Scambio di coppia

Operazione mungitura

Oggi per i TOP un bel racconto bucolico di #scribakkino


Io e Sara , la mia compagna stiamo trascorrendo le vacanze estive in Valle D'Aosta. 

Alloggiamo in una piccola pensione in un paesino poco distante dalla città di Aosta ma la maggior parte del tempo la passiamo in giro per le varie valli.

Partiamo al mattino e scelta una destinazione ci avviamo. 

Giunti sul posto lasciamo l'auto e ci incamminiamo per uno dei numerosi percorsi tra i monti per delle lunghe escursioni.

A volte ci fermiamo a pranzare nei rifugi che incontriamo lungo il nostro cammino altre volte mangiamo al sacco nei prati o nelle aree attrezzate per i picnic.

In sostanza un periodo dedicato al relax a contatto con la natura durante il quale abbiamo avuto anche l'occasione di passare momenti di gioco molto piacevoli.

In occasione di una delle nostre quotidiane passeggiate raggiungemmo un alpeggio d'alta quota e ci sistemammo su un prato per a consumare il nostro pranzo al sacco.

La giornata era calda nonostante l'altitudine così ci spogliammo parzialmente. Sia io che Sara tenemmo solo i pantaloni da trekking.

Mentre eravamo li a goderci il piacevole momento sentiamo un suono di campanacci dapprima in lontananza per poi farsi sempre più distinto.

Ne scopriamo l'origine quando vediamo comparire una donna che guida una mezza dozzina di mucche.

E' una signora di mezza età dall'aspetto rubicondo tipico delle contadine di montagna merito della vita salutare che conducono.

Quando giunge presso di noi si ferma e ci saluta con cortesia , si presenta come Giusi. Si dimostra una persona molto cordiale alla quale evidentemente piace socializzare. Ci chiede delle nostre ferie , se apprezziamo i luoghi e ci dice che lei e suo marito Aldo passano tutto il periodo dell'alpeggio in una baita poco più su di dove ci troviamo dove e li oltre a curare le vacche preparano quotidianamente il formaggio.

La loro casa e la stalla dove ricoverano le bestie d'inverno si trova nel villaggio situato ai piedi della montagna.

Noto che ogni tanto le scappa l'occhio sui floridi seni di Sara , del resto due mammelle come le sue messe così in bella mostra non potrebbero passare inosservate.

Prima di congedarci ci dice che l'indomani avrebbe preparato la polenta con la fontina e le avrebbe fatto piacere averci come ospiti. 

Noi ringraziamo e accettiamo l'invito.

Il giorno dopo verso metà mattina raggiungiamo la baita di Giusi.

Si tratta di una piccola casetta in legno con a fianco quello che si rivelerà in seguito il laboratorio dove viene prodotto il formaggio ed una stalla per il ricovero notturno del bestiame.

Di fronte alla baita un treppiede sostiene un paiolo di rame sopra uno scoppiettante fuoco di legna.

Li c'è Giusi che si sta occupando della polenta che sta cuocendo.

Come ci vede ci saluta con un sorriso e chiama il marito “Aldo , sono arrivati i nostri ospiti , vieni a conoscerli”

Dalla porta del laboratorio spunta un uomo sulla cinquantina , dal fisico massiccio e dai lineamenti decisi.

Dopo i convenevoli di rito Aldo ci invita a seguirli per mostrarci un po in cosa consiste la vita dell'alpeggio.

Ci fa vedere il laboratorio dove produce il formaggio e dove tiene il latte in eccesso che ogni mattina un camion del consorzio locale viene a ritirare.

Nella stalla è rimasta una sola mucca perché gravida e prossima al parto , le altre sono a pascolare nei prati.

Sentiamo Giusi che ci chiama , la polenta è pronta.

Un massiccio tavolo di legno con due panche ai lati è apparecchiato ed al centro campeggia una bella polenta fumante con accanto una forma di fontina tagliata a fette.

Ci sediamo e mentre gustiamo l'ottimo cibo accompagnato da del vino rosso locale conversiamo cordialmente prendendo mano a mano confidenza e godendo della piacevole compagnia.

Giusi indossa un abito tradizionale costituito da una camicetta bianca con delle corte maniche a sbuffo ed un'ampia gonna nera che le arriva alle caviglie , ai piedi zoccoli di legno.

Aldo anch'egli veste da montanaro con un paio di pantaloni di velluto al ginocchio sorretti da bretelle ed una camicia a quadri.

Io e Sara siamo vestiti allo stesso modo . Corti pantaloni da trekking e una maglietta.

Finito di pranzare mentre Giusi si occupa di sbrogliare la tavola io mi siedo sotto un albero e appoggiata la schiena al tronco ne approfitto per un pisolino. 

Sara e Aldo si sono soffermati a parlare , lei si mostra molto interessata alla vita che fanno li all'alpeggio e lui le racconta con piacere in cosa consiste.

Prima che mi colga il sonno sento che parlano della mungitura.

Lei pare molto interessata e Aldo le propone di darle una dimostrazione.

Vanno nella stalla dove c'è la vacca gravida e preso un secchio e l'apposito seggiolino prende a mungere le gonfie mammelle.

“Vuoi provare ?” le fa e lei accetta curiosa ed eccitata.

Aldo la fa accomodare sul seggiolino , si accuccia dietro di lei , le prende le mani e le guida ad afferrare le mammelle della vacca.

Tenendo strette le mani nelle sue le fa vedere come muoverle per mungere il latte e una volta che Sara ha capito quale è il sistema le lascia per farla continuare da sola. Marta è eccitata per quella nuova esperienza ed è talmente presa che in un primo momento non si rende conto che Aldo le ha infilato le mani sotto la maglietta ed ha afferrato le sue di mammelle e mentre lei munge la vacca gravida lui munge lei.

Quando sente qualcosa di duro premere contro il suo fondo schiena non fa a tempo a prendere coscienza di ciò che sta accadendo che viene travolta dalla situazione insolita che trova intensamente erotica.

Lui le palpa energicamente le mammelle a piene mani per poi dedicarsi ai capezzoli divenuti presto gonfi e duri che pizzica e tira facendole scappare i primi timidi gemiti di piacere.

Sara sente il suo sesso bagnarsi mentre Aldo china la testa e la bacia sul collo. Lei viene colta da brividi di piacere mentre lui le sfila la maglietta e la invita ad alzarsi. La fa girare e la bacia e nel frattempo si occupa di slacciarle i pantaloni mentre Sara gli abbassa le bretelle e quelli di lui cadono a terra lasciandolo in mutande che lei si affretta a sfilargli per svelare un membro di tutto rispetto e soprattutto duro come il legno di noce. Nel frattempo lui è riuscito a sfilarle i pantaloni così che Sara ora indossa solo un paio di minuscoli slip bianchi con un ampia macchia umida a testimoniare il suo stato di eccitazione.

Aldo è in piedi con indosso la sola camicia mentre lei si accuccia di fronte al suo membro fieramente eretto. Lo prende a due mani e lo massaggia per poi avvicinare la bocca ed iniziare dai testicoli grossi e pieni che prende in bocca e succhia mentre tiene stretta la grossa asta.

Lui ad un tratto la prende per i capelli e le fa sollevare lo sguardo verso il suo viso “prima ti scopo la bocca e poi mi prendo la figa”

Gliela fa aprire e vi infila il cazzo. Le tiene ferma la testa mentre muove il bacino affondando il cazzo fino alle palle che le procura dei rigurgiti di saliva. 

Quando si ritiene soddisfatto la prende in braccio e la adagia sull'erba che serve a foraggiare la vacca , le sfila le mutandine e affonda la faccia tra le sue cosce e lecca e succhia gli umori che le inzuppano la figa facendola godere tanto che l'orgasmo arriva improvviso e potente da farle urlare tutto il suo piacere.

L'urlo di Sara interrompe il mio sonno. Mi guardo in giro disorientato e 

poi noto Giusi affacciata alla porta della stalla con una mano infilata sotto la gonna.

Ora sento dei gemiti provenire dall'interno della stalla , comincio a capire.

Mi alzo e mi avvicino a Giusi che con espressione maliziosa mi fa cenno di guardare avanti a me.

Vedo allora Sara coricata supina con le gambe tenute spalancate da Aldo che le ha afferrato le caviglie mentre la sta penetrando e geme e sbuffa mentre lei mugola di piacere. 

“vedi che ci so fare con le vacche , sono la mia passione e tu ne sei un gran bell'esemplare”

“si , sono una vacca e amo i tori di razza , montami , sbattimi e dammi il tuo seme”

Nel frattempo Giusi mi ha afferrato per il cazzo e tiratomi a se mi bacia.

Riesce a sfilarmi pantaloni e mutande e “scopami così in piedi e riempimi”

Le apro la camicetta e le sfilo le tette dal reggiseno , non hanno niente da invidiare a quelle di Sara, 

Le infilo una mano sotto la gonna e tasto la sua figa.

E' fradicia e contornata da una folta pelliccia. Lei solleva la gonna e me la offre. La impalo così contro la porta della stalla e spingo costringendola ad alzarsi sulle punte ad ogni affondo.

Mi da del maiale mentre gode senza ritegno.

Osservo Sara che si sta prendendo il cazzo del montanaro , le sue mammelle che sbattono in ogni direzione in risposta ai colpi potenti di lui.

Giusi geme , impreca e viene portando anche me all'orgasmo con una sborrata che le riempie la figa e le cola lungo una coscia quando lo tiro fuori.

Aldo dopo aver portato all'orgasmo Sara un paio di volte si sfila da li e le offre il cazzo da prendere in bocca.

Lei succhia fino a che lo fa sborrare e se la gusta tutta mandandola giù a scaldarle lo stomaco.

Giusi si stacca da me e va verso Sara , si china e la bacia gustando dalla sua bocca il sapore dello sperma del marito.

Sara poi va a leccare il mio dalla coscia e dalla figa di Giusi.

A noi la scena rivitalizza il cazzo e ci poniamo sopra di loro a segarci osservando mentre si amano ed infine sborrandole addosso che loro si spalmano come fosse crema.

Facciamo una pausa e poi andiamo all'interno della baita dove riprendiamo ad amarci tutti insieme su un comodo letto a due piazze,

Ci scambiamo le compagne e a turno ne scopiamo una uno la figa e l'altro il culo dando alla fortunata di turno doppio piacere.

I corpi si mischiano , le donne si amano tra loro mentre vengono amate da noi.

Ad un certo punto mentre Aldo sta strapazzando le mammelle di Sara e Giusi si sta occupando del suo cazzo anch'io mi avvicino e glielo prendo in bocca e succhio alternandomi con lei.

La festa si conclude con Giusi che mi fa un maestoso pompino che le regala una sontuosa sborrata nella sua bocca mentre Aldo si scopa per l'ennesima volta Sara prendendola da dietro e esplodendo tutto il suo piacere a farcirle la passera.

Ci congediamo da loro promettendoci nuovi incontri.

Devo dire che l'aria di montagna fa proprio bene.

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