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Erotika
Sorelle · Cap. 1
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Capitolo 1 di 5 12 min di lettura

Due sorelle molto complici

Insieme per il piacere

Alphamaster
1 anno fa · 676 letture · 3

Mi passavo le dita sulla patatina attraverso il pizzo bianco, e i capezzoli mi mandavano fitte di dolore/piacere fortissime, il mio culetto collaborava a mandarmi fuori di testa con le sensazioni del pennarello e le dita mi facevano volare. Guardavo mia sorella fare lo stesso, vedevo le sue dita premere nel solco facendo entrare la stoffa azzurra dentro che lentamente si bagnava diventando più scura dove l’umido si diffondeva, come al solito aveva scelto meglio, le mie bianche anche se si inumidivano non si notava molto.Sentivo la stoffa premere sulle parti sensibili, sul centro del piacere, e mi rendevo conto che le ginocchia mi reggevano a stento mentre li mio medio tentava di penetrarmi impossibilitato dalla barriera di pizzo, sentivo il pennarello che veniva premuto dentro quando tiravo la stoffa nel farlo, e veniva spinto fuori quando la rilasciavo dandomi la sensazione che mi scopasse il culetto con volontà sua, e vedevo anche la sorellina oscillare con la testa rovesciata indietro preda del piacere, e mi venne automatico dirle con voce arrochita “sei bellissima così, Rosy”. Lei aprì gli occhi e mi guardò “Grazie, anche tu sei eccitante da morire!”. Proseguimmo a far montare il piacere fino a quando esplosi in un primo orgasmo che quasi mi fece cadere a terra; riuscii a rimanere in piedi, ma con difficoltà. Rosy ebbe il suo primo, guardandomi godere, e la vidi squirtare: non la avevo mai vista farlo, e inzuppò gli slip azzurri come se ci avesse fatto pipì dentro… oddio, quelli io poi dovevo indossarli! Non so perché ma la cosa mi fece delirare di piacere, non so se era l’idea di avere i succhi di mia sorella sulla pelle o lo spettacolo erotico di lei che a ogni scossa faceva un piccolo schizzo e si contraeva perdendo l’equilibrio, ma la cosa mi spinse di nuovo in vetta ed ebbi un nuovo orgasmo, non squirtai ma fu molto, molto bagnato.Le mie mutandine erano molto umide, quelle della sorellina fradice, e lei continuava: proseguii anche io, inebriata dall’odore di sesso, afferrai il pennarello e lo scossi avanti e indietro con violenza, volevo sentire il sedere penetrato, volevo sentire bene il buchino allargato dal marker, e nel frattempo mi infilai la mano dentro gli slip, penetrandomi con due dita sempre guadando mia sorella che vedendo me stava imitandomi. Avemmo il terzo orgasmo in contemporanea, e stavolta le dita che premevano davanti, sul centro del piacere dentro di me, mi fecero squirtare per la prima volta. Caddi in ginocchio, e stavolta avevo reso talmente fradici gli slip che i succhi mi stavano colando sulle cosce, e quando da in ginocchio appoggiai la testa per terra tenendo il culetto in aria mi colarono anche sul monte di venere fino quasi all’ombelico.Riprendemmo fiato, rimettendoci entrambe in piedi: “ora c’è la parte che mi agita”, dissi, e Rosy fece le spallucce “in fondo sei mia sorella, non mi da fastidio”, e si sfilò gli slippini azzurri che parevano caduti in mare da tanto erano bagnati, e poi il pennarello, annusandolo e poi porgendomelo: “profuma di me, è buonissimo!”. La imitai, completamente in subbuglio, e le porsi il pennarello: mettendomi dentro al corpo il suo lo sentii caldo, scivolava dentro di me come se avesse un posto assegnato fin da sempre, il mio culetto lo bramava a quanto pareva anche se la mia mente lo rifiutava; non so perché non mi desse fastidio quanto l’idea degli slip, ma mentre guardavo mia sorella mugolare di piacere usando il mio pennarello rosso l’idea che quello fino a un attimo prima fosse stato dentro di me mi eccitò fino a farmi avere voglia di masturbarmi di nuovo, e quando glielo dissi mi rispose che la cosa valeva anche per lei.Rimaneva un ultimo passo, lo scambio di slip, li presi, fradici, e me li misi: erano caldi come i miei, e sentivo l’odore di sesso lasciato da mia sorella, lievemente diverso da quello che sentivo quando mi masturbavo in solitaria, e la guardai. Prese gli slip, e dicendo “adoro il mio sapore” se li portò davanti alla bocca e allungò la lingua “SONO I MIEI!” urlai, e lei si fermò con la lingua fuori a due centimetri dalla stoffa. Poi fece le spallucce, il suo gesto caratteristico, e li leccò. “Sei buonissima sorellona…” e mi fece l’occhiolino. Poi se li mise.Come da Ordini di AM potevamo toglierci le mollette, e non mi aspettavo il lampo di dolore che accompagnò l’apertura della prima mentre Rosy faceva un piccolo video in primo piano: dovetti massaggiarmi la tetta per una decina di secondi per smaltire l’ondata di dolore, e con terrore mi resi conto che dovevo anche togliere l’altra. Fu la stessa cosa, e anche Rosy dovette subire la cosa, maggiorata dal fatto che le sue stringevano almeno il triplo. Stringeva i denti e non mi sentiva quando le dicevo “massaggiala, massaggiala!” e non potevo vederla soffrire così, allungai le mani e lo feci per lei, alleviandole il dolore rapidamente. Con gli occhi lucidi di lacrime riprese fiato e disse “Grazie sorellona, toglimi anche l’altra, se lo fai tu sentirò meno dolore”. Lo feci e le massaggiai il capezzolo, e non vi nascondo che la cosa mi piacque parecchio. Le tette di mia sorella erano più piccole delle mie, ma sode e perfette: ovviamente lei approfittò delle mani libere per fare qualche scatto.Dovemmo aspettare i dieci minuti, poi ci potemmo togliere i pennarelli facendoci a vicenda dei piccoli video dell’operazione, e di nuovo mia sorella lo annusò, quell’odore per lei era diventato una sorta di dipendenza: “Mmm… buonissimo, sa di te e di me, direi”, sempre con il suo malizioso sorriso con l’occhiolino.Gli slip erano talmente zuppi che ci misero un po’ ad asciugare, e l’odore di sesso che emanavano non aiutava, perché mi teneva umida la patatina, ma alla fine ce la fecero a rimanere decentemente asciutti e potemmo toglierceli, rimanendo nude: “dato che siamo sole, dobbiamo rimanere nude” disse Rosy, io la guardai e risposi “ma non siamo obbligate, possiamo vestirci e dirgli che siamo rimaste nude”. Lei mi guardò malissimo, e già sapevo che non aveva intenzione di mentire.

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