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Erotika
Chiavata ginecologica.
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Racconto13 min di lettura

Chiavata ginecologica.

Quando un imprevisto ti cambia la vita!

pennabianca
2 mesi fa · 1.7k letture · 0

Mi chiamo Paolo, ho 24 anni, sono di media statura, capelli castani, occhi scuri, fisico abbastanza prestante. Da cinque anni sono fidanzato con Caterina, mia coetanea. Lei è una bella ragazza, bionda, con gli occhi azzurri, un bel seno alto e tondo, un fisico da sballo, un culetto molto prominente, che fa da cornice a delle cosce lunghe e snelle. La nostra vita come coppia è un po' simile a quella di tante altre. Lavoriamo entrambi e, il venerdì sera, ci troviamo con il solito gruppo di amici per una pizza, un cinema o a ballare in qualche discoteca. Sessualmente parlando, Caterina non è una gran porcella a letto. Prima che con me, è stata fidanzata con un altro ragazzo, che l'ha iniziata ai piaceri del sesso e con lui scopava solo in maniera canonica. Sono io che le ho insegnato a prenderlo in bocca, mentre ancora sto cercando di convincerla a darmi il culetto. Ci è voluto molto impegno prima di farglielo succhiare e, qualche volta, anche di fargli ingoiare la mia sborra, cosa che lei non ama molto. Un'altra cosa che mi manda ai pazzi è il fatto di esser molto schiva, priva del più banale senso di mostrarsi, al punto da aver vergogna a farsi vedere anche quando facciamo l'amore e, di conseguenza, pretende di farlo al buio e, raramente, completamente nudi e, nel caso ciò avvenisse, la luce deve restare rigorosamente spenta. Questo stato di cose è però cambiato circa un mese fa. Una sera, avevamo appena finito di scopare, quando mi accorgo che il preservativo era rimasto dentro di lei. Lei prova a toglierselo, ma non ci riesce, perché è finito troppo dentro: TRAGEDIA! Lei prese a piangere e, soprattutto, non sapevamo come fare, perché di sabato notte la sua ginecologa l'avrebbe mandata a quel paese.
«Accidenti, Paolo! È un vero disastro! Adesso come facciamo? Se resto incinta, i miei genitori mi uccidono! Mamma crede che io sia ancora vergine: Paolo che facciamo? Mi devo togliere questo coso da dentro e prendere la pillola del giorno dopo. Lo dobbiamo fare, cazzo!»
Concordo con lei , ma per avere la prescrizione della pillola, un altro casino, perché la guardia medica dalle mie parti è praticamente inesistente. Allora mi viene in mente che, più di una volta, ho accompagnato mia madre, ed anche mia zia, da un loro amico ginecologo. Si chiama Gianni ed è amico coetaneo di mia madre e mia zia. È un uomo di media statura, con i capelli completamente bianchi e conosce sia mia madre che la mia famiglia, da molto tempo. Di recente, per il 45° compleanno di mia madre, è venuto anche a casa nostra e, in quell'occasione, gli ho anche presentato Caterina. Mentre gli stringeva la mano e teneva un braccio sulle mie spalle, ha scherzato con entrambi, dicendo che in caso di necessità lui era sempre a nostra completa disposizione. Naturalmente Caterina, dopo che lui si era allontanato, mi aveva detto che non aveva nessuna intenzione di farsi visitare da un maschio. Guardo su internet, cerco un suo recapito telefonico e, una volta che l’ho trovato, lo chiamo spiegando chi sono.
«Buonasera signor Gianni, sono Paolo, il figlio della signora Maria, il nipote di Luisa, la signora dai capelli rossi, che l’ha inviata al suo compleanno qualche giorno fa. Mi dispiace disturbarla a quest'ora e, nel caso volesse mandarmi al diavolo, sarebbe un suo sacrosanto diritto, ma avrei un piccolo problema che necessita almeno di un consiglio da parte sua.»
Lui, dopo un attimo di silenzio, mi risponde in maniera molto cordiale.
«Non c'è nessun problema. L'unica cosa è che non sono a casa, ma in città, quindi non so se posso esserti utile quando tornerò in paese.»
Quando mi dice che è in città, gli spiego a grandi linee quale sia il problema e lui subito mi dice di recarmi immediatamente presso di lui che mi aspetterà davanti al portone del palazzo, dove è ubicato il suo ambulatorio. Naturalmente Caterina è contraria su tutto. Mentre ci dirigiamo verso lo studio, mi rendo conto che è nel pallone.
«Oddio, accidenti no! Capisci che mi dovrò far vedere nuda da un altro uomo? È un casino! Un grandissimo casino! Maledizione, come facciamo?»
Cerco in qualche modo di rassicurarla, ma lei sembra molto nervosa e restia a farsi visitare da lui.
«Amore, o lo facciamo oppure rischi di rimanere incinta, non ci sono molte alternative. Lui è l'unico che può toglierti il preservativo da dentro e prescrivere la pillola del giorno dopo; quindi, non mi sembra che abbiamo molte scelte!»

Alla fine si convince. Giunti a destinazione, lui ci aspetta davanti al portone e, insieme, saliamo in ascensore fino al piano dove è il suo ambulatorio. Una volta entrati, lui spiega a Caterina che è assolutamente indispensabile togliere il preservativo da dentro, anche se ha capito che lei vorrebbe evitare di farsi vedere, perché è chiaro che si vergogna.
«Ma non è possibile aspettare fino a lunedì la sua ginecologa»
Lui è categorico!
«Più resta lì e più aumenterebbe il rischio del concepimento. Va tolto il prima possibile!»
Lei sconvolta da tutta la situazione acconsente.
«Va bene! Piuttosto che rischiare di rimaner incinta, togliamolo!»
Capisce l'imbarazzo di Caterina e la rassicura facendola mettere a suo agio.
«Signorina, si rilassi! Intanto io sono una persona che svolge un lavoro come qualunque medico, quindi non deve sentirsi in imbarazzo con me. Se vuole può continuare a tener su la gonna, ma dovrà togliersi per forza le mutandine, sdraiarsi sul mio lettino e appoggiare entrambe le gambe su questi appositi sostegni. Paolo, se vuoi puoi restare, oppure aspetta fuori in sala d'attesa. Come preferisci.»
Mi rendo conto che tutta questa situazione insolita, mi sta procurando una strana eccitazione. Tutto d'un tratto mi rendo conto che la mia fidanzata, che fino ad oggi è stata restia a farsi vedere, anche parzialmente, nuda, ora dovrà sistemarsi a cosce aperte davanti ad un altro uomo. Stranamente la cosa mi eccita in maniera così forte da sentire il cazzo premere contro la stoffa dei jeans, fino a farmi male. Caterina si sfila le mutandine e, una volta seduta sul lettino, si sdraia; vedo Gianni che, con estrema delicatezza, dopo aver indossato un paio di guanti in lattice, solleva prima una gamba e poi l'altra, appoggiandola agli appositi sostegni. Ora la fica di Caterina è in bella mostra davanti a lui; vedo il suo splendido triangolino di peli perfettamente curato e le labbra leggermente arrossate, ancora tumefatte per la bella scopata cui l'avevo sottoposta poco prima. Era la prima volta che la vedevo così bene. Non mi era mai successo e adesso la vedevo come non l'avevo mai vista, mai leccata e lo avrei voluto tanto! Gianni si mette di fronte a lei e le dice di restar ferma e lei obbedisce. Non credevo che fosse successo. Io con lei ho sempre scopato al buio ed ora, invece, un altro maschio contemplava la fica della mia fidanzata. Gli mette un dito dentro e prova togliere il preservativo. Lei geme mentre lui, con il dito, ravana all'interno della sua vagina. Si vergogna, lo vedo, ma lui è abile e lei, alla fine, si morde una mano per non gridare.
«Caterina, lasciati andare! Se ti irrigidisci, mi rendi il lavoro impossibile! Ti sto facendo volutamente sentir piacere, perché questo agevola sia la ricerca che la soluzione del problema. Più la tua vagina viene irrorata dai tuoi succhi e più facilmente possiamo estrarre il preservativo.»
Gianni si gira verso di me e mi invita ad avvicinarmi.
«Fa stare tranquilla la tua fidanzata! Vieni vicino a lei, tienile la mano o qualunque altra cosa che sai potrebbe farla stare tranquilla e rilassata. La devo far godere per riuscire a risolvere il problema, quindi aiutami anche tu!»
Lo guardo stupito: sono eccitato ed incazzato nello stesso tempo, perché, in qualche modo, questa faccenda sta prendendo una piega assolutamente strana. Vedo che continua a masturbare Caterina, che, d'un tratto, emette un gemito di piacere. Lui sorride e mi invita a farla godere ancor di più.
«Accarezza il suo seno, falla eccitare, ancora di più!»
Caterina mi guarda sbalordita e cerca di opporsi.
«Ma io... Cioè, non capisco io... perché... Oddio, mi fai venire!»
Infatti lui ha preso a masturbarla velocemente e, nello stesso tempo, anch'io ho allungato le mani, ho aperto la sua camicetta ed ho preso ad accarezzarle il seno. Caterina dei bei capezzoli, grossi e duri, ed io, mentre lui la masturba, sento il cazzo che mi esplode nei pantaloni. Senza rendermene conto, prendo una mano e l’appoggio sul mio pacco. Caterina mi guarda un po' stupita, ma è illanguidita dal piacere che sta provando, così comincia ad accarezzarmi il cazzo da sopra i pantaloni. Gianni lo vede e la sprona a far di più.
«Brava, Caterina! Ti stai bagnando molto e questo è molto utile, perché sicuramente fra poco riuscirò a risolvere il problema. Dai, prendi in bocca il cazzo del tuo fidanzato, così godi all'istante!»

Prima di andare avanti…

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