Gay

Sono stato la "zoccoletta" del paese

Ecco, per gli amici di Giovanna, una nuova confessione arrivata con la posta privata da un anonimo @Asso49, amante dei ragazzi e dei loro cazzi.


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Cara Giovanna, ti voglio confessare un episodio di quando avevo circa 18 anni: giravo per il paese cercando... un cazzo da leccare. Sì, lo confesso, mi piaceva anche questo del sesso… ne avevo già leccati e succhiati tanti, in paese e quindi la probabilità di incontrare qualcuno che conoscesse la mia “inclinazione” era alta.

In effetti, di li a poco, incontrai Enzo, un ragazzino con un pisello piccolo a cui piaceva tanto scoparmi in bocca.

Enzo era in compagnia di due ragazzi che non conoscevo. Si stacca dal gruppetto e mi chiede se ho voglia. Certo che sì, come ho detto non aspettavo altro…

Allora ci siamo dati appuntamento in un posto appartato, abbastanza vicino, un cinema all'aperto che non funzionava più. C'eravamo già rifugiati altre volte in quel posto, per fare sesso in modo discreto.

Mi faccio un giretto e poi raggiungo il posto concordato. Lui non era da solo come avrei desiderato: con mia sorpresa lo trovo insieme agli altri due ragazzi con cui passeggiava. In realtà li trovai già con i calzoni abbassati, qualcuno si massaggiava il cazzo barzotto. Vederli gonfi fece aumentare il mio tasso di libidine… Che fare?

 Insomma, cerco di disincagliarmi, faccio un po’ di resistenza, ma alla fine accetto di leccarli, succhiarli… insomma di fare il bocchino a tutti e tre, purché facessimo alla svelta per la paura che arrivasse qualcuno.

 Speranza vana: io sono così impegnato nel gustare qui cazzi duri che non mi accorgo da subito che il posto “segreto” si sta affollando.

Sento ridere e mi giro. Dietro di me ci sono almeno una decina di ragazzi che se la ridono e commentano. Rimango di sasso e, un po’ spaventato, provo ad andarmene ma... uno tra i ragazzi più robusti mi si avvicina, mi prende per un braccio e mi dice:

"Dai frocio sappiamo tutti che ti piace, adesso ce lo succhi a tutti."

Io mi divincolo ma il tono delle voci intorno a me sale. Provo ancora a resistere ma mi arrivano un paio di ceffoni che mi fanno abbastanza male.

Uno dei ragazzi si avvicina e prova a tirarmi giù i pantaloni corti che indossavo.

"Ce lo inculiamo, dai lo sfondiamo!" è uno dei tanti commenti. Ma il vociare di tanti ha attirato le attenzioni di un adulto che abita nei dintorni e lui viene a controllare.

"Che fate, andate via!" dice a tutti e ci caccia.

Tutti se la danno a gambe. Io scappo di corsa e riesco a dileguarmi rapidamente, l’avevo scampata per un pelo.

 

Un paio di giorni dopo sto andando da casa verso la piazza del paese. Incrocio due ragazzi un po' più grandi di due-tre anni che conosco di vista, uno mi si avvicina e mi tocca il di dietro.

"Ciao frocetto, ti va di prenderlo nel culo?” e nel mentre si tocca il cazzo

Rispondo "Ma che dici? non scherzare, lasciami." e mi divincolo

“Non fare lo stronzo, puttanella, a mio cugino dai il culo e lo succhi, e a me niente? o lo succhi e lo prendi in culo anche da me e dal mio amico e comincio subito a dirlo a tutti ad alta voce, adesso e in ogni posto dove ti incontro.”

"Ma sei scemo?" dico a bassa voce. Ma lui, per tutta risposta dice a voce alta: 

"Aho lo sapete che questo è un frocio che lo prende in culo da tutti?" Per fortuna la strada era quasi deserta c'erano solo un paio di ragazzi, a una ventina di metri da noi.

 "Zitto, zitto!" lo imploro mentre cerco di mettergli una mano sulla bocca. L'altro ragazzo è dietro di me e strofina il suo basso ventre sul mio culo. Lui prende la mia mano e la porta sul suo pisello quasi duro.

 "Allora vieni e dacci il culo." mi fa, prendendomi per un braccio.

"Va bene, ma smettila" sussurro, quasi rassegnato ma anche un po' eccitato da questo atto di dominazione. Camminiamo per un centinaio di metri io in mezzo a loro che mio guardano, sorridono e mi insultano.

“Dai frocetto, vedrai che ti piacerà tanto”

“Fra un po' ti spacchiamo in due questo culetto da femminuccia”

“Finalmente succhierai un cazzo vero, non quei pisellini che hai preso finora”

Mi fanno entrare in un portone e scendiamo giù, nel seminterrato.

Li sotto mi fanno calare i pantaloni: uno mi mette il cazzo in bocca l'altro mi palpa il culo.

“Fai la brava, troia, fammi vedere quanto ci sai fare! Succhiamelo e leccamelo per bene, anche mentre lui ti incula! Se ci fai godere.... forse ti paghiamo pure come si fa con le puttane. Dai.”

Dopo le prime leccate incerte, perché ero impaurito e non ero mai stato con i più grandi, ho cominciato a prenderci gusto e a leccare e succhiare per bene. Se ne sono accorti e i commenti si sono sprecati.

“È bravo, senti come succhia!”

 “Ha un bel culetto, adesso glielo apro.”

Leccavo, succhiavo e stringevo il culo che mi avevano riempito con tre dita perché ... stavo godendo tanto. Poi, quello dietro ha provato a incularmi ma, evidentemente, era inesperto e mi faceva un gran male. Gliel'ho detto e ho provato a scansarmi. Lui provava a puntare il suo cazzo e a spingere ma ogni volta era un dolore e un fiasco.

Eravamo in un corridoio dove si aprivano le porte di una decina di cantine.

Ad un certo momento una di quelle porte si apre ... esce un giovane sui 25 anni. La scena si ferma: io piegato a 90 gradi con un cazzo in bocca e un’altro vicino al mio culo. Lui ci guarda e sbotta.

“Stronzi che fate?" e poi rivolto a me "ma io ti conosco, sei il figlio del maresciallo. Allora è vero quello che dicono: sei una checca?” Provo a scansarmi e a rivestirmi. Oramai il godimento è finito il cazzo si è ammosciato e anche i miei "partner" sono interdetti. Sono diventato tutto rosso dalla vergogna.

 Lui si avvicina e mi guarda. Io ho lo sguardo basso. Lui mi mette una mano sotto il mento e mi alza il viso guardandomi negli occhi.

 “Ti piace così tanto il cazzo?” Io non rispondo ma faccio un cenno con la testa che vuol dire "si". Allora si rivolge anche ai due "Davvero sei bravo a succhiare? E voi che ne dite?"

Io non rispondo mentre loro si sperticano nel tessere le mie lodi di troia, nel raccontare dei tanti cazzetti che ho succhiato nel paese, della mia lingua e del mio buchetto, ancora stretto che non sono riusciti ad allargare e si lamentano per essere stati interrotti sul più bello. Lui allora di nuovo mi solleva il viso, mi fa una carezza, si rivolge ai due ragazzi con un sorriso e, mentre anche loro sorridono e si rivestono, mi dice:

"Ti va di succhiare il mio?" e intanto lo tira fuori e se lo tocca.

Lo guardo di sottecchi. Il suo cazzo è ancora moscio ma già di belle dimensioni. Anche i miei due amici adesso ... si bloccano si guardano e ricominciano a sorridere e a commentare.

"Certo che gli va è un succhiacazzi professionista lui" e uno dei due ricomincia ad accarezzarmi il culetto "e poi oggi ha promesso di darci il culo e di farci sborrare dentro.”

Rimango di sasso non ho mai fatto questa promessa, ma la mia mente corre veloce, penso "… se se lo fa succhiare allora quasi certamente non va da papà a fare la spia" e ancora, "me la stavo godendo ... uno in più? Si si può fare!"

"Si mi piacerebbe" dico piano

"Ripeti forte voglio sentirtelo dire" mi fa mentre lentamente si masturba.

E io con voce più decisa ripeto "Si mi piace il cazzo e si... se vuoi succhio anche il tuo"

"Allora fammi vedere cosa sai fare" mi dice e mi fa abbassare.

Ha un bel cazzo di forma strana, comincia "normale" ma poi diventa sempre più grosso man mano che si avvicina alla base. È lungo, contornato da una folta peluria castana, Lo prendo in bocca, sa di sudore, di pipì, di maschio, Mi inebria subito e subito ... paura, spavento, vergogna, dubbi ... se ne vanno tutti. Dopo poco più di un minuto mi ha interrotto, siamo entrati tutti nella sua cantina e ci siamo chiusi dentro.

Ho continuato a succhiargli il cazzo per qualche minuto. era diventato di marmo, mentre gli altri due, dietro di me, mi accarezzavano il culo, mi schiaffeggiavano le chiappe coi loro cazzi e mi infilavano due dita nel culo per allargarlo. Io scodinzolavo come un cagnolino perché quel trattamento mi piaceva.

Il più grande mi mette una mano in fronte e mi spinge la testa un po' indietro ma mantenendo la cappella sulla mia bocca spalancata. "Me lo dai il culo?"

Sono infoiato, ormai preso da una voglia irrefrenabile e senza alcun freno. Faccio segno di si ma aggiungo " però non farmi male ti prego, sono quasi vergine"

I due dietro ridono, "si quasi, 'sto frocio rottoinculo ci prende in giro"

 "No è vero, è vero" dico io "l'ho preso solo due volte e era piccolo non come i vostri".

“Sta' tranquillo" mi dice il più grande "ci penso io e non ti farò per niente male.”

Si mette dietro di me, dopo aver preso dallo scaffale una bottiglia. È olio. Me ne sparge sul buco, se lo versa su due dita e me le infila nel culo, si unge tutto il cazzo. Poi... piano piano, mi punta la cappella sul buco e mi infila tutto il suo bastone nel culo. Si ferma, io sento dolore mentre un altro dei ragazzi mi tiene una mano sulla bocca per non farmi urlare, Il grande, piano piano, comincia a muoversi e a scoparmi aumentando progressivamente il ritmo. Gli altri due, si alternano nello scoparmi in bocca. Sono rimasto in quello scantinato per più di un'ora e tutti e tre mi hanno scopato sia in bocca che in culo, mi hanno riempito di parolacce, chiamato puttana, troia, checca, frocio schiavo, mi hanno fatto bere sborra in quantità e leccare tanto dappertutto asta, cappella, glande, palle, culo ... per me una vera goduria. Mi sono sentito orgoglioso di essere riuscito a farli godere.

Quando ci siamo lasciati mi hanno detto: "Adesso smettila di cercare cazzetti inesperti vieni sempre da noi e ci divertiamo come oggi e forse di più".

Nei mesi successivi e finché sono rimasto in paese ogni tanto mi venivano a cercare o andavo io a cercare loro e ... mi hanno fatto sentire importante, insegnato tante cose. Con loro mi sono sentito proprio una femmina e ... tanto desiderato.

Che belle inculate ho ricevuto!!!

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Giovanna Esse

Autore su Erotika

Scrittrice e blogger di racconti e articoli, in prevalenza di genere erotico e per adulti. Benvenuti in erotika.app , il lato piu' elegante del piacere raccontato. Info, domande e confessioni anche scrivi a La Posta di Giovanna.

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