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Il lato sentimentale di una moglie troia
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Racconto12 min di lettura

Il lato sentimentale di una moglie troia

Il sogno che mi inventai per un giovane amante sperando che capisse e non mi odiasse, scoprendomi Hot Wife.

Giovanna Esse
1 anno fa · 1.2k letture · 0

Mi piacerebbe occuparmi della mia famiglia in tranquillità.

Mi piacerebbe avere rapporti pacifici, tradizionali, amorevoli con la persona che amo ... una cosa normale insomma.

Ora la presenza di Davide, la sua dolcezza, la sua finezza di modi, mi avevano ricordato tutta la poesia, il sentimento puro, che può essere condiviso tra due persone.

Ma è stato solo un flash, nella mia mente.

Mio marito mi aveva saputa plasmare per il suo (e purtroppo, anche il mio piacere più intimo e segreto).

Lui sapeva rendermi incapace di rifiutare, portandomi delicatamente a soglie di eccitazione infinite ... trasformandomi in un'altra donna ... lubrica, arrapata, lasciva e … disponibile a toccare le vette della perversione.

Da casalinga pacifica a ninfomane o, addirittura, a puttana ...

Non poche volte infatti, quando riusciva a trovare uno sconosciuto disponibile, in genere tipi grossolani, animaleschi ... un po' l'archetipo del classico "bull" camionista: poco cervello e tutto cazzo! Alla fine della "prestazione" pretendeva che mi facessi pagare ... anche solo pochi euro, simbolicamente.

Cuesto con gran sorpresa dell'energumeno, che invece di capire la raffinatezza del nobile gesto ... si arrovellava il cervello, e pensava che il mondo si era rovesciato, perché solo poche sere prima, per l'ennesima volta, aveva depositato il suo seme bollente, in una grassona, dall'alito fetido, per la tariffa di rito di ben venticinque euro.

Ora, un dea, una signora, bella come il sole, profumata come una rosa ... gliel'aveva appena data per un solo euro. Agli occhi del “cliente” sembrava incredibile, ma se devo dirla tutta credo fosse anche offensivo per me: che cazzo? avrei dovuto ricevere molto di più per fare la prostituta! M questa è tutta un'altra storia.

Ormai ero sull'orlo dell'orgasmo, per rincarare la dose, sono stata proprio io ... a rammentargli come era finita col vecchio laido.

- Il vecchio però, una volta soli, non si perse d'animo … devo dire che avvertii momenti di disgusto... il ricordo del suo fisico rugoso... il suo colorito pallido e, poi, quegli squallidi calzini corti, dal colore incerto.

Quando fummo da soli, si prese i suoi tempi e fece i suoi “comodi” sul mio corpo seminudo.

Si calmò dalla furia inutile che aveva cercato di applicare alla copula.

- Credi che tuo marito tornerà subito? - mi chiese.

Ed io dissi di no ... avrebbe di certo aspettato di essere chiamato. Aggiunsi per aiutarlo ad eccitarsi:

- A lui piace sapere che mi stanno scopando nella camera a fianco ... e sa che io lo chiamo solo dopo che sono stata sborrata.

Questo modo di parlare lo rese elettrico, si ringalluzzì nuovamente.

Intanto, con le mani, mi carezzava pieno di desiderio, toccandomi, palpandomi come farebbe un cieco deciso ad imprimersi bene nella mente quelle forme femminili, che sono espose al suo desiderio, celato da tenebre, che nessuno potrà squarciare.

Mi accarezzava le cosce, passando dalle calze alla carne delicata.

Il mio top di seta nera, era raccolto in una striscia sottile, sotto le ascelle, e sopra i seni, mentre il reggipetto a mezza coppa era maltrattato, ma continuava la sua funzione, tenendomi i seni spinti in avanti come una soubrette e i capezzoli carnosi tutti di fuori, agguantabili come maniglie.

Mi tolse le mutande definitivamente, avvicinando la testa calva e la bocca sottile alla figa.

La lingua molle si gustò la mia intimità bagnata: quasi sembrava volersi annegare nei miei umori

Ma la cosa più inattesa fu che il cazzo si inturgidì, come mai prima.

Sembrava quasi del tutto normale, giovanile ... ed era una bella nerchia ... non c'è che dire.

A ricordarmi la sua età c'era però la sacca dei coglioni, enorme rispetto al resto, che pendeva gonfia, oscena sotto il pene, come una piccola zampogna.

Pregai che non avesse cercato di mettermela tra le labbra.

Invece l'uomo dopo poco ritornò alle mie spalle.

E quasi implorando disse:

- Cara, ho preso una pillola ... dovrebbe tenermi abbastanza duro per un poco ... ti prego, fammi entrare un pochino nel tuo meraviglioso culo. Non sai quanto l'ho desiderato. Sei stupenda. -

Non sapevo cosa dire... non era negli accordi che aveva preso con mio marito.

Almeno credo.

Non mi andava di chiamarlo, tanto, ne ero certa, lui non sarebbe stato contrario... maiale com’era.

Concedendo con riserva il mio deretano, parlai con freddezza:

- Va bene, provate ... cioè, prova! Però se mi fa male, lo togli subito ... non ero preparata a questo ...-

- Ma certamente... si. Non preoccuparti, sarò delicato. -

L'anziano sembrò quasi volersi giustificare:

- Non credere che è stato sempre così ... fino a qualche anno fa era duro come il marmo. Ma un culo meraviglioso come il tuo non l'avevo mai visto. Vedrai ... non ti faccio male. Ti ci infilo solo la capocchia dentro. -

E così dicendo ... mi leccò l'ano.

Ogni tanto allontanava la bocca di qualche centimetro e ci sputava dentro il buchetto la sua saliva.

- Apriti con le mani - mi disse, mentre si massaggiava la testa del pene con un moto circolare.

Scivolò dietro di me facendomi piegare a novanta gradi per controllare meglio la posizione e la penetrazione.

- Apriti le chiappe con le mani, ti prego. Voglio vederlo entrare dentro di te. Sarà il più bel ricordo di questa serata. -

Ebbi una chiara percezione di quello che gli frullava nella testa... il furbone raccolse tutta la pelle del prepuzio intorno alla cappella e, non senza manovre e sforzi, riuscì a premere quella carne gonfia sull’ingresso dello sfintere ancora serrato.

Così appena liberò il cazzo dalla stretta della mano, la cappella scivolò direttamente nel mio culo, dilatandolo notevolmente e all'improvviso.

Sentii un dolore lancinante, uno squarcio anale ... ma durò solo pochi attimi.

Altro che solo la testa, il vecchio era entrato in un solo colpo, fin quasi all'intestino.

E ora premeva ancora come se volesse farci entrare anche i grossi coglioni.

Infatti, li sentivo premere sulle grandi labbra, mentre lui con le dita armeggiava con la sacca e mi massaggiava la vulva, attraverso la pelle dello scroto.

Non so se gridai o meno, ma ero certissima che mio marito ci stesse spiando.

Il massaggio che dava alla vulva attraverso le palle era molto eccitante … mai provato prima.

Dalla spinta che con la mano incuteva ai suoi stessi coglioni, ero certa che dopo gli avrebbero fatto un male boia … ma contento lui, non feci che accettare quel caldo, sinuoso massaggio.

Il vecchio mi inculò per oltre dieci minuti

Poi sentii che il suo membro perdeva vigore.

Allora si mise in piedi sul letto e mi fece capire che voleva venirmi in bocca.

Mi sedetti sul letto col culo indolenzito e lasciai che facesse tutto da solo.

Lui si masturbò il cazzo barzotto con violenza, strattonandolo, finché il pene non ebbe un sussulto che fece tornare la baldanza.

Solo allora mi mise il glande in bocca e capii che stava per eiaculare.

Un pò mi repelleva, ma il dare piacere a uno che ti desidera tanto mi confortò.

Quando con la mano mi attirò a sè per la nuca, non mi ribellai.

Un getto tiepido di sperma, estremamente liquido, mi irrorò la gola, facendomi tossire, ma il vecchi non mollò e me la fece inghiottire tutta per vari minuti, fino all'ultima goccia, mentre il suo cazzo nel frattempo mi era diventato flaccido e molle in bocca.

Ecco ... adesso, pensando a tutto questo, stavo venendo, con mio marito che si approfittava della mia debolezza.

E mentre venivo, lui ha detto:

- Allora sei pronta per prendere un cazzo nuovo ...?

Un grosso cazzo giovane e duro?-

- Siii – rispondevo, ormai in preda alla lussuria più sfrenata, mentre stavo raggiungendo il culmine del piacere, in una serie di piccoli, tumultuosi orgasmi che sembrava non dovessero finire mai.

- Venerdì ... allora, ricordalo. Come al solito mi fai capire ciò che era sottinteso: “se ti va... se ti piace ... “. Ma io certo non mi ribellai.

- Allora per prima cosa gli dico di mettertelo in bocca, lo so che ti piace. – e mentre lo diceva ansimando, venne anche lui, tirandolo fuori all'ultimo momento, facendomi piovere la sborra sui peli della vagina e sulla pancia ...

Proprio come piace a me.

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Scritto da
Giovanna Esse

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