Cuckold

Irene 05

IRENE 05





Domani è un altro giorno.

Che bella la domenica tutti a casa, alzarsi con comodo senza l'ossessione della scuola, del lavoro, in terrazzo a fare colazione tutti assieme,

Irene pensava queste cose carine e, guardando la sveglia, vide che erano le 6.30, niente da fare, era abituata a svegliarsi sempre alla solita ora, fin da quando era ragazza.

Guardava Sandro che dormiva beatamente,…lo invidiava, allungando una mano fra le sue gambe, il cazzetto sembrava risvegliarsi, lo baciò sul collo e, con piccoli baci sul petto giunse all’inguine, solleticò il cazzetto con la lingua, ebbe l’impressione che aspettasse il buongiorno.

Sandro stirandosi le diede il buongiorno carezzandole la figa, Irene ringraziandolo glielo prese tutto in bocca tenendolo al caldo, le piaceva sentirlo crescere in bocca mentre vi ruotava la lingua tutt’intorno.

Facendogli l’occhiolino allungò la mano, tanto da potergli carezzare la fronte, il corpo di Sandro ebbe come una scarica, poche volte lo aveva svegliato con un pompino e, quella era sicuramente la prima volta con una variante,…. senza forzare, con il medio gli solleticava il buco del culo, ebbe modo di notare che, facendo finta di sistemarsi meglio, si apriva e veniva volentieri incontro al dito, evidentemente non era poi così antipatico quel dito, nel mentre segava il cazzetto con due dita, gli leccava le palle, emettendo tanta saliva.

Zuppo di saliva il buco del culo, sembrava aprirsi e chiudere, aspettando… osò spingere e la prima falange entrò facilmente, così da potergli sollecitare l’interno del retto.

La novità introdotta era piacevole in tutti i sensi, tanto da sentire delle contrazioni intorno al dito e, alla base del cazzetto, stava per sborrare?

Da vera golosa, lo avviluppò tutto in bocca, ricevendo generosamente vari schizzi, l’emissione di seme era maggiore rispetto al solito, guardandolo amorevolmente, gli carezzò la fronte, lo baciò riversandogli in bocca la sua sborra, da perfetto perverso, leccava le labbra della moglie, l’interno della sua bocca, alla ricerca di altro nettare.

"Il signore ha gradito la prima colazione"?

Gli chiese con un sorriso "E’ stato tutto di suo gradimento?"

Sandro precisò, "Tantissimo, …………poca ma buona", lei dandogli una pacca sul culo, aggiunse, "Per oggi si deve accontentare".

Era tutto pronto sul terrazzo, caffè, spremuta, croissant, mancavano solo i ragazzi, invitando Sandro a godersi i raggi di sole, Irene si incammino, verso la camera dei ragazzi.

Entrò, la luce che filtrava dalle tapparelle illuminava la stanza, sentiva come un lamento, era Claudio, avvicinatasi, notò che esibiva un’erezione di tutto rispetto per la sua età.

Aveva ancora gli occhi chiusi, era chiaro che stava sognando. Guardandolo da vicino, udì che diceva,

"Si, dai ancora… fammi sentire la tua lingua, fammi sentire il calore della tua bocca… mamma ti prego, ancora mamma"

Non potevo crederci, mio figlio mi desiderava? 

Aveva fantasie su di me?

Guardavo il suo pene che si presentava bello grosso, si stirò, questo la fece render conto che stava per svegliarsi, continuava a guardare quel pene, sembrava crescere ancor più, non volendo farsi sorprendere, abbracciandolo e dandogli il buongiorno esclamò,

"Il mio ometto carezzandogli il petto e, con tono divertito gli chiese e questo cos’è?"

Sfiorando appena quel pene con la mano, passò a svegliare anche Guido, notando che anche lui aveva un bel paletto eretto.

Con calma avrebbe approfondito l’argomento, poi battendo le mani e, alzando la voce

"Sveglia pigroni".

Che bello! Giornata stupenda, con un buon inizio, era seduta in mezzo a loro, i suoi ometti, abbracciandoli entrambi li baciò, prima Claudio e poi Guido sui capelli.

Però cosi facendo, le loro guance si trovarono a contatto del suo seno libero, indosso aveva un’ampia camicia di suo marito sul seno nudo, dati i pochi bottoni abbottonati, Claudio poteva godere della visione di una buona porzione di seno e, volendo carezzare il viso di sua madre, sfiorò con il palmo della mano un seno.

Irene si rese conto della manovra fatta intenzionalmente da suo figlio e, chiamandolo "Tesoro di mamma, gli poggiò un bacio sulle labbra".

Sul terrazzo, a maggior ragione i suoi capezzoli erano visibili e duri, ella con "nonchalance", chiese a Sandro di fare una foto per immortalare quel bel momento.

Al di sotto della camicia, aveva dei un pantaloncini larghi, quelli che indossava solo in casa.

Claudio avvertiva nel basso ventre, qualcosa di nuovo, mai sentito prima, avvicinatosi ancor più per la foto, Claudio le poggiò la mano sulla coscia, erano in posa, ma il fotografo non era contento, era alla ricerca di una luce migliore, nell’attesa Irene non si sarebbe aspettata di sentirsi carezzare l’interno coscia, vicino alla fica, ma non si scompose, non voleva spaventarlo, spostandosi andò incontro alla mano, fatta la foto rinnovò il bacio sui capelli, tenendolo stretto al suo seno, poi guardandolo come per condividere un segreto fra loro, gli fece l’occhiolino.

Finita la colazione, erano seduti su comode poltroncine di legno e si godevano i raggi del sole, i ragazzi già stavano pensando come organizzare la giornata, avrebbero voluto andare al cinema, ma Sandro glielo sconsigliò facendo leva sulla marea di gente che avrebbero trovato, trattandosi dell’ultimo film di Harry Potter.

Irene intervenne e disse, "Certo, una sala affollata e al buio, bisognerà stare in piedi e, magari"...... aveva di proposito lasciato la frase in sospeso.

I ragazzi ora lontani da loro, stavano giocando con un pallone.

Sandro, captando la maliziosa proposta avanzata dalla moglie, disse

Sai che non avevo mai pensato a una situazione del genere?

Deve essere intrigante. Irene prese la palla al balzo ricordandole

"Io e te dobbiamo parlare, bell’uomo!"

Poggiando una gamba sul bracciolo, dondolandola, si rese conto che con la posizione assunta, certamente mostrava una buona porzione di figa.

Lo notò anche perché Claudio, facendo finta di giocare, la guardava fra le cosce e, volendo verificare la precocità del suo ometto, lo chiamò, facendolo sedere sulla sua gamba, dando la schiena a suo padre.

"La prossima settimana festeggeremo i 15 anni, amore, cosa vuole il mio ometto"...... "facendo una breve pausa" dalla sua mamma?"

Lo vide in difficoltà, per toglierlo dall’imbarazzo, aggiunse

"Pensaci poi mi dirai."

Invece, cosa facciamo oggi di bello?

Claudio con la testa poggiata sulla spalla della mamma, ascoltava, mentre la sua mano inesperta, carezzava timidamente la figa sotto il bordo dei pantaloncini, quando sfiorò l’interno delle grandi labbra, Irene, stupita dalla impassibilità che dimostrava, quasi si fosse trattato di un adulto navigato, poggiandogli la mano sui pantaloni, a sentire lo spessore del pene, gli disse, "vedrai, piccolo mio… a te ci pensa la mamma, ora va pure a giocare".

Squillò il cell, era Tiziana, che chiedeva, se avessero impegni.

Sentita la risposta negativa, un vero fiume di parole travolse Irene.

Tiziana avendo voglia di cucinare, stava preparando un pranzetto e, chiedeva loro di unirsi in una bella tavolata, un invito per conoscersi, da buoni vicini.

Irene, d’istinto rispose si e, sentì Tiziana fissare per le 13.00.

Sandro era a disagio non conoscendoli, chiese,

"Cosa portiamo"?

Uno dei tuoi vini e del gelato. Perfetto.

Tiziana e Carlo avevano una casa grande, la stessa metratura della loro.

Fatte le presentazioni, i ragazzi furono sommersi dai complimenti,…. che bei ragazzi, assomigliavano ad Irene, Claudio, capelli neri, occhi sul verde, alto circa m. 1.60, Guido, occhi sul blu, pelle olivastra.

Tutti seduti a tavola, Tiziana e Irene, stavano per servire i loro uomini, quando Tiziana, con la scusa di prestarle un camicione per non farla sporcare, la portò in camera.

Lì Tiziana la assalì, baciò Irene con una passione inaspettata, poi le tolse le mutandine, dicendole

"Qui, queste non si usano" e, dopo averle baciato la figa, andarono a tavola.

Sandro chiese loro di che si occupassero, ed essi risposero, pensionati.

Al che a Sandro, venne da dire, "Così giovani?"

Tiziana sorridendo gli inviò un bacio, aggiungendo "Che caro" suscitando l’ilarità dei ragazzi.

Tiziana, rappresentante farmaceutica, poi nel tempo, responsabile del nord ovest, Liguria, Piemonte, Valle D’aosta e, una buona parte della Lombardia.

Carlo, responsabile area produttiva di una grande ditta straniera, fuori dal paese, niente figli, erano praticamente soli, zero parenti, avevano riversato tutte le loro energie nell’allestire, una casa provvista di ogni comodità e tecnologia, avevano anche una casa al mare sulla riviera ligure di ponente.

"Che pranzo succulento" osservo Sandro, facendo i complimenti alla cuoca e Tiziana, lusingata, rispose "Troppo buono, mangiamo il gelato?”

I ragazzi sembravano annoiarsi, Tiziana propose loro di guardare uno dei tanti film che avevano nella loro cineteca, fra qui anche Harry Potter, i ragazzi aderirono esultando.

Claudio andò a ringraziare anche la madre, per la bella giornata, Irene era felice e disse,

"Andate, poi vengo a trovarvi".

La grande camera, era suddivisa in cineteca, con mega schermo e, per la musica, mega impianto, HI-FI, insonorizzata, dotata di dolby system, una vera sciccheria

Sistemati i ragazzi, gli adulti si spostarono sul grande terrazzo, sedevano su comode sedie, Sandro fece notare ad Irene come si vedeva bene casa loro, sottolineando quanto fosse visibile anche l’interno.

"Almeno non ci sentiremo soli" gli rispose Irene, sedendosi sulle sue gambe e, rivolta verso Carlo, gli diede un bacio, mentre gli passava la mano fra i capelli e sulla fronte.

Irene faceva in modo di poter mostrare la figa a Carlo,

si complimentava per l’arredamento della casa, nel contempo gli chiese di poter visitare la casa, approfittando del fatto che Tiziana era in bagno.

Girando nelle varie stanze, Irene era abbracciata a Sandro, mentre Carlo le toccava il culo, poi, poggiandosi ad una finestra sempre abbracciata, indicando il loro attico, mostrava a Sandro tutte le future possibili migliorie, da perfetta troia, muovendosi e allargando le gambe si faceva toccare la figa da Carlo, facendosi infilare le dita e, baciando Sandro e chiamandolo "il mio adorabile caro".

Staccatasi dal marito, assorto nel guardare il grande prato sottostante, chiese "Carlo, dove sono i ragazzi? Mi puoi accompagnare?”

I ragazzi erano immersi nella visione del film, al buio Guido si era appisolato e Claudio, sveglio vedendo arrivare sua madre sola, si agitò sulla poltrona, Carlo aspettava fuori impaziente, sperava di poter soddisfare la sua troppa eccitazione.

Irene, per non svegliare Guido,... gli parlò all’orecchio

"Hai pensato al regalo che potresti ricevere da mamma?"

Egli in un sussurro disse "Mamma, mamma!"

Fu un attimo, gli prese il viso fra le mani e gli diede un bacio umido, poi, ritrovando la propria calma, gli disse

"Stasera, diventerai uomo."

"In che modo?" Chiese Claudio.

"Stasera, quando tutti dormiranno, ti chiamerò e verrai in sala, lì staremo assieme, ma ricorda è, importante che nessuno sappia, sarà un nostro segreto va bene?"

Alla risposta affermativa, lo baciò nuovamente.

Uscendo Carlo le disse, "Devo sborrare, fatti scopare"… la prese alla pecorina mentre lei teneva le mani poggiate contro il muro, poco dopo si sentì invasa da un getto abbondante di sborra calda, ansimando chiese un fazzoletto a Carlo, lo infilò dentro la fica in modo da non perdere nulla della copiosa sborrata che aveva dentro di se, poi accucciata sulle gambe, ripulì la cappella che al calore della bocca, rilasciò altre due dosi consistenti di sborra, come sua abitudine tenne in bocca la sborra per sentirne il gusto corposo e, mantenere l’aroma in bocca.

Raggiunto Sandro gli disse

I ragazzi guardano il film, ne avranno per non meno di due ore avvertiamo Tizi e Carlo che facciamo un salto a casa così parliamo, te la senti?

"Certo" fu la risposta… e… Via, verso casa.


In silenzio, ci dirigevamo verso casa, sicuramente entrambi pensavamo come approcciare il discorso, da parte mia non potevo dirgli tutta la verità così di botto, povero Sandro.

Avrei pensato come agire, al momento, cioè quando seduti comodamente sul divano, guardandoci e interrogandoci senza parlare.

Chi dei due avrebbe parlato per primo?

Decisi che la soluzione giusta era quella di affidare al lancio di una moneta, cioè alla sorte, a chi sarebbe spettato parlare per primo.

Io scelsi testa, Sandro si prese la responsabilità, di lanciare in aria la moneta.

Da parte mia, tenendo gli occhi chiusi e le dita incrociate, aspettai il verdetto da Sandro,…. testa avevo vinto, quindi toccava a lui iniziare.

Sandro esordì dicendo,

"Non è facile, non so come iniziare, cercherò di farmi capire, ma ti chiedo di non interrompermi".

Circa quattro anni fa, mi sono imbattuto su un sito e, avendo tempo da perdere mi sono incuriosito su un argomento a me sconosciuto, volendo saperne di più, ho iniziato a documentarmi su internet, cercando di capire come fosse possibile che tanti uomini desiderassero veder la propria compagna/moglie concedersi ad altri uomini, per il piacere di entrambi

Così facendo mi ritrovai, perciò a leggere tante storie, esperienze, scoprendo "Forum" a tema, mi imbattei in discussioni dedicate all’argomento, testimonianze vere o false non so, ma decisamente intriganti, ho cercato di calarmi nei panni di un "Cuckold", così vengono definiti quei soggetti e, ti posso assicurare che da quel momento è iniziata la mia sofferenza.

Volevo parlartene, confessarmi, ma non avevo il coraggio, desideravo vederti scopare con altri uomini, molto più dotati di me, provavo piacere a pensarti, che mi umiliavi per avere il cazzo piccolo, ti confesso che mi sono masturbato varie volte, pensandoti in vari scenari, annusando, ispezionando, i tuoi capi intimi alla ricerca di possibili tracce, ciò che più mi faceva e, fa tutt’ora eccitare,… facendomi addirittura sborrare è, ……..esser preso per i fondelli, come fai a volte, i tuoi sorrisi ironici, le tue allusioni al mio cazzo piccolo, hai una abilità unica, nel farmelo sentire piccolo fra le tue mani.

Oggi, pensi, che non mi sia accorto quando ti mostravi a Carlo, quando ti toccava il culo mentre giravamo, oppure alla finestra che ti toccava fra le gambe, godevo Irene, godevo, era come se tu leggessi nei miei pensieri, essere un vero "Cornuto", ma al solo "Piacere" di noi due, mentre agli occhi degli altri sono un "Cornuto, Coglione", che non si rende conto di esserlo, questa è la punta dell’iceberg

Fece una pausa ed io avvicinandomi e carezzandogli la fronte, gli dissi di chiudere gli occhi, poi, facendogli cadere sulla fronte un po' di quella saliva ancora mista a sborra, gli ordinai

"Toccati la fronte Cornuto è, di tuo gradimento?"

Le sue dita tremolanti scivolarono sulla fronte come fosse unta e disse

"Sì, sì, ma devi farmelo con la sborra, non con la saliva".

Allora gli infilai la lingua in bocca, una chiazza sui pantaloni mi annunciò che aveva goduto, felice, mi chiese chi, come, quando.

Risposi "Non chiedere, prosegui".

Ora mi spiegava il piacere della fronte, era il pensiero di sentirsi realmente spuntare le corna, mi riferiva quanto la cosa lo ossessionasse, la sera a letto a luce spenta, si bagnava la mano e si carezzava la fronte.

Si rese conto che confessandosi a ruota libera,… non era più lo stimato professionista, ma un debosciato.

Non pensare che sia pazzo mi disse, ho vergogna per ciò che sto per dirti, l’anno scorso volevo farti incontrare con un signore, doveva conquistarti, scoparti, facendomi sentire al cell la tua voce mentre godevi.

Volendolo conoscere, allo scopo di valutare che elemento fosse, una sera ci siamo incontrati, abbiamo parlato, mi diceva che potevo fidarmi, essendo serio, sposato, aggiunse anche di essere ben dotato, non sapeva niente di te, come non sapeva niente di me, per cui se lo avessi reputato all’altezza della situazione, non dovevo far altro che presentarvi.

Ti confesso che mentre continuavamo a parlare incuriosito gli chiesi, di poter verificare la sua dotazione, lo esibì e rimasi sorpreso poi, incoraggiato dal mio comportamento, prendendomi per la nuca e abbassandomi la testa me lo infilò in bocca, dicendomi rudemente "pompa".

Non mi sentivo gay, ma quel cazzo mi aveva stregato, per cui mi fece abbassare i pantaloni, infilandomi un dito nel culo, con quel dito che si muoveva dentro di me, non so cosa mi prese, lo lavorai di bocca e mano…. Pensando a te, a come abilmente avresti potuto farlo,..... lo stimolavo con la lingua, facendo su e giù con la bocca, poi sentii che si irrigidiva..... lo sentii venirmi in bocca, rallegrandomi con me stesso, per quanto ero stato bravo, mi minacciò dicendo, "Devi bere tutto".

Ebbi così modo di assaporare un gusto nuovo, per niente malvagio, poi prese il mio cazzo in bocca, facendosi sborrare a sua volta, subito dopo volle baciarmi.

Ecco, alla fine te l’ho detto, mi sono liberato da questo peso, mi piace il gusto della sborra, ecco perché la sera che sei rientrata a casa ti baciavo con golosità, avevo avvertito e riconosciuto quell’odore che avevi addosso, il gusto presente nella tua bocca, pensavo come era possibile che la mia amata Irene, avesse quel gusto inconfondibile?

Poi, ho gioito.

Potrei continuare, ma sono dettagli, se d’accordo ne parleremo più in là.

Avrei pianto dalla gioia, per la sua spontaneità.

Dissi, "Ora tocca a me parlarti con il cuore in mano, ti amo da impazzire, sdraiati per terra!"

Lì per lì, egli temette che volessi umiliarlo poggiandogli i tacchi sul corpo, ma la mia era un’idea diversa.

Appena lo fece gli poggiai la fica sulla bocca e, tolto il fazzoletto, sorpreso,…. disse solo "Carlo?" E affondò la lingua dentro di me, lo sentivo più spontaneo mi ripulì per bene e, dandogli il fazzoletto gli dissi "Te ne faccio dono".

Ero ancora imbarazzata e non gli dissi la verità, temevo di poterlo ferire nella sua dignità.

Allora gli dissi che, avendo incontrato la mia amica Lea, dopo tanti anni che non ci vedevamo mi invitò a casa sua per un caffè, presentandomi al marito, un bell’uomo, sedute sul divano ripercorrevamo i tempi passati.

Notai che suo marito ascoltava in silenzio e, quando volgevo lo sguardo verso di lui, si passava la mano sulla patta lisciandosela.

Lea, contenta di rivedermi dopo tanti anni, mi abbracciò all’improvviso, tirandomi a sé, cosicché, sbilanciata allargai le gambe mostrando calze, reggicalze e slip, al momento non mi resi conto che tenendo così le gambe, anche se per un attimo breve, il marito potesse cogliere l’attimo, certamente la visione doveva esser molto gradita, lo notai ancor più quando, con il pretesto di servirmi altro caffè mi si parò davanti, mostrandomi una forma a me sconosciuta,

"doveva essere bello grosso",… rivelai a Sandro la considerazione che mi sorse spontanea in quel momento, guardandolo con le labbra atteggiate ad un sorriso gli dissi

"Caro mio, sai bene che non sono abituata a certe visioni" ed egli chiuse gli occhi, estrasse, il cazzetto e prese a masturbarsi lentamente, invitandomi a continuare.

A quel punto, Lea ricevette una telefonata, scusandosi annunciò di dover assolvere ad un piccolo impegno, per cui pregò il marito di farmi compagnia.

Io, difatti, mi alzai per andar via con lei, dicendole che avremmo potuto rivederci con più calma in qualche altra occasione, ma lei niente non volle sentir ragioni, di corsa mi diede un bacio, sfiorandomi le labbra ed uscì.

Ero rimasta seduta sul divano e mi resi conto che, accavallando le gambe avrei mostrato una buona porzione di cosce, ma "la vanità è femmina", per cui non mi importava che potesse vedersi persino il reggicalze, anzi…

Il marito di Lea mi guardava cercando di capire se poteva osare, da parte mia ormai curiosa mossi velocemente la lingua per inumidirmi le labbra, ed egli, da vero porco alzatosi si tirò fuori il cazzo e me lo parò davanti, dicendomi "Bagna questo"… oh, amore, era la prima volta che ero alle prese con un altro uomo, un vero maschio.

Lo presi in bocca e non ti dico che delizia!

Lo desideravo dentro di me, ed egli con fermezza mi ordinò

Fammi sentire come lo sai lavorare bene, spero almeno quanto Lea, così sforzandomi,…. poco per volta riuscii a prenderlo tutto in bocca, egli contento mi scostò le mutandine e mi chiavò per bene, sapessi come godevo "Cornuto mio", mi ha chiavato da vero toro da monta, per circa 20 minuti provocandomi ben tre orgasmi, poi, senza chiedere il permesso mi ha donato la sua calda sborra dentro, riempendomi l’utero, non contento volle che lo ripulissi per bene con la lingua, Sandro, a quel punto feci di più, lo baciai in bocca, come bacio te, con amore.

Pensai che non potevo continuare a infierire a quel modo su di lui, però non lo avevo mai visto così, era un altro, continuava a masturbarsi, quindi decisi di accorciare la sua sofferenza, dicendogli che mi aveva sborrato anche in bocca, trattandomi da troia e, dopo aver goduto, come si fa con le troie… mi mise alla porta.

Guardavo Sandro, cercando di carpire le sue emozioni, il respiro stava tornando normale, lo abbracciai ci scambiammo tante coccole.

Ora dovevo per forza confessargli di Claudio, come l’avrebbe presa?

Iniziai con varie domande esplorative, dicendo

"Sai, a volte penso a quei porcelli a scuola, sempre attenti sulla mia gonna"… gli vidi brillare gli occhi, caspita se era interessato!

Poi, quasi da finta tonta, come a ricordare una vicenda che occorreva che sapesse come genitore, aggiunsi

"A proposito, sai che tuo figlio Claudio, stamane, quando sono andata per svegliarlo, dormiva nudo"?

Avresti dovuto vedere caro, che bel cazzo che ha, più grosso del tuo.

Cercando di nascondersi alla mia vista, vidi il cazzetto ergersi di nuovo, la cosa mi rincuorò e mi invogliò a proseguire nella narrazione.

Ripresi il discorso ed aggiunsi, sicuramente sognava, quando ho sentito che diceva "sì, mamma, ancora ti prego, ancora con la bocca, mamma, sì così, brava mamma", ebbene ti confesso che svegliandolo, ho carezzato quel cazzo che proprio non mi spiego da chi possa averlo ereditato, davvero bello, poi stamane, non te ne sei reso conto!!

Mentre facevi la foto, …beh mi ha toccato la fica, ora, tesoro, ti chiedo, "cosa dovrei fare"?

Per tenerlo buono, gli ho detto che stasera, quando tutti dormono, lo chiamo e verremo qui in sala, cosa pensi?

Sbaglio?

Al suo posto mi stava rispondendo il cazzo duro come il marmo e prese a , farfugliare, così lo anticipai dicendogli

Ho capito mio adorabile "Cornuto", sì, ti renderò cornuto con tuo figlio, come sai la prossima settimana compie 15 anni, quale regalo migliore potrebbe ricevere, dalla cara mamma?

Lo farò diventare uomo sotto i tuoi occhi, perché tu sarai nascosto a guardare.

Prima di andare a prendere i ragazzi, sappi che Tiziana e Carlo sanno di noi due, sanno che siamo una coppia aperta, chiaro?

Inoltre, sappi che ti accontenterò, sarai un perfetto "Cornuto", farò in modo di Cornificarti, senza sputtanarci, cioè con classe, per te va bene così?

Devi fidarti di me,…… su tutto, ti farò godere tanto da poter pareggiare le tue sofferenze patite in questi anni, con gli interessi, va bene? 

"SI" fu la sua risposta.

Proseguii,.... stasera ti mostrerò come Claudio e interessato a me, alla sua mamma, tu porterai Guido a dormire, poi farai finta di leggere un libro, sicuramente ci metteremo a guardare un po’ di TV, poi dirai che vai a dormire, invece, ti nasconderai.

Dammi una mano, spostiamo il divano, pensi che così possa andare?

Tu sarai seduto li a leggere, siediti e guarda nella vetrina del mobile, vedi il divano?

Stupito Sandro esclamò, Accidenti, la visuale è completa come vedere la TV sei un portento.


O53


continua


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Ciao, io sono

osservatore53

Autore su Erotika

Diversamente giovane, vari hobby, sport, cinema, lettura erotica. Durante il lockdown e, nata questa passione Raccontare, se pur romanzate, varie avventure

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