«Brava…succhialo…bene…da…brava…leccalo tutto, che te lo pianto dentro, fino in fondo».
Godo di un nuovo orgasmo. Lui mi lascia il tempo di assaporare il piacere che mi sta facendo provare, poi mi rigira e si mette fra le mie cosce aperte e dilatate per penetrarmi al meglio. Sento la cappella sfiorare le grandi labbra. Ci gioca un po', lo fa scorrere su e giù lentamente, fino a farmelo desiderare; allora lo imploro di prendermi.
«Lo voglio… dentro! Dai scopami…non resisto… dai…entra!»
Per un attimo si ferma immobile, poi spinge quel mostro di carne viva e pulsante, tutto dentro di me. Impazzisco nel sentire che mi apre e dilata le pareti della mia vagina, che è felice di farsi sfondare tutta. Arriva tutto dentro con un movimento lento, ma costante. Lo sento sbattere in fondo e mi provoca un orgasmo che mi fa tremare tutta, come sotto una scossa elettrica.
«Che…meraviglia! Ti…sento! Aprimi tutta! Cazzo! Vengo! Vengo! Vengo!»
Resta immobile, poi comincia a pomparmi in maniera sconvolgente. Ogni affondo è diverso dal precedente. Una volta lo spinge velocemente, un’altra lentamente, ancora ne spinge metà e poi affonda di colpo, lo ruota, lo spinge a scatti alternando velocità a lentezza. Mi fa impazzire. Ben presto non so più quante volte gli ho detto che godevo. Cambiamo molte posizioni. Di lato, sopra, da dietro, a pecora, godo, e lui sembra instancabile. Alla fine ho perso il conto sia del piacere provato che del tempo trascorso e, dopo l’ennesimo orgasmo, mi sento addosso una mano che mi fa sussultare. E' Flavia, seduta accanto a me sul letto. Non l’avevo nemmeno sentita entrare.
«Vedo che Antonio sta facendo un buon lavoro. Dai, meraviglioso stallone, finisci di sfondare questa giovane puledra; falle una bella schizzata di seme dentro e un po’ anche in bocca»
Lui ride divertito.
«Flavia, femmina meravigliosa, ti ho sentito entrare, e mi aspettavo la tua partecipazione. Se vuoi che le sborri dentro e in bocca, significa che poi lei deve gratificare un cornuto con il mio sapore. Allora vi accontento subito».
Appena finito di parlare, mi chiava con molto impeto e, ben presto, lo sento arrivare dentro di me, e l'impressione che ne ricavo è quella di un bollente fiume in piena. Mi scarica dentro, cremosi getti di sborra e poi lo estrae. Giro il capo e me lo trovo davanti; giusto il tempo di infilarmi la cappella in bocca ed ecco altri fiotti, abbondanti e cremosi. Lecco e succhio fino all’ultima goccia, sotto lo sguardo compiaciuto di Flavia, che mi osserva con occhi languidi. Raccolgo in bocca tutta la sborra che esce da quel meraviglioso strumento di piacere e, prima di ingoiarla, mi sposto verso di lei e la bacio con passione, facendole assaporare il gusto del maschio che ho appena succhiato. Limoniamo un poco, poi lei mi porge gli abiti e mi invita rivestirmi, perché è ora di tornare.
«Grazie Antonio. Ero certa che non avresti deluso questa giovane troietta, desiderosa di godere e, da quello che ho assaggiato, è sempre un piacere gustare il tuo seme. Ti ho lasciato una busta in sala e ti ringrazio di tutto».
«Flavia, meravigliosa creatura! Lo sai che da te non voglio nulla in cambio. Mi fa sempre piacere esserti utile e credo che anche tu, ogni tanto, dovresti approfittare di questi piacevoli momenti».
Lei lo ringrazia e poi ci avviamo verso casa. Ho mille domande, ma sono stanca e lei mi annuncia che ne parleremo domani. Quando mi lascia davanti a casa, mi ricorda di non fare nulla per nascondere il profumo di maschio e sesso che ho addosso, tanto il cornuto non se accorgerà. Mi rammenta di baciarlo con passione, stando ben attenta a scoprire se, per caso, anche lui profuma di femmina. In genere, quando i nostri uomini se ne vanno insieme, finiscono sempre per scoparsi qualche puttana, e, a volte, anche la stessa, prima uno poi l’altro. Entro in casa e lo trovo seduto sul divano con una birra in mano, intento a seguire una partita di calcio, fra due squadre tedesche. Giro dietro al divano, lo accarezzo sulla testa e mi allungo verso il suo collo. Sento un profumo diverso dal mio, gli metto una mano sulla guancia e lo costringo a girarsi: lo bacio con trasporto, infilando con decisione la mia lingua nella sua bocca. Per un momento appare sorpreso, ma poi risponde al bacio, giocando solo per un attimo con la mia lingua, poi si stacca in maniera un po’ più brusca. Sono al massimo della tensione, ma lui non si è accorto di nulla.
«Scusami amore, ma voglio finire di vedere questa finale di calcio tedesco».
Mi allontano e vado in camera. Dentro di me sono felice e concordo con mia suocera che è davvero ottuso e imbecille: non si è accorto che avevo in bocca il sapore di un altro cazzo! Una breve doccia e me ne vado a letto stanca, ma non mi addormento subito; rifletto sul fatto che era in tuta, mentre raramente, quando torna, si cambia. Circa una mezzora dopo viene a letto, fingo di dormire e poi, quando lo sento che si è addormentato, vado in bagno e cerco i suoi indumenti nella cesta dei panni sporchi. Trovo slip e camicia. Li osservo con attenzione e trovo la conferma ai miei sospetti. Sul bordo inferiore della camicia, ci sono visibili tracce di fondo tinta e nel risvolto degli slip un segno di rossetto. Torno a letto e mi riprometto di non lasciare che questo episodio resti impunito.
Ti è piaciuto?
200 racconti, 0 libri.
Altri racconti di pennabianca
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.