Incesti

Due sorelle: Lei mi fa "bere" mio cognato

Finalmente fece scivolare la sua mano destra tra le mie gambe.


Mi accarezzò dolcemente la fica, i suoi movimenti erano dolci, mi fece spalancare le gambe incrociando le sue sopra le mie ero costretta da quella dolce presa mentre le sue mani si rituffavano tra le mie gambe.


La sua mano sinistra mi accarezzava dolcemente i seni stingendo i miei capezzoli tra le sue dita mentre con la sinistra continuava ad esplorare mia fica, avevo voglia che mi penetrasse, ma sembrava non volesse mai farlo, continuava ad accarezzare le grandi labbra arrivando fino al mio sedere, per lungo tempo aspettai che mi penetrasse.


Stringeva nelle sue mani il mio seno riuscendo a trattenerlo tutto nel suo palmo, le sue dita stringevano il mio capezzolo avvolte anche troppo forte tanto da sobbalzare per il dolore, questo invece che farmi male mi eccitava ancora di più.


Di tanto in tanto levava la sua mano dal mio seno e mi chiedeva di leccarle le dita, chiedendo di bagnarle il più possibile, poi la riportava sul mio seno dove iniziava a ruotarle sul’areola e a tintinnare il capezzolo.


Non ce la facevo più, il suo respiro caldo sul mio collo, le sue mani sul mio seno e sulla mia fica, io tenevo le mani sulle sue gambe che intrecciate alle mie mi impedivano ogni movimento, sentivo di impazzire, la pregai di farmi sua, la supplicai di farmi sua, ma lei ostinatamente non lo faceva, fin quando presi la sua mano nella mia e la spinsi dentro di me.


Spinsi la sua mano nella mia fica cosi facendo mi ritrovai ad essere penetrata non solo dalle sue dita ma anche dalle mie.


S:” come sei bagnata”


Io:” ti prego continua”


S:” vuoi solo me?


Io:” fammi impazzire”


Silvì continuava a torturarmi le sue dita entravano ed uscivano dolcemente dentro di me, sentivo il suo respiro caldo che accarezzava il mio collo ogni volta che parlava, le sue parole insieme al suo respiro scivolavano sulla pelle del mio collo come se mi accarezzasse dolcemente, poi senza alcun preavviso iniziò a urlare


S:”Matteoooo”


Io sobbalzai


Io:” ma che fai?”


S:” non hai detto che lo pensavi prima?”


Io:” si, ma cosi?”


S:” Matteo vieni??”


Io:” daiii”


Silvì non smetteva di chiamare Matteo, io avevo paura, la mia eccitazione se mai possibile si intensificava dalla paura di essere vista in quella posizione.


Sentii bussare alla porta e Matteo chiedere se poteva entrare Silvì disse:”certo”.


Vidi la porta aprirsi, Matteo entrò e rimase fermo a guardare la scena.


Ero completamente nuda seduta tra le gambe di mia sorella che mi teneva le cosce aperte con le sue gambe, Matteo poteva vedere la mia fica completamente nuda mentre mia sorella mi masturbava.


Non so in quei secondi Matteo cosa pensò rimase semplicemente immobile sull’uscio della porta.


Io rimasi di sasso non ebbi neanche l’impulso di coprirmi con le mani ero completamente assoggettata a mia sorella.


S:” entra cosa aspetti”


Matteo semplicemente ubbidì, entrò ed accostò la porta alle sue spalle.


Non so cosa volesse fare mia sorella, ma io ero disposta a tutto purché non finisse, sentivo le mie guancia bruciare, ero imbarazzata, ma infondo essere vista mi eccitava.


S:” avvicinati”


Matteo si avvicinò fino ad arrivare d’avanti a me, non sapevo cosa fare ero nelle mani di Silvì.


S:” ti piace?”


M:” si”


Silvì allungò una mano sul pantalone di Matteo era palese l’erezione che nascondeva nei pantaloni, poi tirò il cordoncino del pantaloncino e gli chiese di levarsi i pantaloni.


Vidi Matteo levarsi i pantaloncini rimanendo in boxer, Silvì prese la mia mano mettendola sull’asta di Matteo, era dura anche se costretta dal boxer, si intravedevano in rilievo le vene e la cappella.


Matteo si levò anche la maglietta mostrando i suoi addominali scolpiti.


Silvì accarezzo gli addominali facendo scivolare la mano verso la mia ancora intenta ad accarezzare l’asta, prese un lembo dei boxer e cercò di tirarli giù, non riuscendoci Matteo l’aiutò.


Ero nuda con mia sorella che per tutto il tempo non aveva mai smesso di torturarmi la fica sentivo gli umori colarmi sull’interno coscia diventare freddi a causa del vento che entrava dalla porta accostata.


Matteo era d’avanti a me totalmente nudo il suo scettro era a pochi centimetri dalla mia faccia.


S:” cosa aspetti?”


Io:” che devo fare?”


S:” non lo sai?”


Silvì mi mise una mano dietro la nuca e mi spinse in avanti.


Mi scontrai con l’asta di Matteo l’afferrai con una mano e iniziai a leccarlo, mia sorella ancora con il viso appoggiato sulla mia spalla guardava la scena.


S:” brava leccalo”


Stringevo in mano l’asta e con la lingua lo accarezzavo lentamente partendo dalla base gustandomi tutta l’asta fino alla cappella.


S:” infilalo in bocca”


Non mi sembrava vero mia sorella mi invitava a fare un pompino al suo ragazzo.


Leccai ancora un paio di volte partendo dalla base poi presi coraggio e lo accolsi nella mia bocca.


Iniziai a giocare con la lingua sulla cappella, la facevo roteare attorno alla punta di quel magnifico arnese.


Ero bagnatissima, nella stanza si sentiva il rumore delle dita di mia sorella che ogni volta che entravano ed uscivano dalla mia fica creavano un suono di sciacquettio, i mugugni di Matteo ed il rumore che la mia bocca faceva sull’asta bagnata della mia saliva.


Silvì mi mise una mano dietro la testa dettandomi i ritmi del pompino.


S:” cosi gli piace di più”


Io ero in preda agli spasmi stavo per avere un orgasmo non resistevo più e mia sorella se ne accorse tanto che intensifico la magnifica tortura nella mia fica.


Le sue dita entravano ed uscivano forsennatamente dalla mia fica in più con l’altra mano iniziò a torturarmi il clitoride questo fu il colpo di grazia, ebbi un orgasmo, Silvì premeva il suo corpo contro il mio impedendomi cosi di levare il cazzo di Matteo dalla mia bocca, urlai il mio piacere con quel palo di carne spinto nella mia gola.


Mi abbandonai tra le braccia di mia sorella che non smise di scoparmi la fica per tutto il tempo del mio orgasmo, urlai mi contorsi, fu fantastico.


Ci volle qualche minuto prima di riprendermi, appena mi ripresi mia sorella


S:” che facciamo lo lasciamo cosi?”


Guardai Matteo ancora in piedi d’avanti a noi, i suoi occhi erano fissi su di me, mi persi in quello sguardo cosi pieno di voglia, girai il viso verso Silvì e dissi


Io:” no voglio continuare:”


Riafferrai il palo di carne di Matteo ed iniziai a succhiare, mentre lo accoglievo nella mia bocca misi la mano alla base dell’asta ed iniziai a fargli una sega, Silvì si levò dalla mie spalle, il distacco dal suo corpo mi provoco un brivido di freddo. Si alzò e si mise a fianco di Matteo e lo baciò.


Non mi staccai dal palo di carne, volevo farlo godere volevo sentire il sapore del suo succo.


S:” hai visto com’è brava”


M:” è straordinaria”


Silvì si avvicinò e mi diede un bacio sulla guancia poi mi sussurrò all’orecchio:” ti amo”.


Lasciai Matteo mi girai e le diedi un bacio.


Silvì si inginocchiò sul letto vicino a me, vidi Matteo allungare una mano e toccarle i seni, poi pian piano giungere alla sua fica ed iniziare a masturbarla.


S:” non trovi cha ha un cazzo magnifico?”


Io continuai a succhiare.


Silvi mise una mano sulle palle ed iniziò ad accarezzarle.


Sentii Matteo irrigidirsi stava per venire, iniziai a succhiarlo sempre più velocemente.


S:” non ingoiare subito”


Ripresi fiato per un secondo e feci un cenno di assenso, continuando a masturbarlo con la mano.


Mi rituffai sul cazzo, a qual punto Matteo si irrigidii, mi mise entrambe le mani sulla testa e spinse il bacino verso la mia bocca per infilare se possibile ancora di più il suo cazzo nella mia bocca, iniziò a schizzare nella mia gola fiotti di succo caldo, lottai contro di me per non ingoiare, ma ce la feci.


Matteo svuotò il suo orgasmo nella mia gola, io tenni il suo succo nella mia bocca appena levò le mani della mia testa mi staccai e guardai Silvì.


Silvì si avvicinò e


S:” chiudi la bocca, ma non ingoiare”


Si avvicinò sorridendo caccio la lingua e mi leccò le labbra del poco succo che era uscito dalla mia bocca


S:” te ne usciva un po’ ”


S:” lascialo cadere sui tuoi seni”


Mi inginocchiai sul letto tenendo le gambe divaricate, inarcai all’indietro la schiena ed aprii la bocca lasciando crollare sui miei seni l’orgasmo di appena ricevuto, Silvì con la mano lo spalmò sui miei seni ed iniziò a leccarmi per raccogliere il succo di Matteo, il quale era in piedi in silenzio a gustarsi la scena.


Il succo di Matteo colava sui miei seni, un rivolo era scivolato sul mio seno pendendo dal mio capezzolo, Silvì si affrettò a leccarlo accogliendo alla fine il mio capezzolo in bocca.


Silvì risalii baciandomi il collo fino a giungere alle mia bocca, ci baciammo, nelle nostre bocche la nostra saliva si mischiava al seme di Matteo questo rese il bacio ancora più eccitante.


Mi stringeva a se i nostri seni strusciavano tra di loro, il succo di Matteo spalmato sul mio seno unito alla saliva di mia sorella avevano reso la mia pelle appiccicosa, cosi ogni volta che ci allontanavamo sentivo la mia pelle spiccicarsi da quella di Silvì.


Caddi sulla schiena, Silvì si sdraiò con me sul letto, Matteo si inginocchio al lato opposto di mia sorella.


Ero sdraiata al centro, Silvì poggiata su di un fianco giocava a far scivolare le sue dita dal mio mento fino all’ombelico poi si avvicinò e mi bacio dolcemente sulle labbra, staccata da me rivolse lo sguardo a Matteo si sporse e gli diede un bacio, poi le vidi fare un cenno verso di me invitando Matteo a darmi un bacio.


Feci leva sulle braccia e mi sedetti sul letto, Matteo mi baciò non mi aspettavo un bacio così, fu molto dolce prima mi sfiorò le labbra poi dolcemente schiuse la bocca e sentii il contatto con la sua lingua, fu molto dolce la sua lingua accarezzava la mia con molta lentezza come per assaporare ogni attimo di quel momento.


Mi girai verso Silvì ci guardammo e scoppiammo a ridere ci sdraiammo tutti e tre sul letto e restammo cosi a parlare.

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Giovanna Esse

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