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Il mio fungo sotto accusa
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Racconto11 min di lettura

Il mio fungo sotto accusa

Avventura thriller per due stupende amiche e un ingenuo montanaro... passione, sesso e un po' di violenza danno sapore a questa eccitante storia bucolica.

Adrian
2 anni fa · 478 letture · 0

Parcheggio vicino all’imbocco del sentiero, mi metto gli scarponi mentre guardo in giro, è presto ma ci sono già un paio di macchine, prendo il mio zaino da funghi controllo di avere la licenza e lo metto in spalla.

Percorro un paio di kilometri nel silenzio assoluto del bosco, seguendo il sentiero nel fresco della mattina, quando arrivo alla quercia storta giro a destra e mi immergo nel folto del bosco.

I funghi stanno di qua, in questa parte del bosco che nessuno frequenta, non ci sono sentieri, uso l’orientamento e l’esperienza.

Ecco subito due bei porcini, li pulisco e li metto nello zaino, nell’alzare lo sguardo scorgo sul crinale due figure che avanzano in salita, ma dove vanno? Non ci sono sentieri lì, non è un posto da turisti, prendo il binocolo, non capisco bene sono controluce ma sembrano due ragazze o donne.

Va beh spero solo di non dover tornare con le squadre di ricerca questa sera.

Continuo nella mia raccolta, ma nella testa continua a balenarmi l’immagine di quelle due persone sul crinale, tanto è vero che senza accorgermene sto deviando dal mio giro solito e sto puntando nella loro direzione.

Dal bosco cerco di guardare dove credo possano essere, infatti le scorgo poco più avanti di me, in mezzo ad un prato che camminano sicure verso la cima del vallone.

Ora le vedo bene, sono due ragazze, zainetti leggeri, shorts e reggiseni sportivi, scarponi tecnici e capellino.

Non sono due sprovvedute credo di sapere dove stanno andando, io conosco questa montagna come le mie tasche, ma loro come fanno a conoscere quel posto?

Va beh ora posso anche smettere di preoccuparmi e tornare ai miei funghi.

Certo che erano davvero due bellissime ragazze, ok in viso non le ho viste bene, ma cavolo che fisici!

Sono curioso di sapere se davvero stanno andando dove penso io…

Cambio bruscamente percorso e passo, seguo un sentiero che solo io vedo che mi porterà nel posto più bello e segreto di questa montagna.

Quando sto per arrivare rallento  e cerco di fare meno rumore possibile, poco dopo sento delle voci, sono loro due che ridono e scherzano, salgo su un masso e pancia a terra guardo oltre.

Il mio sguardo si posa su una piccola radura, circondata dal bosco fitto, l’erba verde è attraversata da un piccolo rigagnolo che sgorga proprio sotto il masso su cui sono steso, circa tre metri sotto di me.

Le due ragazze hanno lasciato gli zaini sull’erba e si stanno schizzando con l’acqua fredda, ridendo forte.

Eh si, avevo visto bene sono davvero due bellissime ragazze, la biondina ha un caschetto di capelli ricci luminosi come il suo sorriso ed un corpo forte ed atletico, le gambe e il culo di chi è abituato a camminare, la mora ha una coda alta, lunga e liscia che gli accarezza le curve generose del seno esaltato e compresso dal top sportivo, gambe lunghe, affusolate perfette, di chi ci tiene molto…

Non mi piace fare il guardone, sto per strisciare indietro e lasciarle da sole quando il loro scherzare si blocca all’improvviso con un bacio, un bacio passionale, lunghissimo, le mani a cercarsi.

Non avevo mai visto due ragazze baciarsi, anzi a dire la verità, ho visto davvero poca gente baciarsi, sono un montanaro tra i montanari, siamo riservati su queste cose, ma senza dubbio questo è il bacio più erotico e carico di desiderio che io abbia mai visto.

Mi sento di troppo, sto assistendo ad un momento che dovrebbe essere solo loro, faccio il più piano possibile e mi allontano silenziosamente.

Ma la curiosità e l’eccitazione mi costringono a tornare lì mezz’ora dopo, questa volta sono dalla parte opposta della radura, nascosto tra  i cespugli, sono arrivato in tempo per assistere ad un 69 forsennato.

La biondina è sotto la mora, dalla mia posizione vedo la sua testa schiacciata sotto un culo maestoso che si muove con forza contro la sua bocca mentre vedo le sue piccole dita affondare nelle sue carni.

Ho un’erezione istantanea, che mi costringe a sistemarmi i pantaloni.

La mora urla mentre si alza a sedere sulla faccia dell’amica, esibendo un paio di tette clamorose, devo assolutamente tirarlo fuori altrimenti vengo nelle mutande, mai vista una scena del genere.

La mora finisce di agitarsi poi si alza, ora la posso ammirare in tutta la sua bellezza, poi si tuffa letteralmente tra le gambe dell’amica che fa un urletto e rigira la testa indietro.

È in questo esatto momento che succede.

Sono sicuro che mi abbia visto.

La vedo puntare i suoi magnifici occhi blu nella mia direzione, la vedo godere e urlare, senza abbassare mai lo sguardo, io sono congelato dallo spettacolo, una mano stretta all’uccello, l’altra a sorreggermi contro un albero.

La vedo godere, la mia mano corre veloce lungo l’asta, la sento urlare il suo piacere ed esplodo tutto il mio piacere nell’erba, nel cespuglio davanti a me.

Quando chiude gli occhi ne approfitto per fare un passo in dietro e nascondermi meglio.

Si stendono al sole, a riposarsi, completamente nude, soddisfatte, felici.

Mi sposto di qualche metro, sono sicurissimo di non fare rumore, eppure mi sento sempre i suoi occhi puntati contro, non è uno sguardo arrabbiato o scocciato, è piuttosto curiosità.

Le sento parlottare, poi la biondina si alza e viene dalla mia parte, faccio in tempo ad allontanarmi ancora un pochino e nascondermi dietro un cespuglio.

La vedo camminare completamente nuda tra i cespugli come se nulla fosse fino ad arrivare dove ero prima, guarda verso la radura, si china, vede le mie tracce, le mie orme, con lo sguardo le segue e guarda nella mia direzione, toccare qualcosa nell’erba, poi sfiora il cespuglio che mi copriva, si rialza mentre si guarda la mano, poi guardando nella mia direzione si mette le dita in bocca, assapora, poi fa l’occhiolino nella mia direzione anche se sono convinto che non possa vedermi, rimane un attimo pensierosa poi si china e con le dita scrive qualcosa nel fango, poi sculettando torna dalla sua amica.

Mi avvicino attento a terra vedo la scritta “domani – 9”

Domani alle 9, cosa?! È un appuntamento a tornare qui domani mattina!?

Torno verso la macchina prendendo la strada più breve, sono pensieroso, sulle spalle lo zaino è meno pieno di quanto dovrebbe, sono frastornato, stupito da quello che ho visto da quello che ho fatto.

Domani alle 9… che succederà domani alle 9!? Saranno ancora lì? Vuole che le spii anche domani!? Magari mi faranno partecipare!?

Sono eccitato come un toro.

Il giorno dopo sono in anticipo sull’appuntamento, pulito, sbarbato, vestiti nuovi e scarponi ingrassati, mi sono pure pettinato, ma non so cosa devo fare…

Non so se anche oggi devo guardare nascosto oppure se oggi posso partecipare… solo l’idea mi eccita oltre misura, l’idea di avere quei due corpi perfetti tra le mie mani grosse da montanaro…

Decido di tentare il tutto per tutto e le aspetto al centro della piccola radura.

Prima di andare avanti…

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