Le dissi di stare buona, che non avevo fatto nulla di male, ero solo stato da lei per sentirne la presenza. Mi diede del malato mentale ( e ci stava...). Promisi che non sarei più andato a mettere il naso da lei, mentre non c'era, e infine le dissi ciò che avevo preso. Smise di parlare, la sentivo solo respirare al telefono. Poi aggiunsi, che avrei portato a casa il tutto dicendo che lei mi aveva chiamato e che voleva la portassi a mia moglie perchè non voleva più usare abito e scarpe.
-Perchè?! . Risposi che volevo avere qualcosa di suo per me. Replicò seccatissima se non mi fosse bastato il collant del giorno delle nozze di sua figlia. Le dissi che aveva fatto una brutta fine, e che ora giaceva abbandonato per strada. Infine dissi,
- Fa come vuoi, io vado a casa e dico mi hai chiamato per passare a prendere queste cose, se vuoi anticipami, chiama Laura e diglielo, se no faccio da me, casino o non casino. E riattaccai. Presi tempo andando a bere un aperitivo dall'altra parte della città, poi feci ritorno a casa. Una volta entrato con tanto di abito sulla stampella e scarpe in mano, mia moglie mi disse
- Ah, è questo che mi ha detto mamma mi avresti portato. Un regalone ! Tirai un sospiro di sollievo e l'eccitazione crebbe. Dopo cena, chiesi a mia moglie di provare l'abito di sua madre, le dissi che era molto carino e che così se ci fossero state da fare modifiche poteva gia portarlo lunedì in sartoria. Prima lei nicchiò, poi acconsetì. Io rimasi in sala seduto in poltrona ad aspettare. Dopo poco arrivò e mi disse
-Altro che modifiche, qui manca una taglia. Le dissi che in effetti le stava un pò troppo aderente, e la portai in camera da letto dove c'erano degli specchi così da potersi guardare meglio. A piedi nudi, si girava , e osservava parlando. Io non sentivo nulla di quanto diceva. Andai in bagno dove aveva lasciato le scarpe bianche e blu, poi in ingresso dove avevo nella tasca della giacca anche i collant presi da sua madre.
Tornai,e dissi che così però era incompleto l'esperimento. Mi misi ai suoi piedi, e con dovizia le feci mettere le calze, lei rideva non capendo dove volessi arrivare, io invece serissimo le toccavo le cosce e cercavo di mettere bene il collant, anche quello più piccolo di una taglia, non se ne accorse quasi, poi le scarpe, quelle andavano bene, infine la collana che era sul comò, e le chiesi di raccogliere i capelli.
Questo non coincideva con il taglio corto di mia suocera ma mi sarei accontentato. Un pò la somiglianza, un pò l'eccitazione, mi si ovattò l'udito e mi girava la testa. Abbassai le luci, e la spinsi sul letto, prima seduta, poi supina. Le andai sopra che ancora parlava, le chiusi la bocca con un bacio lungo mentre cominciavo ad esplorarla tra le cosce. Prese a mugolare eccitata. Perse una scarpa mentre la giravo a pancia sotto, poi la presi di peso a le sollevai solo il bacino. Il vestito non saliva facilemente perchè era stretto, alla fine le scopersi il culo, strappai il collant e ci tuffai la faccia cominciando a baciarla e a leccarne il sesso. Se lei non capiva più nulla io ero perso completamente. Girata così, non vedendola in faccia, mi sembrava sua madre, ed era li sul mio letto in attesa di prendere il mio cazzo durissimo. La scaldai più del solito, poi la penetrai, godendomi per ogni centimetro che le stavo mettendo dentro, in maniera esageratamente lenta. Poi presi a scoparla vigorosamente, come se non avessi abbastanza tempo, tenendola per i fianchi. Sapevo come le piaceva godere, quindi dopo qualche minuto le dissi a voce alta
- Insieme daiii, godi! Quasi mi spinse fuori dall'intensità dell'orgasmo bagnandomi tutti i coglioni. Godetti anche io, dentro di lei pensando di farlo dentro mia suocera. Avevo trovato un modo di sfogarmi, prima di raggiungere il mio scopo.
A seguito dell'episodio dell'abito blu, non ci fu più modo di contattare privatamente mia suocera. Non rispose più ai messaggi, ne al telefono, e regalava la sua presenza solo se ero accompagnato da sua figlia.
In effetti un pò di gelo era sceso sui rapporti. Ma mentre mia moglie sembrava non avvedersene, io diventavo sempre più nervoso. Un paio di volte, compatibilmente con i miei orari d'ufficio, cercai di passare nei dintorni di casa sua, posto il quale mi era diventato vietato, anche perchè lei aveva cambiato la serratura di casa con una scusa e temporeggiava per darcene una copia, adducendo una non stretta necessità immediata. Passò quasi un mese, quando mia moglie mi annunciò che c'erano novità, e che sua madre si sarebbe presentata per cena con un nuovo compagno.
Mi caddero le braccia, fui preso dalla stizza che dovetti mascherare mi diedi del cretino per quanto avevo forzato in modo così innaturale. Era stata tutta colpa mia. Poi con calma elaborai e mi dissi che non era da lei un gesto avventato, e che era passato solo un mese, quindi il tizio al quale si era legata doveva esserci da prima. Certo, affari suoi, ma perchè fare sempre finta di nulla quando affrontavamo il discorso dove si ipotizzava una sua nuova vita? Balle, nella mia testa lei era diventata una troia e aveva mentito. Mi spaventai di come dei pensieri possano essere così violenti, e diedi una spiegazione a tanti fatti di cronaca attuali. Dovevo calmarmi,e abbandonare l'idea di potermela scopare.
Arrivò quel sabato sera, e li accogliemmo in ingresso, quasi in pompa magna. Lei era davvero elegante, ne notai il trucco un pò più accentuato, e una luce negli occhi diversa dal solito. Scopava, e lo faceva alla grande. La gonna quasi a metà coscia le dava quel tono volgare che a me piaceva da morire.
Non aveva imparato che all'accorciarsi della gonna, la calza deve diventare più opaca. O meglio, forse lo faceva apposta per farmi incazzare. Il fiume di pensieri che mi prese, fece scomparire tutta la buona intenzione di farmi da parte. A tavola ci alternammo, come da galateo, mia moglie di fianco a Mauro, il suo nuovo compagno e io di fianco a Cristina, mia suocera. cena piacevole, lui era di buona compagnia, e se sapeva qualcosa lo nascondeva molto bene. Mia suocera parlava a valanga, impossibile fermarla, vuoi che fosse per l'imbarazzo o l'entusiasmo per la sua nuova storia. Rotto il ghiaccio attesi ancora una mezz'ora e dopo aver aspettato tanto tempo, allungai la mano destra da sotto alla tovaglia e gliela misi sulle cosce, che rimasero scoperte per via della gonna a tubo aderente. Vidi, e credo non solo io, che ebbe l'impulso di alzarsi e prendermi a schiaffi.

