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IRENE 02
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Racconto15 min di lettura

IRENE 02

IRENE 02 Irene era al settimo cielo, non aveva mai goduto così tanto in vita sua. Riportata alla realtà, da una voce autoritaria che le impartiva ordini, provò ad aprire gli occhi, ma li richiuse subito perché accecata dalla luce nella sala... le luci erano accese.. e, riaprendo gli occhi, fece fati...

Claudia
2 anni fa · 465 letture · 0

Se lo sentiva addosso l'odore di sborra, si tolse la camicia, usò la carta bagnata per rinfrescarsi, passò al viso, l'acqua fredda era piacevole, ottimo rigenerante, soddisfatta, si asciugò e usci.

Si sentiva decisamente meglio, andò alla cassa per pagare, era lo stesso ragazzo del rifornimento, che vedendola avvicinarsi, sgranò occhi, si sentiva addosso quello sguardo penetrante, quei grandi occhi neri la stavano accarezzando con lo sguardo, se ne rese conto,....pensando, hhmmm, bel bocconcino il moretto, giovane, prestante, quello sguardo, decise di regalargli un po' di emozioni. Guardandolo con occhi da maliarda, gli chiese

"Quanto devo?" Poi considerando che le spiaceva uscire senza acquistare nulla, in considerazione della gentilezza per il servizio che offrivano, prese a girare fra la merce esposta, alla ricerca di qualcosa, ogni tanto si voltava a guardare il ragazzo e, passandosi la mano fra cappelli con fare civettuolo, chiedeva informazioni del tipo, se rimaneva aperto la notte, se fosse sempre solo, se toccava sempre a lui la notte, così, con indifferenza, ma allo stesso tempo, facendo capire che passava spesso su quella super strada, così, da far fantasticare su un possibile suo ritorno.

Notò una scatola per trucco, anche se lei non si era mai truccata, infatti aveva il viso pulito, il classico "acqua e sapone", la comprò, mettendo, di fatto, fine al gioco, pagò e, uscendo, esclamò con un sorriso,

"Arrivederci, alla prossima".

Sentiva di aver regalato a quel ragazzo, la dolce emozione della speranza di rivederla.

Risalita sul guscio si avviò verso casa. La strada era deserta, poche auto, schiaccio sull'acceleratore e, via, ancora 20 minuti e sarebbe arrivata, nel mentre pensava, le era piaciuto provocare con adeguata malizia quel bel ragazzo, intanto si dava della sciocca, avrebbe potuto prendere delle caramelle, per cancellare o camuffare il sapore di sborra che ancora persisteva nella sua bocca.

Pensò: entro in casa e subito mi infilo in bagno.

Erano le 20,45 quando infilò le chiavi nella serratura, poggiando la borsa sulla sedia e salutando a voce alta, si incamminò verso il bagno.

Sandro la salutò dalla cucina, stava riordinando, i ragazzi erano in camera a mettersi il pigiama, e...pensò.... "è fatta", purtroppo prima di aprire la porta del bagno, arrivò Sandro".. amore mi sei mancata" e presa di sorpresa, si ritrovò la lingua in bocca... Che fare?

Sandro non la smetteva, continuava a mulinarle la lingua bocca, battendogli la mano sulla spalla, lo allontanò,

"Mi scappa" disse, ed egli, imbambolato, annui.

Lei si chiuse la porta alle spalle, dando un giro di chiave...

Davanti allo specchio, con le mani poggiate ai bordi del lavabo, guardandosi, si chiedeva, avrà avvertito qualcosa?

Gusto, odore diverso, mentre si poneva queste domande, si spogliava, mise tutto nel cestone della biancheria da mutande, reggiseno, calze, reggicalze,  gonna e camicia da parte, di fianco al cestone, lì per terra, le avrebbe sciacquate con calma l'indomani, tanto era libera dal lavoro.

Ora, però, si sentiva spossata, aveva passato un pomeriggio pazzesco, non si ricordava neanche quanti ORGASMI aveva avuto.

La più perversa delle menti non avrebbe potuto immaginare lei, la Signora, la Prof.

Irene, quel pomeriggio, a dispensare pompini, scopate, a tanti uomini diversi.

Ridendo con sé stessa, cercava di quantificare la sborra ricevuta, in bocca, in figa, culo, si rinfrescò ancora il viso, con acqua fredda, trasalì, sentendo bussare alla porta, erano i ragazzi che le davano la buona notte.

L'indomani, levataccia per la gita con la parrocchia, il rientro era previsto in serata, salutandoli rispose

"Divertitevi, cucciolotti, notte notte.

Doveva infilarsi sotto la doccia, ma la stanchezza, e quel crampo allo stomaco, misto a fame e paura, la fecero desistere, si ripromise di farla più tardi, per cui si infilò l'accappatoio e, incrociando le dita, come faceva da bambina quando desiderava che tutto andasse per il meglio, uscì.

Andò subito in cucina, Sandro disse, "Finalmente amore, ti preparo un toast, vista l'ora, sono le 21,30, avrai fame" e lei, guardinga, quasi sottovoce, disse, "Sì, grazie" e si accomodò sulla seggiola, guardava Sandro aggirarsi per la cucina, si dava da fare per prepararle lo spuntino, passandole dietro, alle spalle, si abbasso su i suoi cappelli e inspirando disse

"Che buon profumo che hai!" lei ruotando la testa per guardarlo, stupita, si ritrovò con la lingua in bocca, sembrava le stesse misurando il palato, poi allontanandosi, 

"Amore, avverto un gusto buono, dentifricio nuovo?"

Irene sorpresa ma calma, lo informò

"No non mi sono ancora lavata i denti, lo farò dopo aver mangiato, dovrei fare anche la doccia per rilassarmi un po', sono stanchissima".

Sandro si avvicinò nuovamente e, abbracciandola, disse

"Forse comincio a perdere colpi, come potevi lavarti i denti, se hai lo stesso sapore di prima" e le rinfilò la lingua in bocca, non si capacitava, Sandro non era uno sprovveduto, ma adesso le sembrava un po' troppo euforico.

Si diceva di dover stare in guardia, attenta, essere reattiva, ma calma, non voleva che egli si accorgesse di qualcosa, non si sa mai, pensava.

Poi, improvvisamente, si stacco da lei dicendole

"Aspetta, torno subito".

Era rimasta lì ad aspettare, mentre mille pensieri le affollavano la testa mangiucchiando un panino, non sapeva cosa chiedersi, ma era all'erta.

Al suo ritorno dal bagno, ridendo, 

"Ire, ma sei una sbrodolona! " Lei non capiva e, lui entusiasta,

"Caspita, ma cosa ti sei rovesciata addosso? Ho visto gonna e camicia per terra e volendo tirarle su, ho notato che sono macchiate di bianco".

Ero pietrificata, come ebbe pronunciato l'ultima parola, con presenza di spirito mi battei la mano sulla fronte, esclamando

"Vero, non ti ho detto che mi sono rovesciata, una confezione di yogurt, un nuovo tipo, credo greco, da quel poco che ho assaggiato mi è piaciuto, cosi ho preso la confezione più grossa, bevendolo tutto, visto che mi ero sbrodolata, come dici tu, ecco, cos'è il gusto che ti piace tanto". " E' davvero buono, lascia un piacevole gusto in bocca, se mi dici il nome posso comprartelo"

"Grazie tesoro, sei sempre così attento alle mie preferenze!

Vedrai che lo comprerò spesso, così avrai un motivo in più per baciarmi." gli rispose, sorridendo

O53

continua

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Claudia

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