Solo che anche Christian, mi accorgo, è concentrato su quel pompino che la mia coinquilina sta facendo al suo uomo.
È un gioco di sguardi, ma questi sguardi sono inviti neanche troppo impliciti. Tutti e quattro desideriamo evidentemente diventare giocattolo degli altri.
E allora facciamolo.
Mi stacco dal cazzo del mio compagno, ma continuando a tenerlo ben saldo nella mia mano cammino con le ginocchia verso la coppia di amici dall’altro capo del letto.
Esther riemerge da quel pompino e finalmente sembra riprendere fiato. Sotto gli occhiali i suoi occhi sono rossi, lucidi, gonfi di lacrime. La sua faccia è fradicia di saliva che sbava e le ricade su quei bei seni sodi e prosperosi. Mi sorride “oh ma ciao!” dice mettendosi in ginocchio davanti a me.
Fabio si alza in piedi e come un bambino davanti ad una fetta di torta viene verso di me neanche fosse attratto tipo calamita. Alla fine credo che tutti e quattro abbiamo capito a che gioco vogliamo giocare. E allora giochiamo.
Il cazzo di Fabio è completamente bagnato dalla saliva di Esther. Parlando di dimensioni, è più corto rispetto a quello di Christian, non piccolo, ma meno lungo. Però è tozzo, grosso, a malapena riesco a cingerlo in un pugno. Inizio a segarlo facendo scivolare la mia mano sulla saliva della mia amica, che intanto fa lo stesso col cazzo del mio uomo.
Esther mi guarda e sorride ancora, di fronte a me “va bene facciamo cambio…questo cazzo mi piace un sacco…” mormora avvicinando il suo viso al mio. “Mmmh va bene…ma io non so se riuscirò a prenderlo tutto in bocca…è troppo grosso…” le rispondo.
Facciamo le troie perché gli uomini si galvanizzano, li eccitiamo. Ma in fondo un po’ troie lo siamo davvero.
Le labbra grosse e carnose di Ester iniziano a baciarmi, ed io accolgo la sua lingua nella mia bocca. Ci baciamo languidamente in un modo così eccitante che sento la mia figa gocciolare sulle mie cosce. Le nostre mani libere accarezzano rispettivamente i nostri visi.
Ci stacchiamo da quel bacio che avrei fatto durare ore e decidiamo di dare piacere ai nostri uomini.
Iniziamo a spompinarli nello stesso momento. Non vedo bene cosa Esther stia facendo al cazzo del mio uomo, ma sento nitidamente il suono della sua bocca che schiocca saliva, della sua gola che cerca di prenderlo tutto, il suo mugolare di piacere.
Io, dal canto mio, cerco di non essere da meno. Il cazzo di Fabio è effettivamente grosso al punto che faccio fatica a prenderlo tutto in bocca. Lui è arrapato da morire e i suoi occhi sono fissi sui miei che lo guardano mentre provo a succhiarglielo. “Oh siii… che troia…che troia…” dice sussurrando. Sembra aspettasse quel momento da sempre.
I movimenti della mia bocca e della mia lingua proseguono. Riesco a prendere tra le labbra tutta la cappella e buona parte dell’asta cicciona, ma non tutto. Nonostante lui provi a spingermelo fino in fondo spingendomi la testa verso di lui.
Mi usa come un oggetto sessuale e la cosa un po’ mi piace. Con la destra gli massaggio le palle turgide e con la mancina scivolo tra le mie gambe per toccarmi un po’. Ma la mano di Esther è più rapida ed arriva ad aprirmi le grandi labbra e a stuzzicarmi il clitoride in meno di un secondo.
Ansimo e chiudo gli occhi per godermi il momento senza smettere di succhiare il cazzo a quel cinquantenne arrapato che vorrebbe spingermelo in gola fino ad uccidermi.
Mi scosto, lo sego un po’, guardo Christian in estasi. Mi piace quello che vedo.
“Dai basta giocare… voglio scopare!” dico perentoria. Fabio non se lo fa ripetere e si stende a pancia in su, vincendo il turno.
Mi metto a cavalcioni su di lui dandogli la schiena. Gli tengo il cazzo dalla base e me lo spingo dentro senza fare complimenti.
Le sue dimensioni mi lasciano un secondo senza fiato. Sento la mia figa aprirsi e la parte più grossa di quel cazzo farsi strada dentro di me. Ansimo, mentre piano inizio cavalcarlo.
Esther si avvicina a me, mi schiocca un bacio sulle labbra, scende sui miei seni e li mordicchia. È a quattro zampe e dandosi uno schiaffo sulla chiappona soda invita Christian a penetrarla.
Il mio uomo mi guarda mentre in un attimo lascia scivolare il suo cazzo dentro la mia coinquilina congolese. Gli sorrido mentre non riesco a dire nulla se non “oh Dio… Ohh Dio…”.
Anche Esther inizia il suo concerto. Conosco molto bene la sua voce quando gode, credo la conosca tutto il nostro palazzo. Ha una volume alto e non si frena. Soprattutto perché Christian non si fa pregare e la scopa come un toro arrapato.
Ho le mani di Fabio sui fianchi che praticamente mi muove a suo piacimento.
Decide la velocità della cavalcata e io non posso far altro che assecondarlo e godere. Ho la passerina in fiamme.
Ma ad un tratto mi solleva, sfilandosi da me.
È completamente succube della sua stessa eccitazione.
Prima si pone in ginocchio davanti alla faccia della mia amica e spinge il cazzo nella sua bocca, poi, dopo averle nuovamente scopato la gola come un forsennato per qualche minuto, fa un cenno a Christian e lo invita a distendersi.
Il mio ragazzo obbedisce. Esther sembra conoscere il copione e sale a cavalcioni sul cazzo del mio uomo distendendosi col petto sul suo. Fabio intanto le va dietro, si sega, si sputa sul cazzo e senza bussare spinge il suo cazzo nel culo della mia amica.
Esther è in estasi. Ammetto che vorrei essere al suo posto. Sono stata di fatto abbandonata a me stessa con la mia voglia. Mi sgrilletto, distendendomi di fianco a quell’intreccio di corpi.
Mi infilo una, due, tre dita nella figa e mi do piacere, raggiungendo l’orgasmo da sola, liberando il mio piacere in un urlo.
Fabio sembra essere ancora più eccitato da questo e dopo qualche colpo rantola, scaricando la sua cartuccia di sperma nel culo di Esther. Si calma, si sfila da lei e detta i tempi, come fosse un regista “dai, adesso fate godere lui, dai…”
Esther obbedisce come una geisha nera. Smette di scoparsi il mio uomo e scende col viso verso il suo cazzo. La raggiungo. Guardiamo entrambi gli uomini mentre contemporaneamente spompiniamo e lecchiamo il cazzo di Christian, fradicio del sapore dolciastro della mia amica color ebano. Le nostre lingue si incrociano di tanto in tanto, mentre ci godiamo quell’asta di carne turgida passando spesso dal leccargli le palle a succhiargli la cappella.
Ci mette poco, a godere. I fiotti di sborra zampillano e schizzano un po’ ovunque sul suo petto e sul materasso mentre noi ci divertiamo a segarlo con le nostre mani unite “Riiingoooo!” diciamo contemporaneamente scoppiando entrambe a ridere.
Ci baciamo, io le accarezzo le tettone nere e pizzico quei capezzoloni mentre lei si aggrappa alle mie chiappette. Entrambe abbiamo la sborra di Christian tra le dita, ma non ce ne curiamo.
Fabio, intanto, ci fa notare che dagli specchi alle pareti si vedono le sagome di un po’ di persone. Pare ci siano stati degli spettatori.
Io non sono ancora del tutto soddisfatta. Potrei quasi pensare di fare un regalo a quei guardoni…
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La Passione per l'erotismo mi ha portato qui e devo dire che ci sto molto bene.
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