È diventata una troia!
Lui voleva cisì tanto le corna che lei lo ha accontentato!
4 ore fa
Mi chiamo Fausto, ho 29 anni, sono di media statura, occhi scuri, capelli neri, fisico abbastanza normale. Da tre anni sono sposato con Lucia, mia coetanea, anche lei di media statura, bionda, occhi chiari, seno di una terza abbondante, un bel fisico pieno, ma non grasso, sorretto da due splendide cosce lunghe e ben tornite, che giungono ad un favoloso culetto. Oggi siamo una coppia libertina e ci siamo arrivati gradualmente, perché, già da fidanzati, avevamo scoperto il gusto dell’esibizionismo ed io ho subito apprezzato il piacere di metter in mostra la mia Lucia, che, da brava puttanella, mi ha sempre assecondato. Quando l'ho conosciuta, era abbastanza disinibita e la sua bellezza non passava inosservata; questa cosa mi ha eccitato all'istante. All’esibizionismo vi siano approdati per caso una sera, mentre eravamo appartati in un grosso parcheggio semi deserto con lei seduta con me sul sedile posteriore e mi stava facendo uno dei suoi favolosi pompini. Lucia, fin da subito, mi ha fatto impazzire quando me lo succhia, perché è una cosa che piace molto anche a lei: adora moltissimo infilarsi in in gola il mio membro, che è di buone dimensioni sia in lunghezza che circonferenza e, alla fine, lasciarsi sborrare in bocca e, dopo aver raccolto tutta la mia sbroda la apre, me la mostra e poi la ingoia, mostrandomi così tutta la sua libidine. Era inginocchiata e me lo stava succhiando con amore, quando mi son accorto che qualcuno ci stava spiando e, poiché lei non vi aveva fatto caso, non le ho detto niente, per non rovinare il momento. Ho allungato la mano destra ed ho sollevato la sua minigonna, poi ho fatto in modo che il suo splendido culetto fosse ben visibile a chi ci stava osservando e, per render la cosa ancor più eccitante, le ho infilato due dita nella fighetta ed ho cominciato a masturbarla. L'ho fatto muovendo le dita lentamente, affinché la persona che ci stava osservando, avesse una visione completa del gioco, che si era venuto a creare ed ho visto che quello ha gradito lo spettacolo. Le ho sborrato in bocca ed ho visto che anche il tizio è venuto e, poiché non c'era più tempo, ci siamo di colpo spostati sui sedili davanti e, mentre stavamo tornando a casa, ho raccontato ogni cosa a Lucia; mi sarei aspettato una violenta reazione, invece mi ha guardato sorridendo e si è rivolta a me in maniera molto maliziosa.
«Fausto, sei proprio un maiale, un porco; ti rendi conto che… Dimmi la verità: ti piace davvero tanto? Mi hai esibita e messa in mostra, masturbata e fatta godere, davanti ad un altro? È questo che ti piace fare con me?»
Ho sorriso e le ho dato un bacio.
«Sì la cosa mi è piaciuta molto! Non so spiegarti il perché, ma... mi eccita che altri ti guardino e possano desiderare di averti!»
Lei mi ha guardato e poi ha assunto un tono alquanto deciso.
«Se è questo che vuoi, in futuro cercherò di accontentarti; da oggi in poi, farò in modo che tu possa esser sempre soddisfatto di me, mi potrai esibire a tuo piacimento. Però, amore, tieni presente che questo gioco coinvolgerà altre persone e, quello che piace a te, piacerà anche ad altri e… insomma dovrai prendere atto che, una volta imboccata questa strada, non potremo tornare indietro!»
Ho fatto un profondo respiro e le ho detto che ero convinto su quello che volevo e, soprattutto, desideravo la sua totale fiducia e complicità. Due sere dopo, siamo usciti insieme e, quando è salita in auto, son rimasto a bocca aperta. Minigonna cortissima di pelle nera, camicetta bianca, sotto cui si intravedeva il seno completamente libero, calze autoreggenti di cui si vedeva benissimo il pizzo, tacchi a spillo e un trucco leggermente marcato.
«Allora: ti piaccio? Portami in un posto dove ci siano tanti maschi, che mi possano ammirare, cosi ti farò contento; vediamo quanto ti eccita questa cosa.»
Ho preso l'autostrada e mi son diretto verso una grande città, che dista solo una mezz'ora da casa nostra. Prima di lasciare la strada a scorrimento veloce, ho visto l'indicazione di un Autogrill; così l'ho fatta scendere e le ho chiesto di entrare e prendere una bottiglietta d'acqua. Lei è entrata ed io, attraverso la vetrata, l'ho seguita ed ho visto che tutti la guardavano; lei è uscita ed è salita di nuovo in auto.
«Accidenti che emozione! Ho sentito gli occhi di tutti addosso e… Fausto, sono già fradicia!»
Ho messo una mano tra le sue cosce e quasi vengo nel constatare che era priva di mutandine. Ci siamo recati nella zona vecchia della città e siamo entrati in un pub, dove, ovviamente, lei è stata oggetto del desiderio di quasi tutti i maschi presenti. Abbiamo bevuto una semplice birra e lei, sotto il tavolo, ha continuato ad accarezzarmi il cazzo, che era già duro come il marmo. Siamo usciti e, una volta saliti in auto, ho visto che qualcuno ci seguiva, così mi son fermato in un parcheggio ed ho visto che un'auto si è avvicinata a noi, da essa è sceso un tizio, che però si è fermato vicino alla macchina; allora l'ho fatta scendere e l'ho messa in piedi appoggiata al cofano della mia vettura, mi son posizionato dietro di lei ed ho preso a scoparla. Lucia urlava di piacere, mentre io la pompavo ed il tizio, che era a pochi metri di distanza, ha tirato fuori il cazzo e si è messo a segare; quando, dopo averla fatta godere diverse volte, mi son tirato indietro e l'ho fatta inginocchiare per metterle il mio cazzo in bocca, ho visto che il tizio ha fatto solo due o tre passi verso di noi, gustandosi la pompa che lei mi ha fatto, compresa la sborrata in bocca e, a quel punto, anche lui è venuto ed io ho fatto girare Lucia per poterlo vedere come sed ne veniva.
«Guarda, amore, sta sborrando per te! Si è tirato una sega guardando questa meravigliosa troia della mia fidanzata, che mi succhiava il cazzo!»
Lucia ha sorriso, poi si è alzata di nuovo in piedi e, quando è salita in auto, si è girata verso di lui e gli ha lanciato un bacio con la mano. È stato l'inizio del nostro gioco! Lucia ha iniziato ad indossare indumenti sempre più esigui e, soprattutto, molto sexy. Tubini elasticizzati, minigonne che, in realtà, erano delle maxi cinture. Oppure abiti trasparenti, che lasciavano intravedere che sotto non indossava alcun tipo di intimo. Tutto questo veniva fatto rigorosamente in maniera molto provocante, calzando sempre tacchi altissimi e, in inverno, anche autoreggenti sempre in bella mostra. Il nostro gioco è andato avanti per tutto il tempo del fidanzamento, durante il quale l'ho esibita in ogni luogo ed in ogni occasione, a volte con indumenti al limite della decenza e, spesso e volentieri, l'ho anche scopata in condizioni alquanto rischiose. Anche durante il viaggio di nozze, ci siamo divertiti e, in quella occasione, è però emersa un'altra fantasia: l'esibizionismo a Lucia non bastava più!
«Amore, così è bello, però... voglio dire; la cosa mi diverte, ma… non posso far a meno di prendere atto che lascia un certo amaro in bocca; amore, vorrei provare nuove sensazioni, qualche esperienza un po' più forte.»
Improvvisamente era giunto il momento che temevo e, nello stesso tempo, desideravo. Dentro di me, più d'una volta, si era fatto sentire il desiderio di vederla giocare con qualcuna di quelle persone che erano state provocate e, nello stesso tempo, avvertivo un senso di paura ed anche una forte gelosia.
«Amore, io penso che tu… va bene, se vuoi provare qualcosa di diverso, io lo posso accettare, ma… cerchiamo quantomeno di non esagerare!»
Due sere dopo, mentre eravamo a cena nel ristorante del villaggio, dove stavamo trascorrendo gli ultimi due giorni di viaggio di nozze, lei che era vestita in maniera assolutamente sconvolgente. Una minigonna inguinale, che, praticamente, non copriva nulla ed un leggero top, sotto cui si intravedevano i suoi capezzoli ben ritti; mi ha guardato e mi ha riferito che si sentiva pronta per qualcosa di diverso: io le ho sorriso e le ho risposto che non avevo cambiato idea. Ho visto che si è guardata intorno, poi si è alzata dicendo di aver bisogno del bagno ed io son rimasto al tavolo. Ho notato il fatto che, insieme a lei, si son mossi anche due ragazzi che, per tutta la serata, l'avevano osservata insistentemente e lei si era divertita a provocarli in più occasioni, mostrando senza ritegno le sue splendide cosce e soprattutto il micro perizoma, che non riusciva a coprire la sua patatina. Son rimasto seduto al tavolo per qualche minuto, poi, quasi seguendo una sensazione, mi son alzato e mi son diretto verso i bagni; dopo poco incrociai i due ragazzi che uscivano da lì, ridacchiando soddisfatti, sistemandosi la camicia nei pantaloni. Ho sentito chiaro il loro commento.
«Accidenti, che esperta in pompini è questa giovane sposina! Non oso pensare quante corna avrà suo marito!»
Sono rimasto basito e, subito dopo, ho visto uscire lei, che mi ha sorriso con un'aria maliziosa. L'ho guardata, lei mi ha abbracciato e baciato in bocca ed ho potuto cogliere il sapore della sborra sulle sue labbra. Abbiamo limonato un po', poi lei si è staccata e, con una mano, ha afferrato il mio membro, trovandolo ben duro.
«Due cazzi assolutamente normali, ma… tanto pieni! Adesso vieni, che ho voglia di succhiare anche il tuo!»
Era chiaro che, poco prima, era stato il momento in cui mi erano spuntate le prime corna. Lungo l'intero primo anno di matrimonio, ha continuato a cornificarmi, senza mai farmi partecipare, anche se io, in qualche modo, ho potuto vederla sempre in azione. In particolare mi ricordo che, mentre partecipavamo ad un matrimonio, nel bagno del ristorante ne ha succhiati quattro uno dopo l'altro, nel giro di un'ora. Poi i numeri sono cambiati, quando, finalmente, siamo riusciti a metter in chiaro le cose e lei mi ha detto che le piaceva molto questo gioco e voleva sempre divertirsi a far venire quanti più cazzi possibili. La volta successiva, si è verificata all'uscita di una discoteca; nel parcheggio si è fatta scopare contemporaneamente da tre maschi. Mentre ne succhiava uno grosso, un altro la scopava da dietro, mentre lei ne cavalcava un altro. Vederla con tutti e tre i buchi occupati, mi ha fatto sborrare senza toccarmi e, da allora, ho capito che mia moglie era diventata una troia insaziabile e non potevo lamentarmi perché era tutta colpa e merito mio. Oggi è diventata l'amante ufficiale del suo capo o, per meglio dire, la troia che lui esibisce ai suoi clienti: spesso la porta con sé con il pretesto del lavoro e la fa montare da chi vuole. Io, all'inizio, avvertivo nel mio intimo dei sentimenti contrastanti, ma poi, lentamente, ho accettato questa nuova realtà e adesso sono felice di sapere di aver una moglie che è una gran troia, in grado di farsi possedere da più uomini contemporaneamente e mi rendo conto che è diventata una vera vacca da letto; di tutto questo, io sono più che contento.
Commenti (0)
Per favore accedi per lasciare un commento.
Ancora nessun commento su questo racconto, sii il primo a commentare!

