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Racconto51 min di lettura

Siblings sex

Mi chiamo Sara, ho 35 anni. Ciò che sto per raccontare ora, probabilmente, sconvolgerà alcuni, qualcuno mi considererà anormale, anche se personalmente penso di essere normale come tanti altri e, nel complesso, felice. E chi la pensa diversamente, nel profondo della propria anima, probabilmente, avr...

babab
2 anni fa · 803 letture · 0

Mi chiamo Sara, ho 35 anni. Ciò che sto per raccontare ora, probabilmente, sconvolgerà alcuni, qualcuno mi considererà anormale, anche se personalmente penso di essere normale come tanti altri e, nel complesso, felice. E chi la pensa diversamente, nel profondo della propria anima, probabilmente, avrà desiderato provare almeno una volta nella sua vita quello che ho vissuto io.

Ero giovane allora ed ero molto ben formata fisicamente. Le tette, anche se non molto grandi, erano sode, con capezzoli sporgenti, un ricciolo di lanugine morbida e dorata copriva il mio inguine, che amavo toccare e accarezzare mentre ero a letto la sera, questa era l’unica cosa che solitamente facevo allora per procurarmi piacere.

A quel tempo la penetrazione sessuale tra esseri umani non l’avevo mai vista, ma vivendo in campagna, avevo visto più volte accoppiarsi cani, tori con mucche e cavalli. Mi ritenevo per questo motivo comunque ignorante sessualmente parlando, molto più di quanto potesse esserlo una ragazza della mia stessa età.

Vivevo con mamma e papà, come ho già detto, in un villaggio. I miei genitori erano insegnanti, Papà era preside scolastico ma dove vivevamo, non c’è quasi nessuno a cui insegnare. Quell’anno solo tre persone avevano i requisiti per iscriversi alla classe di cui facevo parte. In tutta la scuola erano presenti non più di 18 alunni distribuiti nelle varie classi. Nel villaggio non c’erano ragazzi e quindi nessuno si è mai preso cura di me o si è mai interessato alla mia vita sessuale.

La mia storia ha avuto inizio una sera di luglio. Fuori dalla nostra abitazione avevamo e abbiamo ancora una sauna molto bella! I miei genitori vi entravano sempre per primi, io dopo, quando la temperatura interna era scesa di qualche grado. Di solito la mamma era la prima a entrare e papà la seguiva subito dopo. Quella sera, per qualche motivo, la mamma era in ritardo, ed io, stanca di stare in casa, ho raccolto la biancheria pulita e mi sono avviata con tranquillità verso la sauna, decidendo di aspettare il mio turno fuori.

Avvicinandomi alla sauna, ho notato all'improvviso che la finestra della sauna, solitamente coperta da una tenda di plastica, quella volta non era coperta, probabilmente perché avevano dimenticato di farlo. Non volevo sbirciare, ma, dopo aver guardato involontariamente all’interno della sauna non riuscì più a distogliere lo sguardo da quello che avevo osservato.

I miei genitori erano abbastanza giovani, all'epoca avevano entrambi quarant’anni ed erano piuttosto belli, soprattutto mio padre, ma non li avevo mai visti in una circostanza come quella! Erano nel mezzo del locale della sauna e si stavano baciando. È chiaro che entrambi erano nudi. Poco dopo smisero di baciarsi, mio ​​padre si spostò un po' di lato e ciò che apparve ai miei occhi mi lasciò semplicemente sbalordita! Un lungo bastone rosa spuntava da un folto cespuglio di peli neri tra le gambe di mio padre! O meglio, all'inizio mi sembrava che fosse un bastone, ma guardando più attentamente, mi resi conto che ciò che vedevo era ciò che viene chiamato pene.

La pelle che copriva il glande, il prepuzio, scivolò leggermente indietro. Il glande completamente scoperto, mostrava una superficie liscia, sorprendentemente lucida e bluastra. Sotto questo meraviglioso "strumento" era appesa una borsa spiegazzata con due palline sporgenti, i testicoli umani, di cui non avevo alcuna conoscenza all’epoca (conoscevo solo quelli animali presenti in fattoria). Ero quasi ipnotizzata dal cazzo di mio padre, incapace di staccarmi da quella visione, pensai: "….è da lì che gli uomini fanno la pipì! Accidenti quanto è grande? Non ho mai visto i pantaloni di papà essere gonfi in quella precisa zona del corpo!"

Volevo così tanto toccare il pene di mio padre che quasi piangevo per la frustrazione! Ero terribilmente invidiosa e allo stesso tempo gelosa nei confronti di mia madre, lei poteva farlo se avesse voluto! Mia madre sembrò obbedire ai miei pensieri. Prese il pene di papà con la mano destra e con la sinistra cominciò a palpare, massaggiando dolcemente i testicoli. Anche la mano destra non rimaneva inattiva sul pene, si muoveva ritmicamente su e giù, tirando indietro il prepuzio, esponendo quasi completamente il glande, che diventava rosso vivo, per poi ricoprirlo nuovamente. Tutto questo non durò a lungo. Dopo pochi minuti, la mamma si è inginocchiata in modo che il pene fosse all'altezza del suo viso, ha spalancato la bocca e lo ha completamente accolto in essa, come se avesse voluto mangiarlo. Mia madre cominciò a muovere ritmicamente la testa, come prima aveva fatto con la mano, ora lasciando scivolare completamente il pene in bocca, ora lasciandolo sfilare in modo che restasse in bocca solo la punta del pene.

Era evidente che a papà piaceva ciò che mamma gli stava facendo. Chiuse perfino gli occhi per il godimento. Dopo un po' di tempo, mio padre, tolse il pene bagnato dalla bocca di mia madre, la sollevò di peso e la pose a sedere sulla panchina. La mamma allargò le gambe sollevandole in modo che la sua fessura scarlatta, che luccicava di umidità, diventasse chiaramente visibile, papà si inginocchiò e, ponendo il capo fra le gambe spalancate di mia madre, premette le labbra sulla sua fica. Anche attraverso il vetro della finestra sentivo mia madre gemere di beatitudine. Papà stava divorando la fica di mia madre... ha letteralmente leccato il suo inguine, infilando più e più volte la lingua in profondità. La mamma con la testa scostata di lato gemeva continuamente.

Mi domandai: "È davvero così bello quello che papà le sta facendo?"

E mentre riflettevo su tutto ciò che stavo osservando mi accorsi che le mie mutandine si erano bagnate.

"È strano, perché dovrebbe essersi bagnate le mie mutandine?" - Ho pensato e contemporaneamente ho infilato le dita della mano negli slip accorgendomi che la mia fica era completamente madida!

"Ho urinato? Me la sono fatta davvero addosso?" - un pensiero stupido mi balenò in mente.

Portai il dito bagnato al naso e lo annusai attentamente. Non era la mia pipì. L'odore non era familiare, era acuto e speziato, chiaramente non era urina. Ho rimesso la mano sulla mia fica e l'ho massaggiata un po'. L'ho fatto in modo puramente istintivo, intuitivo; la mia intuizione si è rivelata sorprendentemente piacevole! Mi sono sentita felice, ero contenta di aver fatto quella scoperta! Mi massaggiai le morbide e tenere labbra dei miei genitali senza distogliere lo sguardo da ciò che i miei genitori stavano facendo.

Da lì a poco qualcosa cambiò. Si presentò ai miei occhi qualcosa di nuovo. Papà smise di stare in ginocchio, si mise in piedi e lasciò che la mamma si alzasse dalla panchina, si girasse di schiena voltandogli le spalle. Mia madre poi si sporse in avanti e poggiò gli avambracci sulla panca facendo sfiorare i suoi grossi seni morbidi e i capezzoli su di essa, assumendo una posizione china, quasi a formare un angolo di 90°. Lei sporse il sedere a mio padre e allargò le gambe di lato. L'apertura dell'ano guardava direttamente l’inguine di papà, come fosse un occhio socchiuso e a quell’orifizio seguiva, tra le labbra carnose e socchiuse della fica, un altro buco.

Papà avvicinò il glande al buco della fica e lentamente, molto lentamente cominciò a immergerlo nelle profondità umide della mamma. Prima scomparve la punta del pene e subito dopo l'intero pene, fino ai testicoli. Subito dopo papà ha fatto riemergere il suo cazzo quasi completamente per spingerlo nuovamente nella fica. Lo tirava fuori e lo spingeva dentro di nuovo, ripetendo meccanicamente sempre lo stesso movimento, più e più volte, senza fermarsi mai, si muoveva, come una macchina munita di un lungo pistone unto di colore rosa, bagnato dalle secrezioni di mia madre.

Io, mentre guardavo, provavo un desiderio irrefrenabile, volevo non solo toccare quel cazzo, ma leccarlo anche! Massaggiavo la mia fica eseguendo movimenti che ritmavano quelli di mio padre, lo facevo con sicurezza, con tutte le mie forze. Ho abbassato le mutandine quasi fino alle ginocchia in modo che non fossero d'intralcio e mentre mi toccavo il mio corpo ha cominciato a provare profonde sensazioni di piacere, i muscoli dell’addome si contraevano spasmodicamente, le gambe tremavano, ho avuto persino paura. Ad un tratto una ondata di brividi, di spasmi muscolari si è impossessata del mio corpo, la mia fica si è contratta convulsamente per lasciare posto ad una piacevole onda calda e dolce, alla quale fece seguito una ulteriore contrazione convulsa. Piacere e contrazioni spastiche si seguivano ripetutamente. Mi sentivo immensamente felice! Non avevo mai sperimentato nulla di simile! Non c'era niente con cui paragonarlo! Ho portato le dita bagnate alla bocca e ho cominciato a leccarle, dito dopo dito! Un aroma sconosciuto, ma così gradevole, mi riempì tutta la bocca, e ingoiai questo liquido denso, acido e speziato. Mi strofinai ancora la fica, mi leccai di nuovo la mano.

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