Uscita dalla pizzeria mi aggirai tra i banchetti in cerca di ispirazione. Nulla mi attirava gran che, ma cercavo una scusa per mostrare un altro po’ di pelle, possibilmente pelle che di norma non si mostra.Entrai nella piazza dove c’era una sorta di lunapark, e mi misi a guardare con discrezione le varie attrazioni. Potevo fare l’autoscontro e approfittare dei sobbalzi per far vedere i seni? No… non era quel che cercavo. Poi vidi “la casa degli orrori”, dove si entrava e si veniva “spaventati” da ignobili pupazzi a molla di scheletri e vampiri nel buio che avrebbe nascosto il fatto che di certo avrei tirato su il vestito, e che aveva una bella sorpresa alla fine. Uscendo si passava da una porta sotto alla quale un getto di aria compressa spaventava chi non se lo aspettava. E la mia gonna era pronta a svolazzare “casualmente”. Feci il biglietto, entrai nel buio e rimasi qualche minuto ad aggirarmi tra casse da morto ed altre stupidaggini, ma con la soddisfazione di chinarmi a “vedere qualcosa” mostrando il culo ad un lui ed una lei. Lei probabilmente non sarà stata felice, ma sono certissima che lui abbia dovuto durare molta fatica a far finta che non gli interessassero le mie chiappe.Era il momento di uscire, dovevo organizzarmi bene. Doveva sembrare un caso, e dovevo prontamente riabbassare la gonna, ma solo dopo aver mostrato la mia passera ed il mio culetto. Mi avviai nell’ultimo corridoio buio, uscendo dalla porta nera che conduceva fuori. E come prevedevo partì il poderoso soffio di aria compressa. La gonna si alzò come una mongolfiera mostrando la micia. O cavolo, era bellissimo sapere che mi stavano vedendo in tanti. La micia bagnata sentiva il flusso d’aria compressa e sentivo quasi gelo. In un lampo puntai tutte e due le mani in basso abbassando la gonna sul davanti e girandomi, come per vergogna. La gonna si alzò sul mio culo, e feci vedere anche quello. Ero stata completamente nuda in pubblico, e stato per sfiorare l’orgasmo. Buttai la gonna giù dietro girandomi di nuovo e godendomi il fatto che di nuovo il tessuto si alzasse rivelando per un attimo la fica. Tutto previsto, mi ero studiata tutto prima di entrare. Stavolta la buttai giù con una sola mano, tenendo l’altra a tenere giù la parte dietro, e uscii dal flusso d’aria. Mi accolsero fischi ed applausi di un gruppo di ragazzi li davanti con bicchieri di plastica pieni di birra in mano.Corsi via, rossa come se mi vergognassi. In realtà avevo urgente bisogno di infilarmi qualcosa nella vagina ed avere un orgasmo epico, e nel bungalow avevo giusto un paio di zucchine che sarebbero dovute diventare frittata l’indomani, da portare in spiaggia. Ma prima sapevo come usarle.
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