Mi chiamo Carlo e sono un over 60, statura media, capelli bianchi, fisico leggermente appesantito. Sono un singolo e, dall’età di 24 anni, quando ho scoperto la trasgressione nelle calde acque delle terme di Saturnia, il sesso è stato sempre il filo conduttore della mia vita. Giocare con una donna, immersi nell’acqua, masturbarla ed essere masturbati con la presenza del marito, vicino e complice, e a volte partecipe, ha sempre suscitato in me un immenso piacere. Per alcuni anni, quello è stato il punto di riferimento per tutta la mia esperienza sessuale. Col tempo, soprattutto grazie anche al fatto di avere una buona dotazione, soprattutto di circonferenza ed una elevata resistenza, mi ha permesso di godere e far godere molte donne. Negli anni, mi sono sempre divertito a giocare con coppie e singole, con le quali ho fatto giochi di esibizionismo che, spesso e volentieri, mi sono valsi il plauso e l’ammirazione di chi, come me, ne traeva piacere. Ultimamente ho attraversato un periodo alquanto impegnativo, dove la trasgressione non è stata molto presente, anzi, per dirla tutta, è stata proprio assente. Oggi ho deciso di passare una tranquilla giornata in riva al mare, su di una spiaggetta dove si può fare tranquillamente del nudismo, senza essere disturbati. Amo venire in questo posto, perché, di solito, siamo sempre le stesse persone a frequentarla, le stesse coppie che, almeno di vista, ci conosciamo un po’ tutti e anche qualche singolo sempre in cerca di sesso trasgressivo. Oggi mi sento stanco, non fisicamente, ma mentalmente, vorrei solo rilassarmi, scaricare la mente e molteplici pensieri che mi affliggono. Passo davanti ad alcune coppie che saluto con un gesto della mano; ricambiano, poi mi sposto quasi al limite della piccola baia, dove c’è un grande masso e, dopo aver piantato il mio ombrellone e disteso il telo, mi metto nudo e procedo a spalmarmi la crema protettiva, essendo questa solo la seconda volta in quest’anno che prendo il sole. Disteso, ascolto il rumore del mare che mi rilassa i sensi e, immancabilmente, mi assopisco. Non saprei dire per quanto tempo sono rimasto addormentato, ma vengo destato dal parlare di una coppia che si sta sistemando vicino a me. Ascolto la loro inflessione e subito riconosco l’accento umbro di quei due giovani ragazzi. Lei, una biondina con i capelli lunghi legati dietro la nuca a forma di coda di cavallo, con delle splendide tette, sicuramente una terza piena. Fisicamente è molto bella, le labbra incorniciano una bocca abbastanza ampia, il ventre piatto e due splendide cosce, lunghe e affusolate, sormontate da un magnifico culetto, che lei mi mostra piegandosi a 90° per distendere il telo sulla sabbia. Prima di fare questo gesto, ho notato che lui, con un cenno del capo, le ha fatto capire che mi ero ripreso dal sonno ristoratore. È stato solo questo dettaglio ad attirare la mia attenzione e lei, prontamente, si è esibita piegandosi in modo che io potessi ammirare quello splendido capolavoro che la natura ha fatto su di lei.
Lui sembra avere un bel fisico, anche se non palestrato, ma con dei muscoli ben pronunciati ed essendo già nudo, mostra, in fase di riposo, una discreta dotazione, mentre lei indossa ancora il pezzo di sotto del costume. Entrambi sono molto giovani, l'età apparente non credo superi la trentina. Per un attimo sono quasi infastidito dalla loro presenza, soprattutto perché, con tanta spiaggia libera, sono venuti proprio a posizionarsi a pochi metri da me, poi, però, mi rendo conto che è evidente il loro interessamento nei miei confronti. Dopo essersi spalmati reciprocamente la crema, finalmente vedo lei nuda e noto che, sopra il monte di Venere, ha un piccolo triangolo di peli che rende tutto molto più intrigante. Mi alzo in piedi e, fingendo indifferenza, mi avvio verso il mare ed entro in acqua per una breve nuotata. Appena poche bracciate, poi appoggiando i piedi sul fondale, scopro di avere l’acqua fino all’altezza delle ascelle, mi giro verso la spiaggia e noto che entrambi mi osservano con estrema attenzione. Mentre sto ancora piacevolmente assaporando il fresco dell’acqua, vedo che subito quattro singoli iniziano a passeggiare davanti a loro e, addirittura, due stendono i loro teli nelle vicinanze della coppia, senza ricevere da entrambi alcuna attenzione. Indugio ancora un po' in acqua, poi, lentamente, esco e noto lo sguardo di disappunto che lei rivolge verso un singolo che, in qualche modo, ha cercato di attirare la sua attenzione. Con indifferenza, raggiungo il mio telo, mentre tre dei singoli, intuito che non sono graditi, si allontanano verso altre coppie, mentre quello più anziano, anche se più giovane di me, rimane nelle vicinanze, ma si tiene a debita distanza per non infastidire la coppia. Quando mi accingo a mettermi di nuovo disteso, è lei che viene verso di me e con un sorriso smagliante, sfoggiando il fisico stupendo, mi rivolge una domanda, che a me suona esattamente come un pretesto per attaccar bottone:
«Mi scusi, poiché lei ha appena fatto bagno, posso chiedere com'è l’acqua? Deve sapere che a me l’acqua fredda non piace».
Resto in piedi davanti a lei e, dopo aver inforcato i miei occhiali scuri, lancio una breve occhiata verso di lui, che è sdraiato supino dietro di lei e, mi osserva, con evidente curiosità, poi torno ad osservarla e, consapevole che sono l’oggetto del suo desiderio, decido di giocare un po’ con lei.
«Trovo che l’acqua sia stupenda, appena leggermente fresca, come piace a me perché desta i sensi e tonifica il corpo».
Sorride compiaciuta dalla mia risposta, poi si sdraia, quasi di lato, volgendo le spalle a lui. Anch’io mi metto disteso, leggermente appoggiato sul braccio destro, rivolto verso di lei, che ha appena inarcato la gamba destra e con un movimento lento, anche se apparentemente casuale, apre e chiude le sue cosce, mostrando, con calcolata indifferenza, la sua splendida fica. Mi godo la sua provocazione da dietro gli occhiali e, lentamente, sento crescere l’eccitazione, che mi fa indurire il membro. Lei continua nel suo gioco, passando le dita lungo il corpo, come a volerlo nettare da inesistenti granelli di sabbia. Indugia lungo i fianchi, fino alle cosce, per poi risalire ed accarezzare, in maniera lieve, il seno, che adesso mostra due capezzoli perfettamente eretti, gonfi e duri. È palese il gioco che sta facendo per farmi eccitare ed io la osservo e ne resto piacevolmente affascinato. Quando il mio membro è completamente eretto, lo accarezzo in maniera lieve con la mano, quasi a voler mostrare a lei che è riuscita nel suo intento. Improvvisamente lei si gira verso il suo lui, poi, insieme, si alzano e si dirigono verso il mare, sempre però rivolgendosi verso di me, quasi a lanciarmi l'invito a raggiungerli in acqua. Li vedo entrare in acqua e nuotare verso la fine della baia, dove c'è un'imponente scogliera. Decido di raggiungerli e, quando entro in acqua, loro si sono avvicinati ad un masso appena affiorante dal pelo dell’acqua. Nuoto mantenendomi a distanza, per non infastidire, anche se mi accorgo che non hanno perso un singolo mio movimento. Mi fermo a pochi metri da loro ed è lei che, ancora una volta, mi rivolge la parola.
«Effettivamente, è abbastanza fresca, anzi, direi freddina».
Nel parlare ha allungato un braccio verso di me, come un invito ad avvicinarmi a loro e, quando sono a breve distanza, mi accorgo che lei ora volge le spalle a lui, che la abbraccia da dietro e, nella trasparenza dell’acqua, vedo che con una mano le accarezza il seno, mentre l’altra è ben infilata fra le sue cosce e la sta masturbando. Immediatamente la mia eccitazione torna al massimo livello e, appena giungo vicino a lei, sento che la sua mano afferra con decisione il mio membro e lo sega lentamente, stringendolo, quasi a valutare la sua consistenza. Mentre tiene stretto il mio cazzo in una mano, con l’altra spostandosi un poco, afferra quello del suo uomo, e sega anche il suo che, adesso, lascia scorrere le proprie mani sul suo corpo e si dedica ai suoi splendidi seni, che stringe e ne titilla i capezzoli, ormai induriti. Senza indugio lascio scorrere la mia mano lungo la sua spina dorsale e, arrivato in fondo, inserisco un dito nel solco delle natiche, mentre lei che, si gode la mia carezza, apre un poco le cosce, per agevolare l’intrusione del mio dito nelle sue intimità. Quando il mio dito si insinua fra le labbra della sua figa, lui si sposta leggermente e, appoggiato il piede ad una sporgenza dello scoglio, fa emergere il suo corpo quel tanto che basta per posizionare il suo membro, duro e teso, all’altezza delle sue labbra. Lei lo afferra con la mano e se lo porta immediatamente alle labbra e, con la punta della lingua, comincia a leccare la grossa cappella carpendone il precum già presente per poi scendere lungo l’asta, fino a raggiungere le grosse palle, con cui gioca sia con la mano, che con la bocca. Un gemito esce dalla bocca di lui che assapora il piacere di quelle labbra calde e vogliose, mentre io ora ho infilato due dita dentro di lei e la sto masturbando velocemente, portandola ben presto a raggiungere un folle eccitazione. Mentre gode e succhia il membro del suo uomo, continua a segare il mio, stringendolo sempre con forza e muovendo la mano sempre più velocemente. Lui lascia che lei si infili in bocca buona parte del suo membro, poi appoggia le mani sulla sua nuca e glielo spinge tutto dentro, fino in gola. Lei rimane passiva e subisce il gioco, mentre lui commenta il piacere che sta provando:
