«Meravigliosa! Sei, e resterai, sempre una grandissima pompinara! Una troia sublime, una succhiacazzi fantastica!»
Osservo con estremo piacere il fatto che lei, oltre ad avere tutto il membro del suo uomo completamente infilato in bocca, ha anche una notevole capacità di resistenza nel trattenerlo in bocca, nonostante le non trascurabili dimensioni. Lui, dopo averla scopata un poco in bocca, si sfila e ritorna in acqua, lasciando a me, con un gesto del capo, il suo posto, che vado immediatamente ad occupare, facendo emergere il mio corpo quel tanto che basta per presentare il mio randello a quelle labbra che adesso desidero sentire sul mio cazzo.
Lei lo afferra con entrambe le mani, piegandosi leggermente in avanti, mentre lui la masturba con entrambe le mani, sia davanti che dietro, facendola mugolare di piacere a bocca piena. Sento le sue labbra che scivolano lungo il mio membro, sempre più duro e teso; sento che viene risucchiato e sparire dentro la sua gola, senza che lei dimostri difficoltà a farlo. Mentre lo tiene ben piantato dentro la bocca, sento la sua lingua muoversi lungo l’asta e procurarmi un ulteriore piacere. Mi succhia per qualche minuto, leccando e succhiando anche le mie palle, poi mi invita a tornare dentro l’acqua e appoggia il suo corpo direttamente sul mio cazzo. Sento distintamente il taglio della sua fica contro l’asta del mio membro, mentre lui, sicuramente, da dietro le sta facendo provare la stessa sensazione, spingendo il suo membro nel solco delle natiche. Stretta fra due maschi, lei vibra di piacere ed è incredibile il fatto che stia godendo solo al contatto dei nostri due cazzi, che evidentemente le fanno provare incredibili emozioni, pur senza affondare dentro di lei. Restiamo per un lungo istante tutti e tre stretti, poi è lei che decide di voler tornare sulla spiaggia. Appena usciti dall’acqua, mi rendo conto che il gioco si è interrotto, perché lei aveva realmente freddo. Vedo i suoi capezzoli davvero lividi ed intirizziti, così come sul suo corpo è evidente la sensazione del freddo, che le provoca la pelle d’oca e, finanche le labbra, sono diventate violacee. Sono palesi i brividi di freddo che scuotono il suo corpo. Subito raccolgo il mio telo e glielo sistemo sulle spalle, mentre lui fa lo stesso con l’altro telo: la sta asciugando davanti ed io, con le mani, le accarezzo le spalle e la schiena da dietro e lei ci rivolge sguardi di gratitudine.
«Accidenti, era proprio fredda! Mi dispiace, ma non sono riuscita a resistere oltre».
Dopo averla massaggiata un poco, lei si distende al sole e mi invita a stendere il mio telo accanto a lei, che ora allunga la sua mano e mi accarezza il corpo, alla ricerca del mio membro che sta di nuovo tornando in perfetta erezione. Lo afferra e lo sega lentamente, mentre lui allunga le sue mani sul corpo della sua donna e, con calma, gli accarezza i seni, stringendo i capezzoli fra le dita, facendola subito gemere di piacere. Lei apre il nuovo le cosce e, con uno sguardo languido, mi invita ad indugiare nelle sue intimità. Allungo la mano, scivolando lungo il fianco; le accarezzo la coscia sul lato interno e risalgo fin quando le mie dita entrano in contatto con la sua fica, che subito avverto essere molto calda, anzi è bollente. Indugio con il dito facendolo scivolare lungo la fessura, dal clitoride al basso, quasi a simulare una profonda leccata; lei dimostra di apprezzare, poi si gira verso il suo uomo e lo bacia con intensa passione. Li osservo mentre si baciano, e nel contempo affondo due dita dentro di lei, scoprendo che è bagnata fradicia di umori che sgorgano copiosi dal suo ventre. Lui, dopo il bacio, si sposta leggermente indietro rispetto a lei e, sempre voltato di lato, le offre di nuovo il suo membro da succhiare, cosa che lei fa senza perder tempo, girandosi ancora di lato, verso di lui. Per me è troppo invitante la posizione di lei distesa di lato, che mi volge le spalle, e, quindi, mi distendo a rovescio, ritrovandomi con la faccia davanti a quel capolavoro di culetto e, dopo averle fatto inarcare la gamba, scivolo con la lingua lungo il solco delle natiche, mi soffermo a giocare con il suo fiorellino che, quando avverte la sollecitazione della mia lingua, subito si contrae, ma io spingo la lingua ancora più a fondo e continuo l'esplorazione lungo il taglio della fica, fino a raggiungere, con la punta della lingua, il suo bottoncino, che ora spunta tra le labbra come un piccolo fallo; subito lo stringo fra le mie labbra e lo succhio con vigore, facendola gemere di piacere. Sento il suo corpo vibrare, mentre lei è costretta a togliersi il cazzo dalla bocca e complimentarsi con me per il piacere che le stavo donando.
«Fantastico! Hai una lingua veramente fantastica! Continua così, che mi fai impazzire! Sei meraviglioso!»
Modestamente, far godere una donna utilizzando solo la lingua è sempre stato uno dei miei assi nella manica che, negli anni, si è affinato nell'uso, fornendomi svariate soddisfazioni e, sentire questo giovane corpo, fremere e vibrare di piacere per quello che le stavo facendo, eccita ulteriormente i miei sensi e nello stesso tempo mi invoglia a prodigarmi al meglio. Lecco avidamente tutto quel nettare di Venere che sta sgorgando da quella fonte di piacere, mentre lei raggiunge il primo orgasmo che la fa tremare e stringere le gambe, quasi a voler impedire che io, in qualche modo, smetta in quell'opera che la fa tanto godere. Poi, dopo un lungo istante in cui è rimasta completamente immobile, si sfila da lui e mi spinge a sdraiarmi supino, mentre lei ora sale su di me ed iniziamo un focoso 69. Mentre mi posiziono, noto che intorno a noi si è radunato un piccolo gruppo di spettatori, costituito da alcuni singoli e da una coppia che, adesso, ammirano la nostra performance.
Riprendo a leccare quella figa meravigliosa da cui sgorga piacere in grande quantità, mentre lei affonda agevolmente il mio cazzo dentro la sua bocca, spingendoselo con forza dentro la gola. Lui, si inginocchia davanti a lei, e gli offre anche il suo cazzo da succhiare. Lei, famelica ed instancabilmente, alterna il mio e il suo nella bocca, continuando a segare entrambi, mentre io mi scateno per far godere ancora questa fica che mi sta, di fatto, inondando la bocca di umori. Bagno un dito e lo affondo con decisione nel suo culetto, che reagisce contraendosi, e poi si rilassa ritmicamente, assaporando il piacere di quella intrusione; intanto la mia lingua si è scatenata e tortura il suo bottoncino, facendola godere sempre più forte, finché lui, per primo e improvvisamente, le riversa in bocca tutto il suo piacere con un grido quasi soffocato.
«Accidenti! Mi stai succhiando anche l’anima, sei una troia meravigliosa! Bevi! Ingoia tutto il mio piacere! Amore mio, sei la regina delle bocchinare!»
Avverto il suo corpo tremare per il piacere che sta ricevendo in bocca e per quello che gli sto procurando io, e decido che anche lei deve raggiungere il suo piacere. Intensifico il mio lavoro con la lingua, mentre ora ho raddoppiato le dita ben piantate nel culo e, con un movimento lento, ma deciso, le muovo dentro e fuori procurandole quell’ulteriore piacere che ben presto la portano a godere con un orgasmo che lei annuncia a bocca piena.
«Vengummmmmmmmmmm! Mmmmmmmhhmm»
Sento il suo corpo tendersi, vibrare e scuotersi, mentre viene percorso da scariche di piacere che mi riversa in bocca copiosamente. Lecco e succhio tutto quel nettare, mentre lei continua a tremare e, improvvisamente, crolla su di me inerte, con il viso appoggiato al mio ventre, mentre il suo corpo resta immobile: sento solo la sua fica ancora secernere il suo piacere. Lascio per qualche istante che lei assapori l'intenso orgasmo provato, poi lui che l’aiuta a risollevarsi e, quando questo avviene, un piccolo applauso risuona intorno a noi. Mi giro e vedo che alcuni singoli hanno raggiunto, masturbandosi, anche loro il piacere ed ora cercano di far uscire le ultime gocce per mostrare a lei quanto è stato gradito lo spettacolo offerto. Lei si gira verso il suo uomo e lo bacia con passione, mentre i nostri spettatori lentamente si allontanano. Dopo l’intenso bacio con lui, lei si gira verso di me, mi guarda con occhi languidi ed il viso che è una maschera di piacere.
«Così non vale! Tu non sei neanche venuto, mentre noi abbiamo goduto entrambi».
La guardo e sorrido, poi, cercando di minimizzare, le rispondo che la giornata per me, non è ancora finita e, a meno che loro ora non vogliono andarsene, abbiamo ancora tutto il pomeriggio per rimediare. Lei mi guarda con occhi stupiti, poi si gira verso di lui che annuisce e, poi, è lei che mi risponde.
«Certo che non ce ne andiamo e ti assicuro che anche tu avrai il tuo piacere, anzi darai a me il tuo piacere».
Poi si gira verso di lui e riprende un discorso che probabilmente loro stavano già facendo.
«Come ti avevo detto, amore, con una persona matura ti diverti sempre e questo qui, mi sembra che sia veramente esperto, ma soprattutto sia un gran porco, quasi quanto te».
