Le sussurrai all'orecchio:
«E' per te che sono così duro, Lucia.»
Lei mormorò di rimando:
«Allora, fa qualcosa!»
Mi son abbassato davanti a lei e le ho sfilato il sottile perizoma. Mi son sollevato di nuovo, mi son seduto su di una panca lì vicino e subito lei è venuta su di me, sedendosi sul mio cazzo. Ho appoggiato il cazzo fra le pieghe della sua micetta, che già grondava. Mi avvolse le gambe intorno, agganciando le caviglie contro la mia schiena, e si lasciò penetrare dal mio cazzo, mentre la sua figa avvolgeva la testa del mio membro eccitato. Dalla sua bocca è promanato un gemito di puro piacere. Sentivo la mia asta che scivolava agevolmente dentro la sua vagina ben lubrificata. Ha preso ad usare le gambe per alzarsi e abbassarsi, ed io l'ho aiutata con le mani sotto il culo, sorpreso per quanto fosse forte la presa delle sue gambe attorno ai miei fianchi. Lucia mi aveva avvolto le braccia intorno al collo ed infilato la lingua in bocca. Ci siamo succhiati avidamente, gemendo e ansimando insieme, mentre muovevo il mio bacino per agevolare la sua cavalcata. Ha avuto un orgasmo che ha gridato a gran voce.
«Mi fai venire! Vengo! Ora vengo!»
Ha tremato stringendosi contro di me, mentre assaporava il piacere così rapidamente provato. Poi mi ha guardato, si è girata verso il divano e mi ha chiesto di distenderci lì sopra. L'ho portata sul divano e l'avevo adagiata sulla schiena, ma lei si è girata e inginocchiata, offrendomi il culo.
«Prendimi il culo! Daniele dice a tutti che non mi piace, mentre, in realtà, ho scoperto che mi fa impazzire sentirlo nel culo! Dai, leccalo un poco e poi sfondamelo tutto!»
Ho afferrato entrambe le natiche per allargarle e mi son messo a leccare il buchetto, concentrandomi su di esso, insinuando la lingua quanto più in profondità possibile. A turno le massaggiavo il buco del culo e le stuzzicavo l'apertura della figa con la punta della lingua, oltre a farla scorrere attraverso le sue grosse labbra scure, a farfalla. Mentre continuavo a spingere la mia lingua che si infilava nel suo buco del culo, infilai due dita nella sua figa, facendole scorrere rapidamente dentro e fuori. A quella sollecitazione, lei ha iniziato a godere di nuovo:
«Sì, continua così! Non ti fermare! Continua che mi piace molto!»
Ha preso a muovere i fianchi spingendoli avanti e indietro per incontrare le mie dita, che sguazzavano nei suoi succhi vaginali. Stava cercando di venire e sembrava come se vi fosse vicina ed io intendevo incularla proprio quando era all’apice dell'eccitazione. Mi sono inginocchiato dietro di lei, ho preso a strofinarle il cazzo fra le labbra della fica, così da lubrificarlo per bene e poi l'ho fatta posizionare più comoda.
«Appoggiati allo schienale del divano.»
Non fece una piega, anzi, si voltò, mi sorrise e, con le mani, si aprì le chiappe. Il suo culo sporgeva, ma non mi impediva di vedere il fremito delle labbra della fica, lucide di umori e palpitanti, al di sotto dello sfintere.
Inginocchiato dietro di lei, ho affondato il mio cazzo nel suo buco fremente. L’ho spinto dentro con decisione, ma, a metà strada, mi fermai per afferrarle i capelli in modo da usarli come briglie, mentre continuavo ad introdurmi dentro di lei, fino in fondo. Ho preso a sfondarle il culo con un ritmo abbastanza sostenuto. Più il ritmo delle mie spinte aumentava e più tiravo forte i capelli di Lucia, che gemeva sempre più, finché, ad una ulteriore violenta spinta, le son entrato tutto nel culo. La presa d'atto di avere tutto il mio cazzo nel culo l’ha fatta godere.
«Spingilo! Più forte! Dai, che vengo! Adesso! VENGO!»
Mentre godeva, ho preso a sculacciarle le chiappe, tra una spinta e l'altra. Dopo averla fatta godere, lei mi ha fermato e pregato di sfilarmi da dietro. Sono uscito e l'ho girata sulla schiena; a vederla così, a gambe aperte e con la fica lucida di umori, mi ha spronato ad affondarle subito il cazzo dentro. Ho ripreso a pomparla sempre più forte e più velocemente. La vedevo vibrare, fremere, con la bocca aperta, mentre si avvicinava ad un nuovo orgasmo. Le infilai il pollice in bocca e lei lo succhiò forte, la sua lingua danzava selvaggiamente contro il mio dito, quasi fosse un altro cazzo che aveva in bocca. Non so quanto tempo è durato. La stanza risuonava dei suoi gemiti. La sua fica si strinse attorno al mio cazzo, mentre le torturavo il clitoride. Era vicina ad un nuovo orgasmo ed ora pure io ero al limite. Emise uno strillo acuto, attutito dal mio pollice tra le labbra. Spinsi ancora un paio di volte e mi unii al suo orgasmo, scaricando il mio piacere dentro di lei. Quando mi sono sfilato dalla sua fica, un rivolo di sborra è scivolato fuori da quella fessura, ora simile ad un cratere. Mi son seduto sul divano e le ho tirato le gambe in grembo.
Eravamo seduti in silenzio, avevamo il respiro accelerato ma, lentamente, procedeva verso la normalizzazione.
Ho guardato il suo viso e lei mi ha rivolto un soave sorriso.
«È stato molto bello, ma tutto troppo veloce; mi piacerebbe rifarlo meglio e con più calma. Daniele non tornerà prima di domani mattina.»
Le ho sorriso e poi, dopo un attimo di riflessione, le ho esposto il mio pensiero:
«Questo significa che avremo il vostro letto libero, per tutta la notte? Allora, che stiamo aspettando?»
Lei sorrise e mi trascinò in un bacio lungo e profondo.
Quella notte non abbiamo dormito per niente.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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