto Molto eccitante

    Il culetto chiuso di mia zia

    Questa confidenza, così spontanea ed eccitante mi ha colpita: vi ripropongo i sogni di Massimo diventati realtà... forse?

    1 anno fa 9 min 1 mi piace
    Pagina 3 di 3 · 0%

    Commenti

    CallMeHot
    Salva in una lista