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Erotika
GIULIA · Cap. 1
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Capitolo 1 di 1 25 min di lettura

la notte del desiderio condivizo

Moglie scopa un amico davanti al marito

Anna Bolerani
11 mesi fa · 794 letture · 1

Matteo la guardò con occhi pieni di domande, ma non c'era traccia di rimorso. C'era solo un fuoco di passione che bruciava in profondità.Matteo la guardò con occhi languidi, le mani che stringevano i pantaloni per cercare di controllarsi. "Giulia, non so.."Ma la moglie non gli diede il tempo di finire la frase. Si avvicinò a lui, le dita che si fecero strada attraverso il tessuto, per accarezzargli la virilità. Sentiva il calore, il desiderio, la tensione di Matteo, e ne era eccitata. Quel contatto le fece venire in mente la scena che si era appena conclusa, il sapore del sperma di Lorenzo in bocca, il rumore del respiro affannoso. Era come se la stesse rivivendo, solo che stavolta era il marito a ricevere il piacere.Matteo si abbandonò alle carezze di Giulia La vedeva con occhi pieni di desiderio, la sentiva accarezzarlo con una frenesia che non conosceva. La paura si stava lentamente dissolvendo, soppiantata da un'eccitazione incontrollabile. "Giulia," ansimò, "che...che stiamo facendo?"Giulia, con un sorriso che lasciava intendere che la serata era appena cominciata, prese il controllo. Slacciò la cintura di Matteo e fece scivolare giù i pantaloni. Il membro del marito si sollevò, duro e pronto per l'avventura. Con la lingua che le bagnava le labbra, si inginocchiò di fronte a lui, le mani che accarezzavano la base del pene. Poi, con un gesto deciso e consapevole, lo prese in bocca. Matteo chiuse gli occhi, il piacere che lo travolgeva era come un'ondata, potente e travolgente. Non poteva credere che stesse accadendo veramente.Giulia, in ginocchio, si spostò sul divano, trascinando Matteo con sé. Si tolse il reggiseno, mostrando il seno pieno e sodo, con i capezzoli duri come piccole palline di vetro. Il vestito le scivolò giù, rivelando un perizoma di seta nera, che lasciava a intendere la fine del gioco. Matteo si stese sul divano, la testa che cadeva all'indietro, gli occhi che la osservavano. Le gambe di Giulia, snelle e abbronzate, si avvolgevano attorno alle sue, stringendole con forza. La voglia di penetrare la vagina di lei era come un'urgenza primordiale, ma la scena che si stava svolgendo lo lasciava in balia del piacere.Lorenzo, rientrando in salone, non si aspettava di trovarli in una posizione del genere. Per un attimo rimase immobile, il respiro che si faceva pesante. Poi, come attratto da una forza irresistibile, si tolse i pantaloni, rivelando il proprio desiderio. Con passi decisi si avvicinò a Giulia, che non si mosse, come se la stesse aspettando. Lorenzo si posizionò dietro di lei, le mani che le afferravano i fianchi con un'urgenza che non poteva nascondere. Le mutandine di Giulia, bagnate di desiderio, si allentarono, cadendo a terra come un velo che si dissolve. Le natiche di lei si sollevarono, in attesa del tocco proibito.Matteo, a disagio ma incapace di distogliere lo sguardo, guardò la scena che si stava delineando. Lorenzo, con le mani che le accarezzavano la pelle liscia, si chinò lentamente, le labbra che si posizionarono sui glutei sodi di Giulia. Un bacio appassionato, la lingua che le leccava il perineo, il respiro che le scaldava la pelle. Era come se Lorenzo avesse letto i desideri di Matteo, come se sapesse esattamente dove toccarla per farli impazzire. Con un gesto deciso, Lorenzo allargò le natiche di Giulia insinuandovi la lingua tra le sue natiche e leccando via il sapore del suo culo eccitato.Giulia abbandono il membro del marito esi abbandonò a quei baci proibiti, le mani che si aggrappavano al cuscino, il viso contorto in un'espressione di piacere. Matteo sentiva il calore del desiderio che gli saliva dal basso, il pensiero del cazzo del proprio amico che presto avrebbe invaso l'intimità di sua moglie. Era come se stesse per assistere a qualcosa di sacro, un atto che li avrebbe uniti in un legame indissolubile di piacere. Le dita di Lorenzo si mossero con maestria, esplorando l'ano stretto di Giulia, le carezze che divenivano via via più intense. Matteo, oramai in preda all'eccitazione, non poteva far a meno di masturbarsi di fronte a tale spettacolo. Voleva urlare, gridare, ma si limitò a osservare, il respiro affannoso e il cuore che gli martellava il petto. Voleva sentire il rumore di quei corpi che si scontravano, il suono di un desiderio che da tempo covava.Giulia, sentendo la pressione, si voltò lentamente, le guance infiammate, gli occhi pieni di voglia. "Lorenzo," disse con voce roca, "voglio che mi lecchi il culo." Lorenzo, in un attimo, si inginocchiò di fronte a lei, la bocca che si apriva come un fiore notturno pronto a ricevere il nettare proibito. La lingua di Lorenzo si posizionò sul buco delicato di Giulia, leccando via il precetto che le bagnava le natiche. Lei gemeva, le mani che si aggrappavano alle spalle di Matteo, come a chiedere conforto.Matteo, non sapendo se continuare a osservare o unirsi a loro, si sentiva come se stesse camminando su un filo teso. Poi, come se avesse letto i pensieri del marito, Giulia lo guardò dritto negli occhi. "Matteo," sussurrò, "ordina a Lorenzo di rompermi il culo." La richiesta era chiara, diretta, e piena di un'emozione che Matteo non poteva ignorare. Era come se la parola "no" non esistesse per loro in quel momento.Con un nodo alla gola, Matteo disse a malincuore, "Lorenzo, rompi il culo a mia moglie. So che è quello che aspetti da tempo." La voce di Matteo tremò leggermente, ma l'eccitazione che lo pervadeva era evidente. Lorenzo alzò lo sguardo, gli occhi brillanti di desiderio, e annuì lentamente, come se avesse appena ricevuto il permesso di vivere la propria fantasia.Lorenzo prese delicatamente le natiche di Giulia, le spingendole leggermente in su per esporre il buco delicato che desiderava possedere e rispose: "Si ora romperò il culo a tua moglie e poi ti faro pulire la mia sborra dal suo culo e dal mio cazzoMatteo, in preda all'eccitazione, non poteva credere alle proprie orecchie. "Lo farò," mormorò, "lo farò." Era come se le parole stessero uscendo da un'altra persona, ma non poteva resistere al potere che sentiva in se stesso in quell'istante. Voleva che Lorenzo la facesse soffrire, ma allo stesso tempo la desiderava per se. Voleva sentire la disperata richiesta di piacere che avrebbe urlato tra le sue braccia, il sapore del culo di sua moglie in bocca.Lorenzo allungò la lingua e la passò attentamente sullo stretto anello di carne, facendo tremare le gambe di Giulia. Poi, con un gesto audace, la penetrò con la punta, esplorando il buco strettissimo. Lei emise un gemito soffocato, ma non si mosse, anzi, si sporse di più, come a invitarlo a continuare. Matteo, di fronte a tale visione, si masturbava freneticamente. Voleva che Lorenzo la leccasse, la penetrasse, la rendesse la sua puttana."Sfondala," gridava Matteo, "Falla gridare, dille che è la tua puttana!"Lorenzo, con un sorriso malvagio, comprese il desiderio del marito e si fece avanti, il cazzo che puntava come un'arma mortale. Con un movimento deciso, lo spinse tra le natiche di Giulia, facendola urlare di piacere. La sensibilità del culo di lei era incredibile, e la voglia di possederla era come un incantesimo. Matteo, in estasi, continuava a masturbarsi, il piacere che lo stava travolgendo era come un fiume in piena. Vedeva la testa di Lorenzo muoversi avanti e indietro, la lingua che penetrava e usciva, il rumore del piacere che riempiva la stanza.Giulia, tra le lacrime e i gemiti, si aggrappò a Matteo, la voce roca per la passione. "Lo voglio," mormorò, "lo voglio nel culo."Matteo, la testa che girava per il piacere, la guardò con occhi pieni di desiderio. "Vai," disse, "faglielo sentire."Lorenzo, il volto teso e il respiro affannoso, spinse il cazzo di Matteo all'interno del culo di Giulia, il suono del piacere che riempiva la stanza come un crescendo di un'orchestra. Lei urlò, il dolore mischiandosi al piacere, la sensazione di sentirsi piena e violata. Matteo sentiva il calore, il rumore del culo di sua moglie che si apriva per il cazzo del proprio amico, e la voglia di sborrare era insopportabile. "Lo voglio," ripeté, "lo voglio in culo."Lorenzo, le mani che stringevano le natiche di Giulia, si mosse lentamente, il membro che si insinuava in profondità. Sentiva le pareti strette che si adattavano a lui, come se lo stessero accettando come un dio. Il respiro di Matteo si fece pesante, la masturbazione frenetica, la fantasia che stava per realizzarsi. Voleva sentire il rumore di Lorenzo che sborrava nel culo di Giulia, voleva assaggiare il sapore del proibito.Giulia, tra i gemiti e le lacrime, si sentiva piena di un desiderio che non conosceva. La sensibilità del proprio culo era amplificata, il piacere era come una droga che la stava consumando. "Fammi sentire il tuo cazzo," urlò, "sborrami addosso!" Lorenzo, in preda all'eccitazione, non esitò. Con un grido di trionfo, le infilò il cazzo in culo fino i n fondo, il pene che si muoveva come un serpente. I movimenti si fecero rapidi e decisi, la voglia di sborrare era inarrestabile.Matteo, oramai in estasi, sentiva il proprio desiderio salire alle stelle. La visione del proprio amico che prendeva la propria moglie in un atto proibito lo faceva sentire vivo come non mai. Con un gesto deciso, si avvicinò a Lorenzo, le mani che si posizionarono sui fianchi per aiutarlo a penetrare di

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