Tradimenti

Dal supermercato all'auto

Ormai è tantissimo tempo che con mio marito il sesso ha perso quel travolgente piacere dei primi anni, forse anche l'amore è ormai mutato in affetto e ora mi sembra di avere a che fare con un fratello e non con l'uomo lontano anni luce dal porco che era.

Poi certo, probabilmente sono cambiata anche io e altrettanto probabilmente se c'è una colpa questa è divisa a metà, ma a poco più di 40 anni non sono e non voglio rinunciare a qualcosa che giorno dopo giorno mi manca terribilmente e che giochetti vari, ormai ho un cassetto pieno, o due dita infilate in fica, non danno lo stesso piacere di sentire due mani sulla carne, un bel cazzo che si muove dentro di me, per non parlare di farmi riempire la bocca da un'esplosione di sborra calda.

Penso alle tante occasioni che mi sono capitate e alle quali ho sempre detto di no, ma a tutto c'è un limite e il mio ormai è arrivato, mi reputo ancora una donna piacente, certo non ho più la freschezza dei vent'anni e anche il fisico non è lo stesso, come normale che sia, ma sento che ho ancora molto da dare e altrettanto da ricevere.

Da un po' di tempo ho cambiato supermercato e in questo lavora un uomo che ho adocchiato e sento di piacergli, lo vedo dai suoi sguardi che mi cercano, dagli occhi che mi seguono mentre mi aggiro tra gli scaffali a far finta di cercare qualcosa, si credo che potrei andare oltre questa volta.

Negli ultimi giorni agli scambi di sguardi reciproci è iniziato un dialogo come se entrambi volessimo sondare il campo e così è venuto fuori che anche lui è sposato, si dice non felice ma ha figli e di separarsi non ci pensa, poco male ho pensato tra me me, neppure io voglio lasciare il mio, comunque s'è creata un po' di confidenza e così il passo di prenderci un caffè o un aperitivo insieme è stato qualcosa di logico.

Il caffè è servito a parlare di cose più intime, fare confessioni e una serie di battute con doppi sensi ha dato velocemente il la a trovarci per un aperitivo e una cena.

E arriviamo a ieri, confesso che ero emozionata quasi come una ragazzina al primo appuntamento, un trucco leggero, un vestito sexy ma non troppo vistoso o provocante, e via verso qualcosa che iniziavo a fantasticare ma che ancora non sapevo dove avrebbe portato, forse era proprio questa la situazione che più mi emozionava, no nessun senso di colpa, forse perché in quel momento di "male" non avevo fatto ancora niente.

Ci trovammo vicino ai colli in un locale che durante la settimana non c'erano tante persone, all'aperitivo seguì una cena veloce, leggevo nei suoi occhi il desiderio di scoparmi e chissà se lui nei miei vedeva la mia voglia di succhiargli il cazzo.

Una volta pagato il conto ci trovammo davanti alle auto parcheggiate una di fianco all'altro, era buio e non c'era molta luce così salimmo sulla sua auto e fumammo una sigaretta, la consumammo avidamente tra silenzi e sorrisi per qualche battuta, poi iniziò in uno sguardo intenso, un bacio appena pronunciato giusto per assaggiare il reciproco sapore, al bacio seguirono mani bramose di conoscere, di toccare, di sentire e le sue sfacciate mi erano ovunque.

Stava violando il castello ormai indifeso e arrendevole, le cosce si aprivano e rovistava tra gli slip bagnati fino a far entrare un dito tra le fessure della fica, ero eccitata e vogliosa di sentire la consistenza del suo cazzo che scoprii subito iniziando a massaggiarlo ancora prigioniero dei jeans.

Il pacco era gonfio e continuavo a sfiorarlo col palmo della mano per poi stringerlo forte, intanto le sue dita erano due stantuffi di piacere, sentivo montare l'orgasmo che non ci mise molto ad esplodere, a stento trattenni un gemito di piacere intenso che non ricordo neppure da quanto tempo era perso e cercavo.

Tirò fuori la mano da in mezzo le mie cosce, guardandomi prima si portò le dita tra naso e labbra, respirando i miei umori e poi iniziò a leccarle invitandomi a partecipare a quel banchetto, non mi feci pregare e me le misi in bocca, dentro e fuori serrando strette le labbra.

Nel mentre mimavo l'atto di fare un pompino lo guardavo mentre si sbottona i jeans per poi sfilarsi la cinta e abbassarli fino a terra, boxer compresi, li sfilò e aprì le gambe invitandomi a prenderlo in bocca.

Era un cazzo normale nella misura, ma molto piacevole alla vista, le vene lungo l'asta lo risaltavano ai miei occhi, finalmente lo presi in mano e chinandomi lo odorai, solo un attimo per sentire il sapore che era di uno sporco pulito, prenderlo in bocca è stata una gioia che avevo dimenticato, iniziai a giocarci con la punta della lingua che iniziava a prendere sempre più confidenza, lo stringevo alla base e lui scostava i miei ricci mori per godersi maggiormente lo spettacolo e dall'espressione del suo volto, il suo ansimare e quel respiro corto, mi faceva capire che gli stava piacendo.

Sei una gran pompinara, mi disse con un filo di voce, io sorrisi e continuavo, dentro e fuori con movimenti irregolari aiutata dalla mano che lo menava a ritmo, me lo stavo proprio godendo e quando ero certa che stava per venire, pronta a ricevere il mio premio in bocca, lo stronzi me lo leva e quasi solleva i miei 50 chili e mi sposta nel sedile dietro.

Ora tocca ame, mi disse con lo sguardo acceso, mi alzò la gonna e scostandomi gli slip sentii la sua bocca mangiarmi la fica ormai molto eccitata e bagnata, la lingua sfiorava le labbra, il naso strusciava nel clitoride gonfio, fino a mettermi un dito dentro, stavo impazzendo dal piacere, a tratti si fermava, qualche attimo prima che io gli esplodessi in bocca, proprio un grandissimo bastardo pensai tra me e me, lo fece due volte fino a quando non ce la feci più e alzandolo lo feci sedere nel sedile, il suo cazzo in tiro, gli montai sopra facendolo scivolare dentro di me aiutandomi con la mano, lo cavalcai sentendolo tutto dentro, pulsava tra le pareti della mia fica che lo raccoglieva dentro, intanto le sue mani giocavano coi capezzoli e poi la sua bocca nel seno, lo succhiava e più succhiava e più mi eccitava e lo tenevo dentro, vengo cazzo, vengo, questa volta non volli trattenere nulla, lasciai libero il mio piacere di esplodere fregandomene di tutto e di tutti, ero soddisfatta e piena di lui, mi levai e lo presi nuovamente in bocca, con brama e voglia, quasi rabbia, forse un minuto e mi inondò la bocca con la sua sborra, la trattenni continuando a succhiargli la cappella e facendone cadere un po' per poi raccoglierla, si mi sentivo parecchio troia in quel momento, troia ed egoista pensando al mio piacere e poco m'importava se coincideva anche con il suo, tutto era per me, fino all'ultima goccia che ingoiai avidamente.

Tornammo entrambi nei sedili davanti e fumammo una sigaretta, lui ancora mezzo nudo e io col vestito stracciato e i capelli tutti arruffati, una volta finito si vesti e io mi diedi una rapida sistemata, smontai dall'auto e presi la strada di casa dove nel tragitto mi tornavano in mente molte immagini della serata, confesso che avevo ancora voglia e così chiusa in bagno sotto il getto caldo della doccia mi smenai la fica godendo in silenzio un'ultima volta.

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Autore su Erotika

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