Mi chiamo Moreno, ho festeggiato da poco il mio diciottesimo compleanno. Sono di media statura, capelli scuri, occhi marroni ed un bel fisico, scolpito da anni di nuoto. Sono un membro della squadra sportiva di pallanuoto della mia città e, tra tutti gli amici e compagni di squadra, ce n'è uno veramente speciale, di nome Fabio. Lui, fisicamente, è un po' più alto di me e anche un po' più robusto ma non grasso e, la cosa che ci accomuna molto, è il fatto che siamo nati esattamente lo stesso giorno, ma è "più vecchio di me" per il semplice fatto che è nato al mattino, mentre io nel primo pomeriggio. Abbiamo scoperto questa particolarità circa 5 anni fa e, da allora, ogni anno abbiamo sempre festeggiato il compleanno assieme. Quest'anno, per festeggiare questo compleanno particolare, che ci ha reso entrambi maggiorenni, i suoi genitori ci hanno lasciato la piena disponibilità di casa loro. È una bella villetta che hanno acquistato di recente, posta su di una collina di fronte alla città e, insieme, abbiamo organizzato veramente una bella festa, cui hanno partecipato tanti amici ed amiche, con i quali ci siamo divertiti ridendo e scherzando, ma, soprattutto, bevuto un po' troppo. Era previsto il fatto che io restassi a dormire a casa loro, così, quando la festa è finita e gli amici se ne sono andati, son tornati i suoi genitori. Non è insolito per me dormire a casa sua, come lui, spesso e volentieri, ha dormito da me. Tra me e lui c'è una bellissima amicizia e, soprattutto, c'è tanta confidenza; ci scambiamo pareri soprattutto in tema di ragazze. Entrambi abbiamo avuto delle fidanzate e, sia lui che io, abbiamo già avuto le nostre prime esperienze sessuali. Fabio, di recente, ha iniziato a scherzare con me ogni volta che, finiti gli allenamenti facciamo la doccia. Nudi, nello spogliatoio, più di una volta ci siamo trovati a confrontare le dimensioni dei nostri membri, scoprendo che sono più o meno uguali. Anche questa cosa non mi ha stupito più di tanto, perché più di una volta ci siamo confidati il fatto che ci piace masturbarci, magari fantasticando su qualche membro della nostra famiglia, in particolare, le nostre madri. A lui piace molto la mia e, devo dire, che a me la sua mi ha ispirato delle belle seghe, culminate sempre in copiose sborrate.
Così, mentre Fabio salutava gli ultimi ospiti ed amici che se ne andavano, sua madre mi stava spiegando dove avrei dormito. Mi ha mostrato la stanza degli ospiti, il bagno e la biancheria a me riservata. Ero un po' stanco e sono andato subito in bagno, per farmi una doccia e, da lì, sono andato a letto. Proprio quando stavo per addormentarmi, ho ricevuto un messaggio sul mio cellullare. Era Fabio che mi chiedeva se, invece di dormire, mi sarebbe piaciuto parlare un po’ della serata. Gli ho risposto che ancora non avevo sonno e allora lui è venuto in camera mia. Appena un minuto dopo, ho sentito il rumore della porta della mia stanza che si apriva e lui è entrato chiudendo la porta dietro di sé. Ho acceso l’abatjour posta al lato del letto. Lui mi ha sorriso.
«Ehi, amico, sono così contento questa sera che non ho voglia di dormire.»
L’ho guardato: come me, era completamente nudo.
«Fammi posto che mi metto nel letto con te.»
Si è infilato nudo accanto a me ed ho sentito il suo alito un po' carico di alcool; era chiaro che entrambi avevamo bevuto un po' troppo. Poi ho sentito il suo cazzo colpire l'esterno della mia coscia. Perplesso l’ho guardato, senza capire.
«Fabio, cosa stai facendo? Perché stai così appiccicato a me? Non sono mica la tua ragazza?»
Lui non mi ha risposto subito, poi mi ha guardato in faccia e con un tono sommesso mi ha parlato.
«Dovremmo divertirci un po' per il nostro compleanno. Solo tu e io stasera: una cosa solo tra di noi e basta! È un po’ che ci penso; tu mi piaci molto!»
Nel finire la frase mi ha dato un bacio sul collo. Son rimasto sorpreso dal suo gesto. Non ero gay, né omosessuale, e pensavo che neanche Fabio lo fosse. Non mi capacitavo per come si stava mettendo questa insolita situazione. Che cercava di dirmi? Che stava facendo o cercando di fare? Per un attimo ho pensato di mettermi ad urlare, ma poi ho pensato che un casino non avrebbe giovato a nessuno, così ho cercato di dissuaderlo.
«Dai, lascia perdere! Anche tu come me hai bevuto troppo e adesso ti va di far delle cazzate!»
Lui mi ha scrutato un attimo, poi ha fatto un bel respiro ed ha cercato di convincermi ancora.
«Non stiamo facendo nessuna cazzata! Tu sei diventato molto importante per me. Non ti sto dicendo che sono un gay o un omosessuale, ma ti considero una persona speciale! Voglio che tra di noi ci sia un'intesa, anche su questo piano. Non pensar male, a me piacciono le ragazze come a te e, insieme, troveremo due belle donne che diventeranno le nostre mogli, ma voglio che, tra me e te, ci sia questo contatto che ci unisce in maniera speciale. Moreno io ti voglio! Voglio provar piacere con te, voglio che tu provi a godere con me. Sarà una cosa segreta tra noi due! Non lo saprà mai nessuno e resterà sempre un nostro segreto.»
Sono rimasto immobile, cercando di realizzare quello che stava dicendo e lui, vista la mia passività, ha passato una mano sul mio corpo, accarezzandomi piano, delicatamente. Lo ha fatto baciandomi il collo fino a un punto in cui mi son sentito tranquillo, rilassato, per cui ha pensato che accettavo la sua proposta.
«Grazie, Moreno. Ti piacerà, fidati. Lasciati andare e insieme ci divertiremo molto.»
Io gli ho risposto sorridendo.
«Fabio non sono gay, ma se resterà solo tra di noi, possiamo anche provare, ma non ti garantisco che riuscirò a far quello che mi chiederai.»
Lui mi ha dato un altro bacio sul collo e mi ha sussurrato parole molto dolci.
«Lasciati andare. Voglio solo scoparti, per farti godere, e poi lo farai tu per me! Non sto cercando di costringerti, ma solo convincerti a sentirti libero di giocare con me, a tuo piacimento.»
Ho sentito la sua mano che adesso era scesa ed aveva impugnato il mio cazzo che si stava indurendo; lui se n’è accorto, lo ha stretto e mi ha segato un poco.
«Fabio, io non son sicuro di riuscirci, ma se vogliamo provare ci sto!»
Mi son girato verso di lui ed ho afferrato il suo cazzo: era duro da morire! Ci siamo segati un po' a vicenda, poi lui mi ha guardato in faccia, ha sorriso ed ha preso a baciarmi sul collo ed a scender giù, fino a succhiarmi i capezzoli. Era una sensazione davvero piacevole. La sua bocca è scesa ancora più in basso e, d'un tratto, ho sentito la sua lingua giocare con la punta del mio cazzo. Ho quasi sussultato per un attimo, poi ho chiuso gli occhi e mi son lasciato andare, alle sensazioni che stavo provando. Le sue calde labbra hanno avvolto tutto il mio membro, che è scivolato giù, dentro la sua gola. La sua lingua ha indugiato molto sulla mia asta, poi è scesa giù e mi ha leccato anche le palle, fino ad arrivare al buco del culo. Era una sensazione molto piacevole e, quando lui me lo ha ripreso in bocca, si è spostato con il corpo mettendosi di lato a me e così mi son trovato il suo membro davanti alla faccia e, dopo un attimo di esitazione anch'io l'ho preso in bocca. Era durissimo! Ho sentito tra le labbra il sapore del suo membro e lui ha spinto il bacino un po' in avanti per farmelo arrivare tutto giù in gola. Ho avuto dei conati di vomito che ho cercato di reprimere, mentre lui continuava ad infilarsi il mio agevolmente tutto in bocca. Sono stato stupito da questo fatto, ma ormai ero in preda al piacere e, d'un tratto, mi son sfilato il suo dalla bocca e gli ho urlato che stavo per sborrare.
«Fabio, togliti! Fabio sto sborrando!»
Nel sentire le mie parole, lui, con una mano, ha afferrato più stretto il membro e poi ha serrato le labbra, tenendolo ben fermo nella sua bocca. Mi ha succhiato forte ed allora sono esploso nella sua bocca. Dopo il primo schizzo, lui ha ripreso a segarmi, continuando a spremere tutta la sborra che usciva, ingoiandola velocemente. È stato il più bel pompino della mia vita! Nessuna delle ragazze con cui ero stato fino a quel momento, mi aveva fatto un bocchino così bello e, soprattutto, soddisfacente. Ha spremuto, leccato, e ingoiato fino all'ultima goccia. Ero così eccitato che il mio membro è rimasto durissimo e allora lui si è girato, mi ha guardato, poi mi ha fatto mettere in ginocchio davanti a lui. Si è abbassato dietro di me ed ha preso a lubrificare il mio buchetto. L’ha bagnato con la saliva e con un dito ne ha spinto un po' dentro. All'inizio ho serrato le natiche, quasi infastidito dall'intrusione, ma lui mi ha chiesto di rilassarmi.
«Rilassati! Non ti irrigidire e vedrai che piacerà anche a te! Ti assicuro che è bellissimo prenderlo nel culo! Forse all'inizio sentirai un po' di dolore o fastidio, ma presto sentirai solo piacere.»
