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La voce del Padrone: Bendata
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Racconto10 min di lettura

La voce del Padrone: Bendata

in ginocchio per terra, lo stomaco su un pouf in pelle nera, le ginocchia tenute allargate da un manico di scopa...

Alphamaster
1 anno fa · 750 letture · 0

Penso “ti prego Padrone, metti anche l’altro, ti prego, per favore, fallo!” ma non pronuncio parola, da brava schiava non chiedo, non pretendo e soprattutto il Padrone deve soddisfare la Sua voglia e il Suo piacere, non il mio. Lo voglio io, è questo senso di appartenenza che bramo. La Sua mano schiaffeggia il seno sinistro che pende davanti al pouf, non forte ma abbastanza da far sentire dolore, una, due, tre volte: la forza è sempre uguale, ma la sensazione cresce e mi fa sentire sempre più vogliosa, voglio che continui, voglio sentire che sono una Sua proprietà.Arriva il secondo morsetto, il lampo di dolore e piacere, sto ormai colando e sono certa che tra le mie ginocchia si stia formando una pozza di succhi vaginali. Mi lecco le labbra, pensando a quanto saranno dolci e quanto vorrei poterli sentire sulla mia lingua, ma non dico una parola. Restano due oggetti scelti da Lui per usarmi questa sera, e non vedo l’ora di capire cosa siano. Qualcosa preme tra le labbra della mia micetta, non è un oggetto grande, lei si apre e lo accoglie mentre io mi chiedo cosa sia: viene spinto dentro a fondo e capisco che è seguito dal dito del Padrone: ho capito, finalmente, si tratta dell’ovulo vibrante di plastica rosa con il telecomando attaccato ad un filo per comandarne l’azione. “Oh, Padrone, ti prego, accendilo, accendilo, mettilo al massimo, fammi godere” vorrei dire ma ancora le mie labbra restano sigillate e emettono solo gemiti e mugolii, so che lui adora sentire questi versi di piacere e dolore provenire da me, e a me piace che a lui piaccia.

 Un “clik” ben udibile segna l’inizio di un piacere quasi incontenibile, quasi doloroso, la vibrazione è abbastanza bassa ma se il Padrone vuole prolungare l’attesa del mio piacere, allora anche io voglio farlo. La visione è obliterata dalla maschera che impone uno sfondo nero ai miei pensieri ma vedo comunque lampi di colore per le scariche di piacere che si comunicano da profondamente dentro il mio ventre dove Lui ha spinto l’ovulo fino alle gambe, che ora tremano, fino ai piedi che si contraggono, e in su, fino ai capezzoli che il dolore stimola e il piacere rende sensibili. Vorrei esplodere in un orgasmo potente e vorrei invece che questa attesa durasse per sempre. La mia mente ha ormai ceduto, sono solo un animale da monta, tremo dalla testa ai piedi, gemo, apro la bocca e un filo di saliva mi cola sul mento per finire a terra. La vorrei sui seni, ma la gravità non lo consente, facendola cadere inutilizzata.Sono ormai in estasi, preda del piacere e del senso di sottomissione che amo, del Suo potere che esercita sempre con discrezione, prudenza ma con fermezza. Un pugno di acciaio in un guanto di velluto.

 Manca solo l’ultimo oggetto, e quando il Padrone è sazio di contemplare la Sua proprietà che gode e trema, comincia ad usarlo, senza preavviso. Un secco schiaffo sulle natiche proveniente da quella paletta che avevo immaginato, seguito da altri, ancora e ancora, intervallati da tocchi leggeri delle Sue dita che controllano il calore e l’arrossamento del sedere che gli appartiene, e che causano ondate di piacere che salgono lungo la spina dorsale fino alla testa, fino a quando all’ennesimo colpo (non li ho contati, Lui non me lo ha ordinato) esplodo in un orgasmo fulminante che è accentuato dal Suo mettere al massimo il vibratore che ho ormai conficcato fino al collo dell’utero. La potenza delle ondate di piacere è estrema, l’assenza di stimoli visuali in qualche modo me la amplifica e io schizzo il mio piacere sul pavimento, ancora, ancora, ancora, fino a sentirmi esausta e svuotata. Il vibratore si spegne, me ne accorgo appena, e sento le dita gentili del Padrone toccarmi il sesso e il plug, causando ritorni di fiamma orgasmica e mentre ancora oscillo in bilico tra il piacere e il planare di nuovo nel mondo sento di nuovo il Suo glande introdursi tra le mie labbra. E’ duro, scivoloso della sua eccitazione e il Suo sapore mi manda di nuovo la testa in corto circuito, causandomi un nuovo orgasmo spontaneo. 

Lecco e succhio senza poter usare le mani ne muovermi quanto dovrei, ma la mia lingua si impegna al massimo e dopo qualche minuto riceve la sua ricompensa e il Padrone riversa nella mia cavità orale schizzi caldi, profumati e saporiti che mi riempiono più volte la bocca e che io più volte inghiotto golosamente, cercando di non lasciarne uscire neanche una sola goccia. Gli pulisco il pene, ancora turgido, e lo sento alla fine scivolare via dalle mie labbra anche se avrei voluto succhiarlo per sempre.

La sua mano raggiunge il plug e lo toglie, con una azione calibrata per essere appena più energica di quella che avrei fatto delicatamente da sola, e subito dopo sento sotto il mio naso l’odore di sesso anale che c’è sul giocattolo. So cosa vuole il padrone, e lo faccio subito, aprendo la bocca e prendendo il grosso pezzo di metallo liscio tra le labbra, succhiandolo come ho fatto poco prima con il suo sesso, pulendolo e godendomi il sapore del mio stesso corpo preda del piacere.

Lui parla per la prima volta “Tienilo in bocca, adesso io mi riposo qualche minuto”. Sento la poltrona scricchiolare, e poi il peso dei Suoi piedi nudi sulla schiena. E’ bellissimo, rimarremo così per un po’, fino a quando Lui vorrà. 

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Alphamaster

Sono un Master, amo il D/s e lo pratico con la mia schiava, giulia, via Telegram. Ho un gruppo dedicato al BDSM, in particolare al D/s - https://t.me/DOM_sub_ITA

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