Vai al contenuto
Erotika
La ginecologa dominante - 5
Aa
Dimensione testo
Tema
Salva
Racconto54 min di lettura

La ginecologa dominante - 5

Ormai il sesso depravato e quotidiano è diventato come una droga. La ginecologa ha risvegliato in me la porca ancestrale...

Giovanna Esse
1 anno fa · 1.2k letture · 0

Io: “Grazie. Come ti debbo chiamare?”

Lui: “Porco.”

Io: “Grazie, porco.”

Mirka ad Aldo: “Con me, non usi certe parole perché?”

Lui: “Ne parliamo dopo, scusa amore.”

Io: “Porco, sfondami il culo.”

Lui: “Troia, non ti pare che lo stia già facendo?”

Io: “Sì porco.”

Lui:”Troia, fammi sentire ancora i tuoi gemiti.”

Io: “Sì.”

Io gemo finché non sento il cazzo di Aldo sfilarsi dal mio culo.

Lui va in bagno, mi giro verso Mirka che mi guarda male.

Io le dico: “Che hai Mirka?”

Lei: “Ti sei lasciata andare troppo con mio marito.”

Io: “Scusami, ma che dovevo fare, secondo te?”

Lei: “Dovevi godere meno.”

Io: “Io godo così, senti non è colpa mia. Dovevamo essere solo noi due, non anche tuo marito, ora me ne vado, vedo che hai voglia di litigare.”

Lei: “Si ho voglia di litigare perché sei una grandissima troia e io non ti dovevo far scopare con mio marito.”

Io: “Senti me ne vado, non ci vedremo mai più, ho sbagliato a venire da te e quando vieni dalla dottoressa fai finta di non conoscermi.”

Lei: “Che bastarda che sei, vattene.”

Mi vesto rapidamente e scappo da quella casa.


Torno a casa, arrabbiata, forse Mirka ha ragione, ma allora non mi doveva far andare a letto con suo marito.

Probabilmente, pensava che fossi un tipo freddino.

Viene l’ora di cena, mio marito torna, non parliamo, se non del fatto che ha preso un avvocato, come ho fatto anche io.

Io, al solito, mi addormento sul divano.

La mattina dopo, è pura routine fino a quando arrivo allo studio e Veronica mi dice che Mirka l’ha chiamata dicendole che cambierà ginecologa perché non vuole vedermi più.

Lei mi dice: “Che cosa hai fatto?”

Io: “Ho scopato con suo marito, davanti a lei e lei mi ha detto che ho goduto troppo, come una troia.”

Lei: “Ti potevi moderare.”

Io: “Come facevo? Aldo ha un bel cazzo e scopa da Dio. Era meglio che si andava nell’altra camera, così Mirka non ci avrebbe visto. Ormai è andata così. Comunque, non è giusto che tutte le colpe me di quanto successo me le debba prendere io.”

Lei: “Adesso hai imparato la lezione. Mai scopare con un marito davanti alla moglie, anche se lei te lo offre.”

Io: “Va bene. Sennò, mi darò da fare solo con lesbiche dichiarate.”

Lei: “Bando alle ciance, vai alla tua postazione con Michela. Tra poco arriva la prima paziente.”

Io: “Va bene.”

Lei va nell’ambulatorio, si mette il camice e io vado da Michela che ormai mi saluta amichevolmente e probabilmente mi mancherà, quando resterò come unica segretaria.

Arriva la paziente con suo marito che è uno splendido pezzo d’uomo di due metri.

Io non lo guardo, ma sento che il suo sguardo indugia su di me.

Michela se ne accorge e mi fa: “Non ricambiare il suo sguardo. Sua moglie è molto gelosa e lui è un farfallone.”

Io: “Non ci penso neanche, dopo ieri.”

Lei: “E’ andata male con Mirka?”

Io: “E’ lunga da spiegare. Ora pensiamo a lavorare. Ah mi devi insegnare come usare il programma di home-banking e tutti i programmi che in genere usi, anche se a te, sembrano facili da usare.”

Lei: “Sì è vero, grazie di avermelo ricordato.”

Allora prima l’home banking e si mette li a spiegare e io cerco di stare attenta, ma sento lo sguardo di fuoco del marito della paziente su di me, ma non lo guardo.

Michela passa ad altri programmi come quelli per prenotare esami diagnostici per le pazienti o anche semplici esami del sangue.

La paziente esce, il marito si alza per pagare, così lo debbo per forza guardare in faccia.

E’ bellissimo.

Io rimango impietrita, poi mi riprendo, procedo con il pagamento e la coppia esce.

Michela mi fa: “Perché l’hai guardato?”

Io: “Che lo facevo pagare senza guardare?”

Lei: “Hai ragione. E’ bellissimo vero? Sua moglie, invece è un ranocchietto, ma è ricchissima.”

Io: “Ah, non ne avevo idea.”

Lei: “Sì, so parecchie cose delle pazienti, forse te le dovrei dire.”

Io: “Sono importanti?”

Lei: “Può darsi.”

Lei si mette a parlarmi delle pazienti, anche di quelle che non ho ancora visto, ma mi chiedo, se mi ricorderò tutto ciò che mi sta dicendo.

Arriva la seconda paziente, per fortuna da sola.

La mattina procede con calma, arriva l’ora di pranzo e Michela, per la prima volta, mi invita ad andare con lei.

Andiamo in una tavola calda lì vicino. Debbo ammettere che conoscendo Michela, è meglio di quanto non appaia a prima vista.

Questo non significa, che andrei a letto con lei, questo proprio no.

La tavola calda è affollata, così ci dobbiamo sedere ad un tavolo con due uomini che Michela conosce e mi presenta.

I due lavorano in un ufficio li vicino e capisco che hanno molta confidenza con Michela, forse anche troppa, a mio parere.

Il pranzo si svolge velocemente con battute a volte un po’ imbarazzanti.

Uno dei due, che si chiama Claudio mi chiede: “Anche tu, ci farai la speciale “compagnia” che ci fa Michela?”

Io non capisco cosa voglia dire, non so che dire e rispondo: “Che tipo di “compagnia?”

Claudio: “Michela non ti ha parlato di noi, prima di oggi?”

Io: “No, ma è la prima volta che vengo qui.”

Claudio: “Non è un argomento che si possa affrontare qui, fatti spiegare da Michela.”

Io: “Lo farò, mi hai messa molta curiosità addosso.”

Il pranzo si conclude e io sono immersa nei miei pensieri, su cosa abbia voluto dire Claudio.

Mentre torniamo chiedo a Michela: “Di che parlavo Claudio?”

Lei: “A volta ho fatto una sveltina con loro, nel bagno della tavola calda o nel loro ufficio che nell’ora di pranzo è vuoto.”

Io: “Davvero? Tu hai fatto queste cose? Addirittura con due uomini?”

Lei: “Sì. E loro mi tampinano, lo vorrebbero fare più spesso. Gli sono piaciuta molto, mi chiamano vecchia porca insoddisfatta.”

Io: “Credevo che tu non avessi voglie sessuali e non facessi sesso.”

Lei: “E’ vero sembro così, ma in verità ho molte voglie da soddisfare e i due sono due porci con dei gran bei cazzi. Sono un po’ gelosa per quello che ti ha detto Claudio. Forse era meglio che non ti portavo con me, visto che tu sei più bella e porca di me.”

Io: “Non sapevo nulla e non ho incoraggiato Claudio. Basterà che non mi faccia più vedere alla tavola calda.”

Lei: “Conosco Claudio e so che non mi darà tregua finché non potrà fare sesso con te. A te piace Claudio o Lorenzo?”

Io: “Lorenzo anche se non ha parlato.”

Lei: “E’ il più porco dei due, anche se dall’aspetto non si direbbe.”

Io: “Mi chiami porca e poi si viene a scoprire che lo sei anche tu. Sono esterrefatta.”

Lei: “Per favore non dire nulla alla dottoressa Veronica.”

Io: “Sarò muta come un pesce.”

Siamo arrivati allo studio, dove ci è già ad aspettare una donna in evidente stato interessante. Si presenta, si chiama Concetta ed è il primo appuntamento del pomeriggio.

La dottoressa arriva, la visita, esce per pagare.

Tutto troppo serio, così stuzzico Michela, sono curiosa di sapere che cosa abbia fatto con Claudio e Lorenzo.

Lei mi risponde: “Ne parliamo dopo il lavoro. Vuoi venire con me a prendere un aperitivo?”

Io: “Debbo telefonare a mio marito per dirgli che si deve arrangiare per la cena.”

Lei: “Potresti anche non dirgli nulla, siete vicini alla separazione.”

Io: “Preferisco dirglielo.”

Il pomeriggio trascorre velocemente, alle 18 usciamo e Michela mi porta in un grande bar, dove ci mettiamo in un angolo deserto per poter chiacchierare in santa pace.

Lei mi dice: “Io ho fatto cose normali che fino alla mia età non avevo fatto come: pompino, anale, a pecora ecc. Mi è piaciuto fare l’anale con Lorenzo e nel mentre lo succhiavo a Claudio.”

Io: “Insomma, ci hai dato di brutto, ci credo che i due vogliono rivederti.”

Lei: “Mi sono un po’ pentita perchè mi sembra quasi di essere un’altra persona, quando faccio certe cose.”

Io: “Con una donna hai mai provato? Ti piacerebbe?”

Lei: “Non l’ho mai fatto, ma ci ho pensato da quando ho a che fare con te.”

Io: “Sono lusingata di essere la protagonista delle tue fantasie. Che ne dici se le realizziamo?”

Lei: “Così senza preparazione? “

Io: “Perchè eri preparata per farlo con loro due? Vorrei sapere come è andata?”

Lei: “Sono andata nel loro ufficio ed è successo ed ho goduto come una pazza.”

Io:“Anche io ti farò godere. Non hai voglia? Io sinceramente ne ho un po’.”

Lei: “Sì ho voglia, sennò non ti avrei invitata per l’aperitivo. Ora pago e andiamo a casa mia che è qui vicino.”

Io: “Non vedo l’ora.”

Andiamo a casa di Michela e iniziamo a stuzzicarci e a baciarci nell’ascensore.

Michela bacia bene e adesso che la posso toccare, tocco un bel seno che tiene nascosto sotto i suoi vestiti anonimi.

Arriviamo a casa sua, un po’ scarmigliate e in quel momento si apre la porta del vicino che domanda a Michela: “Tutto bene?”

Lei: “Sì certo Roberto, scusami ho invitato un’amica a casa.”

Lui rientra in casa e dice: “Ci vediamo presto Michela.”

Prima di andare avanti…

Com'è finora?

Un tocco e l'autore lo saprà. Non serve registrarsi.
Pagina 6 senza votare
Pagina 5 di 8 · 0%

Commenti

CallMeHot
Salva in una lista