Vi avevo lasciati con una confessione.
Quella telecamera che all’inizio mi metteva tanto in imbarazzo, piano piano aveva cominciato a piacermi.
E sapete qual è la cosa buffa?
Che non me ne sono accorta subito.
Non c’è stato un giorno preciso in cui mi sono svegliata dicendo: bene, da oggi sono una donna sfacciata!
Magari fosse così semplice.
È successo poco alla volta, tra una diretta, qualche messaggio impertinente e certi complimenti che, lo ammetto, facevano un gran bene al mio ego.
Ma una sera è accaduto qualcosa che mi ha fatto capire quanto stessi cambiando.
E voglio raccontarvela.
Era una di quelle serate in cui avevo deciso di dedicarmi a una CAM.
Avevo sistemato la stanza, regolato le luci e scelto un completino nero che mi piaceva particolarmente.
Mi guardai allo specchio.
Il seno generoso, le curve, i capelli raccolti in maniera apparentemente casuale.
Dico apparentemente perché noi donne sappiamo benissimo quanto lavoro possa esserci dietro un’acconciatura che deve sembrare fatta in trenta secondi.
Mi diedi un’ultima occhiata.
«Malasanta, stasera cerca di comportarti bene.»
Poi sorrisi.
Conoscendomi, era già una promessa difficile da mantenere.
Accesi il computer ed entrai su Stripchat.
Mi piaceva quell’atmosfera particolare. Persone che arrivavano da Paesi diversi, qualcuno soltanto per curiosare, altri per scambiare due parole, altri ancora con una fantasia ben precisa.
Dopo qualche minuto arrivò una richiesta per una sessione privata.
Un uomo.
Lo chiamerò Alexander.
Non perché fosse necessariamente il suo vero nome, ma perché in questo diario alcuni dettagli preferisco lasciarli all’immaginazione.
La prima cosa che mi colpì fu la sua educazione.
«Buonasera, Malasanta.»
Sorrisi.
«Buonasera a te, misterioso signore.»
«Posso farti una domanda un po’ personale?»
Ecco.
Quando un uomo comincia così, di solito la domanda personale arriva accompagnata da qualche sorpresa.
«Dipende da quanto sei coraggioso.»
Lui rise.
Poi mi scrisse una cosa che non mi aspettavo.
«Ti rendi conto di quanto cambi quando sorridi?»
Rimasi per un momento in silenzio.
Tra tutte le osservazioni che poteva fare, aveva scelto proprio quella.
Il mio sorriso.
«E tu ti rendi conto che non è molto educato mettere in difficoltà una donna?»
«Non mi sembri una donna facile da mettere in difficoltà.»
Aveva ragione.
O almeno, stavo imparando a diventarlo.
Mi sistemai meglio sulla poltrona, incrociai le gambe e mi avvicinai leggermente alla telecamera.
«Attento, Alexander. Non conosci ancora tutti i lati di Malasanta.»
«È proprio questo che mi incuriosisce.»
Fu allora che capii una cosa.
Non ero più concentrata soltanto su come apparivo.
Non stavo controllando continuamente l’inquadratura, né cercando di nascondere qualche piccolo difetto.
Mi stavo divertendo.
Mi piaceva quella conversazione, il gioco degli sguardi, il fatto di poter essere dolce un momento e provocatoria quello successivo.
E soprattutto mi piaceva decidere io come condurre quel piccolo gioco.
«Sai perché mi chiamo Malasanta?» gli domandai.
«Immagino perché hai due personalità.»
Scoppiai a ridere.
«Non proprio due personalità, tesoro. Diciamo due lati dello stesso carattere. Uno sa essere un angelo. L’altro… beh, è meglio conoscerlo con calma.»
«E quale dei due sto vedendo adesso?»
Mi avvicinai appena allo schermo.
«Secondo te?»
Non rispose subito.
E quel piccolo silenzio mi fece sorridere ancora di più.
Per la prima volta mi resi conto che non avevo bisogno di fare chissà cosa per creare un’atmosfera particolare.
A volte bastavano una frase, uno sguardo e la capacità di lasciare qualcosa in sospeso.
La nostra conversazione continuò ancora per un po’.
Parlammo di desideri, di curiosità e di quanto possa essere difficile, nella vita quotidiana, mostrare agli altri una parte di sé che normalmente teniamo nascosta.
Poi Alexander mi disse:
«Sai cosa mi piace di te? Non sembri recitare.»
Quella frase mi rimase impressa.
Perché era esattamente ciò che desideravo.
Non volevo trasformarmi in una donna costruita a tavolino, con frasi preparate e sorrisi finti.
Volevo essere Malasanta.
Con la mia ironia, le mie curve, il mio carattere e persino qualche piccola imperfezione.
Quando la sessione terminò, rimasi seduta davanti allo schermo ancora qualche minuto.
Mi guardai nell’anteprima della webcam.
La stessa donna di sempre.
Eppure qualcosa era cambiato.
Mi sentivo più sicura.
Più libera.
E, perché nasconderlo, anche un po’ più vanitosa.
D’altronde, quando una donna scopre di piacere, non vedo perché debba fingere che la cosa le sia indifferente.
Spensi la telecamera e mi alzai.
Passando davanti allo specchio mi fermai.
Mi osservai ancora una volta.
Poi mi venne da ridere.
«Ma guarda un po’ questa Malasanta…»
E pensare che qualche tempo prima avevo paura persino di accendere una webcam.
Da quella sera cominciai a vivere il mio lavoro in maniera diversa.
Su OnlyFans imparavo a costruire un rapporto più personale con chi mi seguiva. Su Stripchat scoprivo il fascino delle conversazioni in diretta. Su CallMeHot e MondoCam incontravo persone con caratteri, richieste e curiosità sempre differenti.
Ogni piattaforma aveva qualcosa da insegnarmi.
Ma soprattutto ogni esperienza mi aiutava a capire che essere una Content Creator non significava soltanto apparire davanti a uno schermo.
Significava anche imparare a comunicare, ascoltare, mettere dei limiti e decidere quanto di me desideravo condividere.
Perché c’è una cosa che ho sempre voluto fosse chiara.
Il mio corpo può essere ammirato.
La mia sensualità può essere raccontata.
Ma le regole le stabilisco io.
E forse è proprio questo il lato di Malasanta che mi piace di più.
Quello che non ha paura di essere desiderato, ma non dimentica mai di appartenere prima di tutto a se stesso.
Pensavo che quella serata mi avesse già insegnato abbastanza.
Mi sbagliavo.
Perché qualche giorno dopo, mentre controllavo i messaggi su OnlyFans, ne arrivò uno decisamente diverso dagli altri.
Non conteneva complimenti sul mio corpo.
Non chiedeva fotografie.
Non cominciava nemmeno con il solito «Ciao, bellissima».
C’era soltanto una frase.
«Malasanta, vorrei raccontarti una fantasia che non ho mai avuto il coraggio di confessare a nessuno.»
Rimasi a fissare lo schermo.
Poi sorrisi.
Avevo la sensazione che quella conversazione sarebbe stata tutt’altro che ordinaria.
Ma questa, miei cari, è un’altra storia.
Un bacio,
🌹 Malasanta 🌹
Continua…
Ti è piaciuto?
Sono io e sono semplicemente me stessa !
Altri racconti di 🌹malasantababy🌹
Commenti 0
Accedi per scrivere un commento…Nessun commento ancora. Scrivi il primo.