Incesti

Siblings sex

Mi chiamo Sara, ho 35 anni. Ciò che sto per raccontare ora, probabilmente, sconvolgerà alcuni, qualcuno mi considererà anormale, anche se personalmente penso di essere normale come tanti altri e, nel complesso, felice. E chi la pensa diversamente, nel profondo della propria anima, probabilmente, avrà desiderato provare almeno una volta nella sua vita quello che ho vissuto io.

Ero giovane allora ed ero molto ben formata fisicamente. Le tette, anche se non molto grandi, erano sode, con capezzoli sporgenti, un ricciolo di lanugine morbida e dorata copriva il mio inguine, che amavo toccare e accarezzare mentre ero a letto la sera, questa era l’unica cosa che solitamente facevo allora per procurarmi piacere.

A quel tempo la penetrazione sessuale tra esseri umani non l’avevo mai vista, ma vivendo in campagna, avevo visto più volte accoppiarsi cani, tori con mucche e cavalli. Mi ritenevo per questo motivo comunque ignorante sessualmente parlando, molto più di quanto potesse esserlo una ragazza della mia stessa età.

Vivevo con mamma e papà, come ho già detto, in un villaggio. I miei genitori erano insegnanti, Papà era preside scolastico ma dove vivevamo, non c’è quasi nessuno a cui insegnare. Quell’anno solo tre persone avevano i requisiti per iscriversi alla classe di cui facevo parte. In tutta la scuola erano presenti non più di 18 alunni distribuiti nelle varie classi. Nel villaggio non c’erano ragazzi e quindi nessuno si è mai preso cura di me o si è mai interessato alla mia vita sessuale.

La mia storia ha avuto inizio una sera di luglio. Fuori dalla nostra abitazione avevamo e abbiamo ancora una sauna molto bella! I miei genitori vi entravano sempre per primi, io dopo, quando la temperatura interna era scesa di qualche grado. Di solito la mamma era la prima a entrare e papà la seguiva subito dopo. Quella sera, per qualche motivo, la mamma era in ritardo, ed io, stanca di stare in casa, ho raccolto la biancheria pulita e mi sono avviata con tranquillità verso la sauna, decidendo di aspettare il mio turno fuori.

Avvicinandomi alla sauna, ho notato all'improvviso che la finestra della sauna, solitamente coperta da una tenda di plastica, quella volta non era coperta, probabilmente perché avevano dimenticato di farlo. Non volevo sbirciare, ma, dopo aver guardato involontariamente all’interno della sauna non riuscì più a distogliere lo sguardo da quello che avevo osservato.

I miei genitori erano abbastanza giovani, all'epoca avevano entrambi quarant’anni ed erano piuttosto belli, soprattutto mio padre, ma non li avevo mai visti in una circostanza come quella! Erano nel mezzo del locale della sauna e si stavano baciando. È chiaro che entrambi erano nudi. Poco dopo smisero di baciarsi, mio ​​padre si spostò un po' di lato e ciò che apparve ai miei occhi mi lasciò semplicemente sbalordita! Un lungo bastone rosa spuntava da un folto cespuglio di peli neri tra le gambe di mio padre! O meglio, all'inizio mi sembrava che fosse un bastone, ma guardando più attentamente, mi resi conto che ciò che vedevo era ciò che viene chiamato pene.

La pelle che copriva il glande, il prepuzio, scivolò leggermente indietro. Il glande completamente scoperto, mostrava una superficie liscia, sorprendentemente lucida e bluastra. Sotto questo meraviglioso "strumento" era appesa una borsa spiegazzata con due palline sporgenti, i testicoli umani, di cui non avevo alcuna conoscenza all’epoca (conoscevo solo quelli animali presenti in fattoria). Ero quasi ipnotizzata dal cazzo di mio padre, incapace di staccarmi da quella visione, pensai: "….è da lì che gli uomini fanno la pipì! Accidenti quanto è grande? Non ho mai visto i pantaloni di papà essere gonfi in quella precisa zona del corpo!"

Volevo così tanto toccare il pene di mio padre che quasi piangevo per la frustrazione! Ero terribilmente invidiosa e allo stesso tempo gelosa nei confronti di mia madre, lei poteva farlo se avesse voluto! Mia madre sembrò obbedire ai miei pensieri. Prese il pene di papà con la mano destra e con la sinistra cominciò a palpare, massaggiando dolcemente i testicoli. Anche la mano destra non rimaneva inattiva sul pene, si muoveva ritmicamente su e giù, tirando indietro il prepuzio, esponendo quasi completamente il glande, che diventava rosso vivo, per poi ricoprirlo nuovamente. Tutto questo non durò a lungo. Dopo pochi minuti, la mamma si è inginocchiata in modo che il pene fosse all'altezza del suo viso, ha spalancato la bocca e lo ha completamente accolto in essa, come se avesse voluto mangiarlo. Mia madre cominciò a muovere ritmicamente la testa, come prima aveva fatto con la mano, ora lasciando scivolare completamente il pene in bocca, ora lasciandolo sfilare in modo che restasse in bocca solo la punta del pene.

Era evidente che a papà piaceva ciò che mamma gli stava facendo. Chiuse perfino gli occhi per il godimento. Dopo un po' di tempo, mio padre, tolse il pene bagnato dalla bocca di mia madre, la sollevò di peso e la pose a sedere sulla panchina. La mamma allargò le gambe sollevandole in modo che la sua fessura scarlatta, che luccicava di umidità, diventasse chiaramente visibile, papà si inginocchiò e, ponendo il capo fra le gambe spalancate di mia madre, premette le labbra sulla sua fica. Anche attraverso il vetro della finestra sentivo mia madre gemere di beatitudine. Papà stava divorando la fica di mia madre... ha letteralmente leccato il suo inguine, infilando più e più volte la lingua in profondità. La mamma con la testa scostata di lato gemeva continuamente.

Mi domandai: "È davvero così bello quello che papà le sta facendo?"

E mentre riflettevo su tutto ciò che stavo osservando mi accorsi che le mie mutandine si erano bagnate.

"È strano, perché dovrebbe essersi bagnate le mie mutandine?" - Ho pensato e contemporaneamente ho infilato le dita della mano negli slip accorgendomi che la mia fica era completamente madida!

"Ho urinato? Me la sono fatta davvero addosso?" - un pensiero stupido mi balenò in mente.

Portai il dito bagnato al naso e lo annusai attentamente. Non era la mia pipì. L'odore non era familiare, era acuto e speziato, chiaramente non era urina. Ho rimesso la mano sulla mia fica e l'ho massaggiata un po'. L'ho fatto in modo puramente istintivo, intuitivo; la mia intuizione si è rivelata sorprendentemente piacevole! Mi sono sentita felice, ero contenta di aver fatto quella scoperta! Mi massaggiai le morbide e tenere labbra dei miei genitali senza distogliere lo sguardo da ciò che i miei genitori stavano facendo.

Da lì a poco qualcosa cambiò. Si presentò ai miei occhi qualcosa di nuovo. Papà smise di stare in ginocchio, si mise in piedi e lasciò che la mamma si alzasse dalla panchina, si girasse di schiena voltandogli le spalle. Mia madre poi si sporse in avanti e poggiò gli avambracci sulla panca facendo sfiorare i suoi grossi seni morbidi e i capezzoli su di essa, assumendo una posizione china, quasi a formare un angolo di 90°. Lei sporse il sedere a mio padre e allargò le gambe di lato. L'apertura dell'ano guardava direttamente l’inguine di papà, come fosse un occhio socchiuso e a quell’orifizio seguiva, tra le labbra carnose e socchiuse della fica, un altro buco.

Papà avvicinò il glande al buco della fica e lentamente, molto lentamente cominciò a immergerlo nelle profondità umide della mamma. Prima scomparve la punta del pene e subito dopo l'intero pene, fino ai testicoli. Subito dopo papà ha fatto riemergere il suo cazzo quasi completamente per spingerlo nuovamente nella fica. Lo tirava fuori e lo spingeva dentro di nuovo, ripetendo meccanicamente sempre lo stesso movimento, più e più volte, senza fermarsi mai, si muoveva, come una macchina munita di un lungo pistone unto di colore rosa, bagnato dalle secrezioni di mia madre.

Io, mentre guardavo, provavo un desiderio irrefrenabile, volevo non solo toccare quel cazzo, ma leccarlo anche! Massaggiavo la mia fica eseguendo movimenti che ritmavano quelli di mio padre, lo facevo con sicurezza, con tutte le mie forze. Ho abbassato le mutandine quasi fino alle ginocchia in modo che non fossero d'intralcio e mentre mi toccavo il mio corpo ha cominciato a provare profonde sensazioni di piacere, i muscoli dell’addome si contraevano spasmodicamente, le gambe tremavano, ho avuto persino paura. Ad un tratto una ondata di brividi, di spasmi muscolari si è impossessata del mio corpo, la mia fica si è contratta convulsamente per lasciare posto ad una piacevole onda calda e dolce, alla quale fece seguito una ulteriore contrazione convulsa. Piacere e contrazioni spastiche si seguivano ripetutamente. Mi sentivo immensamente felice! Non avevo mai sperimentato nulla di simile! Non c'era niente con cui paragonarlo! Ho portato le dita bagnate alla bocca e ho cominciato a leccarle, dito dopo dito! Un aroma sconosciuto, ma così gradevole, mi riempì tutta la bocca, e ingoiai questo liquido denso, acido e speziato. Mi strofinai ancora la fica, mi leccai di nuovo la mano.

Probabilmente la cosa sarebbe andata avanti per molto tempo, ma ciò che attirò la mia attenzione fu che il ritmo dei movimenti di papà stava cambiando. Adesso si muoveva ritmicamente con velocità. Tirò fuori di colpo il membro, ormai paonazzo, dalla fica della mamma e gemette voluttuosamente mentre il pene, improvvisamente, contraendosi convulsamente fece uscire un fluido bianco e denso direttamente sulle natiche e sulla schiena di mia madre, e poi un altro e un altro fiotto ancora e un altro e ancora uno!

La mamma si voltò rapidamente a guardare il cazzo di papà e in quel momento l'ultimo potente getto le colpì il volto.

La mamma afferrò il cazzo e cominciò a leccarne le gocce bianche e dense rimaste sul glande. Poi papà baciò la mamma con gratitudine, ho visto come il pene, che prima sporgeva come un grosso bastone, ha cominciato a restringersi e ad afflosciarsi come succede a un palloncino gonfio quando lo si fora facendo fuoriuscire l'aria! Molto rapidamente si trasformò da uno strumento potente in un baccello quasi patetico delle dimensioni di un dito e questo mi permise di capire perché quando papà indossava i pantaloni non appariva alcun gonfiore in corrispondenza della patta!

Papà ha afferrato con le dita il membro afflosciato e ha iniziato a urinare, ha fatto la pipì direttamente sul corpo della mamma e lei, ridendo allegramente, volteggiava sotto questo ruscello giallastro, come sotto una doccia. Poi si è inarcata comicamente all'indietro, puntando il suo monticello pubico, ricoperto da riccioli di peli, verso papà, e gli ha inviato un potente fiotto di urina. Papà si è chinato, mettendo il viso sotto di lei e ha aperto la bocca! Ha bevuto l'urina di mamma ed era contento!

Per qualche motivo mostrava contentezza? Poi all'improvviso io stessa ho sentito il bisogno di urinare. Ho sfilato velocemente le mutandine, rimaste poggiate precedentemente alle ginocchia e cascate successivamente sulle caviglie, e senza accovacciarmi, come facevo di solito, ho allargato le gambe inarcandomi come mia madre e ho fatto uscire il mio ruscello. Ho pisciato a lungo e, stranamente, ho ricevuto una sorta di piacere anche mentre espletavo questo bisogno ordinario, probabilmente perché immaginavo di fare pipì sul volto di mio padre!

Mentre i miei genitori, nello spogliatoio, si rivestivano, mi sono allontanata velocemente da quel luogo e non appena i miei genitori son venuti fuori mi sono incamminata lentamente verso la sauna stessa. I genitori, rosei e fumanti, uscirono ridendo, si tenevano per mano e si guardavano negli occhi.

“Quanto siete felici!” - pensai con invidia, e dissi ad alta voce rivolgendomi a me stessa - “Goditi il ​​bagno!”

“Devo venire a massaggiarti la schiena?” - chiese mio padre scherzando, e subito arrossii fino alla radice dei capelli, immaginandomi nuda davanti a mio padre! Era spaventoso solo il pensiero, ma lo volevo! Papà, evidentemente notando la mia reazione, non ha detto nulla e mentre si allontanava ha sussurrato qualcosa all'orecchio della mamma.

Io, dopo essermi spogliata, sono entrata nella sauna, ho guardato là dove erano cadute alcune gocce di sperma, i miei genitori avevano dimenticato di ripulire sia la panca che il pavimento. Una goccia bianca e densa pendeva da un asse della panca. Senza alcun disgusto raccolsi la goccia di sperma di mio padre nel palmo della mano. Ho avvicinato questa goccia densa al mio viso, l'ho annusata e ho ricordato come volava fuori dal piccolo foro all'estremità del glande di mio padre. Mi son fatta coraggio e ho leccato la goccia. Stranamente il suo sapore non era affatto disgustoso e l'ho ingoiata. Oh, come avrei voluto leccare lo sperma ancora caldo, direttamente dal cazzo di papà, ancora meglio se mi avesse sparto il flusso viscoso in bocca direttamente! Come lo desideravo!

Mentre mi insaponavo, involontariamente ho cominciato a strofinarmi la fica, allargando le gambe, con il sapone era ancora più piacevole. Ho immerso le dita in profondità, fino a quanto consentito dal mio imene, ho esplorato con la mano le grandi e le piccole labbra, ho avvicinato i polpastrelli delle dita della mia mano al clitoride e ho cominciato a massaggiarlo delicatamente. Il clitoride rispondeva al mio tocco con un sottile tremore. Ero così felice che mi ero dimenticato di tutto, anche di richiudere la tenda della finestra che poco prima mi aveva permesso di assistere a quell’indimenticabile spettacolo e questo è stato il mio errore, un felice errore!

Papà era uscito a fumare in veranda e, proprio come me un'ora prima, ha notato che la finestra non era coperta dalla tenda. Anche lui non aveva intenzione di spiarmi, ma quando mi ha vista, sdraiata sulla panca di legno mentre mi massaggiavo la fica, tenendo chiusi gli occhi per il piacere, ha chiamato subito mia madre e sono rimasti insieme a guardare la mia “performance”.

Se avessi saputo allora di essere osservata, probabilmente, sarei bruciata per la vergogna. Ma non lo sapevo e quindi ho fatto senza alcuna preoccupazione tutto ciò che era necessario per raggiungere l'orgasmo.

Quando tornai a casa dopo essermi lavata, notai subito che i miei genitori mi guardavano in modo strano. Avevano già discusso di tutto e ora stavano solo pensando a come iniziare con me la giusta conversazione. Alla fine la mamma ha iniziato dicendo:

“Sara, sei già grande. Io e papà abbiamo visto mentre ti masturbavi in ​​sauna.”

Mi sono scese le lacrime dagli occhi! Avrei voluto scomparire. Mai in vita mia mi sono vergognata così tanto! Poi è intervenuto papà:

“Hai frainteso mamma! Non ti stiamo sgridando. Ciò che hai fatto è normale per una ragazza della tua età. Ti stiamo parlando perché abbiamo semplicemente paura che in questo villaggio, dove non ci sono coetanei maschi, tu, avendo desideri sessuali e non essendo in grado di soddisfarli pienamente, potresti non capire come dare sfogo alla tua sessualità, per questo motivo, la tua vita sessuale potrebbe essere compromessa.”

“Hai bisogno di un insegnante” - intervenne mia madre - “un insegnante maschio. La prima esperienza sessuale dovrebbe avvenire sotto la guida di un uomo esperto che sa cosa è giusto che tu faccia.”

“Ma non ci sono uomini..." dissi.

“Cosa sei, cosa sei.” - mia madre agitò le mani - “C'è un uomo, ed è esattamente il tipo di cui hai bisogno.”

“Chi è questo?” - chiesi sconcertata, pensando febbrilmente a tutti i pochi contadini del villaggio.

“Tuo padre è l’uomo che può insegnarti a diventare donna." - ha detto sorridendo la mamma.

Ho quasi perso conoscenza per quello che ho sentito. Balzai in piedi, volevo correre via da quella casa. Tutto dentro di me ribolliva senza sosta! Il groviglio di emozioni che divampò fu davvero sconvolgente, vergogna, paura, gioia, orrore, speranza, desiderio e risentimento.

Papà non mi ha lasciato scappare da nessuna parte, mi ha afferrata forte per le spalle e mi ha fatto sedere con decisione sul divano accanto a lui.

“Calmati e ascoltaci attentamente” - ha detto molto seriamente - “ti ho mai offeso o costretto a fare qualcosa di sgradevole o vergognoso?”

“No, ma...” - Non sono riuscita a trovare altre parole.

“Pensi che questo non si dovrebbe fare con papà?” - La mamma è venuta in soccorso.

“SÌ! Questo è proibito!”

“Proibito da chi?”

"La legge!" Risposi incerta.

"La legge vieta i matrimoni tra parenti stretti.” - ha iniziato a spiegare rigorosamente papà, come in una lezione - “Voglio solo insegnarti ad essere una donna. Consideralo come un corso di formazione. Credi che io, amandoti con tutta l'anima, possa farti del male?! In questo momento tu, avendo già assaporato un piccolo pezzo della magia del sesso, non puoi fermarti! Se continuerai a masturbarti segretamente, col tempo, manifesterai un sacco di complessi irrisolvibili, o peggio ancora, ti concederai a qualche uomo ignobile ottenendo, come conseguenza, un'avversione totale per il sesso con gli uomini per tutta la vita. Mamma e io non vogliamo costringerti a fare nulla che tu non voglia, ma dopo averti vista, crediamo che tu stia desiderando fare sesso. Ammettilo tu stessa, lo abbiamo visto, lo abbiamo percepito! Il fatto è che da sola la masturbazione, come fai adesso, non è sufficiente, ti comporterà l’irritazione del clitoride senza che tu ottenga adeguatamente il piacere dalla stimolazione vaginale da parte del membro maschile. Questa è spesso una tragedia per una donna, soprattutto se vive con un marito esigente che desidera che la propria moglie sappia cosa significhi avere un orgasmo mentre fa sesso con il suo uomo.

Ho ascoltato la voce calma di mio padre e mi sono rasserenata. Mi ha parlato con semplicità di argomenti che credevo non poter affrontare con alcuna persona, soprattutto con i miei genitori. Questo mi ha fatto sentire serena e in pace con me stessa e con i miei genitori! Ho davvero capito che loro volevano solo il meglio per me e non vedevo più nulla di vergognoso o spaventoso nella loro proposta e alla fine ho deciso:

“Sì, papà, hai ragione” - dissi - “Voglio che tu mi insegni tutto su come avere una corretta vita sessuale!”

“Io e mamma, non solo io!” - chiarì papà.

Si guardarono e risero allegramente e questo mi ha dato tranquillità, non mi sentivo così bene da molto tempo. Abbracciai forte mio padre, mentre la mamma si alzò per andare ad aprire la porta della stanza da letto. Mio padre tenendomi stretta fra le sue braccia mi condusse sul letto matrimoniale sul quale mi fece distendere e sedendosi al mio fianco, cominciò a baciarmi il collo. Mi diede dei baci dolci che a me sembrarono farfalle svolazzanti attorno al mio viso. Provai un piacere intenso che mi provocò la pelle d’oca

Papà comprese cosa mi stava succedendo, probabilmente a causa del mio respiro accelerato. Si allontanò un po' da me, voleva che io lo spogliassi mentre lui faceva altrettanto con me.

“Questo,” - disse papà - “è uno degli elementi fondamentali del gioco sessuale” - invitandomi a ricordare in futuro questo primo insegnamento. Mi sbottonò la parte posteriore del vestito, cominciò molto lentamente a sfilarlo. Le dita di mio padre sfiorarono le mie cosce tremanti. Papà era sicuramente eccitato, ma non lo dava a vedere. La mamma ci osservava con attenzione, la sua eccitazione era evidente, se non altro dallo scintillio dei suoi bellissimi occhi grigi.

Il mio vestito scivolò via dalle spalle. Non avevo il reggiseno, i miei seni piccoli e sodi spuntarono fuori. Papà deglutì: non si aspettava che il seno fosse privo del reggiseno. Con gli occhi intenti a guardare i miei seni, con un solo gesto, mi sfilò il vestito lasciandomi coperta dalle sole mutandine.

“Sì! Gli slip di Sara sono già bagnate!” - esclamò la mamma che allungò la mano per sfilare questo piccolo indumento di stoffa blu con un’evidente e larga macchia al centro. Papà fermò la mano della mamma dicendo con fermezza a bassa voce:

“Non avere fretta, lo farò io!”

Papà poggiò le labbra sul mio capezzolo sinistro facendolo diventare subito turgido, accarezzò il seno destro massaggiandolo. Poi premette le labbra sul capezzolo destro e cominciò a massaggiare il sinistro con l’altra mano. Mi sono sentita terribilmente felice e le mie mutandine si sono bagnate ancora di più.

“Mauro, toglile le mutandine! Sono completamente madide di umori!” Ordinò la mamma.

Papà si staccò dai miei capezzoli gonfi e si accovacciò davanti a me. Avvicinò il viso alle mie mutandine e vi affondò il naso, inalando avidamente l'odore delle mie secrezioni. Mi sono tirata indietro, ma lui mi ha afferrato le natiche con i palmi delle mani e mi ha tirato verso di sé. Il naso di papà è entrato dritto nella fessura della mia fica, premendo più a fondo il tessuto delle mie mutandine. Poi papà ha cominciato a tirarle giù. Con la bocca ha raggiunto i peli pubici, con le mani ha fatto scivolare via gli slip in modo tale da rendere visibile tutta la mia fica bagnata, la fica si aprì e papà poggiò la bocca su di essa baciandola e leccandone il succo. Si alzò in piedi e io vidi quanto i suoi pantaloni erano gonfi davanti!

Iniziai a sbottonargli la camicia, le mie mani tremavano così tanto che non potei far fronte a un compito così banale, papà stesso sbottonò tutti i bottoni e si bloccò, aspettando le mie ulteriori azioni. Prima gli sfilai la camicia, poi sfilai i suoi jeans dai fianchi molto più velocemente di quanto avessi cercato di fare con la camicia. Il suo cazzo sporgeva dalle sue mutande.

“Cosa stai aspettando Sara?” - ha chiesto la mamma invitandomi a procedere. Con la coda dell’occhio ho visto che dopo aver sistemato i vestiti di papà, la mamma aveva tolto la vestaglia e si era seduta sul letto completamente nuda accanto a me ad aspettare. Ho tirato giù le mutande di mio padre con entrambe le mani, era come se il suo cazzo stesse proprio aspettando questo; saltò immediatamente fuori dai boxer e ondeggiò davanti a me in tutto il suo splendore, ero incapace di staccarmi dal quadro che si apriva davanti ai miei occhi.

Papà, a quanto pare, ha capito cosa mi stava succedendo. Il suo cazzo, proprio accanto al mio viso, ondeggiava da una parte all'altra, quasi a volermi colpire sul naso, poi si immobilizzò, vibrando solo leggermente davanti a me.

Era la prima volta che vedevo un pene così da vicino, mi ha affascinato la sua bellezza! Sporgeva dai peli neri, folti e ricci, ad angolo acuto, quasi in posizione verticale. Non so quanto fosse lungo, ma sicuramente non meno di venti centimetri. Era ricoperto di vene gonfie e sottili di colore blu scuro, motivo per cui ispirava uno strano rispetto. La parte superiore del pene era incoronata da un glande massiccio, la cui sommità era leggermente aperta sotto il prepuzio teso.

"Prendilo tra le mani ed esaminalo attentamente" - ha detto papà.

Ho toccato il pene con il dito e il pene ha risposto con un salto convulso verso l'alto. Poi l'ho afferrato con tutto il palmo della mano, sentendone la straordinaria durezza, come se ci fosse un osso nascosto sotto la pelle. Tuttavia, quando ho portato il palmo della mano alla testa del pene, ho sentito che era morbida e questo mi ha sorpresa ancora di più.

"Stringilo nella tua mano!" - sussurrò papà. Era molto, molto soddisfatto del mio tocco.

Con attenzione ho liberato il glande dalla pelle che lo ricopriva. Si mosse facilmente, rivelando quasi completamente la testa violacea, osservando più attentamente e da vicino, ho visto che la pelle che ricopriva in glande era collegata alla testa da una striscia coriacea molto stretta.

Ho esaminato il foro al centro della sommità della testa. Era circondata da due minuscole labbra rosee. Era bello! Volevo baciare quelle piccole labbra presenti sul cazzo di papà.

Papà era stanco di stare davanti a me in quella posizione e ha detto:

“Meglio stare entrambi sul letto per continuare la nostra conoscenza. Fallo scivolare nella tua bocca, non aver paura”.

La mano di mia madre si posò sul bellissimo cazzo così velocemente che non ho avuto nemmeno il tempo di pensare e ha spinto il cazzo di mio padre direttamente nella mia bocca, non ho fatto in tempo a dire nulla, perché la testa violacea e lucida mi è subito scivolata tra le labbra riempiendomi tutta la bocca. Era delizioso! La mia lingua si è subito messa al lavoro iniziando a esaminare attentamente il nuovo oggetto a sua disposizione. Il glande era morbido, soffice, molto tenero. Me ne sono accertata leccandolo e stringendolo delicatamente fra i denti. Per un secondo ho tenuto la punta della lingua, tremante per l'eccitazione, sul gonfiore vicino al buco proprio al centro del glande. Aveva un sapore salato. Ho pensato che il sapore dipendesse da gocce di urina fuoriuscite casualmente dal cazzo di mio padre. Involontariamente ho deglutito e il pene di papà si è spostato più in profondità nella mia bocca fino a toccare l’ugola.

Con la lingua ho sentito l’anello spesso del prepuzio che abbracciava la punta del pene, subito dopo il pene diventava durissimo come la roccia! Papà sembrava in estasi, io anche, ero davvero estasiata. Sentivo il bisogno di accarezzarmi la fica bagnatissima. Non appena le dita della mano l’hanno accarezzata, ho avvertito la presenza di un liquido denso e caldo che ricopriva le grandi labbra. Ho guardato in direzione di mia madre e ho visto che stava avvicinando la bocca al mio pube. Ha iniziato a baciare e leccare attivamente la fica ancora vergine. Gemevo di piacere e per quanto fosse possibile, tenevo in bocca il cazzo vibrante di mio padre. Vibrava, pulsava e cominciava a contrarsi ritmicamente. In quell’istante Papà ha detto con voce soffocata...

“Giulia! Non ce la faccio più.” – rivolgendosi a mia madre.

La mamma ha improvvisamente staccato la bocca dalla mia fica e ha detto a voce alta:

“Sara preparati.”

Non ha avuto il tempo di dire altro perché la mia bocca si è subito riempita di un liquido denso e speziato. Ho deglutito senza volerlo. Gli schizzi di sperma si sono susseguiti velocemente, non sono stata in grado di ingoiare tutto lo sperma e dagli angoli della mia bocca sono fuoriusciti due rivoli bianchi, colati poi sul mento e sul collo. La mamma velocemente con la lingua ha raggiunto i rivoli di sperma che colavano sul mio viso e sul collo leccandoli avidamente come fossero un preziosissimo nettare. Papà tirò fuori il pene dalla mia bocca e lo diresse nella bocca aperta in modo invitante di mia madre. Altri due potenti getti biancastri colpirono il volto di mia madre riempiendole la bocca. Una goccia di sperma venne fuori dal buco rimanendo sospesa al pene, mia madre la leccò via come una rana cattura con la lingua una mosca. Quando l’eiaculazione ha avuto termine e non c’era più traccia di sperma ho preso di nuovo in bocca il pene di mio padre, spingendo le mie labbra fino ai testicoli. I peli neri e ricci mi solleticarono il naso, ma resistetti e non starnutii. Mi accorsi che il pene cominciava a “sgonfiarsi” con rapidità nella mia bocca. Papà ha tolto dalla mia bocca il pene raggrinzito e con la mano ha scoperto il glande dal prepuzio per poi appoggiarsi allo schienale del divano sbuffando beatamente. Il suo pene, che nel frattempo era diventato piccolo, gli pendeva sopra la coscia destra inanimato.

Mia madre non gli permise di riposarsi, ha iniziato a toccare il cazzo che pendeva, ha teso il prepuzio, ha accarezzato i testicoli ed è avvenuto un miracolo!

Il pene rugoso cominciò improvvisamente a riempirsi di forza e a gonfiarsi proprio davanti ai nostri occhi! Ho allungato la mano e ho toccato il glande esposto. Il membro tremò al mio tocco e sembrò diventare ancora più duro.

"Bene, Sara" - ha detto la mamma - "sei pronta per la cosa più importante?"

La mia bocca si seccò immediatamente e la mia fica ebbe delle convulse contrazioni. Dio quanto lo desideravo, ma avevo paura allo stesso tempo! Mamma e papà percepirono i mie timori. Il palmo della mamma scivolò tra le mie cosce, cominciò a massaggiare delicatamente il mio pube riccio, il suo indice si posò sul mio clitoride iniziando ad accarezzarlo delicatamente, sfiorandolo appena. La mia fica cominciò a schiudersi poco per volta mentre il dito di mia madre affondò nella vagina.

“Sei tanto bagnata!” - esclamò la mamma. - “Vedrai, avvertirai solo un leggero dolore.”

“Non aver paura, ti piacerà.” - mi ha sussurrato papà avvicinandosi a me. Avvicinò il capo al mio viso, mi baciò delicatamente, succhiò con avidità le mie labbra facendo penetrare la sua lingua calda nella mia bocca e iniziò a giocare con la mia lingua. Le mani di papà sono sono scivolate sul mio seno, mi ha pizzicato con cura i capezzoli cominciando a massaggiarli dolcemente. I capezzoli diventarono subito duri. Poi papà ha abbassato il palmo della mano destra tra le mie gambe prendendo il posto di mia madre. Le mia fica ebbe nuove forti contrazioni. Avevo paura di ciò che sarebbe successo.

"Sara, rilassati" - mi ha sussurrato papà direttamente all'orecchio lambendo con le labbra il lobo dell'orecchio provocandomi un leggero brivido in tutto il corpo.

Gemetti involontariamente per l'ondata crescente di voluttà. Le labbra della mia fica si aprirono immediatamente e sentii semplicemente il liquido che scorreva giù dalla vagina in fiamme.

Papà staccò la bocca dal mio orecchio andandola a poggiare subito dopo sulla mia fica. Leccò e ingoiò la mia secrezione vaginale.

Mi sono inarcata come un gatto, spingendo con forza la fica nella bocca di mio padre. La lingua di papà si muoveva nella vagina simulando un rapporto sessuale. Ha leccato ogni piega della mia fica, mi ha massaggiando il clitoride gonfio e indurito. Ho pensato: “Dio ti benedica papà!”

Non avevo mai provato niente del genere, mai provato una simile esplosione di dolcezza, nemmeno quando mi masturbavo!

Ho perso conoscenza per qualche secondo. La mia fica contraendosi convulsamente versò un liquido dall'odore pungente e speziato sul viso di mio padre. Tirò indietro il volto non aspettandosi una simile eruzione, ma subito dopo, con la bocca spalancata, ingoiò il muco caldo che sgorgava come fosse un nettare magico!

Si tirò indietro velocemente con il corpo mostrando il cazzo sporgente come l'albero di una nave. Avvicinò il pene turgido con il glande cremisi alla mia vagina tremante e cominciò lentamente a immergersi in essa, allargandola sempre di più.

Non avevo più paura, desideravo sentirlo dentro di me. Ho spinto il bacino verso il membro che entrava lentamente, ho provato dolore mentre mi penetrava, il mio imene gli impediva di scivolare dolcemente nella cavità vaginale .

Papà ha eseguito un movimento brusco facendosi largo dentro di me con forza e rapidità, non prestai attenzione al dolore acuto e istantaneo quando la mia verginità mi fu strappata perché la mia mente era inebriata dalle sensazioni di piacere. Pensai: “Sono diventata una donna!”

Nel frattempo papà ha aumentato il ritmo. Il suo pene si muoveva senza sosta dentro di me, massaggiando la mia vagina, che non era abituata a un simile trattamento.

“Mauro! Non venirle dentro!” - La mamma ha urlato.

Bruscamente mio ​​padre ha sfilato il cazzo dalla vagina e ho visto, in quell’istante, che il pene si contraeva e dal foro posto sul glande usciva un denso flusso bianco che mi inondava il petto, lo stomaco e le gambe. Alcune gocce sono arrivate anche al mio viso colpendo le labbra, le ho leccate via velocemente. Era bello il cazzo di papà! Era lucido a causa delle mie secrezioni ed era leggermente macchiato di sangue, come un combattente ferito, quello era il sangue lasciato mentre perdevo la verginità.

Il flusso di sperma si è fermato. Papà ha afferrato il pene con una mano e lo ha usato per spalmare la sborra sulla mia pelle. Il pene di papà si è teso di nuovo, riempiendosi di durezza granitica. Volevo disperatamente che entrasse di nuovo in me. Ho afferrato il pene con la mano e ho cercato di guidarlo nella mia vagina, ma papà me lo ha strappato bruscamente dalle mani.

“Non puoi, tesoro, c’è dello sperma, puoi rimanere incinta!” - Papà ha spiegato - “Proviamo diversamente. Mettiti carponi in ginocchio sul letto.”

Ho obbedito ma non capito cosa volesse fare papà.

"Allarga di più le gambe" - disse.

Ho fatto anche questo. Papà ha passato il palmo della mano sul mio addome raccogliendo un po' di sperma, e poi ha iniziato a strofinarmi l'ano, spingendo anche parte dello sperma all'interno con le dita. A quel punto ho capito cosa stesse per fare papà, ma allora non sapevo che il sesso anale fosse diffuso e non rappresentasse nulla di vergognoso o spaventoso. Io pensavo esattamente il contrario, ed è quello che ho detto a mio padre. Lui e la mamma hanno riso insieme alle mie parole, e poi papà ha detto molto seriamente:

“Ricorda, figlia, non c'è niente di proibito o di vergognoso quando si fa sesso. Ciò che piace a entrambi i partner è accettabile e normale. Non hai ancora provato questo tipo di rapporto. Ora, se non ti piace, non ti chiederò mai più di farlo, ma prima devi provare.”

Dopo aver detto queste parole ha appoggiato la punta del suo pene contro il buco del mio culo.

Il mio ano e il cazzo di papà erano scivolosi per via dello sperma spalmano, papà è entrato in me con una rapidità sorprendente. La sensazione era insolita, ma in realtà non c'era nulla di spiacevole. Viceversa. Sentivo che la mia fica era di nuovo gonfia e inzuppata di succo. Ho abbassato la mano e l'ho accarezzata con le dita.

Papà muoveva il suo cazzo nel mio culo con tutte le sue forze. Tutto era fantastico! Mi sentivo come se stessi "volando via" e ho cominciato ad accarezzarmi la fica ancora di più. La cosa andò avanti per un bel po', ma alla fine papà emise un verso soffocato, si irrigidì e il suo pene cominciò a pulsare dentro di me e avvertii un flusso caldo di sperma cominciare a riempirmi il retto. In quel preciso istante ho goduto intensamente, ho avuto un violento orgasmo e ho urlato qualcosa di incomprensibile.

Subito dopo ci siamo rilassati tutti e tre sul letto matrimoniale. La mamma era la meno “stanca” di tutti, perché aveva “fatto l'amore” solo una volta nella sauna. Mamma con la mano cerò di afferrare il pene afflosciato di papà, ma lui la scostò dolcemente si sporse verso il suo viso, la baciò sulle labbra e disse, in tono di scusa:

"Giulia, non farlo. Lasciarlo riposare per almeno mezz'ora, poi tu ed io ricominceremo e lasceremo che Sara guardi e studi!” - Papà mi ha fatto l'occhiolino allegramente.

“Papà, quando hai... imparato?” - Ho chiesto all'improvviso.

Papà guardò la mamma con uno sguardo un po' imbarazzato.

La mamma all'improvviso ha riso, ma subito è diventata di nuovo falsamente seria.

“Giulia, tua madre, l'ha fatto per la prima volta con tuo padre e con la sorella di tuo padre.” – disse papà

“Con la Zia?!” - esclamai, ansimando. - “Con zia Katya?”

“Beh si!” - Papà disse sorridendo.

Mi sono seduta sul letto spalancando gli occhi per la sorprendente notizia ricevuta, papà mi ha preso dolcemente per le spalle e mi ha fatto sdraiare di nuovo.

“Ascolta!” - ha detto - “Sono certo che ti piacerà questa storiella. Frequentavo le superiori, zia Katya aveva due anni meno di me. Avevo cominciato a masturbarmi diversi anni prima, giocavo con il mio cazzo, pensando alle ragazze. Questa, ovviamente, non è un'attività molto buona, te l'ho già detto, ma per i ragazzi non è così pericolosa: quasi tutti i ragazzi ci sono passati. Un giorno ero a letto e ho subito tolto la biancheria intima sotto le coperte, ho stretto il mio cazzo con la mano e ho cominciato ad accarezzarlo dolcemente. Quando è "cresciuto" un po', ho staccato con cautela la pelle dalla testa con due dita e ho tirato, tirato, tirato, tirato, tirato... e così via finché il mio pene non è diventato rigido, allungandosi per tutta la sua lunghezza. Poi mi sono sdraiato a pancia in giù e con tutto il corpo ho imitato il rapporto sessuale con il materasso. Sì, sì, non ridere, immaginavo che sotto di me ci fosse una ragazza della nostra classe, o una vicina del cortile, o... Katya. Il pene sfregò contro il lenzuolo e questo mi dava piacere! Dopo aver sfregato il cazzo sulle lenzuola arrivava il momento in cui il mio respiro improvvisamente si interrompeva e il mio pene cominciava a contrarsi. Si contorceva da solo, come se fosse vivo, e io, muovendo su e giù su di esso il palmo della mano leggermente serrato, provavo un piacere intensissimo! Questo si chiama “orgasmo”, allora non lo sapevo. Ala prima volta ho avuto un orgasmo senza eiaculazione ma un giorno, o meglio una notte accadde l’inaspettato, ebbi la mia prima eiaculazione. Era solo una piccola goccia, ma ho avuto paura quando l'ho sentita nel palmo della mano! Ho pensato che fosse sangue che usciva dal pene, perché quello che stavo facendo era dannoso e pericoloso. Accesi la lampada da tavolo e allungai il palmo verso di essa. Uffa! Non era sangue! Ma non era urina, come avevo anche pensato. Il liquido era biancastro e denso. Mi sono calmato e ho continuato a ripetere quella esperienza quasi ogni notte. Godevo tutti i giorni, dei giorni anche più volte.

Devo dire che giocare con il cazzo sotto una coperta al buio e farlo invece all’aperto in piena luce del sole sono cose completamente diverse! Di notte ci sono solo sensazioni e sogni, di giorno c'è anche la vista che rende le cose più piacevoli e divertenti. Come mi sembrava bello il mio pene sporgente con il glande scoperto! E come avrei voluto che qualcuno lo vedesse! Desideravo tanto che le ragazze mi guardassero mentre mi masturbavo! "E se lo mostrassi a Katya?" - ho pensato un giorno - "Se allo stesso tempo le chiedessi di mostrarmi la fica?" Questo pensiero mi provocò l’orgasmo e venni con un flusso di sperma nell'acqua limpida della vasca da bagno e vidi affondare lentamente la sborra sul fondo della vasca.

Il mio letto e quello di Katya erano uno accanto all'altro, con le testiere una di fronte all'altra. Quella sera, quando andammo a letto, prima di addormentarci, cominciammo a parlare sottovoce di un po' di tutto. Mia sorella raccontò che quel giorno era andata in piscina per la prima volta con la classe, descrivendo passo passo tutto quello che aveva fatto.

“Hai fatto la doccia con tutta la classe insieme ai ragazzi?” - ho chiesto facendo finta di essere uno stupido.

“Di cosa stai parlando, non ci siamo spogliati nudi lì!” – disse Katya indignata.

“Cosa c'è che non va?” - Ho chiesto a Katya. - “Non sei interessata a vedere come è fatto il corpo nudo di un ragazzo?”

"Certo che sono interessata." - sussurrò Katya.

“Non hai mai visto il cazzo di un ragazzo?” - Chiesi.

“Ovviamente no!” - rispose.

“Vuoi vedere il mio?” – dissi.

"Sì..." sussurrò mia sorella in modo appena percettibile.

“Vuoi davvero che ti mostri il mio?” - ho chiesto ancora e mi è venuta persino la pelle d'oca.

"Sì…!" - sussurrò di nuovo Katya - “Fammi vedere il tuo!”

“Te lo faccio vedere, ma prima tu avvicinati qui accanto a me...”

Avevo paura di accendere la luce, perché i miei genitori potevano entrare e chiederci perché non dormivamo. Ecco perché presi la torcia dalla scrivania e mi infilai di nuovo sotto la coperta. Ho abbassato la biancheria intima fino alle ginocchia, notando allo stesso tempo che il mio pene era già "in forma per il combattimento". Ho acceso la torcia sotto la coperta, ho sollevato la coperta e ho sussurrato con le labbra improvvisamente secche...

“Guarda!”

Katya si sporse dalla spalliera del letto e cominciò a respirare proprio accanto al mio orecchio.

“Oh!” - lei sussurrò. - “Che bello! Grande!”

“Vuoi toccarlo?”

“SÌ!” - Katya allungò la mano e mi toccò con molta, molta delicatezza il pene, sembrava provasse un certo timore a farlo.

“Non aver paura, tocca con più audacia!” - Mi sono anche avvicinato un po' di più a Katya per farla sentire più a suo agio. Lei ha afferrato il mio pene con il palmo della mano e ha cominciato a palparlo con maggiore sicurezza. Afferrò con decisione il glande e disse:

“Oh! Come è morbido!”

"Si chiama testa del pene" - dissi.

"E nel mezzo è come la mia fica, solo molto piccola" - ridacchiò Katya.

Questo mi ha dato un motivo per chiedere a Katya.

“Adesso mi fai vedere tu cosa nascondi nelle mutande?” - Ho chiesto.

Mia sorella ha liberato il mio pene dal palmo della mano e mi ha chiesto sottovoce:

“Non riderai?”

“Perché dovrei ridere?” - Ho chiesto.

“Tu hai una cazzo così bello, la mia... fessura è brutta!”

Katya mi ha fatto sorridere, ma mi sono controllato e le ho promesso solennemente che non avrei riso.

Lei prese la torcia e la infilò sotto la coperta. Ha tolto le mutandine agitandosi sotto le lenzuola e poi ha sussurrato:

“Guarda!”

Le cosce di Katya erano di un bianco brillante alla luce della torcia. Dove si univano le cosce, proprio in fondo all'addome, era visibile un piccolo tubercolo, con una fessura al centro. Rimasi senza fiato, il mio cuore cominciò a battere all'impazzata e il mio pene, sul quale non avevo ancora messo le mutande, sembrava crescere ancora di più.

“Posso toccare?” - ho balbettato. Ho fatto scivolare il dito medio lungo la fessura tra le gambe di mia sorella e in cima mi sono imbattuto in qualcosa di piccolo e duro, che al tatto mi ricordava un minuscolo pene. Questa scoperta mi ha stupito tantissimo! Non avrei mai pensato che le ragazze potessero avere qualcosa che spunta fuori da lì! Con le dita della mano ho toccato il tubercolo morbido e allo stesso tempo elastico, caldo e tenero. Il dito medio della mia mano è caduto proprio nell'interessante fessura, era particolarmente liscia e leggermente bagnata.

Ero così eccitato che ho capito che, di lì a poco sarei venuto. Mi sono staccato da Katya e sono scivolato rapidamente nel mio letto, chiedendomi se raggiungere l'eiaculazione da solo o lasciare fare a Katya.

“Cosa fai?” - chiese Katya sorpresa. Non capiva perché avevo smesso di accarezzarle la fica e mi ritiravo così frettolosamente.

“Adesso ti faccio vedere la cosa più interessante…” - le dissi e cominciai, ma poi all’improvviso la porta della nostra stanza si aprì e si udì la voce arrabbiata di mia madre:

“Perché state sussurrando?!” - Mettetevi a dormire velocemente! Domani dovete andare a scuola!”

Ho iniziato a sudare freddo, immaginando cosa sarebbe successo se mia madre fosse entrata nel momento in cui Katya mi stava masturbando il pene! Il cazzo si ritrasse immediatamente ad un pensiero del genere. Subito ho deciso da solo che queste cose con Katya le avrei rifatte solo in assenza dei miei genitori! E un'opportunità del genere si è presentata letteralmente il giorno successivo.

Dopo cena, papà e mamma iniziarono a prepararsi per andare da qualche parte.

"Andiamo da zia" - ha detto la mamma - “Torneremo tardi, quindi assicuratevi di essere a letto per le dieci, prima del nostro ritorno!”

La mamma ha baciato me e Katya sulle guance, l'odore speziato del profumo di mamma era gradevole e poi i nostri genitori sono andati via.

Katya e io siamo rimasti soli! L'avevo desiderato così tanto, e ora... non sapevo cosa fare, da dove cominciare! Katya si è seduta per giocare con le sue bambole e io ho vagato per la stanza come una persona irrequieta, cercando di capire da dove iniziare la conversazione.

Katya, dopo qualche istante, ha lasciato le sue bambole ed è andata in bagno.

“Dove stai andando?” - ho chiesto, anche se era chiaro.

“Devo fare la pipì!” - rispose Katya, fermandosi e guardandomi in modo strano, come se si aspettasse qualcosa.

“Posso dare un'occhiata?” - Ho chiesto inaspettatamente.

"Puoi!"- Katya annuì e sorrise. Non aveva dimenticato quello che ieri avevamo fatto e stava aspettando l’opportunità per continuare!

Katya andò in bagno, lasciando la porta aperta. Rimasi sulla soglia e guardai mia sorella con gli occhi spalancati. Sollevò l'orlo del vestito e velocemente tirò giù le mutandine rosa fino alle ginocchia. La sua adorata fessura scura balenò davanti a me, Katya si sedette rapidamente sul water. Mi sono sporto in avanti. Mia sorella lentamente, come se giocasse con la mia impazienza, allargò le gambe, sollevò ancora più in alto l'orlo del vestito, e poi vidi un sottile ruscello scorrere dalla sua fessura rossa aperta, all'interno della quale c'erano altre pieghe. Poi il ruscello divenne più solido o qualcosa del genere, cominciò a gorgogliare in qualche modo in modo particolarmente melodioso, e poi cominciò a indebolirsi di nuovo e alla fine si interruppe, la sorellina immediatamente saltò in piedi, tirandosi su le sue mutandine e mentre guardavo tutto questo, sentivo che anch'io avevo una voglia irrefrenabile di fare la pipì! Tolsi il pene dai pantaloni, in quel momento era piccolo e tenero e Katya sussultò addirittura:

“Oh! Quanto è piccolo! Era grande ieri!”

“Aspetta! Non essere impaziente” - rassicurando mia sorella.

Ho urinato un flusso potente. Katya ha guardato la mia minzione con entusiasmo, come se stessi eseguendo un una performance teatrale! Alla fine mi sono scrollato di dosso le ultime gocce e... ho nascosto il cazzo nei pantaloni. C'era evidente rammarico negli occhi di Katya, come se le avessi nascosto un giocattolo interessante.

“Non aver paura, entriamo nella nostra stanza, adesso ti farò vedere una cosa interessante!” - ho detto.

Nella stanza eravamo uno di fronte all'altro e io solennemente, come un intrattenitore in un circo, ho detto:

“Ora vedrai una trasformazione magica!”

Dopo aver detto queste parole, lentamente, come si conviene a uno spettacolo, ho cominciato a spogliarmi. Mi tolsi la maglietta, i pantaloni e poi, con uno strattone, le mutande. Ero di fronte a Katya completamente nudo. Era in qualche modo terribilmente imbarazzante stare nudo davanti a mia sorella vestita. A causa di questa sensazione spiacevole, il mio pene si è completamente rimpicciolito, diventando piccolo e ridicolo.

Katya aprì la bocca stupita:

“Si è completamente rimpicciolito!”

“Ora accadrà un miracolo!” - Ho continuato con lo stesso spirito da circo pop. - “Il grande mago Giulio e la sua assistente Katya eseguiranno una magia davanti al rispettabile pubblico!”

Katya mi ha chiesto, sbalordita:

“Cosa dovrebbe fare un'assistente?”

“L'assistente deve spogliarsi!” - ho proclamato.

Katya rimase così colpita dalla mia trasformazione in intrattenitore e mago allo stesso tempo che si tolse immediatamente il vestito, tenendo solo le mutandine rosa.

Il mio pene si ingrandì un po' a quella vista, ma pendeva ancora tristemente tra le mie gambe. Katya notò questa "magia" aspettando con evidente curiosità il seguito.

“Per ingrandire completamente una parte del corpo umano” - continuavo a recitare - “l’assistente deve spogliarsi completamente!”

Katya mi guardò perplessa, ma si tolse comunque le mutandine. Era davanti a me completamente nuda! Sfortunatamente, Katya non aveva ancora il seno, ma la fica era bellissima, le grandi labbra nella parte inferiore del pube si inoltravano posteriormente tra le cosce in una lunga fessura. Peccato, che le gambe di Katya fossero chiuse! Ma anche questo è bastato perché il mio pene si gonfiasse e si sollevasse rapidamente. Katya sorpresa dalla mia erezione emise un suono dalla bocca per lo stupore.

“Allarga le gambe!” - Ho gracchiato.

Katya allargò le gambe con un salto veloce così largo che le sue piccole labbra si aprirono completamente, rivelando al mio sguardo un nucleo rosa misteriosamente lucido con un piccolo foro al centro e proprio in cima allo spazio allargato, dove le labbra interne si incontravano, qualcosa sporgeva appena percettibile il “clitoride”, era proprio quello che mi aveva sorpreso il giorno prima.

In quel istante il mio cazzo ha raggiunto la massima erezione! Iniziò a dondolare, puntando con orgoglio il glande quasi completamente scoperto verso il soffitto.

“Ti piace il trucco?” - chiesi a mia sorella con una voce strana e rauca.

“Fantastico!” - Questo è tutto ciò che Katya disse.

“Vuoi un altro trucchetto?” – dissi con più audacia.

“Certamente!”

“Mi hai già visto fare pipì ma dal mio pene posso far fuoriuscire anche un altro liquido! Bianco e denso, come la panna acida!”

“In che modo?” – disse mia sorella sorpresa.

“Per questo ho bisogno di essere aiutato da te.”

“Cosa dovrei fare?” - disse mia sorella.

“Vieni da me.”

Katya chiuse di nuovo le gambe e si avvicinò a me.

“Il mio cazzo deve toccarti la fica!” - ho detto e mi sono avvicinato a lei in modo che la testa del mio pene poggiasse sulle labbra della fica di Katya. Ho provato una fortissima emozione, come se una carica di corrente mi attraversasse tutto il corpo. Era solo un tocco ma nonostante ciò il mio cuore batteva fortissimo!

“Guarda! Si stanno baciando!” - Katya sorrise, abbassando lo sguardo mentre osservava il cazzo a contatto con la fica.

“Stendiamoci sul letto!” - Ho detto.

Non volevo un vero rapporto sessuale con Katya, non volevo privarla della verginità. Credevo che ciò non potesse essere fatto. Avevo anche paura che Katya rimanesse incinta, non sapendo che a quell'età era praticamente impossibile. In ogni caso avevo deciso che non avrei inserito il mio pene nella sua vagina, lo avrei usato solo a mio piacimento sulla fica e sul corpo di Katya.

Katya si sdraiò sul letto, allargando le gambe - in modo così naturale, come se la "memoria genetica" le stesse suggerendo di farlo, come se lo avesse già fatto dozzine, centinaia di volte!

Mi sono chinato sulla sua pancia, cercando di vedere da vicino tutte le bellezze del suo organo sessuale! Era davvero meraviglioso quello che stavo facendo! Le labbra carnose si aprivano ai lati, tra loro si aprivano altre due piccole labbra rosa, lisce e lucenti, un po’ rugose, come due petali di fiore, leggermente aperti e tra loro, in fondo, c'era un piccolo buco scuro. Piccolo, ma sorprendentemente affascinante che faceva pensare alla sua incomprensibile profondità. In alto, a completare il quadro magico, sporgeva chiaramente un minuscolo pene. Ho portato la mia mano tremante al clitoride ma non appena ho toccato con le dita le labbra bagnate, ho provato una potente ondata di piacere che mi ha fatto pulsare il cazzo.

"Sto per venire!" - Ho pensato con orrore e mi sono allontanato da Katya. Dopo aver ripreso leggermente fiato e aver sopraffatto l'impulso di eiaculare, ho cominciato lentamente ad avvicinare la testa del mio pene al clitoride. Alla fine, mentre la pelle sottile che ricopriva parzialmnete il glande toccò il bocciolo satinato della fica spalancata di Katya, ho spinto il bacino in avanti, appena un po', e la testa è andata dritta nel buco misterioso, restando coperta come un tappo di sughero in una bottiglia. Il desiderio di spingere con maggiore forza l'intero pene all’interno della fica di mia sorella è diventato irresistibile e selvaggio, ho quasi ceduto al desiderio, dimenticandomi di ciò che mi ero ripromesso.

Katya improvvisamente cominciò ad ansimare forte, ebbe un gemito. Immediatamente tornai in me e tirai via il cazzo che incapace di resistere alla folle tensione, cominciò a contrarsi da solo, e un lungo rigagnolo di sperma bianco schizzò sullo stomaco nudo di Katya.

“OH!” - urlò Katya spaventata - “Oh oh oh!!!”

Lo sperma si riversò più volte su di lei. Questa è stata la mia prima lunga e profusa eiaculazione!

“Non muoverti!” - ho gridato a mia sorella, temendo che lo sperma colasse dal suo stomaco sul copriletto. Katya si bloccò, guardando il geyser vivente con occhi stupefatti. Alla fine, i tremori pazzeschi cessarono, mentre il liquido biancastro, gocciolante scivolava sull’addome di Katya.

“Oh!!” - sussurrò Katya con entusiasmo - “Cos'è questo?! Perché è venuto fuori dal tuo pisello?!”

Invece di rispondere corsi in bagno a prendere uno straccio. Più di ogni altra cosa, ora avevo paura che i miei genitori tornassero inaspettatamente e trovassero Katya nuda, ricoperta del mio sperma! Per qualche motivo ero quasi sicuro che ciò sarebbe accaduto! Con le mani che tremavano per la paura, ho bagnato lo straccio e sono corsa di nuovo in camera da letto. Katya giaceva ancora immobile, la sua pancia piena di sperma luccicava. Le sue gambe erano ancora divaricate, tutta la sua fica era in bella vista, ma per qualche motivo non volevo guardarla adesso. Ho iniziato rapidamente a pulire lo sperma, ma l'ho imbrattata più di quanto avessi intenzione di pulirla dalle tracce evidenti di sborra. Dovevo correre fuori a sciacquare lo straccio, tornare indietro, correre di nuovo fuori... Finalmente riuscì a pulire la pancia di Katya. Sospirai stancamente e mi sedetti accanto a lei. Solo in quel istante mi ricordai che ero ancora nudo. Katya non era più sdraiata, ma seduta sul letto e fissava il mio pene che in quel momento era diventato nuovamente piccolo.

“Posso toccarlo?” - chiese Katya.

A dire il vero non volevo più niente del genere, o meglio, non lo volevo affatto ma non volevo nemmeno negare questo desiderio a mia sorella, che mi aveva regalato un così grande piacere facendomi eiaculare potentemente, del resto anche la paura del ritorno dei miei genitori era passata con la stessa rapidità con cui era arrivata. Erano solo le nove e mezza e non sarebbero tornati prima di mezzanotte!

"Toccalo" - dissi, allargando le gambe.

Il cazzo pendeva tra le mie cosce come una piccola salsiccia. Katya lo prese con cautela con due dita e lo sollevò, vide i miei testicoli, leggermente ricoperti di radi peli.

“Che cos'è?” - chiese Katya con interesse.

"Queste sono testicoli" - risposi un po' sgarbatamente - “Producono il liquido che ti ho versato sulla pancia col pene.

“Per quale motivo fuoriesce quel liquido?” - Katya fece lampeggiare gli occhi.

Non so perché non volevo dirle di come nascono i bambini. Per qualche motivo questo argomento lo ritenevo fuori luogo in quel momento. Forse perché lo ricollegavo al timore che avevo avuto sulla possibile gravidanza di Katy nel caso l’avessi penetrata in profondità. Insomma, mi sono scusato dicendole che non ero molto informato al riguardo.

Tuttavia, Katya sembrava essersi già dimenticata della sua domanda, perché il mio pene nella sua mano aveva cominciato a crescere di nuovo e la sua attenzione era concentrata su quello che stava nuovamente accadendo. Mi sono messo più a mio agio e ho detto a Katya...

“Muovi la mano avanti e indietro!” - e le ho mostrato esattamente come volevo che facesse col mio pene, in poche parole le ho insegnato come masturbarmi.

Katya, abilmente, si mise diligentemente a eseguire quanto le avevo chiesto di fare. Ero ancora una volta al culmine della beatitudine! La mia mano, di mia iniziativa, ha raggiunto l'inguine di Katya e si è posata sulla sua vagina. Mia sorella allargò immediatamente le gambe e il mio palmo si trovò immediatamente a contatto con la fica madida di umori appiccicosi. Ho strofinato la mano su e giù un paio di volte, e questo è bastato per farmi godere di nuovo. Sono rimasto in silenzio senza avvisarla di ciò che stava per succedere. Katya non ha reagito immediatamente quando un getto di sperma, molto più debole di quello precedente, le è schizzato sulla mano.

Katya si portò la mano agli occhi, esaminando le gocce torbide e dense, e poi disse con sicurezza...

“Penso di sapere a cosa serve questo liquido! Fa nascere i bambini!”

Wow, la ragazzina aveva capito tutto velocemente!”

"Per fare questo, deve entrare nella fica di una donna." mormorai fingendomi ancora una volta alquanto ignorante al riguardo aggiungendo - "Probabilmente..."

Katya raccolse una goccia di sperma con il dito dell'altra mano e, puntando questo dito verso la fessura, disse:

“Adesso controlliamo!”

“Non pensarci nemmeno!” - ho strillato, afferrando uno straccio che era ancora lì e asciugando la mano e il dito di Katya.

“Stavo scherzando!” – disse mia sorella ridendo – “Credi sia stupida?”

Non capii se stesse scherzando o no, se ne sapesse qualcosa o se per sbaglio avesse fatto solo una supposizione!

Questa è stata la mia “prima esperienza”.

“Ma erano solo scherzi infantili!” – dissi a mio padre mentre sentivo già che la mia fica era molto bagnato e che il mio clitoride richiedeva una carezza immediata.

"Si!" - annuì papà.

“Poi come sono andate le cose? Il passo successivo con la zia Katya?”

“Poi Katya si è ammalata. Ebbe un'appendicite purulenta, una peritonite?”

“È stata in ospedale per un mese, se non di più. Quando è stata dimessa non avevo alcuna voglia di pensare a giochi del genere. Katya soffriva, la cicatrice sul suo stomaco era enorme. Per almeno almeno sei mesi ha dovuto rinunciare alla sua libertà, ricevendo solo le attenzioni dei nostri genitori. Siamo tornati di nuovo fratello e sorella come lo eravamo prima di quella esperienza fantastica.

Abbiamo continuato a essere sinceramente amici. Quando tornai a casa per le vacanze dopo il primo anno di collegio, mia madre suggerì che io e Katya andassimo a trovare zia Valeria, la sorella di mio padre. Saremmo andati da soli, senza la compagnia dei nostri genitori. Inutile dire quanto questo ci rendeva felici! Katya lo era particolarmente.

Zia Valeria viveva in montagna, nelle vicinanze di un lago. Un posto meraviglioso per rilassarsi! Aveva una casa con una piccola dependance dove ci sistemammo io e Katya. Questa dependance aveva un letto singolo, un pouf e un tavolo con una sedia. Di cos'altro avevamo bisogno? Siamo stati lasciati a noi stessi! Durante il giorno andavamo a trovare Zia un paio di volte, il resto del tempo era nostro e di nessun altro! Abbiamo nuotato, preso il sole in spiaggia, mangiato il gelato, ci siamo divertiti sulle giostre, siamo andati al cinema e ai concerti!

Katja dormiva sul letto e io sul pouf. Di solito ci svegliavamo presto per correre direttamente in spiaggia. Un giorno, dopo aver partecipato ad un concerto terminato in tarda serata, ci siamo svegliati piuttosto tardi, io ero ancora a letto, Katya era già balzata in piedi e aveva deciso di mettersi il costume da bagno senza aspettare che uscissi dalla dependance.

"Girati e non mi guardare" - disse mia sorella.

Io non le ho obbedito. Mia sorella si era già slacciata il reggiseno ed io ho ammirato i due adorabili seni nudi! Piccoli, ma pieni e sodi! Erano coronati da due capezzoli rosa ben visibili!

Ho guardato questi seni, dimenticandomi di tutto. Katya lo notò immediatamente e invece di strillare e coprirsi, all'improvviso, si è precipitata verso di me e ha cominciato a colpirmi sulle guance con il suo reggiseno, in modo giocoso.

“Oh! Sei spudorato! Impudente!” – disse sedendosi sul mio corpo come a cavalcarlo. I suoi seni nudi davanti al mio naso non oscillavano nemmeno, tremavano solo leggermente, perché erano così terribilmente sodi.

Non riuscì a trattenermi, ne ho toccato uno con la mano. Il mio cazzo è immediatamente saltato in piedi nel costume da bagno. Katya seduta sulla mia pancia, avvertì l’erezione del mio cazzo, l’ho capito immediatamente quando ho visto le guance di Katya arrossite intensamente anche se lei fece finta di nulla.

“Non ti vergogni di toccarmi il seno!” - esclamò in tono artificialmente teatrale. - “Ti piace il mio seno?!”

“Si! Certo che SI!” - ho sostenuto tono ridanciano – “Mi piacciono tantissimo!”

“Ti piacciono entrambi i miei seni?” - chiese Katya scherzosamente.

Ho allungato la mano verso il suo seno senza timore di essere respinto e li ho toccati con delicatezza. Ho notato che i capezzoli rosa sono subito diventati turgidi e mentre li accarezzavo Katya cominciò a tremare e senza scherzare chiese:

“Ti ricordi cosa facevamo molto tempo fa?”

"Certamente!"- risposi onestamente.

“Ora probabilmente sarebbe più interessante ripetere quelle esperienze!” - disse mia sorella in tono affermativo.

"Penso di sì!" - risposi molto seriamente, premendo apertamente il mio membro duro contro l’inguine di mia sorella.

“Cosa è che preme tra le mie gambe?!” - chiese come se non sapesse.

“Il tuo vecchio amico!” - risposi.

Era chiaro che il mio pene era ansioso di mostrarsi in tutto il suo splendore. Katya lo capì immediatamente e senza nemmeno aspettare una risposta, con uno strattone mi tirò giù il costume da bagno fino alle ginocchia.

Il membro saltò fuori vibrando e oscillando. Il prepuzio copriva solo parzialmente il glande, l'asta del pene sembrava piuttosto impressionante e grande.

“Ohhhh! È diventato molto più grande!” - disse Katya con un sospiro. - “Quanti peli?! Posso accarezzarli?”

“Certamente!” - risposi, abbassando fino in fondo il costume da bagno con una mano.

Katya portò le dita sui miei riccioli leggermente rossicci.

“Quanto sono duri!” - disse - “Posso toccarlo?”

“Tocca quello che vuoi!” - ho detto con eccitazione invitandola a togliere anche le mutandine.

“Oh, certo!” - disse Katya in modo abbastanza diretto e si tolse le mutandine.

“Mostrami la fica!” – dissi e Katya, rendendosi conto della mia eccitazione, allargò immediatamente le gambe di lato e mi permise di vedere... vidi labbra carnose, leggermente ricoperte di peli ricci, vidi una fessura rossa, tra le grandi labbra vidi sporgere il clitoride che tanto mi stupiva una volta. Non ne potevo più! Ho messo la mano tra le gambe di Katya e ho cominciato ad accarezzarla, a massaggiarla... anche lei, evidentemente avendo perso la pazienza, ha subito afferrato il mio pene e ha cominciato ad abbassare il prepuzio dal glande. Ero tanto eccitato che ebbi paura di avere un orgasmo in quel momento e ho urlato:

“Aspetta! Stendiamoci uno accanto all'altro!”

Katya si lasciò immediatamente cadere accanto a me. Dato che il pouf era molto stretto, ci stringevamo l'uno all'altro per evitare di cadere. Il seno sodo di Katya premette contro il mio petto, appiattendosi, il mio membro estremamente eccitato si immerse nei riccioli pubici di Katya.

“Spingilo, spingilo!” - Katya gemette improvvisamente. - “Proprio come fanno tutti i ragazzi e le ragazze!”

“Non possiamo!” - Gemetti in risposta, sentendo che non potevo più fare a meno di infilarlo nella fica di mia sorella.

Katya quasi gridò e si girò sotto di me, si sistemò con le gambe divaricate. Il mio cazzo era completamente adagiato tra le labbra della fica.

“BENE!” - Katya gridò e mosse il bacino direttamente verso di me. Il pene si tuffò nella carne succosa della sua fica. Una sorta di ostacolo si trovava sulla sua strada. Naturalmente entrambi abbiamo capito subito che quello era l’imene, simbolo della verginità di Katya, ma per entrambi non rappresentava più un ostacolo. Ho spinto il mio membro con decisione in avanti superando la resistenza della carne di Katya e lo ho penetrata in profondità lacerando l’ostacolo che si frapponeva.

Katya non si è nemmeno lamentata. Iniziò ad abbassarsi e ad alzarsi rapidamente su di me muovendo il bacino come una donna già esperta.

Non ho avuto il tempo di godermi quella sensazione ultraterrena quando ho sentito che il mio pene si contraeva dentro Katya. Per un attimo ho avuto paura di sborrare nella fica di mia sorella, ho tirato fuori tempestivamente il cazzo palpitante dal grembo di Katya e subito dopo ho avuto un orgasmo potentissimo.

Non credo di aver mai sborrato così tanto! Un getto di sperma raggiunse il cuscino; un secondo getto, non meno potente, inzuppò Katya dal seno all'ombelico. Poi il pene tremò altre dieci volte, schizzando ritmicamente rivoli biancastri sul corpo di mia sorella. Dalla fica di misa sorella uscì un sottile rivolo di sangue, che lasciò subito una macchia sul mio lenzuolo. Katya si passò il palmo della mano sul petto e sullo stomaco, imbrattando tutto il corpo con la densa sostanza bianca.

“Oooh!” - disse Katya - “E’ finito bene, vero?

"Uh-huh" - mormorai provando improvvisamente una crudele vergogna.

“Se fosse entrato nel mio... buco, avremmo avuto un bambino?” - chiese ingenuamente Katya.

“Forse” - risposi. - “Ecco perché è molto pericoloso!”

“Lo voglio ancora!” - sussurrò improvvisamente Katya, premendo di nuovo il suo seno sodo contro di me. - “Facciamolo ancora! Lo tirerai fuori di nuovo!”

“Katya, non puoi!” - l'ho pregata, anche se dopo queste sue parole il mio cazzo si è rizzato e si è indurito di nuovo. - “Guarda, il mio pene è coperto di sperma! Se anche una piccola goccia entrasse nella tua...vagina, potresti rimanere incinta!”

“Non facciamolo nella vagina?” – disse mia sorella mostrando un balenò negli occhi.

“E dove?” - non ho capito subito cosa intendesse dire.

"C'è anche un buco nel culo..." - disse Katya scherzosamente, chiaramente imbarazzata.

“Vuoi?!” - ero sorpreso.

“Ti ricordi Luisa della nostra classe?” - chiese Katya - “Mi ha detto che per non rimanere incinta, il suo ragazzo le viene sempre nel culo e Luisa afferma che è molto meglio della normale scopata.

“Come fai a conoscere queste parole?” - dissi scherzosamente.

Mia sorella si voltò di schiena, si piegò in avanti, afferrò i glutei con entrambe le mani, allargò le gambe e vidi il buco rugoso dell'ano che si apriva tra le sue piccole natiche. Ho portato la testa del mio pene in questo foro stretto e ho provato a spingerlo dentro ma sembrava impossibile... il buco del culo era secco e stretto.

“Non ci riesco” - ho detto a mia sorella.

"Luisa ha detto che applica della crema sul suo buco del culo prima che il fidanzato la penetri" - ha detto Katya.

“Hai della crema?” - replicai.

“Solo per l’abbronzatura…” - disse mia sorella.

“Non credo che vada bene” - ma poi mi ricordai… - “Abbiamo l’olio vegetale!”

Mi è bastato allungare la mano per prendere dal tavolo una bottiglia di olio di semi di girasole con cui condivamo l'insalata. Dopo aver versato un po' di olio sul palmo della mano, l'ho prima strofinato tra le natiche di Katya, infilando il dito direttamente nel foro dell'ano, e poi l'ho strofinato più volte sul mio cazzo. Il pene brillò immediatamente e sembrò diventare ancora più teso.

Dopo questa procedura, il mio pene è penetrato molto facilmente nel culo di mia sorella. È vero, all'inizio il glande entrò con notevole resistenza da parte dei muscoli anali di Katya, ma non appena fu completamente immersa, tutto il resto scivolò all'istante.

Non provavo più quell'eccitazione selvaggia della prima volta, quando sembrava che il mio pene stesse per esplodere a causa del sangue e dello sperma che lo attraversava; così mi sono mosso lentamente nel culo di Katya, godendomi tutte le sensazioni nuove. Con la mano destra ho raggiunto la fica e ho accarezzato il clitoride "gonfio". Katya gemette. Sembrava che entrambi ci stessimo avvicinando all’orgasmo quando improvvisamente il cancello del cortile cigolò. Sentimmo passi sicuri si dirigevano verso il nostro capannone.

Con un tonfo, ho tirato fuori il cazzo dal culo di Katya. Ma l'orgasmo era già iniziato ed era impossibile fermarlo. Ho tirato il prepuzio in avanti per coprire il glande e l'ho stretto con le dita credendo di poter fermare la fuoriuscita della sborra, ma lo sperma è uscito comunque e così abbondantemente che ha schizzato sia la mia mano che il lenzuolo, imbrattando il pene stesso, fuoriuscendo "convulsamente" da sotto al prepuzio .

Katya, mentre stavo lottando con la "fontana della mia passione", è riuscita a infilarsi nel suo letto sotto la coperta, afferrando le sue mutandine dal pavimento per nasconderle. Io ho tentato di coprirmi con la coperta al mio fianco afferrandola con la mano sinistra pulita e proprio in quel momento la porta del nostro alloggio si è aperta. Sulla soglia c'era una giovane donna.

Allora mi è sembrato che fosse una donna matura, ma in realtà aveva solo 25 anni, non di più. La donna era terribilmente carina, con un taglio di capelli corto e alla moda, grandi occhi azzurri, un naso leggermente all'insù e labbra carnose e dai contorni meravigliosi. Era anche alta e snella, e la sua veste sottile e cortissima aderiva perfettamente ai suoi seni grandi, i cui capezzoli erano chiaramente visibili attraverso il tessuto.

“Ciao, parenti!” - disse allegramente la donna. Il suo sguardo cadde prima sul viso arrossito di Katya che cercava di nascondersi sotto la coperta, poi su di me, probabilmente anch'io rosso, che cercavo di coprirmi, senza esserci riuscito, con la coperta afferrata frettolosamente. Il suo sguardo si è fermato sul mio cuscino, mi sono ricordato con orrore di quanto abbondantemente avevo coperto questo cuscino con lo sperma! La donna capì tutto immediatamente.

“Ooh!” - disse - “Ecco cosa state facendo qui!

Non ho avuto nemmeno il tempo di reagire quando la donna, con un movimento abile e rapido, ha afferrato il bordo della mia coperta e l’ha tirata via gettandola sul pavimento. Avevo ancora la mano destra che copriva il glande per evitare che il mio pene continuasse a gocciolare, era inzuppata ancora di sborra e proprio in questo stato mi sono presentato agli occhi della sconosciuta, completamente nudo e imbrattato del mio stesso sperma.

“Ooh!” - disse ancora la donna - “Perché hai sborrato su te stesso?”

Mi hanno infastidito i modi di fare e le parole della sconosciuta e ho detto:

“Che te ne frega? Posso masturbarmi quanto voglio e dove voglio se a te non dispiace, anche se tu sei d'intralcio!”

La donna non si è affatto offesa per la mia reazione, anzi, si è divertita:

“Masturbazione? Quando c'è una ragazza simile in giro? Non ci crederò mai! Credo invece che questo sia un incesto! Giusto?” - fece l'occhiolino a Katya mentre mia sorella si eclissava totalmente sotto la coperta.

“Ok, facciamo conoscenza!” - disse ancora la sconosciuta - “Sono la sorella di vostra zia! Il mio nome è Milena. Bene, per quanto ho capito, voi siete Giulio e Katya?”

Ho annuito. Mi vergognavo terribilmente! Mi sono subito ricordato di come nostra zia ci avesse detto che sua sorella sarebbe presto arrivata ma poiché la zia aveva circa cinquant'anni, pensavo che sua sorella avesse più o meno la stessa età o qualcosa del genere!

"Come ho fatto a sbagliare! Cosa succederà adesso?!" - ho pensato con orrore. - "Ora Milena racconterà tutto a nostra zia, che lo dirà ai nostri genitori, ci sarà un terribile scandalo!"

Ero coperto di gocce di sudore mentre continuavo a stringere il pene nel pugno.

Tutto sembrava comico tanto che Milena non riuscì a trattenersi e scoppiò a ridere comprendendo chiaramente i pensieri che passavano per la mia testa come fossero stati scritti con l’inchiostro sulla carta, perché:

“Andiamo! Non lo dirò a nessuno! Solo che ora per questo siete miei debitori e farete tutto, ripeto... TUTTO quello che vi ordinerò di fare! Siamo d’accordo?

"Sì!" - risposi.

"Sì..." squittì Katya da sotto la coperta.

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