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Lei nuda nel furgone
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Racconto10 min di lettura

Lei nuda nel furgone

Una vacanza povera e selvaggia ma probabilmente quella più adatta allo spirito selvaggio della mia vichinga troia.

Adrian
1 anno fa · 693 letture · 1

“Quando?!”

Sorride e non mi risponde. I ragazzi ci accolgono felici di conoscerci e del vino. Mentre beviamo, cantiamo, ridiamo, li guardo, sono tre bei ragazzoni abbronzati i capelli schiariti dal sole, mentre lei è una bellissima ragazza mediterranea, l’opposto della mia ragazza, tante curve generose, un seno prosperoso che cerca di uscire dalla camiciola che indossa, due cosce belle piene e un culo abbondante ma bello sodo. Non ho ben capito come sono associati tra loro, se lei è la ragazza di uno di loro o se è una amica o se addirittura è la ragazza di tutti e tre. Ma come io guardo loro, come guardo lei, loro stanno guardando la mia ragazza, stanno guardando me. C’è una tensione che si taglia con il coltello, c’è elettricità nell’aria. I ragazzi mettono su della musica e le ragazze subito si mettono a ballare davanti al fuoco, le movenze sensuali, vestiti svolazzanti a mostrare carne, gli sguardi carichi di promesse, anche i ragazzi iniziano a ballare, tutti si sfiorano, tutti si guardano, le ombre proiettate dal fuoco si mischiano tra loro in una unica… Io sono l’unico che non balla, li guardo dal limitare della luce, guardo i ragazzi ballare, strusciarsi tra loro, con lei, sono sudati, eccitati, ridono felici, lei mi vede, mi sorride e mi prende per mano, mi invita a seguirla, la seguirei ovunque.

Mi porta lentamente verso il furgone mentre si sentono risate e urla dal falò dietro di noi, saliamo e sto per chiudere i portelloni ma mi ferma, lo so dentro l’aria è ancora irrespirabile, devo coibentare meglio il furgone. 

“Ma ci sono i ragazzi!” 

“Spegni la luce”

Restiamo qualche secondo al buio, poi gli occhi si abituano, dai portelloni spalancati entra un pò della luce del falò, le loro risate, ma soprattutto l’aria fresca della brezza marina. Si sfila il vestito e si stende sul letto, in diagonale, nuda, braccia e gambe aperte, è un’offerta che colgo al volo. Mi tuffo attratto da quel piccolo cespuglietto ben curato, la mia lingua, le mie labbra, le mie dita conoscono quello scrigno magico, sanno come farlo schiudere e bagnare, le parole gutturali e sconosciute che mi dice, mi fanno capire che non è più arrabbiata con me, quando mi prende per i capelli per tirarmi su, so che questa vacanza gli sta piacendo. Entro dentro di lei mentre la bacio, i suoi umori e le nostre salive si mescolano nel più meraviglioso degli afrodisiaci, inizio a spingere avanti indietro con ritmo, le prendo le gambe e me le appoggio sulle spalle, per arrivare più in fondo, ogni affondo un urletto, ogni tanto una parola che non capisco, credo siano incitazioni, sento il furgone ondeggiare con le mie spinte, è come se mi aiutasse, come se volesse partecipare, cigola e si agita, quanto lei mugola e mi graffia la schiena. Mi commuovo quasi al pensiero del mio fedele collega di lavoro che partecipa al nostro amplesso. Poi penso ai ragazzi, al falò, difficile non sentano e non vedano il furgone ondeggiare, guardo nella loro direzione, non si sentono più le risate, non stanno più ballando, ma non riesco a vedere bene cosa fanno, lei scoppia a ridere e approfitta del mio momento di distrazione per rigirarmi e salirmi sopra. “Lasciali divertire, non sbirciare, guarda me!” Ora è lei che dirige il gioco, mi cavalca con calma, muove il bacino avanti indietro concentrata, il furgone dondola sulle sospensioni e segue la sua danza. Mi distraggo un attimo ancora, mi domando se le sospensioni dei camper siano più rigide… “Voglio una maniglia qui!” 

La guardo, è bellissima, le mani appoggiate al soffitto per aiutarsi nella spinta, per tenersi, i capelli sciolti, i seni che dondolano morbidi al ritmo del suo bacino. 

“Nessun problema, tutto quello che vuoi! ” 

“Voglio anche un ventilatore che sto sudando”

Mi sollevo appena e con la lingua le lecco un seno sudato: “Ok mi sembra giusto” 

Scoppia a ridere mentre aumenta il ritmo, sempre più veloce, poi rincomincia a parlare in svedese a dire cose che non capisco, improvvisamente fa silenzio, si blocca ed inizia a tremare tutta, come attraversata da una scossa, che dura qualche secondo, sta tornando alla normalità ma io non resisto più, la prendo per i fianchi e do due colpi forti da sotto, mentre la riempio grugnendo come un maiale, le scappa un altro urlo, che piano piano si affievolisce mentre la sento piano piano rilassarsi, poi mi fa un sorrisone dei suoi e si accascia di schianto al mio fianco.

Ci addormentiamo così, nudi, sudati, stanchi. 

Più tardi mi sveglio, la guardo, bellissima, nuda qui al mio fianco, illuminata solo dalla luna piena che nel frattempo è sorta, esco dal furgone, così nudo come sono, devo fare pipì, mi allontano di qualche metro e la faccio contro un albero, il camper è ancora lì, ma il fuoco è spento, non possono non aver sentito e forse anche visto la nostra performance, ma non mi interessa, sto così bene in questo momento. Torno al furgone, gli accarezzo il cofano sorridendo, poi salgo e chiudo i portelloni, nel frattempo si è fatto fresco, mi rimetto a letto con lei.

Quando mi sveglio lei non c’è, apro il portellone e la cerco con lo sguardo, i ragazzi stanno preparando la colazione, sono mezzi nudi e spettinati tutti e quattro, come me d’altronde, uno mi indica il mare con uno strano sorriso, mi volto appena in tempo per vederla uscire dall’acqua, ma… è completamente nuda! È impazzita? 

Mi infilo un paio di boxer e salto giù dal furgone allarmato, non è presto come ieri, corro verso di lei per coprirla, ma fortunatamente non c’è altra gente in giro, si voltano anche loro e la guardano in silenzio. Lei tranquilla raccoglie l’asciugamano e lo usa per asciugarsi avvicinandosi a me, si strofina, non si copre. I ragazzi la guardano sorridendo, poi riprendono a fare quello che stavano facendo prima, lei mi raggiunge, mi bacia felice e si avvia verso il furgone e il camper, strofinandosi i capelli, io rimango incantato dal movimento delle sue chiappe nude è a qualche metro da me, si volta sorridente mi dice: “Avevi ragione mi piace questo tipo di vacanza”

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