Ma ti rendi conto come tutto questo mi stia uccidendo…”
“… Ma dai non puoi continuare a farti del male …è, ormai, quasi passato un anno…”
Sono a casa, parlo con mia sorella, cerco conforto. Quasi in lacrime sfogo la mia solitudine. Stato che, lentamente, è diventato depressione. Situazione acuita da un mio infido, crescente, bisogno sessuale.
È un anno che vivo sola dopo la mia separazione. Non l’ho voluta, l’ho subita ma solo adesso la
riconduco, esclusivamente, a colpe che, purtroppo mi riconosco.
Ma è tardi!
“Ma insomma mi puoi dire come è successo?”
“Non lo so nemmeno io… tutto è precipitato in meno di due mesi… i primi litigi, diversi dai soliti sempre presenti in un rapporto di coppia. Ogni volta il discorso era sempre lo stesso. Accuse al mio
essere puritana!…”
“…Lo sei sempre stata!…Ma perché non ne ha avete parlato…potevate trovare un’intesa…”
“Sono stata una stupida”
Ascolto, senza badare, mamma mentre giro per casa con la mia videocamera, ultimo regalo di mio padre.
“… Sorridete… siete su candid camera…”
Battuta, forse, stupida ma sicuramente è servita a rubare un sorriso…e a sdrammatizzare un po’.
“Dai tesoro, non vedi che sto parlando con zia, e posa quella telecamera, ogni minuto con sta cosa tra le mani… Vai a studiare hai l’ultima interrogazione in matematica, tra meno di dieci giorni è finita la scuola…”
Non ascolto le sue parole. Sto zoomando sul suo volto, poi passo a quello della zia, riprendo
entrambe, allargo l’immagine, le inquadro assieme sedute sul divano,
Ogni particolare attira la mia attenzione di novello regista.
E’ una settimana che papà mi ha regalato la videocamera digitale. L’ultimo modello, una tecnologia sicuramente avanzata. Mi sto divertendo a fare mille riprese e poi con il portatile scarico le immagini.
Il software in dotazione mi consente di montare
le immagini, stoppare, ingrandire i particolari, giocare di dissolvenza, insomma creare un film
mettendo in sequenza i diversi fotogrammi.
Pochi minuti ed ecco le mie riprese. Mamma ha un viso tirato, gli occhi gonfi sembra veramente
giù di morale, zia invece è il suo opposto, anche se è chiara la sua preoccupazione per la sorella.
Il mio iniziale intendimento era riprendere l’accostamento dei colori dei loro tessuti e invece, e senza volerlo, mi ritrovo ad ammirare belle figure femminili.
Le immagini scorrono veloci, devo migliorare le riprese, la mano deve essere più ferma, devo
soffermarmi di più sui particolari. Ecco le scarpe della zia. Mamma che tacchi!
Come fa a camminare su quei trespoli.
Caspita, ma che ha sulla caviglia, sembra un braccialetto, almeno così appare. Si intravede a malapena dalla trasparenza delle nere, e velate calze. Però che cosce, le gambe
accavallate lasciano intravedere l’inizio del bordo più scuro delle calze.
Minchia! Come mai non me ne sono mai accorto.
Zia si copre le gambe, il suo fare è naturale, come si vergognasse della mia presenza. Movimenti che
evidenziano la sciocca cultura delle donne del sud. Un atteggiamento che è in netto contrasto con la sua esuberanza di donna intraprendente. Mi domando che mettono a fare le gonne corte, se poi si imbarazzano nel mostrare belle gambe?
D’impeto stacco il collegamento e ritorno in salone.
Stavolta non mi faccio vedere, Dalla porta della cucina, mi sdraio dietro la poltrona, nascosto
alla loro vista, la videocamera appoggiata al pavimento, il display aperto mi consente di vedere meglio le riprese, un leggero tocco al play e avvio le mie riprese.
…“Sai Gianni è stato un porco… mi ha schizzato in faccia la sua assurda voglia di venirmi in
bocca… mi sono sentita trattare come una puttana, una volgare troia. È stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso… non è stato giusto…”
“Cazzo! Non ci posso credere, dopo anni di matrimonio, per un semplice pompino…hai messo in discussione
un rapporto… ma ti rendi conto… NON È POSSIBILE!… ”
“Non sono mai riuscita a farlo…!”
“Ma sei pazza!”
“Ma perché tu lo fai con Peppe…”
“Ma certamente … in un rapporto di coppia la ricerca della reciproca soddisfazione è alla base. E se poi il tuo uomo ha quindici anni più di te diventa arte. Godo con lui facendogli drizzare il bigolo come ad un ragazzino di primo pelo… e tutto di bocca”
“E ti piace?”
“ MI FA MORIRE! Governo il suo piacere lasciando crescere il mio! Tra le labbra sento crescere la sua eccitazione, sentirlo gemere di piacere… mentre lo ingoio lentamente, lo bagno, lo sento pulsare tra le labbra. Lo guardo negli occhi mentre gioco con le mani su quel palo che diventa sempre più duro. Godo mentre geme e mi rendo conto di essere una splendida porca. Mi esalto leggere nel suo sguardo l’implorazione a non fermarmi, ma decido di farlo godere solo quando, io, mi sento pronta…”
“Ma che dici!!!”
“…E poi non godo solo del suo caldo seme, amo lasciami sporcare il corpo di lussuria, continuo a leccare il frutto del suo piacere…impazzo con la lingua su una cappella sensibile”
Whou! Zia è una esperta di pompini!
Mamma segue basita!
Cerco quel filino sulla caviglia di zia, è veramente un braccialetto d’oro. Esile e frivolo nello stesso tempo.
Contestualmente ammiro lunghe belle gambe che sta accavallando. Solleva la destra la porta sulla sinistra, la gonna stretta risale per favorire il suo movimento. Cazzo che belle cosce. Uno zoom rapido e ingrandisco. Zia solleva un attimino il busto, sistema, con fare naturale, la corta gonna, la tira un po’ verso il basso ma riesce a coprire poco e niente.
Stavolta riprendo tutto.
E che caspita! Sul più bello, mamma si china per mettere lo zucchero nella tazzina del caffè, il suo fare mi priva del mio primo piano. Però la posizione assunta da mamma mi offre l’intrigo della sua scollatura.
Sembra senza reggiseno, basta un attimo una zumata sul profondo solco delle sue mammelle.
Mamma mia!
Ma non faccio in tempo a migliorare la ripresa. Porca miseria Lei è stata troppo veloce ed io piuttosto
distratto!
“... Lascia stare…adesso ho problema. Ultimamente Mario, il collega di ufficio, mi fa il filo…”
Ma che dice, chi è sto Mario…e che vuole…
Anche il seno di zia non è niente male, non mi ero mai accorto che fosse così prosperoso, la stretta maglietta esalta due enormi bocce. Segue le
riflessioni di mamma respirando quasi nervosamente. Anche mamma non scherza, ogni respiro gonfia due mammelle belle e piene.
Riprenda tutto.
“…Sai è un bell’uomo è disponibile anche a venire a casa e conoscere Roby. Mi manca veramente un
uomo … è tre mesi che mi fa la corte. Le sue sono gentili avances.
Ieri ero sul punto di cedere... un attimo di passione rubata al nostro lavoro… sembravamo due
ragazzini, la classica pomiciata nascosti in una aula della scuola. Mi sono vergognata di me stessa, ho tremato al contatto delle sue delicate mani sul mio corpo … è stato bellissimo… mi sono sentita una donna viva… Ma adesso non so cosa fare…”
“PERCHÉ ?”
“Ho paura della reazione di Roberto… sai che è legatissimo al padre e non voglio ferirlo…non so
come affrontare l’argomento”
“…Parlaci… ma fallo subito!…”
Quasi dieci minuti di riprese. Completamente incurante dello sfogo di mamma. Riprendo ancora
zia, le sue gambe sembrano impazzite. Mamma di fianco, sul divano, rivolta a zia, in posizione che sembra in bilico, mostra il disegno del bel seno. Ancora un primo piano sulle mammelle, i capezzoli mi sembrano gonfi.
Zia si alza.
“Tienimi informata devo andare via, è tardi…”
“ROBY la zia va via, vieni a salutarla”
Porca miseria e ora?
Spedito mi rialzo, con la telecamera in mano, corro, le anticipo alla porta.
Meno male che non si sono accorte di nulla.
“Sempre con sta cosa in mano”
Accesa faccio finta di nulla.
Però che bel culetto ha zia, la gonna piuttosto stretta ne esalta il disegno, sculetta con fare naturale su quei suoi alti tacchi. Continuo nel mio fare. Abbasso, con fare naturale, la telecamera ed indirizzo l’obiettivo in
prossimità del suo… accattivante culetto.
Ancora qualche convenevole tra mamma e sua sorella, mentre io cerco di mantenere ferma la mano con la telecamera indirizzata verso quattro intriganti chiappe.
“…Mi raccomando parla con entrambi…”
Un saluto velocissimo, ed io ho fretta di andare in camera mia. Devo scaricare le mie riprese.
Riecco mamma, lo zoom sul suo viso. Stavolta sono stato più bravo, l’ho fatto bene. Noto i suoi occhi lucidi, avrà pianto.
Però che belle cosce ha mia zia.
Ehi! Mamma è veramente senza reggiseno, la magliettina che indossa lascia intravedere due bottoncini gonfi. Veramente niente male.
Le scene scorrono, non posso fare a meno di riascoltare le confessioni di mia madre sui suoi
turbamenti sessuali
……“Continuamente mi sveglio di notte, il fiato corto, sudata, con un arsura assurda e un calore
indescrivibile tra le gambe, sono settimane che sistematicamente mio accade.
Solo ora mi sto rendendo conto di quanto importante fosse per me il sesso nel mio rapporto.
È quella cosa che quando c’è l’hai è come se la subissi, e quando ti manca ti senti male…”
Mamma è proprio turbata!
Cazzo, la trasparenza della gonna bianca di zia lascia intravedere il bordo intrigante di un perizoma scuro che indossa.
Caspita non avevo notato quello spacchetto della sua gonna, mentre saluta mamma.
Però, anche, mamma ha un bel culo! Le sue natiche in primo piano sono un, chiaro, invito ad apprezzarle.
Devo essere sincero è un culetto, non so perché, che mi attizza di più, ha un qualcosa di più stuzzicante.
Però non è giusto che soffra così. Certo mamma avrebbe potuto anche cedere alle sue fisime salvando così il suo matrimonio.
Posso credere che...
Però piuttosto colorita è la lezione di zia sul pompino. Deve essere veramente esperta!
Si ma che centra il suo ultimo invito a parlare con me.
PARLARE DI COSA! NON C’E’ NIENTE DA PARLARE! Non intendo accettare la possibilità di uno sconosciuto in casa e, per di più, nel letto di mia madre.
Lo considero un affronto per papà e specialmente per me.
Papà è ancora legatissimo a noi anche se non ha alcuna intenzione di ritornare a casa. La sua nuova compagna è veramente brava, ed è pure una bella fica, non che mamma non lo sia, ma sicuramente lei sa offrirgli ciò che, nell’intimo, mamma non ha saputo dargli in tanti anni di vita matrimoniale.
E adesso ha, inevitabilmente, i suoi crucci.
All’ora di cena, siamo soli in cucina, la fisso intensamente, il mio sguardo sembra
imbambolato, sono passati pochi minuti per rendermi conto che mamma ha veramente un bel seno…. è
veramente una bella donna, apprezzabile ma, credo che la sua sequela di fissazioni assurde ne fanno
quasi una bigotta.
Le guardo le cosce, gli occhi risalgono fino al fondoschiena, il tutto in pochi secondi per accertare che ho l’uccello stranamente in tiro … … sembra volermi scoppiare tra le gambe…
Mi fa quasi male!
“Sai volevo dirti che in settimana esco per cena…”
“Con Mario?”
“…Come lo sai?”
“Ti ho sentito parlarne con zia”
“Te ne volevo parlare…”
“Per quanto mi riguarda non sono d’accordo!”
Raggelo mamma stizzito, con la rabbia del figlio tradito. Ho reagito, forse un po’ scomposto, ma così
ho manifestato il mio chiaro disappunto a qualsiasi suo intimo rapporto senza darle alcuna opportunità
di continuare.
Solo la tensione del momento, e il tono fermo assunto da Roberto nella discussione, mi bloccano dal redarguire la sua reazione. Ho ritenuto dover sorvolare, decidendo di affrontarlo dopo per
spiegargli le mie ragioni di donna rassicurandolo, comunque, del mio rapporto esclusivo con lui.
Nel nostro reciproco silenzio si è fatta l’ora di andare a dormire.
Passo parte della notte a guardare ripetutamente le scene del pomeriggio, mi soffermo molto sui due corpi ripresi. Figure così diverse ma entrambe seducenti. Particolari che richiamano il mio interesse.
Il seno di zia, e le sue cosce, e che dire del culo di mamma. Ancora le riflessioni di mamma,
che ora riescono ad avere il sopravvento sulle mie, come dire, particolari riprese.
E’ più forte di me, non riesco a farmi una ragione di un altro uomo nella nostra vita.
Mamma avrà pure le sue esigenze di donna ma per me, chiaramente, non contano.
Racconto36 min di lettura
Schizzando per mamma
Un lento, costante cammino verso l'incontro tra due desideri inconfessabili... mamma contro figlio!
Prima di andare avanti…
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