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Erotika
Con un maturo è meglio. Seconda parte. Una bellissima scoperta
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Racconto23 min di lettura

Con un maturo è meglio. Seconda parte. Una bellissima scoperta

«Che ne dici, Carlo, ti andrebbe di andarci a rinfrescare?» È il momento più caldo della giornata e l’acqua non sembra più tanto fredda; scivoliamo lentamente fino a grande masso e lei afferra con decisione il mio membro e incomincia, lentamente, a masturbarmi. Sono in piedi davanti a lei che è appo...

pennabianca
3 anni fa · 461 letture · 0

«Che ne dici, Carlo, ti andrebbe di andarci a rinfrescare?»

È il momento più caldo della giornata e l’acqua non sembra più tanto fredda; scivoliamo lentamente fino a grande masso e lei afferra con decisione il mio membro e incomincia, lentamente, a masturbarmi. Sono in piedi davanti a lei che è appoggiata alla lieve sporgenza della roccia; ha le cosce ben aperte ed io allungo le mani, mentre, con delicatezza, prendo ad accarezzare i suoi seni, che sento turgidi e duri sotto i polpastrelli. Mi guarda con insistenza negli occhi, mentre pian piano il piacere comincia a scorrere dentro di lei. Scivolo lungo i fianchi, mi posiziono leggermente di lato e, con entrambe le mani, comincio ad accarezzare l’interno delle sue splendide cosce, risalendo sempre più, sia davanti che dietro. Passo con la mano sinistra lungo il solco delle sue natiche, le scosto leggermente fin quando, con la punta del dito indice, non sento il suo forellino che subito reagisce al massaggio, contraendosi. Anche davanti le mie dita scorrono fra le labbra della sua fica e risalgono dal basso verso l’alto, fin quando raggiungo il suo bottoncino, che stimolo con il pollice. Chiude gli occhi e si morde il labbro inferiore, mentre comincia a gemere per le mie carezze. La masturbo, le infilo due dita dentro la figa, che sento calda e vogliosa, mentre, con l’altra mano spingo il pollice dentro quel meraviglioso pertugio del suo culetto, che risponde contraendosi e stringendo il mio dito, quasi a volerlo intrappolare. Lei stringe con più forza il mio membro aumentando il ritmo della masturbazione, quasi a volermi far raggiungere subito l'orgasmo, ma io non ho nessuna fretta e muovo le mie mani con sapiente lentezza, in maniera decisa, quasi esasperante. Raggiunge un orgasmo e, dalle sue labbra esce un flebile lamento, mentre gode. Giro lo sguardo e mi rendo conto che, dalla spiaggia assolata tutti, in quel momento, stanno guardando noi due e non è necessario ricorrere a chissà quanta immaginazione per capire quello che stiamo facendo. Galvanizzato dallo spettacolo, che stiamo dando al pubblico che ci osserva, intensifico la masturbazione e, poco dopo, lei raggiunge ancora il piacere.

«Meraviglioso! Sei veramente stupendo! Ora voglio sentirti dentro di me».

Mi guarda con occhi languidi, ma io scuote la testa in senso negativo.

«Stai scherzando! Ho appena cominciato a divertirmi e tu già vorresti che ti scopi, ponendo fine a quest'idillio. Guarda verso la spiaggia: il nostro gioco è palese a tutti, quindi, prima di scoparti, come minimo voglio farti godere ancora ed ancora»

Lei si volta a guardare e i suoi occhi brillano di gioia; si è appena resa conto che noi due siamo gli interpreti di una recita che sta eccitando tutta la spiaggia. Continuo a masturbarla sempre più forte e lei continua a godere a ripetizione, fin quando, esausta mi attira verso di sé e mi bacia con passione. Stringe il suo corpo contro il mio, mentre la sua lingua impazzita entra di prepotenza nella mia bocca, alla ricerca della mia, con la quale prende a giocare. La succhia, poi, quando sente il mio membro premere contro la fessura della sua fica, emette un ennesimo gemito di piacere, mi morde il labbro inferiore e poi si stacca e mi implora di scoparla.

«Scopami! Ti voglio dentro! Voglio sentirti entrare dentro di me, fino in fondo. Voglio il tuo piacere! Voglio sentire il tuo orgasmo riempire il mio ventre, anche se siamo immersi nell’acqua».

Mi sento pienamente soddisfatto; ho portato questa femmina a desiderare di essere posseduta, ma ho ancora voglia di sentirla godere. Mi stacco da lei e la faccio sollevare sopra la roccia quel tanto che basta, perché la sua figa sia perfettamente all’altezza della mia bocca e incollo le mie labbra sul suo clitoride, succhiandolo con forza. Serra le gambe intorno alla mia testa, mentre, con entrambe le mani, cerca di contenere il mio assalto a quel piacere che presto si manifesta in un ennesimo orgasmo che la fa fremere tutta. Gode. Urla il suo piacere, ormai senza ritegno. Sento il suo corpo tremare, mentre le sue gambe mi stringono la testa con forza, quasi a voler impedire che io continui a torturare la sua fica. A fatica riesce a staccarsi da me, scivola di nuovo nell’acqua e mi cinge i fianchi con le sue gambe, mentre con entrambe le mani afferra il mio cazzo e lo punta decisa fra le labbra della sua fica. La fisso negli occhi; il suo viso è una maschera di piacere, mentre i suoi occhi mi implorano di possederla. Affondo in lei con decisione, fin quando il mio corpo non aderisce completamente al suo. Sento il mio membro farsi strada dentro di lei, che si apre e mi lascia entrare, cercando subito di apprezzare la potente penetrazione cui la sto sottoponendo. Con entrambe le mani afferro le natiche, le dilato, mentre la tiro con decisione contro di me. Resto immobile ben piantato dentro di lei, che ora mi stringe le braccia intorno al collo, mentre un lungo sospiro, seguito da un gemito di piacere, promana dalla sua bocca.

«Meraviglioso! Ti ho sentito entrare fino in fondo. Stupendo! Adesso scopami e fammi godere ancora».

Mi basta solo farla ondeggiare avanti e indietro sul mio cazzo ben piantato dentro di lei per farla godere. Ben presto raggiunge un orgasmo molto intenso, seguito subito da un altro e poi un altro ancora, fin quando la sua bocca si incolla di nuovo alla mia e mi bacia con una passione che esprime il suo incondizionato offrirsi a me. Le mie mani giocano con il suo culetto, mentre le dita si alternano a penetrare quel fiore che cede volentieri ad ogni intrusione. Dopo quel lungo bacio, lei si stacca da me e mi fissa negli occhi.

«Sei fantastico! Sono venuta tre volte, senza capire dove finiva un orgasmo e ne cominciava un altro. Adesso voglio sentire il tuo piacere dentro di me».

Sorrido e, scuotendo il capo, insisto a pomparla con forza, anche se lei, adesso, prende a contrarre i muscoli vaginali ritmicamente, con ciò stimolando e aumentando sia il mio che il suo piacere. Mi rendo conto che questa giovane femmina sa essere zoccola più di tante altre donne, con cui ho fatto sesso. Mi scopa succhiandomi il cazzo con la fica e questo è un gioco che ho sentito fare a ben poche donne, ma mai nessuna era giovane come lei. Voglio sentirla godere ancora di più, quindi cambio ritmo, cercando di contrastare in gioco muscolare che lei sta riservando al mio cazzo. Se ne rende conto, mi guarda e poi, sorridendo, mi fa un’altra proposta.

«Sei un porco! Mi fai godere come pochi sono riusciti a fare con me, di conseguenza ho deciso che voglio anche sentirti nel culo. Dai, scopami il culo, fammi godere, come lo hai fatto fino in questo momento».

Scioglie le sue gambe e si gira, appoggiando le ginocchia alla sporgenza della roccia, per posizionarsi perfettamente all’altezza del mio cazzo. Appoggio con decisione la cappella al suo grinzoso pertugio e, dopo averla afferrata per i fianchi, spingo dentro con decisione.

È un affondo lento ma deciso, che lei percepisce alla grande, traendone subito tutto il piacere possibile.

«Spingilo! Sei stupendo! Ti sento entrare, mi stai aprendo il culo magnificamente! Dai, spaccamelo! Spingilo tutto fino in fondo! Dai, fammi godere anche dal culo».

La pompo con un ritmo risoluto e costante, e lei subito comincia godere. Raggiunge ben presto un ennesimo orgasmo, anche perché con una delle mie mani libere, la masturbo torturandole il clitoride. Gode e urla di nuovo tutto il suo piacere. Mi sento pronto a godere dentro di lei, ma, ad un tratto, lei è di tutt’altro avviso. Mi ferma, si sfila e si rimette nella stessa posizione di prima, aprendo ancora di più le cosce. Mi invita a penetrarla di nuovo e a goderle dentro il ventre.

«Scopami la fica! Voglio sentire il calore del tuo piacere riempire il mio ventre. Dai, sborrami dentro!»

Prima di andare avanti…

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