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Mio figlio Andrea
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Racconto11 min di lettura

Mio figlio Andrea

Mi chiamo Maria. Ho 38 anni e voglio raccontarvi la mia storia, anche se provo un certo imbarazzo a farlo. Ho divorziato otto anni fa e d’allora vivo sola con mio figlio. Nonostante molti uomini mi abbiano corteggiata, durante questi otto anni, ho preferito evitare qualsiasi nuova relazione di coppi...

babab
2 anni fa · 2.9k letture · 0

Mi chiamo Maria. Ho 38 anni e voglio raccontarvi la mia storia, anche se provo un certo imbarazzo a farlo. Ho divorziato otto anni fa e d’allora vivo sola con mio figlio.

Nonostante molti uomini mi abbiano corteggiata, durante questi otto anni, ho preferito evitare qualsiasi nuova relazione di coppia. I miei desideri sessuali, sempre molto presenti nella mia vita, li ho appagati con la masturbazione praticandola quasi quotidianamente.

Mio figlio Andrea crescendo ha iniziato, giorno dopo giorno, a trascorrere sempre più tempo, da solo, nella sua cameretta ed io sentendomi meno impegnata nei suoi riguardi, mentre lui risultava impegnato nelle sue faccende, mi rinchiudevo nella mia stanza da letto a masturbarmi, fregandomene del fatto che Andrea fosse in casa mentre mi concedevo piacere.

Mio figlio, in occasione di Capodanno 2023, ha invitato a casa nostra alcuni suoi amici. Dopo i convenevoli saluti, i ragazzi hanno stappato alcune bottiglie di Prosecco dando inizio ai rituali festeggiamenti, in attesa della mezzanotte.

Io ho deciso di ritirarmi nella mia stanza da letto, lasciando che i ragazzi si divertissero senza di me, visto che non ero assolutamente interessata a partecipare. Ho chiuso la porta della stanza da letto, ho tolto jeans e mutandine, mi son seduta sul letto completamente nuda poggiando sulle mie gambe il mio notebook. Ho aperto la pagina di un famoso sito porno e ho cominciato a guardare alcuni video. Sono bastati solo alcuni secondi per eccitarmi adeguatamente e ovviamente l’eccitazione mi ha spinto a masturbarmi senza fretta e con delicatezza. Mi piace accarezzare il clitoride con i polpastrelli, per poi far scendere la mano verso il basso e infilare due dita nella fessura tra le mie gambe, mi eccita ancora di più sentire quella sensazione di bagnato, il calore che emana la vagina al suo interno e il profumo pungente che emana quel liquido dolce che ne fuoriesce e che mi spinge a leccare le dita cremose ogni volta.

Ho socchiuso gli occhi immaginando di essere io la donna che nel video stava ricevendo le attenzioni sessuali da parte dell’uomo che era al suo fianco e quando ho riaperto gli occhi mi sono accorta che Paolo, un amico di mio figlio Andrea, era entrato nella mia stanza e mi stava guardando con un espressione inebetita e la porta alle sue spalle era richiusa.

Io, sbigottita per la situazione davvero imbarazzante, ero sul mio letto con le gambe completamente spalancate e sollevate, mentre due dita della mano destra si muovevano nella fica come fossero un cazzo duro e la mano sinistra stringeva con forza il seno. Dopo un breve attimo in cui mi son sentita paralizzata, ho chiuso le gambe e ho messo i piedi giù dal letto e tirando su le lenzuola ho cercato di coprire al meglio il mio corpo completamente nudo.

Ho chiesto a Paolo, con voce ferma di uscire immediatamente dalla mia stanza e lui invece di ubbidire a quanto gli avevo detto si è avvicinato al mio letto sedendosi accanto a me, ha scostato il lenzuolo e ha cominciato ad accarezzarmi i seni. Ho provato a spingerlo via, non volevo che mi toccasse, ma lui ha continuato a strusciare le sue mani sul mio corpo, ha strizzato i miei capezzoli con le dita provocandomi un intenso brivido di piacere. Volevo che Paolo andasse via mentre il mio corpo cominciava ad apprezzare la sua presenza facendo si che una forte ondata di calore esplodesse nell’addome fuoriuscendo poi dalla fica. Mi girava la testa, ho provato a ripetergli di lasciarmi stare ma non ci sono riuscita.

Lui mi ha spinta sul letto facendomi distendere, ha tolto via le lenzuola che a stento coprivano il mio corpo nudo, ha accarezzato con le dita il mio clitoride, il mio addome si è contratto più volte per il piacere, si è disteso sul letto poggiando il capo fra le mie gambe e con la lingua ha lambito il mio clitoride. Sentivo il calore delle sua bocca sulla fica, il suo respiro, la lingua mi penetrava come fosse un cazzo per poi ricominciare a titillare il clitoride. Ho avuto un potentissimo orgasmo, sono quasi svenuta mentre la fica si contraeva spruzzando fuori il suo denso liquido biancastro.

Con gli occhi semichiusi per il piacere provato, inebriata dalla situazione ho visto che lui ha sbottonato i suoi jeans e ha tirato fuori il suo cazzo completamente eretto, teso e lucido. Desideravo il suo cazzo. Ho allungato la mano e ho stretto quel magnifico pene nel palmo, sentivo le vene di quel cazzo gonfie e dure mentre pulsava. Ho avvicinato la mia bocca e ho ingoiato il sesso di quel ragazzo fino a farlo scomparire completamente nella mia cavità orale.

Muovevo la testa ritmicamente su è giù su quell’asta dura, annusavo l’odore acre che emanavano i peli del suo pube come fossi assatanata di sesso. Sono bastati pochi minuti e quel magnifico e giovane cazzo è esploso nella mia bocca come fosse un fontana. Ho ingoiato fino all’ultima goccia del suo sperma, salato e dolce allo stesso tempo, era denso, pastoso, ho deglutito con forza per spingerlo giù nella profondità della gola. Stretto ancora nella mia bocca ho sentito che si sgonfiava rimpicciolendosi.

Paolo ha sfilato dalle mie labbra il suo cazzo molliccio, lo ha riposto nelle mutande e dopo essersi ricomposto è andato via dalla stanza da letto senza dire una sola parola.

Io ho indossato una vestaglia e sono andata in bagno, mi son lavata velocemente sotto la doccia, tornando presto nella mia stanza a riflettere sull’accaduto. Vergogna, desiderio, rabbia, piacere e tante altre emozioni e sensazioni rimbalzavano nella mia testa in modo confuso. Ero arrabbiata con me stessa per non averlo respinto con forza, ero arrabbiata con lui per essere entrato nella stanza da letto, ma desideravo ancora il suo cazzo, dispiaciuta per non averlo scopato come invece avrei dovuto. Quella notte non ho chiuso occhio per il tormento. Ho cercato di rivivere più volte nella notte ogni singolo istante dell’episodio che aveva coinvolto me e l’amico di mio figlio, mi sono masturbata più volte godendo ripetutamente. Il cazzo di Paolo mi mancava già.

Nei giorni a seguire ho sperato di rivedere Paolo nella nostra casa, desideravo venisse a trovare mio figlio e tutte le volte che Andrea mi diceva che sarebbero venuti a trovarlo i suoi amici mi preparavo in ghingheri per accoglierlo con la speranza di ricevere nuovamente le sue attenzioni.

L’ultima settimana di gennaio Paolo è venuto a far visita a mio figlio. Ho provato una fortissima emozione, ero tesa, nervosa, elettrizzata per il suo arrivo, ma Paolo e Andrea si son chiusi quasi immediatamente nella stanza di mio figlio senza dare a me la possibilità di condividere parte del loro tempo. Ho provato disappunto, avrei voluto guardare gli occhi di quel ragazzo per capire se fosse venuto a casa nostra anche per me, in un certo qual modo ero arrabbiata con Andrea perché mi aveva privato del piacere di stare con Paolo anche solo per qualche istante.

Ho raggiunto la mia stanza, ho chiuso la porta alle mie spalle e come a ripetere un rituale propiziatorio mi sono spogliata completamente sedendomi sul letto come a Capodanno in attesa di rivedere Paolo nella stanza da letto. La mia fica era madida di succo, sentivo la vulva contrarsi con forza, desideravo pazzamente quel cazzo, avrei fatto qualsiasi cosa pur di riaverlo tra le mani, nella bocca, nella fica e nel culo, a quel cazzo avrei donato qualsiasi parte del mio corpo pur di riaverlo con me.

Prima di andare avanti…

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