Lui mi voleva.
Io ne ero anche un po’ innamorata… però… però non potevo tradire sfacciatamente il mio caro marito, sarebbe stato crudele per lui e maligno per me. Dopotutto mi ha data a ben altri uomini, sicuramente meno meritevoli e dei quali, a volte non conoscevo niente, neppure il nome: solo la dimensione dei loro cazzi, la furia con cui mi “usavano” e il sapore delle loro sborrate, non sempre così gustose o profumate.
Per questo motivo mi inventai “il sogno” che mi appresto a condividere con voi, sperando che capisse, sperando che non mi disprezzasse conoscendo la mia, pur discreta e occasionale, attività di moglie trasgressiva: una hot wife, come veniamo chiamate in genere.
Tesoro mio inatteso, più sei dolce, delicato e attento nei miei confronti … e più non so come dirtelo. Sono settimane che mi arrovello.
Ti credo quando dici di esserti innamorato veramente di me … ma, al tempo stesso, sono a disagio.
Certo lo sai che sono sposata tesoro … ti ho anche detto che non ho problemi, ricordi? Mio marito non è geloso di me e non mi preclude nessuna libertà … ma questo, amore mio non è tutto …
Devi sapere per poi … decidere.
Se ti va di continuare a sentirmi o se preferisci perdermi per sempre … se così sarà non ti biasimo, credimi.
Unica mia scusante, spero, è che io non mi aspettavo, a quarant’anni, di incontrare un amore come quello che sento per te.
Ti prego … segui con attenzione questo mio … “sogno” e analizzati.
Potresti sopportare di amare una donna così?
Ti mando un bacio forte, forse l’ultimo …
la tua donna.
Stanotte ho sognato che mio marito mi teneva stretta stretta, era dietro le mie spalle e mi attirava a sé.
Con una mano mi eccitava, carezzandomi tra le cosce, mentre con l'altra si insinuava sotto il mio fianco e riusciva a raccogliere nel palmo un mio seno, poi con le dita mi stuzzicava il capezzolo che si era inturgidito.
Ha continuato per un bel po', finché non si è reso conto, dai sussulti del mio corpo che ero eccitata e vogliosa di ben altre attenzioni.
Quando si è reso conto che ero tesa come una corda di violino e pronta a vibrare anche alla minima pressione, incapace di ragionare, dato che a quel punto tutto ciò che volevo era il sesso, ha continuato a masturbarmi in maniera sempre più decisa.
Così ha iniziato a parlarmi sommessamente all'orecchio:
- Sai ...ho scoperto che un altro mio conoscente ti vorrebbe scopare; ti desidera tanto! –
Ascoltai quelle parole senza reagire, mentre la mia intimità grondava piacere.
Cercai perciò di trasmettergli con l’espressione del viso i segni della mia contrarietà, con la speranza che potesse bastare a dissuaderlo da quei progetti che, di certo, stava già nutrendo nella mente.
Mi stava accarezzando con passione ed io gli ho sussurrato:
- Ma no, dai … ancora un altro? -
- Si, si, amore ... che male c'è? Lo so che ti piace.
- Si … lo ammetto – continuai – una volta ho detto che mi sarebbe piaciuto, ma è anche vero che ho proferito queste parole mentre tu mi stavi solleticando il clitoride ed in preda ad un orgasmo indicibile. In quei momenti puoi dire … promettere di tutto...e poi… e poi è logico che mi piace: se mi trovo davanti al fatto compiuto, con te che mi fai eccitare come un'ossessa ... -
Lui intanto mi penetrava in figa con tre dita, per spezzarmi ulteriormente la voce e, purtroppo, la volontà.
- Mi piace,! Mi hai insegnato a godere di questa cosa ... però io voglio stare con te,, basta! E poi te l'ho pur detto ... sto scambiando una dolce, serrata corrispondenza con ... Davide: quel ragazzo con cui sono diventata intima su Internet. -
E lui:
- Ragazzo o meno, lui è lontano anni luce ... ho capito che stavolta vuoi un cazzo giovane e duro, quindi non devi preoccuparti ... venerdì sera ho preso un appuntamento ... ma lui ha ventotto anni, ok? Non sarà come l'ultima volta ...-
- Siii - ho detto allora io, languida - quel vecchio ... puah! –
- Dai – si è un po’ risentito lui - è capitato ... non ho potuto dirgli di no! Lo sai ... è un cliente importante ... era quasi un anno che ti sbavava dietro. Pensa che gli hai regalato una gioia ... un piacere eccezionale per un uomo della sua età.
- Uhmmm – ho mugolato, arrapandomi a ripensare allo squallore erotico di quella serata - ricordo ancora quel cazzetto semiduro e quanto ho dovuto faticare per farlo entrare dentro la mia figa. Mi si piegava in mano … sembrava un palloncino. –
Intanto ero sempre più su di giri, allora mio marito ha spostato lo slip tutto su un lato.
Mi ha infilata subito, con facilità. Infatti aveva il pene già in piena erezione.
- Dai, però, è stato bello... più o meno come le altre volte, una novità diciamo ... - e intanto mi entrava e mi usciva dalla figa. - Immagina tutto il piacere di quando ti sei preparata, mi facevi impazzire, mentre sceglievi le calze autoreggenti più arrapanti che potessi indossare … poi decidemmo per quella gonna svasata, quella grigia, sotto il ginocchio. Ti fa sembrare un'istitutrice e, poi, scende perfettamente sul tuo corpo, la calza nera che si staglia sulle lunghe gambe farebbe eccitare chiunque, mentre immagina cosa si lo aspetta dietro quell'abito serio, professionale. Poi scegliemmo insieme anche le mutandine, ricordi, quelle morbide di seta, colore del latte, con solo un piccolo orlo ricamato color oro. Niente mini slip ... niente tanga ... decidemmo per quelle tradizionali: pensammo che lo avrebbe eccitato il fatto che tu indossavi le mutande della "nonna".
Intanto mi sentivo sempre più calda, mentre lui vigorosamente entrava in me.
Mi penetrava con la voglia e la fermezza dell’uomo che sa di avere in pugno la sua donna, come una preda che non può sottrarsi alla caccia.
Così, mentre godeva in me e godeva di me tornò a sussurrarmi:
- Però, dai, un po' ti è piaciuto ... mi hai detto che dopo si è dato da fare molto di più? Quando vedesti che il vecchio arrancava e sbuffava nello sforzo di scopare, ma il suo cazzo non riusciva a raggiungere un'erezione soddisfacente, fosti tu stessa a farmi cenno di allontanarmi per un po’, non ricordi? -
- Si ... - ho detto io con la voce spezzata dal ricordo di quella situazione squallida, ma eccitante.
Il cazzetto del vecchio era molliccio e scivoloso, penetrava appena nella mia vagina, ma era talmente morbido, che io provavo la sensazione di essere spennellata più da un lingua che da un membro maschile ...
- Ho dovuto tenerlo stretto nella mano, mentre lui, sdraiato alle mie spalle cercava di premerlo dietro di me. -
Viscido e caldo, mi sembrava un’anguilla, quando lui spingeva; il cazzo faceva una specie di ansa, come un gomito, sul un lato delle grandi labbra. Allora io lo premevo ... come se volessi far rientrare un'ernia gonfia e scivolosa, facevo in modo che il suo glande avesse una spinta tale da infilarsi più dentro.
L'uomo anziano arrancava.
- Mi faceva pena, da un lato e, nonostante il suo modo di chiavare fosse ai limiti del ridicolo, quel suo potente desiderio mi eccitava. -
- Io me ne andai in salotto, ricordi? - ha detto mio marito - per lasciarvi soli, come tu desideravi. -
- L'ho fatto per lui, - ho detto tra i sospiri - non volevo che si mortificasse davanti a te. Non pensavo che sarebbe riuscito a fottermi ancora a lungo … ero sicura che fosse adirato con se stesso perché tu lo vedevi in tutta la sua impotenza. Ecco perché pensai di farti andare di là. Ero decisa a fargli una sega, almeno per dargli il gusto di venire ... ma non sapevo se ci sarebbe riuscito.
Mio marito ha detto, colpendo nel vivo e rendendomi sempre più vogliosa:
- Beh ... alla fine non è andata tanto male, per te... no?-
- No, no, non ho detto questo ...-
Avrei tanto voluto avere la forza di dirgli che, così eccitata com'ero, avrei detto si anche a un cavallo ... ma che non era ciò che desideravo veramente.
Io sono una donna quieta.
