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IRENE 01
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IRENE 01

IRENE 01 Irene è una donna molto attraente 39 anni, alta 174 cm, capelli lunghi neri e occhi blu chiaro. Pelle olivastra, simpatica, molto disponibile verso il prossimo. Donna sportiva, da piccola, danza artistica, nuoto, corsa, crescendo aveva imparato a prendersi cura del proprio corpo, dedicando ...

Claudia
2 anni fa · 3.308 parole · 15 min
420 letture

Se lo chiese, ma il pensiero svanì, era attratta dalle scene proiettate sullo schermo, il suo primo film porno, per cui, riportò lì la sua attenzione.

La bionda ora completamente nuda, si appoggiava ad un tavolo, tre uomini le accarezzavano il corpo.

Uno degli uomini, con la mano risaliva all'interno della coscia  e, raggiunto l'obiettivo, le dita scivolarono dentro la figa, nel mentre la donna carezzava con voluttà il cazzo esposto del maschio.

Irene avvertì un movimento, vide l'uomo accanto a lei, che "sfacciatamente" con le mani sopra i pantaloni le muoveva, al modo di una lenta carezza, "il tipo" si accorse d'esser osservato, ma seguitò nella sua operazione, un secondo dopo, si udì un debole suono di cerniera.

Oh, mio Dio, pensò Irene, si sta tirando fuori il pene?!

Cercando di non prestare attenzione allo sconosciuto seduto accanto a lei, Irene fissava lo schermo, l'uomo indecentemente prendeva ad accarezzarsi il cazzo, mentre guardava il film.

La bionda, era intenta a succhiare il cazzo di un uomo, un altro inginocchiato tra le sue cosce allargate, le leccava la figa con evidente entusiasmo.

Pensò, mio marito è da tempo che non si mostra più desideroso di mangiarmi la figa, quel pensiero le diede un fremito.

Nello stesso tempo, il suo olfatto percepì l'odore di maschio, di cazzo.

Sullo schermo, un primo piano ingrandiva il clitoride, gonfio della donna, mentre l'uomo lo succhiava e mordicchiava.

Ora avrebbe voluto che qualcuno le facesse lo stesso, gemette, era così eccitata, si sentiva bagnata.

I suoi pensieri erano stati sprigionati dalla lussuria che in quel momento la assaliva, solo un attimo dopo avvertì una mano sulla sua coscia.

Abbassando lo sguardo, vide la mano dell'uomo appoggiata sulla sua coscia, sopra la gonna, stringendola delicatamente.

Si rendeva conto che avrebbe dovuto allontanare quella mano, sottrarre la gamba,..... insomma fare qualcosa, ma si ritrovò ad osservare affascinata, quella mano che si muoveva, le sollevava la gonna sino al ginocchio procedeva oltre scivolando sotto l'orlo.

L'uomo le passo i polpastrelli delle dita all'interno della coscia, la calza sfiorata dalle dita dell'uomo, emetteva un sensuale suono, ma per Irene, erano brividi di piacere allo stato puro.

La mano, ora leggera e decisa, continuava la sua avanzata, salendo così lentamente verso il centro, a breve avrebbe sentito il bordo della calza, l'elastico del reggicalze e, dopo... il contatto con la pelle.

La sua mente le stava urlando di fermare il tutto, di alzarsi, andar via, ma la sensazione di quella mano calda sulla sua pelle la stava elevando in un mondo nuovo, a lei sconosciuto.

Quella mano, maledetta ma tanto gradita, inesorabilmente avanzava, a breve avrebbe impattato con le sue mutandine bagnate.

Il piacere era alle stelle, si sentiva in confusione,..... ma mai avvertita confusione più dolce.

Irene sapeva che doveva prendere una decisione, ma quale?

Doveva fermare quella mano o l'uomo che la gestiva?... O, semplicemente, abbandonarsi e godersela?

Bella domanda.

Il pensiero di una mano sulla sua coscia, che non fosse quella di suo marito, ma di uno sconosciuto, le creò uno strano piacere, nuovo, figuriamoci sulla figa....

I suoi occhi tornarono sullo schermo, la bionda nel film tremava di eccitazione, l'uomo continuava a leccare la fica, succhiando quel cazzetto che fuoriusciva dalle piccole labbra, mentre lei succhiava il cazzo dell'altro uomo.

Irene si rilassò, cercando di agevolare la mano dello sconosciuto, scivolò con il bacino in avanti sul sedile, poggiando la schiena all'indietro, "che piacere potersi allungare senza trovare ostacoli" i suoi occhi rimasero sullo schermo.

La mano le carezzo nuovamente la figa sulle mutandine, si sentiva bagnata più che mai.

Lo voleva, "non tornare indietro" pensò... quel pensiero parlava per lei.

La sua mano era così calda, morbida, continuava a vagare ora più lenta, con le dita leggere, tamburellava all'interno della coscia, calore, mano, figa, gemeva in silenzio.

Il suo torturatore tese l'elastico del reggicalze, lasciandolo di colpo, le procurò una fitta e, all'unisono, si senti spostare di lato le mutandine, per inserire il dito medio nella figa bagnata.

Riprendendosi dall'abilità di quell'uomo a far combinare il tutto, si senti invadere anche dal dito indice.

Ora li faceva scorrere avanti e indietro, poi penetrava in fondo, sebbene fermo muoveva le falangi velocemente, con il pollice andò a massaggiare il clitoride, muovendolo come un tergicristallo, che piacere che stava provando.

Allungandosi completamente sul sedile, emise un gemito, quelle erano sensazioni mai provate prima. Il porco ora, vista la posizione appena assunta, le solleticava il buco del culo, sia con il mignolo, sia con l'anulare, finché riuscì, a farla sentire piena, due in figa e due nel culo, il pollice sul clitoride, cosa poteva desiderare di più?

Diede un'occhiata alla patta dello sconosciuto, il suo cazzo maestosamente duro svettava fiero nella poca luce proveniente dal proiettore.

Irene non era una esperta di cazzi.

Aveva conosciuto solo quello del marito, che conosceva bene e lo gestiva superbamente, non tanto lungo "circa 13/14 cm" più o meno, ma sottile, riusciva a gestirlo ampiamente bene nel palmo della sua mano, si divertiva, lo rapportava al collo della bottiglia di vino, con la mano lo avvolgeva bene, tanto da farlo scomparire, chissà, se suo marito notava i particolari di certi gesti, per non dire i sorrisi ironici ben mascherati... le sarebbe piaciuto indagare.

Chissà, magari ora, molto più sfrontata, poteva chiedere, provocare e, perché no, umiliare.

Ora guardava il cazzo che aveva vicino, era un altro pianeta, non serviva un'esperta.

Si soffermò a pensarci, guardandolo.

Pensò di avvolgerlo con la mano, per cercare di poter restituire, un minimo del piacere che stava ricevendo.

Irene aveva deciso

Mentre lo sconosciuto le massaggiava la figa sempre più bagnata, a sua volta iniziò a perdere le sue residue inibizioni. Gemette sempre più forte, fino a quando non si perse, alzando la gamba sinistra la poggiò sulla poltrona davanti, ecco... ora era completamente aperta, ormai la gonna larga era arrivata sui fianchi ed erano magnificamente in evidenza le mutandine nere, abbinate al reggiseno e reggicalze, in quella posizione si godeva quelle dita intraprendenti che le facevano avere un crescendo di piacere, ora cosi aperta, le dita da due erano passate a tre, unite a formare un cuneo, cercavano di penetrarla sempre più a fondo.

Si stupì di se stessa, quando fu aggiunto il quarto dito, si sentiva squarciata, ma ne voleva ancora di più, il pollice, che al momento era libero, dava man forte alle due dita dell'altra mano che massaggiavano la clitoride, ora lo stringevano, lo strizzavano... che dolce tortura!

Si rese conto di aver denudato un suo seno e, carezzandolo prese per la nuca il torturatore e lo avvicinò per farsi succhiare quel capezzolo irto come un chiodo.

Rimase per un po' ferma, a godersi questa nuova sensazione.

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