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Erotika
La villa - Episodio 3
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Racconto9 min di lettura

La villa - Episodio 3

La storia di Giulia (BDSM estremo) entra nel vivo, e finalmente la protagonista ha quello che voleva, solo che ne ha più di quanto sperasse.

Alphamaster
2 anni fa · 597 letture · 0

Tornando dentro Lucia mi dette delle precise istruzioni. Dovevo depilarmi in modo accurato dal collo in giù. Niente peli sotto le ascelle, sul sesso o sulle gambe. Prima dei ricevimenti del Padrone era anche previsto che facessimo tutte un clistere, e questo mi fece pensare che ci aspettasse una serata molto movimentata. Tornando in camera comunque, che era dotata di bagno, feci tutto. Mi depilai, e dopo il pasto che scesi a prendere in cucina e consumai in camera mi feci anche un clistere come da istruzioni. Il bagno nel box doccia era dotato oltre che del normale soffione anche di un tubo come quello per la doccia, ma dotato di un irrigatore di forma vagamente fallica. Era previsto che usassi quello, e lo feci con un certo imbarazzo, ma devo dire con anche una buona dose di lussuria. Procedetti a tre lavaggi successivi, e nell'ultimo l'acqua usci completamente pulita. Era stato stimolante, direi "profondamente" stimolante, e il mio sedere aveva accettato il corpo estraneo senza opporre alcuna resistenza. Il plug tenuto per varie ore mi aveva già dilatato come una pornostar dopo anni di carriera.

Il pomeriggio aiutai a preparare la sala per il ricevimento, che avrebbe avuto una sorta di buffet in piedi, e camminare con quel coso che mi apriva l'ano era contemporaneamente difficile, imbarazzante e terribilmente libidinoso. Avrei voluto farmi da sola qualcosa, ma le altre ragazze (nella sala ne avevo viste altre quattro o cinque, ma non mi erano state presentate) me lo sconsigliarono, dicendomi che la sera sarebbe stata molto migliore se avessi avuto una gran voglia, perché probabilmente a fine serata avrei avuto comunque più sesso di quanto mi sarebbe piaciuto. Mi tenni il sesso bagnato e la voglia stimolata dal grosso plug che mi squassava lo sfintere, con la coda di cavallo che toccandomi le cosce da dietro mi stimolava ulteriormente.

La sala oltre al tavolo del buffet aveva anche arredamenti particolarmente strani. Dal troppo moderno quali strutture di tubi imbullonati al troppo antico come travi e catene alle pareti. Sospettavo che la sera sarebbe stata una festa molto sadomaso, e mi chiedevo chi sarebbero stati gli ospiti. Certo nessuno del posto... impossibile che ci fossero altri pervertiti come me in paese.

Sia come sia venne il tramonto, e con il calare del giorno cominciarono ad arrivare gli ospiti. Gente che non conoscevo, sia coppie che qualche singolo ed anche una donna senza cavaliere. Tutti eleganti, evidentemente gente che aveva parecchia disponibilità economica. Fino a che non ebbi un lampo. PORCO CAZZO! Ma quella era Francesca, la proprietaria della farmacia, la conoscevo! E lei conosceva me, dio, dio dio! Dovevo fuggire. C'era anche Pietro, il marito che faceva il medico! Non lo conoscevo bene come la moglie, ma anche con lui ci eravamo incrociati alcune volte...

Stavo ancora pensando come fuggire quando mi videro e vennero verso di me. Francesca fu la prima a parlare. "Ma tu guarda, Giulia! Avevo sospettato dalla faccia che tu fossi una gran puttana, e ora so che avevo ragione." Volevo morire. Semplicemente morire li, e meglio ancora che il mio corpo fisico svanisse nel nulla. Invece rimasi viva ed anche il mio corpo rimase li. Con la faccia rossa di vergogna, un plug nel culo e mammelle e fica bagnata esposti. Pietro si rivolse alla moglie. "Che ne dici tesoro, la prenotiamo al barone?" La moglie sorrise e annuì con il capo, ma continuando a guardarmi con sguardo malvagio. "resta qui davanti a me, mi disse". Il medico si allontanò, e io rimasi li in piedi, in preda alla più cocente umiliazione mai provata in tutta la mia vita.

Tornò dopo pochi minuti, sorridendo a Francesca. "E' nostra per stasera, la possiamo usare ma ha detto di andarci piano, che è arrivata oggi". Lei gli sorrise di rimando con una espressione di disappunto ma disse che in base al gel Durex che compravo probabilmente non mi avrebbero fatto niente che per me fosse nuovo, e che magari mi sarebbe anche piaciuto. Io ero sull'orlo delle lacrime.

Mi portarono in un punto della stanza dove nel soffitto c'era un grosso anello, e prese da una cassa alcune corde e dei polsini di cuoio mi bloccarono le braccia in alto, tirandomi su fino a dover stare molto molto dritta solo per toccare terra con le piante dei piedi. Era davvero molto, molto umiliante. Purtroppo per me la cosa era ben lontana dall'essere finita. Presero un bastone con anelli in vari punti della lunghezza e delle cavigliere simili alle polsiere, e mi bloccarono le gambe larghe in una posizione oscena e scomoda. Per di più toccavo appena terra con la punta dei piedi. Ma il pensiero della mia fica tirata ed aperta in quel modo dalle cosce allargate mi faceva morire. E colare, e questo mi umiliava ancora di più.

Francesca disse a Pietro "prendi qualcosa da infilarle nella vagina a questa troia..." e lui annuendo tirò fuori un marchingegno con un supporto quadrato di metallo nero che teneva in piedi un tubo sempre in metallo, regolabile a varie altezze, con in cima... ODDIO... un vibratore enorme a forma di cazzo! Cosa volevano fare?

Non ci volle molto ad avere la risposta. Me lo piantarono in corpo regolato in modo che arrivasse fino in fondo. Piangevo e supplicavo di non farlo, anche se mentre me lo infilavano stavo già godendo, più per la cocente umiliazione che per la stimolazione dato che era ancora spento, ma queste suppliche a loro non andavano bene. Mi misero in bocca un bavaglio a forma di palla, con solo un forellino che la passava da parte a parte. Potevo solo mugolare. Accesero il vibratore, facendo di me la prima troia usata sessualmente della serata. Le lacrime si mescolavano con la saliva che colava dal bavaglio bagnandomi le mammelle. Capii che non c'era scampo, volevano che restassi così per tutta la sera. Probabilmente sarei morta. O di vergogna o di infarto, non so, ma sarei morta.

Nel frattempo vedevo tra le lacrime arrivare gli ultimi ospiti, compreso uno con un grosso cane da caccia. Lo accolse il Barone in persona. "Fulvio! Vedo che hai portato Ivan... qui bello!" Il cane fece le feste al barone, probabilmente si conoscevano da tempo. Tra i vari convenevoli che si scambiarono sentii l'uomo di nome Fulvio chiedere se Ivan poteva avere Stella. Ero già vicina all'orgasmo con il vibratore che mi scuoteva con violenza la vagina e il plug che mi dilatava l'ano e faceva una sorta di ronzio contro il corpo estraneo in plastica davanti, e quella fu una sorta di frustata mentale, ed incredibilmente esplosi godendo come una troia e contorcendomi. Il padrone annuì al suo invitato e fece segno a Lucia di avvicinarsi, dicendole poi qualcosa sottovoce. Lucia si allontanò docilmente, con la coda che oscillava al suo sculettare.

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