Sadomaso

Nel parco di notte: sottomessa ai cazzi

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Alice slave, dal web ci racconta una storia cruda e violenta di stupro e sottomissione. Racconto narrato con maestria dalla vostra Samantha, voce amica.



Poi mi posizionai in ginocchio tra le loro gambe e tenendo la bocca aperta verso di loro, cominciai a slacciare entrambe le cerniere dei loro pantaloni.

Ne uscirono subito due cazzi vigorosi che al solo ricordo mi fanno ancora impazzire.

Li cominciai a scappellare uno per mano fino quando diventarono ancora più duri e consistenti; poi ne presi voracemente uno in bocca, presagendo che effetto avrebbero avuto nel mio culo da troia. Li menai per bene per qualche minuto, alternandoli nella mia bocca, fino poi a prenderli entrambi contemporaneamente.


Dall’alto arrivavano i loro gemiti di piacere ma anche le parole del Padrone che continuava dicendo: “TROIA, PUTTANA SCHIFOSA, FAI VEDERE QUANTO SEI MAIALA, ADESSO TI DEVONO ROMPERE IL CULO. NON TE NE VAI DI QUA SE NON TI HANNO SFONDATA PER BENE ! DOVRAI AVERE IL CULO SLABBRATO”.

Accompagnava quindi le parole con cinghiate sulla schiena e sulle chiappe e poi sputi fino a farsi di nuovo strada con la sua scarpa nel mio culo, mentre mi tirava da dietro con il guinzaglio ed io ero impegnata sul davanti a sbocchinare i due bei cazzi.


La mia eccitazione cresceva a dismisura.

Avevo quasi paura di non reggere a tutto quel godimento dovuto allo stato di degradazione il cui il Padrone mi aveva portata.

Intanto agitavo oscenamente il culo e sentivo aumentarne le pulsazioni, come accade quando reclama attenzioni.

Non passò molto che il Padrone mi strattonò verso l’altro con il guinzaglio e mi ordinò di alzarmi e piegarmi con il culo in fuori, mentre dovevo poggiare le mani su un tronco li vicino.

Parlò ai due uomini dicendo: “LEI VUOLE ESSERE TRATTATA COSI’, ANZI LE FATE UN FAVORE. INCULATELA PERCHE’ E’ QUELLO CHE CERCA”.

Vidi poi i due armeggiare con i preservativi sui loro cazzi ormai rigidissimi, ed avvicinarsi a me che ero sempre più impaziente di sentirli dentro.


Erano entrambi posizionati ai miei fianchi e mi palpavano rudemente il culo, schiaffeggiandolo ed aprendolo oscenamente mentre commentavano tra loro quanto fossi porca.

Avvertiti le dita delle loro mani farsi strada ed allargarmi il buco. Uno dei due ci sputo su e, tolte le dita, ci poggiò il suo cazzo entrando senza neanche darmi il tempo di abituarmi all’intrusione.

Mi bastarono però pochi secondi che cominciai subito ad apprezzare quel bastone di carne che aveva iniziato a muoversi senza sosta dentro di me.

Mi stantuffava piuttosto violentemente ma mi piaceva moltissimo; nel frattempo mi teneva le chiappe aperte affondandoci le unghia per aumentare la pressione sulla mia pelle.

In quel modo il cazzo entrava davvero tutto dentro e le palle sbattevano forte sul culo.

L’altro uomo invece si era spostato davanti e dopo avermi obbligata ad abbassare il viso, cominciava a scoparmi la bocca, mentre con le mani mi stringeva forte la vita.

Anche lui non mi ha risparmiato graffi e sberle su fianchi e pancia mentre io lo sbocchinavo.


La posizione in cui mi trovavo e le mani possenti dei due non mi permettevano di fare alcun movimento ed io, anche per quello stato di sottomissione, continuavo a godere in ogni angolo del corpo come mai mi era capitato prima.


Il Padrone non si perdeva neanche un particolare di quel trattamento e continuava ad incitare i due maturi a sfondarmi ancora di più, dicendo: “E’ PROPRIO QUELLO CHE VUOLE. QUESTA E’ UNA SCROFA, UNA CAGNA DA PUNIRE, LEI CI GODE, L’HO CAPITO SUBITO APPENA L’HO VISTA”.


Andarono avanti cosi per oltre cinque minuti per poi scambiarsi il mio culo e la mia bocca e riprendere daccapo.

Anche dopo l’alternanza dei due cazzi le attenzioni nei miei confronti non cambiarono, anzi, quello che prima mi scopava la bocca, ora si accaniva particolarmente sul mio culo, spalancandolo letteralmente con tutta la forza delle mani e sprofondandoci dentro con il cazzo con una violenza inaudita.

Mi tirava verso di lui attraverso le mie chiappe, che teneva ben strette e pinzate anche lui con le unghia. La furia era tale che a malapena tenevo l’equilibrio mentre ingoiavo il cazzo dell’altro uomo che mi sorreggeva da sotto le ascelle.


Godevo davvero come una porca ed ero fuori di me per cosa mi stavano facendo, ed intanto gemevo rumorosamente di piacere nel silenzio e nel buio del parco.


In quello stato di pura estasi avvertii, come da lontano, le parole infuocate del Padrone che continuava ad elogiare la mia troiaggine ed ora invitava i due a usarmi come cesso.


I due continuarono a sfondarmi in ogni modo possibile ancora per altri minuti poi, forse affascinati da quell’altra prospettiva, si sfilarono quasi insieme dal mio culo e dalla bocca e si tolsero i preservativi.

Mentre osservavo i loro movimenti venni riportata alla realtà da una forte cinghiata sul culo e dalle parole del Padrone che mi ordinavano di mettermi in ginocchio.

Lo feci immediatamente già immaginando cos’altro avrei subito, e mi misi a bocca aperta e lingua in fuori rivolta verso i due uomini che avevano ripreso a menare i loro cazzi.

Rimasi così in una spasmodica attesa ed ogni secondo che passava mi donava ancora più eccitazione al solo pensiero che a breve mi avrebbero lavato con la loro sborra calda, oltreché per la consapevolezza che avevo ancora una volta dato dimostrazione di essere davvero una troia da monta.


I primi getti arrivarono potenti sulla mia guancia spruzzati dal cazzo che avevo alla destra ed il liquido cominciò a colare sulle tette e sul ventre; poi ne seguirono altri ancora più copiosi, sui fianchi e le cosce.

L’altro uomo invece continuava a menarselo violentemente e così, per avere il privilegio di essere insozzata ovunque, cambiai la mia posizione mettendomi a carponi con il culo alto proprio sotto il cazzo che doveva ancora sborrare.

Il Padrone nel frattempo, commentando la mia troiaggine, pensò bene di poggiare la sua scarpa sul mio collo e mantenermi con la faccia schiacciata sulla terra ed il culo ancora più sollevato.

Passarono lunghissimi istanti ed in quella posizione oscena e di totale sottomissione, avvertii pienamente il calore dei getti di sborra spruzzati dall’alto sul mio culo e sulla mia schiena; poi si formarono rivoli di liquido che raggiunsero il centro del mio piacere attraverso il solco anale ed arrivarono fino a sotto la nuca lungo le pieghe della schiena.

Quei pochi secondi di doccia mi erano sembrati infiniti e mi diedero un’ulteriore scossa di piacere che non provavo da diverso tempo.

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italsex

Autore su Erotika

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