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Noelle 11
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Racconto16 min di lettura

Noelle 11

Noelle vive un'estate alla mercé di Vanessa

MarSel
2 anni fa · 462 letture · 0

Un estate con Vanessa

Gli incontri con Vanessa continuano per tutta l'estate, una o due volte alla settimana; Con Vanessa è diverso che con Roman, è meno violenta e dolorosa di lui ma più crudele, più umiliante: lui voleva schiavizzare il mio corpo, lei la mia anima. E ha trovato il mio punto debole, la leva per abbattere definitivamente ogni mia resistenza: Jezabel. Mi fa sempre delle brutte battute su di lei, che chiama sempre "la negretta", vuole farsi raccontare come è fisicamente, come facevamo l'amore o mi propone di farla stare qui a vedere quello che facciamo; questa è la parte peggiore, peggio del dolore fisico o delle umiliazioni. Cerco di non rispondere, a costo di farmi punire da Vanessa, non voglio sporcare la mia Jez con lo schifo che sono diventata, è la mia unica luce in questo abisso di depravazione in cui sono caduta!

Caduta... Non proprio caduta.... Diciamo che ci sono entrata volontariamente e adesso non riesco più a uscirne, come un topo nel vischio, sono come uno schifoso topo, attaccata, appiccicata, intrappolata, vedo l'uscita, è vicino a me ma non riesco a raggiungerla... non voglio raggiungerla!

Luglio, agosto, settembre.... scorrono così, tra torture, umiliazioni, a volte orgasmi. Quando arrivo da lei sono euforica, piena di aspettative, eccitata, innamorata. Poi la sottomissione, il dolore, il piacere, altro dolore. Infine, quando se ne va, il pianto, il realizzare di stare infilandomi sempre più profondamente nel mio inferno volontario. E poi di nuovo, senza fine, in una serie infinita di momenti confusi:

Sono sotto il suo ufficio, sto parcheggiando, sono bagnata, non trovo un posto, sono un lago, di nuovo questo maledetto semaforo, che ci fa la mia mano lì sotto, è verde mi suonano, metto la prima, le gambe spalancate, un posto libero, se continuo Vanessa mi fa... cosa, quattro frecce e scendo, no non scendo, orgasmo, devastante, pipì, pulisco dopo che sono in ritardo, Vanessa ti prego perdonami, dolore.

I suoi piedi. Sono nuda, sotto la sua scrivania e li sto leccando. Ha una pelle fantastica, vellutata, il suo sapore è acre, estivo, sudato. Mi ricorda quello che sono, una schiava inutile, uno zerbino. Una cagna in calore. Infatti le sto sporcando il pavimento, lo sento con le ginocchia, con i piedi, poi dovrò pulire. Per adesso mi godo il suo piede... Ahia! Un altro calcio, sui denti. Per fortuna non ho emesso neanche un suono, non so con chi sta parlando, sembra importante, se mi facessi sentire Vanessa mi ucciderebbe. Cosa sta facendo? È scesa col piede sul mio seno, lo tocca, lo sta.... Dio! Scende ancora, tra le mie gambe.... no per favore non resisto. Mi aggrappo alla sua coscia, spingo, strofino. Ho la bocca aperta, mi accorgo che le sto sbavando addosso. Mette giù il piede! Si alza. Sta salutando, l'uomo se ne va.

Mi fa male! Basta! Il dolore è atroce, non resisto. Ti prego! AHAAA! NO! NON LÌ!

È una settimana che non la vedo. Non la sento. Neanche un messaggio. Resto in camera mia tutto il tempo, Salvatore è via. È una settimana che mi masturbo, tutto il giorno, tutti i giorni.

Sto leccando. Adoro affondare la lingua nella sua fessura. Adoro sentirla fremere, mugolare. Adoro vederla venire. Oggi forse non mi picchia.

《Ti amo Vanessa!》

Oggi è domenica e mio marito è in Grecia. Jezabel mi ha preparato la buillabasse, come la sa fare lei. Stiamo mangiando, in silenzio. Mi guarda di nascosto, lo vedo, ma io sto pensando a Vanessa. Devo andare oggi pomeriggio. Mi ha detto di farmi due perette che oggi ha un ospite, non vuole fare brutta figura.

Sono nuda sul letto, sudata, ansimante, distrutta. Mihai ha appena finito di scoparmi, sono venuta un'infinità di volte. Ha il cazzo grosso, non come Roman, ma mi ha fatto godere tantissimo. Adesso Vanessa lo sta pagando, gli dà un extra perché è stato bravo. Lei ci ha guardati tutto il tempo, non si è neanche masturbata. Adesso mi frusterà.

La gogna. Sono in ginocchio, a gambe larghe, testa e mani bloccate nel legno. Ho le mammelle che pendono, 《perché sei solo una vacca da monta Noelle》 con attaccate due pinze e a queste due pesi. Sto aspettando che sia pronta, cerco di rilassare l'ano e dilatarlo il più possibile, ma non è facile perché ho paura. L'ho appena intravisto, con la coda dell'occhio, ma si vedeva che è enorme. Ho paura. Ho paura ma sono eccitata! Non vedo l'ora che entri, che mi faccia sua, che mi faccia piangere. Ecco è pronta, si avvicina, lo appoggia....

Siamo nel letto, entrambe nude, abbiamo appena fatto l'amore e adesso ci baciamo, dolcemente. Perché sei così Vanessa, perché mi fai questo? Così non riesco a odiarti, ti amo Vanessa! Perché non sei sempre così?

La odio con tutto il mio cuore! Mi ha frustata, inculata, strappata... alla fine non ho resistito, ho risposto alle sue domande su Jez. Le ho descritto la sua pelle, i suoi occhi, il suo odore. Sono devastata, non voglio più tornare a casa, come farò a guardarla negli occhi?

Vanessa ha le mestruazioni. Mi ha già fatto vomitare tre volte, e ogni volta ho pulito.

《E com'è la negra? Puzza tanto? Quando la lecchi, sa di selvatico vero?》 non le rispondo, anche se so che mi punirà. Non voglio che sappia che Jezabel odora di vaniglia, e quando la bacio, quando la lecco, è come immergersi nel latte e miele.

Sono nel letto, con mio marito. Io sotto e lui sopra a spingere, come al solito. Ho le gambe spalancate, cerco di godere ma il dolore al seno mi martella. Per fortuna scopiamo al buio, così non vede i lividi. Ecco sta venendo.... perché gli uomini grugniscono quando vengono? Si gira e si mette a dormire. Metto le mani tra le gambe, gioco con lo sperma che cola fuori. Me lo spalmo sula pancia, sulle cosce, sulle labbra. Mi alzo e vado in bagno, mi guardo allo specchio. Mi masturbo guardandomi negli occhi, ma non riesco a venire. Torno a letto.

《La pelle? È come sfiorare la seta, nera, liscia, dolce, profumata》 《Il seno? Perfetto, grande, ma non enorme, sodo, dritto, i capezzoli come due premi al nostro amore》 《Il sedere? Morbido. Tondo. Bello. Eccitante》 《La vagina? È il paradiso, dico sul serio, un vaso di miele in cui affondare, i suoi orgasmi sono terremoti》 《Le mani? Le sue mani sono strumenti del demonio. O forse sono angeli, non lo so》 Rispondo con cura a ogni domanda che mi fa Vanessa, ma le risposte non le piacciono, ogni volta mi tira una scudisciata, ogni volta più forte. Ma come faccio a mentire su Jezabel? È un angelo, è pura, è tutto.

Stanotte mio marito non c'è, dormirò nell'ufficio di Vanessa. Lei è andata via, ma ha detto che verranno delle persone a farmi visita, che devo comportarmi bene. 《Non preoccuparti, poi verrà Maruska a rattopparti》

Un bacio. Un altro. E ancora..... sono legata a questo tavolaccio ma protendo la testa, le labbra verso di lei, ne ho bisogno come l'aria per un annegato! Le sue labbra, così morbide, dolci. Mi tiene giù la testa, mi accarezza e mi bacia. Dio come la amo!

È ubriaco. Mi ha già tirato due sberle, forti. Vanessa ha detto che devo ubbidire, è un ottimo cliente dello studio, e poi se n'è andata. Io ci provo a ubbidire ma non gli viene duro, mi fa male la mascella a furia di succhiare. Un'altra sberla...

Maruska è dolce. Mi allarga delicatamente i glutei e spalma la pomata. È fresca, il sollievo è immediato. La spalma anche sulle escoriazioni, sul sedere, le cosce e la schiena. Poi mi fa mettere supina, delicatamente, e me la passa anche sul seno. Questo fa più male, oggi Vanessa era incattivita. Le mammelle di Mariuska mi eccitano, le vedo dondolare nel vestito largo, sopra di me mentre lei si da da fare. Allungo una mano e la infilo nello scollo, diventa subito rossa e si allontana, mi dice qualcosa in rumeno, con gli occhi bassi. Poi 《No signora, per favore》 e io sprofondo nella vergogna.

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