«Tieni, troia! Adesso ti facciamo il pieno! Una vacca come te va riempita a dovere!»
Lei è rimasta immobile, mentre i loro corpi sussultavano; mi era chiaro che, ad ogni sussulto, ciascuno di essi spruzzava dentro di lei, bordate di sborra. Dopo essersi svuotati per bene, il primo, quello che glielo aveva messo nel culo, glielo ha subito infilato in bocca e lei lo ha succhiato, facendolo restare perfettamente duro e poi anche l'altro l'ha fatta sollevare ed ho potuto vedere i suoi buchi ridotti a vere e proprie voragini, da cui colava una notevole quantità di liquido bianco, molto denso; anche l'altro se lo è fatto succhiare per bene ed anche questo è rimasto duro. Poi, senza nessuna esitazione, i due maschi l'hanno scopata di nuovo, invertendo i buchi e lei è venuta ancora due/tre volte rapidamente. Dalla velocità con cui la chiavavano, mi è stato chiaro che questa volta sarebbero durati meno e infatti anche lei se n'è accorta; allora li ha fatti fermare e si è messa in ginocchio; ha chiesto loro di sborrarle su faccia e tette; naturalmente i due non se lo son fatto ripetere. Le hanno scaricato addosso alcune bordate di crema che sono finite su faccia, capelli, seno e qualcuna anche in bocca. Anche in questo caso ha pulito e leccato fino all'ultima goccia quei due membri che sembravano momentaneamente appagati. Anche in questo caso i due si son rivestiti e, quando sono venuti alla cassa, mi hanno rivolto un sorrisetto ironico, mentre io imbustavo i loro jeans e consegnavo loro lo scontrino. Subito dopo che sono usciti, ho chiuso il negozio e son entrato nel camerino; ho trovato mia moglie ancora sdraiata per terra, sfinita, sudata, con i capelli arruffati, il trucco sfatto e ancora completamente imbrattata di sbroda. Mi sono inginocchiato accanto a lei, ci siamo guardati negli occhi e poi l'ho baciata con tutto l'amore possibile. Ho limonato a lungo con lei, assaporando l'aroma della sborra che ancora aveva in bocca e poi, quando mi son staccato, lei mi ha guardato e mi ha sorriso.
«Sono davvero contenta che tu sia venuto qui a darmi un bacio: Damiano io sono una troia e mi piace il cazzo e.... voglio dire: lo hai visto anche tu, io impazzisco quando mi scopano così duramente e mi fanno godere fino allo stremo delle forze e.... non è che non ti ami, è che... Damiano, ho bisogno di godere così, di tanto in tanto, e....»
Le ho chiuso la bocca con un bacio e poi l'ho tenuta stretta forte a me.
«Clara, son pazzo di gelosia, ma mi piace da morire quando ti vedo urlare e godere come hai fatto oggi! Anch'io ti amo da impazzire e sono consapevole che, ciò che hai provato con questi due maschi, o con quelli da cui ti fai scopare, non sarò mai in grado di poterti far provare! Clara, mi piace e voglio sempre vederti così; voglio vedere i tuoi buchi sfondati e riempiti, allo stesso modo della tua faccia coperta di sborra; in tutto questo ricevo ricompensa del vedere i tuoi occhi felici, per aver goduto tanto! Ti amo e continuerò a guardarti, mentre altri ti faranno godere!»
Lei mi ha sorriso, poi, quando mi son sollevato, si è tirata un po' su anche lei, ha poggiato una mano sul mio pacco, ha aperto i miei pantaloni, ha tirato fuori il mio membro e mi ha segato velocemente; quando son venuto, ha puntato il mio membro contro la sua faccia.
«Damiano, sborrami in faccia anche tu e fammi sentire che sono anche la tua troia! Sì, amore, è inutile far finta di niente: sono e sarò sempre e soltanto la TUA troia!»
In quel momento ho adorato mia moglie.
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Il sesso e bello tre volte... quando lo aspetti... quando lo vivi... quando lo ricordi. Un racconto fissa quel ricordo per sempre!
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